Tentato dalla zia!
di
Matteezia
genere
incesti
Ciao a tutti!
Era una di quelle giornate caldissime d’estate. Ero a casa di zia da ore, stravaccato sul divano del soggiorno con l’aria condizionata che ronzava piano. Lei era seduta poco distante, le gambe allungate, e io non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso. Quel body verde attillatissimo le aderiva al corpo come una seconda pelle: le spalle completamente scoperte, la stoffa tirata sulle sue tette grosse, i capezzoli duri che sporgevano nitidi. Ai piedi portava quegli insoliti calzini verdi a dita, tipo guanti, che le rendevano i piedini ancora più piccoli e maledettamente sexy.
La guardavo da un pezzo, il cazzo già mezzo duro nei pantaloncini mentre fantasticavo di saltarle addosso.
M:”Zia… cazzo, mi ecciti da morire vestita così” dissi alla fine, la voce roca.
Lei ridacchiò, mordendosi il labbro inferiore con quel sorrisetto da troia che conoscevo bene.
Z:”Lo sapevo che ti piaceva questo body, birichino. L’ho messo apposta per te oggi. Ti piace eh? Scommetto che stai già pensando di scopare la tua zia con questo body addosso.”
Senza darmi il tempo di rispondere, alzò lentamente un piedino e me lo appoggiò sul rigonfiamento dei pantaloncini. La sensazione del calzino caldo e aderente sulla cappella mi strappò un gemito. Iniziò piano, strofinando con un piede solo, poi aggiunse anche l’altro.
Z:”Mmm… senti i piedini della zia sul tuo cazzo? Ti stanno facendo diventare durissimo, vero ? Scopa tua zia con gli occhi mentre ti faccio questo footjob… guarda come ti stringono bene questi calzini verdi” mormorava con voce bassa e sporca, muovendo i piedini con sempre più decisione.
Mi abbassai velocemente pantaloncini e boxer. Il cazzo schizzò fuori, duro e pulsante. Zia lo avvolse subito con entrambi i piedi, le dita coperte dai calzini che aderivano perfettamente all’asta. Iniziò lento, poi accelerò, alternando entrambi i piedi e lavorando a volte con uno solo mentre l’altro mi massaggiava le palle.
La frizione era perfetta, calda e ruvida quel tanto che bastava. Stavo per esplodere.
M:”Ferma zia… cazzo, sto per venire. Sei assurda” ansimai.
Lei tolse i piedi ridendo. Z:”Già? Oggi ti eccita proprio tanto eh, nipotino? Solo con i calzini ti riduci così?”
Mi alzai in piedi davanti a lei. Zia si leccò le labbra guardando il mio cazzo. Le spostai di lato il body verde, scoprendo la figa già fradicia. La spinsi sul divano, le divaricai le gambe e la penetrai con un colpo solo, profondo e violento.
Z:”Ahhh sììì! Scopa la tua zia! Fottimi forte! La figa della zia è tutta per te!” urlò lei. «
Z:”Dai, più forte… sfondami!”
La martellai con colpi frenetici, guardando il body che le strizzava le tette. Non durai molto. Uscii di corsa e iniziai a sborrare abbondantemente: il primo getto colpì in pieno i calzini verdi, imbrattandoli completamente. Altri schizzi potenti finirono sul divano, per terra e sulle sue caviglie.
Zia guardò il macello e scoppiò a ridere. «
Z:”Oddio nipote, guarda che casino! Questi calzini mi piacevano tanto e li hai riempiti tutti di sborra… sei un maiale! Ma mi piace quando mi sporchi così.”
Mosse i piedi ammirando la mia sborra sui calzini, poi si alzò. Si sfilò il body verde passandolo sopra la testa, mostrando le tette grosse che ondeggiarono libere. Si tolse anche i calzini sporchi e li lanciò via. Mi prese per mano.
Z:”Andiamo in piscina, dai. Ho ancora tanta voglia di farmi fottere!”
Camminava davanti a me ancheggiando esageratamente, il culo nudo che ondeggiava. Arrivati alla piscina fuori terra, ci tuffammo nudi.
Mi appoggiai alla scaletta. Zia mi venne incontro, baciò la punta del mio cazzo e poi mi diede un’occhiata maliziosa. Le tirai uno sculaccione sul culo che riaffiorava dall’acqua. Lei mi guardò male ma sorrise. La presi, la feci sedere sul bordo più alto della scaletta e le divorai figa e culo con la lingua, leccando avidamente, soffermandomi soprattutto sul buchetto che volevo fottere dopo.
Z:”Oddio sì… leccami tutta! Leccami il culo… adoro quando mi lecchi il buchetto” gemeva lei, spingendomi la testa contro di sé mentre si toccava la figa.
La rimisi in acqua, la appoggiai al bordo e la presi da dietro. Penetrai prima la figa, spingendo forte nonostante la resistenza dell’acqua.
Z:”Più forte! Scopami come si deve, dai!” urlava.
Poi passai al culo. Entrai diretto ma attento. Lei fece un lungo «Oooh!» ma spinse subito indietro. Z:”Così… prendimi nel culo!”
La fottei con forza. La prima volta la spinsi sotto acqua mentre ero dentro di lei, tenendola giù per cinque-sei secondi. Riemerse ansimante, tossendo e ridendo: Z:”Ma che faiiii… porco! Mi hai tenuto sotto mentre mi fottevi il culo!”
Continuai a sbatterla tirandole i capelli, poi la spinsi sotto una seconda volta, più a lungo, mentre le davo colpi profondi nel culo. Quando risalì gemeva forte: Z:”Ancora… cazzo la tua zia impazzisce quando fai così!”
La terza immersione fu la più intensa. La tenni sotto a lungo mentre la fottevo con colpi secchi e violenti il suo culo stretto. Riemerse con un gemito dopo essersi dimenata per risalire Z:”Ma che faiiii…!Sei un depravato”.
Cambiammo posizione: la presi in braccio nell’acqua dando anche a lei il pallino sul controllo del ritmo. Le sue tette grosse che mi strofinavano la faccia mentre la scopavo. Zia è bravissima a stare sopra, sxopa divinamente.
La misi sui gradini della scaletta, le schiaffeggiai il culo e le rientrai nel culo da dietro. Schiaffeggiai forte prima una chiappa e poi l’altra facendole emettere un gemito strozzato.
Le scopai il culo facendole caricare un grosso orgasmo.
Dopo qualche minuto tolsi il cazzo andando a leccare la figa facendole liberare un grosso ed intenso orgasmo. Si contorse tutta stringendo anche pugni e piedi. Ributtai il cazzo nel culo mentre ancora tremava.
Alla fine mi sedetti in cima alla scaletta. Zia si mise tra le mie gambe e mi fece una pompa da urlo: bocca profonda, lingua sulla cappella e sulle palle, guardandomi fisso negli occhi.
M:”Dai, tira fuori quella lingua” le dissi provocandola. Lei obbedì sorridendo, staccò la bocca e tirò fuori la lingua. Mi segai davanti a lei fino a esplodere, ricoprendole tutta la faccia, guance, occhi, capelli. Qualche schizzo finì anche in acqua.
M:”Cazzo zia… sei bellissima tutta ricoperta di sborra “ansimai.
Lei sorrise sporca. Z:”Cazzo, che gran sborrata!.”
Restammo abbracciati nell’acqua. Z:”Ogni volta è meglio dell’altra”mormorò lei baciandomi il collo, stringendomi il cazzo ormai drenato.
Grazie!
Era una di quelle giornate caldissime d’estate. Ero a casa di zia da ore, stravaccato sul divano del soggiorno con l’aria condizionata che ronzava piano. Lei era seduta poco distante, le gambe allungate, e io non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso. Quel body verde attillatissimo le aderiva al corpo come una seconda pelle: le spalle completamente scoperte, la stoffa tirata sulle sue tette grosse, i capezzoli duri che sporgevano nitidi. Ai piedi portava quegli insoliti calzini verdi a dita, tipo guanti, che le rendevano i piedini ancora più piccoli e maledettamente sexy.
La guardavo da un pezzo, il cazzo già mezzo duro nei pantaloncini mentre fantasticavo di saltarle addosso.
M:”Zia… cazzo, mi ecciti da morire vestita così” dissi alla fine, la voce roca.
Lei ridacchiò, mordendosi il labbro inferiore con quel sorrisetto da troia che conoscevo bene.
Z:”Lo sapevo che ti piaceva questo body, birichino. L’ho messo apposta per te oggi. Ti piace eh? Scommetto che stai già pensando di scopare la tua zia con questo body addosso.”
Senza darmi il tempo di rispondere, alzò lentamente un piedino e me lo appoggiò sul rigonfiamento dei pantaloncini. La sensazione del calzino caldo e aderente sulla cappella mi strappò un gemito. Iniziò piano, strofinando con un piede solo, poi aggiunse anche l’altro.
Z:”Mmm… senti i piedini della zia sul tuo cazzo? Ti stanno facendo diventare durissimo, vero ? Scopa tua zia con gli occhi mentre ti faccio questo footjob… guarda come ti stringono bene questi calzini verdi” mormorava con voce bassa e sporca, muovendo i piedini con sempre più decisione.
Mi abbassai velocemente pantaloncini e boxer. Il cazzo schizzò fuori, duro e pulsante. Zia lo avvolse subito con entrambi i piedi, le dita coperte dai calzini che aderivano perfettamente all’asta. Iniziò lento, poi accelerò, alternando entrambi i piedi e lavorando a volte con uno solo mentre l’altro mi massaggiava le palle.
La frizione era perfetta, calda e ruvida quel tanto che bastava. Stavo per esplodere.
M:”Ferma zia… cazzo, sto per venire. Sei assurda” ansimai.
Lei tolse i piedi ridendo. Z:”Già? Oggi ti eccita proprio tanto eh, nipotino? Solo con i calzini ti riduci così?”
Mi alzai in piedi davanti a lei. Zia si leccò le labbra guardando il mio cazzo. Le spostai di lato il body verde, scoprendo la figa già fradicia. La spinsi sul divano, le divaricai le gambe e la penetrai con un colpo solo, profondo e violento.
Z:”Ahhh sììì! Scopa la tua zia! Fottimi forte! La figa della zia è tutta per te!” urlò lei. «
Z:”Dai, più forte… sfondami!”
La martellai con colpi frenetici, guardando il body che le strizzava le tette. Non durai molto. Uscii di corsa e iniziai a sborrare abbondantemente: il primo getto colpì in pieno i calzini verdi, imbrattandoli completamente. Altri schizzi potenti finirono sul divano, per terra e sulle sue caviglie.
Zia guardò il macello e scoppiò a ridere. «
Z:”Oddio nipote, guarda che casino! Questi calzini mi piacevano tanto e li hai riempiti tutti di sborra… sei un maiale! Ma mi piace quando mi sporchi così.”
Mosse i piedi ammirando la mia sborra sui calzini, poi si alzò. Si sfilò il body verde passandolo sopra la testa, mostrando le tette grosse che ondeggiarono libere. Si tolse anche i calzini sporchi e li lanciò via. Mi prese per mano.
Z:”Andiamo in piscina, dai. Ho ancora tanta voglia di farmi fottere!”
Camminava davanti a me ancheggiando esageratamente, il culo nudo che ondeggiava. Arrivati alla piscina fuori terra, ci tuffammo nudi.
Mi appoggiai alla scaletta. Zia mi venne incontro, baciò la punta del mio cazzo e poi mi diede un’occhiata maliziosa. Le tirai uno sculaccione sul culo che riaffiorava dall’acqua. Lei mi guardò male ma sorrise. La presi, la feci sedere sul bordo più alto della scaletta e le divorai figa e culo con la lingua, leccando avidamente, soffermandomi soprattutto sul buchetto che volevo fottere dopo.
Z:”Oddio sì… leccami tutta! Leccami il culo… adoro quando mi lecchi il buchetto” gemeva lei, spingendomi la testa contro di sé mentre si toccava la figa.
La rimisi in acqua, la appoggiai al bordo e la presi da dietro. Penetrai prima la figa, spingendo forte nonostante la resistenza dell’acqua.
Z:”Più forte! Scopami come si deve, dai!” urlava.
Poi passai al culo. Entrai diretto ma attento. Lei fece un lungo «Oooh!» ma spinse subito indietro. Z:”Così… prendimi nel culo!”
La fottei con forza. La prima volta la spinsi sotto acqua mentre ero dentro di lei, tenendola giù per cinque-sei secondi. Riemerse ansimante, tossendo e ridendo: Z:”Ma che faiiii… porco! Mi hai tenuto sotto mentre mi fottevi il culo!”
Continuai a sbatterla tirandole i capelli, poi la spinsi sotto una seconda volta, più a lungo, mentre le davo colpi profondi nel culo. Quando risalì gemeva forte: Z:”Ancora… cazzo la tua zia impazzisce quando fai così!”
La terza immersione fu la più intensa. La tenni sotto a lungo mentre la fottevo con colpi secchi e violenti il suo culo stretto. Riemerse con un gemito dopo essersi dimenata per risalire Z:”Ma che faiiii…!Sei un depravato”.
Cambiammo posizione: la presi in braccio nell’acqua dando anche a lei il pallino sul controllo del ritmo. Le sue tette grosse che mi strofinavano la faccia mentre la scopavo. Zia è bravissima a stare sopra, sxopa divinamente.
La misi sui gradini della scaletta, le schiaffeggiai il culo e le rientrai nel culo da dietro. Schiaffeggiai forte prima una chiappa e poi l’altra facendole emettere un gemito strozzato.
Le scopai il culo facendole caricare un grosso orgasmo.
Dopo qualche minuto tolsi il cazzo andando a leccare la figa facendole liberare un grosso ed intenso orgasmo. Si contorse tutta stringendo anche pugni e piedi. Ributtai il cazzo nel culo mentre ancora tremava.
Alla fine mi sedetti in cima alla scaletta. Zia si mise tra le mie gambe e mi fece una pompa da urlo: bocca profonda, lingua sulla cappella e sulle palle, guardandomi fisso negli occhi.
M:”Dai, tira fuori quella lingua” le dissi provocandola. Lei obbedì sorridendo, staccò la bocca e tirò fuori la lingua. Mi segai davanti a lei fino a esplodere, ricoprendole tutta la faccia, guance, occhi, capelli. Qualche schizzo finì anche in acqua.
M:”Cazzo zia… sei bellissima tutta ricoperta di sborra “ansimai.
Lei sorrise sporca. Z:”Cazzo, che gran sborrata!.”
Restammo abbracciati nell’acqua. Z:”Ogni volta è meglio dell’altra”mormorò lei baciandomi il collo, stringendomi il cazzo ormai drenato.
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