Dalla dottoressa sessuologa e fisioterapista perineale, terza visita

di
genere
esibizionismo

Dopo qualche giorno di febbrile attesa arriva un messaggio che dice: «dovresti fare le analisi del sangue e delle urine per Hiv, sifilide, gonorrea ed epatite e inviarmi il risultato. vista la natura della terapia che eseguiremo andremo nello studio di Elsa che è più attrezzato» segue l'indirizzo con la mappa stradale, l'immagine dell'edificio e della stanza adibita alla terapia sessuale. E' ampia, tinteggiatura bianca, in centro un lettino ginecologico e un letto matrimoniale distanti circa un metro. Sul retro una scrivania bianca con due ampie cassettiere, sopra dei pensili con ante in vetro opaco stile ospedaliero. Di fronte un grande specchio riflette lettino e letto e , sul soffitto, un altro specchio. La mia curiosità arriva alle stelle e scrivo chiedendo come si svolgerà la terapia. Mi risponde che la proverò direttamente il giorno stabilito, di non preoccuparmi e che è necessaria per guarire dall'impotenza di coppia. Nel frattempo di mandarle gli esiti non appena fatte le analisi. Nei giorni che seguono sono preda di un' inquietudine erotica che coinvolge la mente e il corpo portandomi a masturbazioni immaginando le due dottoresse che abusano del mio corpo. Le analisi danno esito negativo e le invio alla dottoressa. Mi risponde che ora possiamo procedere senza pericolo alle terapie sessuali con Elsa.
Finalmente arriva il giorno tanto atteso dopo tre settimane di ansia e curiosità. Suono, la porta si apre e mi trovo in una tipica anticamera con divano, tavolino con riviste e musica soffusa. Appese immagini mediche che rappresentano gli organi genitali maschili e femminili. La porta dello studio si apre ed esce Lucilla, la splendida dottoressa che indossa calzoni lunghi neri che le segnano un monte di venere sporgente e una fica che pare più lunga del normale. Sopra una maglietta aderente blu che mostra un bel seno con due grossi capezzoli che sporgono visibilmente. Un viso solare e sorridente, i bei capelli corti castano chiaro e la frangia che arriva appena sopra le sopracciglia. Scarpe da ginnastica bianche altezza almeno 1 e 75 e corporatura snella. Mi viene incontro, mi da la mano e dice "benvenuto Pippo» entriamo e vedo la stanza esattamente come in fotografia; Elsa è seduta alla scrivania in fondo, si alza e viene incontro. E' alta almeno 1 metro e 80, capelli corti biondi, occhi azzurri e un sorriso da ragazza monella. Gli do almeno 40 anni, anche lei indossa calzoni aderenti blu che le segnano la fica e maglietta aderente rossa che le segna i capezzoli di un seno piccolo ma ben fatto. Lucilla dice: «ti presento Elsa, androloga specializzata in terapie sessuali. Sono entrambe due bellissime donne mature che trasudano esperienza. Mi pregano di accomodarmi alla scrivania, Lucilla di fronte con davanti il notebook ed Elsa di lato che mi scruta incuriosita dalla testa ai piedi. Io porto una tuta da ginnastica con scarpe da tennis e sotto si nota sicuramente il gonfiore dei miei genital, immagino che Lucilla glieli abbia descritti visto che il mio pene è superiore alla media per diametro e lunghezza. Non mi sembra vero, mi trovo di fronte a due dottoresse che ora mi confesseranno sui più intimi particolari della mia vita sessuale. Lucilla mi informa che ha già mostrato ad Elsa la mia scheda e che conosce l'evoluzione della terapia. Ora tocca ad Elsa interrogarmi e mi chiede in un ottimo italiano con un leggero accento quale dimensione massima hanno i falli che inserisco nel retto. Rispondo che tempo fa una massaggiatrice professionista mi ha inserito la mano fino al polso. Lei risponde che è ottimo in quanto la terapia prevede stimolazioni rettali e domanda se l'eiaculazione è arrivata spontaneamente, rispondo di si e commenta che è un dato positivo. Mi chiede se mi sono mai stati inseriti cateteri nell'uretra e rispondo di si avendo sostenuto alcuni interventi chirurgici. Mi domanda se ho provato piacere e rispondo di si, commenta dicendo che anche questo è positivo. Mi dice che dovrà inserire una piccola sonda per verificare non ci siamo imperfezioni o anomalie. Ho sempre provato piacere nell'inserimento del catetere e l'idea che violino la mia uretra con un sondino mi provoca un'immediata eccitazione. Mi domanda cosa provo a mostrare i genitali ad una o più dottoresse, rispondo che provo eccitazione e che mi masturbo al solo pensiero di stendermi sul lettino per le manipolazioni e che aspetto con ansia il momento della visita. Commenta rivolgendosi a Lucilla dicendo che si tratta di transfert erotico e che è necessario convogliare queste energie verso l'esterno nei rapporti con la partner sessuale. Ora, penetrandomi con lo sguardo, mi invita a spogliarmi calzoni, mutande e maglia e restare completamente nudo. Mi indica il bagno nella stessa stanza con la porta aperta e mi dice se necessito di urinare. Dice che non è necessario che manipoli i genitale per l'erezione, che ci pensa lei a questo. Probabilmente Lucilla, nelle visite precedenti, ha notato i miei preparativi alla visita in bagno, non l'ha dato a vedere e riferito a Elsa. Ora, rimasto nudo con le due dottoresse che mi guardano con interesse mentre sono in piedi di fronte a loro sedute, si alzano e mi accompagnano dicendo che è ora di stendersi sul lettino per iniziare la terapia. Il lettino è alto, diversamente da quello nello studio di Lucilla dove eseguiva le manovre su uno sgabello. Probabilmente lavoreranno in piedi visto che non ci sono sgabelli. Nel salire Lucilla mi accompagna sostenendomi la spalla e Elsa accompagna le gambe, una volta disteso le posizione su i due sostegni laterali che aprono le gambe almeno a 120°, esponendo completamente la zona genitale e perineale. Elsa mi aiuta a scivolare verso il basso in modo da arrivare sul ciglio del lettino ed esporre meglio la zona anale restando appoggiato solo con la schiena. Il mio membro comincia a gonfiarsi spontaneamente ed Elsa commenta dicendo che non è necessaria una manipolazione preventiva vista la risposta. Ora, dicendo che è importante mantenere la posizione, stringe due cinghie intorno alle cosce fino ad impedirne il movimento. Fa la stessa cosa con le caviglie mentre Lucilla passa una cinghia sopra il torace bloccandolo sul lettino per impedire di alzarmi. Ora mi guarda negli occhi e mi domanda cosa provo ad essere completamente nelle loro mani e che possono fare del mio corpo quello che vogliono. Io, con un'erezione importante, rispondo che, come possono vedere, la cosa mi eccita moltissimo. Ora si rivolge a Elsa dicendo che il primo test è superato, quello che riguarda l'erezione volontaria. Elsa risponde che è la situazione ottimale per procedere e va verso i pensili alle mie spalle, purtroppo non riesco a vedere cosa fa, sento solo dei rumori metallici come del ferri chirurgici che si urtano mentre cerca qualcosa. Intanto Lucilla mi domanda se a casa ho fatto la pulizia del retto con dei clisteri, rispondo di si che è pulitissimo. Risponde dicendo che ora è necessario fare l' anoscopia e di non preoccuparmi che elsa, essendo anche androloga, è molto pratica. Intanto Lucilla ed Elsa indossano guanti chirurgici, Elsa si avvicina portando un carrello su ruote con appoggiatiti degli strumenti metallici e del lubrificante. Mi inserisce molto lentamente, previa lubrificazione, un divaricatore anale che misura almeno 20 cm di diametro per una lunghezza di circa 10 cm. Lucilla spiega che in quel modo si avrà una perfetta visione interna mentre Elsa fa in modo che il divaricatore si apra bloccandolo all'apertura massima, circa 50 cm di diametro. Si complimenta per l'elasticità anale e rispondo che l' ho allenato per due settimane in attesa di questa visita. Nel frattempo Lucilla mi passa una cintura sotto al bacino con attaccato un anello che avvolge il pene con un filo che esce. Ora mi trovo completamente aperto con l'ano dilatato di 50 cm e le due dottoresse che mi osservano compiaciute. Elsa dice che ora procederà a delle stimolazioni tens che coinvolgeranno tutta la zona perineale mentre prendeva un piccolo fallo in metallo con collegato un filo che va in una piccola macchina dove arriva anche il filo che parte dall'anello sul pene. Lucilla dice, partiamo progressivamente da 1 a 10, Elsa inserisce l'oggetto metallico spostandolo prima a destra, poi a sinistra e infine in alto a toccare la prostata. Lucilla osserva gli spostamenti del pene commentando che i muscoli lavorano e che forse sono i nervi un poco indeboliti. Io nel frattempo, con la stimolazione elettrica modulata alla prostata, ho un orgasmo molto lungo con un'eiaculazione abbondante ma che non schizza fuori, tutto questo dura qualche minuto. Ora Elsa domanda se mi fosse piaciuto l'orgasmo prostatico e che la prossima volta si andrà oltre eseguendo una uretroscopia che era programmata per oggi ma è necessario eseguirla con l'erezione per cui è spostata alla prossima visita. Aggiunge anche che potrebbe interagire direttamente. Lucilla mi offre dei fazzolettini, vengo slegato e scendo dal lettino per rivestirmi, mi siedo e viene fissato il successivo appuntamento.
scritto il
2026-06-20
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