## Luci rosse ##

di
genere
etero

L’autunno del 2005 ad Arcavacata regalava un clima complice, ideale per l'indagine giornalistica più torbida che la redazione del piccolo quotidiano locale avesse mai affrontato. A capo del reportage c’era Maria S., 68 anni, una donna che sprizzava vitalità da ogni poro: 158 centimetri per 75 chili di prorompenti curve mediterranee, illuminate da un taglio sbarazzino di riccioli biondi e corti.

Maria non cercava notizie d'archivio; la sua era un'inchiesta sensoriale, mirata a scoperchiare la vera libido della provincia. Per farlo, si avvaleva della collaborazione di due reporter d'assalto: Luca, 22 anni, un fotografo dal fisico atletico e dallo sguardo curioso, e Adele, 29 anni, la redattrice capo, una bruna sofisticata che sotto gli occhiali da intellettuale nascondeva un’audacia erotica travolgente.

Atto Primo: Lo "sviluppo" in camera oscura

Il primo vero scoop si consumò nella camera oscura della redazione, tra bacinelle di acido, luci rosse soffuse e strisce di pellicola appese ad asciugare. Maria era entrata per controllare i negativi con Luca, ma l'aria chiusa e il calore dei liquidi chimici fecero subito deviare la ricerca.

Maria si appoggiò con la schiena alla vasca di lavaggio, sollevando la gonna e agganciando una delle sue gambe burrose direttamente al bancone. Indossava un paio di calze autoreggenti di pizzo rosso che stringevano le sue cosce piene e bianchissime. Senza perdersi in convenevoli, afferrò Luca per la camicia e lo tirò a sé, spingendogli un cubetto di ghiaccio (preso dal frigo delle bibite) direttamente in bocca, prima di fonderglielo contro le labbra in un bacio bagnato, freddo e poi improvvisamente bollente.

Mentre il ragazzo era stordito da quel contrasto termico, Maria usò una boccetta di olio per obiettivi per lubrificare l'asta tesa di lui, guidandolo poi a penetrarla mentre restava sollevata su un fianco. Il contatto fu un brivido scivoloso e profondo che strappò a Maria un gemito aspro. Luca iniziò a muoversi con un ritmo laterale, quasi oscillante, mentre le sue dita stringevano i fianchi generosi di lei. Maria rispondeva piegando il ginocchio e stringendo i muscoli intimi a ogni affondo, ridendo per l'adrenalina tra il luccichio delle lampade rosse, fino a un orgasmo condiviso che bagnò il pavimento di cemento.

Atto Secondo: La "riunione di redazione" sul divano di pelle

Nel pomeriggio, le indagini si spostarono nell'ufficio principale. Adele era entrata con i blocchi degli appunti, ma trovando Maria e Luca ancora svestiti, decise di dettare lei le nuove regole del gioco.

Questa volta Maria scelse di non subire l'iniziativa. Si sdraiò sul divano di pelle nera, sollevando entrambe le gambe verso l'alto e appoggiando i piedi contro la parete, esponendo la sua fisicità opulenta e matura in una posizione di totale e sfacciata apertura. Adele, eccitata da quella visione, si sfilò la camicetta e salì sul divano, posizionandosi sopra il viso di Maria. Le due donne iniziarono uno scambio ravvicinato, con Maria che esplorava l'intimità giovane della ventinovenne con la lingua, mentre le sue mani da 75 chili afferravano e massaggiavano i glutei sodi di Adele.

Luca, posizionato alle spalle di Adele, la penetrò da dietro mentre lei era chinata su Maria. La catena umana creò un moto ondulatorio continuo: a ogni spinta che Luca dava ad Adele, l'intera struttura si riversava sul viso e sul petto di Maria. I seni pesanti dell'Imperatrice venivano schiacciati contro le cosce della ragazza, mentre i corti riccioli biondi di Maria si impregnavano dei profumi combinati dei due giovani. La stanza si riempì del rumore sordo della pelle del divano che strideva contro la carne sudata e di risate maliziose.

Epilogo: Il faldone si chiude in piedi

A notte fonda, l'inchiesta richiese un'ultima verifica prima della stampa. Per evitare di sporcare ulteriormente l'ufficio, i tre decisero di consumare l'ultimo atto restando in piedi, appoggiati alla grande vetrata che dava sulle luci lontane di Arcavacata.

Maria si mise di spalle al vetro, premendo i palmi contro il cristallo freddo. Adele si posizionò di fronte a lei, sostenendo il peso di una delle gambe di Maria che le cingeva la vita, mentre con le dita stimolava i capezzoli scuri e turgidi della sessantottenne. Luca arrivò da dietro Adele, ma Maria, con un colpo di reni, tese il braccio e guidò il ragazzo a penetrare Adele, mantenendo però il controllo visivo della situazione attraverso il riflesso sul vetro.

In quel gioco di specchi e luci notturne, i tre corpi si muovevano all'unisono in un dondolio verticale. Maria spronava i due giovani con indicazioni sussurrate e parole audaci, godendo del riflesso della carne che si sbatteva contro la carne. Il calore accumulato portò l'intero trio a un picco simultaneo: un orgasmo intenso e definitivo che lasciò un alone di vapore sulla vetrata, siglando l'indagine più scandalosa del 2005.
scritto il
2026-06-18
2 5 9
visite
4
voti
valutazione
5.8
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

## La professoressa ##

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.