Chiara ed il bar (3)

di
genere
dominazione

Alle undici di sera il bar era ormai chiuso da qualche minuto. Chiara aveva finito di sistemare il bancone e stava uscendo con la borsa a tracolla. Indossava una semplice gonna estiva, un top chiaro e un paio di sneakers consumate che usava quasi ogni giorno.
Appena oltre la porta vide una figura appoggiata a un lampione.
Mario.
Il cuore le diede un piccolo sussulto.
Negli ultimi giorni aveva cercato, quasi senza rendersene conto, di mantenere un po' di distanza da lui. Niente di clamoroso o palesemente evidente: qualche conversazione più breve, qualche sorriso meno spontaneo. Quella situazione nel bagno l'aveva fatta sentire terribilmente a disagio.
Mario sembrava nervoso.
«Chiara... aspetta un momento, per favore.»
Lei si fermò.
«È successo qualcosa?»
L'uomo abbassò lo sguardo.
«No. Anzi. Volevo parlarti io.»
Il tono era così insolitamente serio che Chiara si rilassò un poco.
«Ah.»
«Mi sento un po' stupido, sinceramente.»
Lei non disse nulla.
«Credo di aver esagerato. E ho la sensazione che tu ci sia rimasta male.»
Chiara abbassò gli occhi.
«Diciamo che ...»
«Possiamo parlarne?»
La ragazza esitò.
Per qualche secondo rimasero in silenzio.
Poi lui indicò il piccolo parco poco distante.
«Ti dispiace se facciamo due passi? Qui davanti mi sento un idiota.»
Chiara valutò la proposta. Il parco era a pochi metri, una zona tranquilla che conosceva bene. Ed lei quasi ingenuamente accetta.
«Va bene.»
Camminarono lentamente lungo il vialetto illuminato dai lampioni. A quell'ora non c'era praticamente nessuno. Arrivati nella parte sud del parco, la più appartata, trovarono una panchina libera e si sedettero mantenendo una certa distanza.
Mario si passò una mano sulla nuca.
«Vedi? Adesso mi sento ancora più stupido.»
Chiara sorrise appena.
«Perché?»
«Perché ho più di cinquant'anni e sto facendo tutto questo giro per…»
Lei rimase in silenzio.
Lui la guardò e in quel momento la baciò con intensità. Lei non se l’aspettava e ne rimase quasi stordita… In un istante però si alzò, ma lui la prese per il braccio e mettendole alle spalle una pianta e la ribacia e una mano la infila sotto la gonna. Gli bastava una mano per tenerle entrambe le sue sopra la testa bloccate sull’albero. Sembravano una morsa, ferrea alla quale non riusciva a scappare.
«No ti prego» lo supplicava spaventata.
«Shhh sei già umida, ti eccita essere stuprata da me?»
«No no smettila»
«Non fare la difficile, ora ti lascio e non provare a scappare così mi abbasso i pantaloni»
Lui si abbassa i pantaloni e lui appena lo vede distratto cerca di scappare, ma lui rapido la prende per il collo e le dice «Mossa sbagliata troietta…»
«No no ti prego» quasi quasi singhizzando.
Lui con il cazzo in mano lo mette sotto la sua gonna. Con la cappella sposta le mutandine e lei già sentiva il suo cazzo lì, lo muove avanti e indietro per cercare il buchetto e una volta trovato: «Ora sei mia… oh si sei proprio stretta»
Con un colpo secco e preciso le è tutto dentro facendole strappare un urletto, trattenuto.
Lei se all’inizio cercava di opporsi, dopo poco sente il calore riempirle il corpo e inizia a gemere. Nel sentire quel piacere si faceva schifo da sola, come poteva?
Lui se ne accorse subito: «Dai zoccolina, ora che ti stai divertendo, togliti il top e mettiti a 90 così ti finisco»
Il suo corpo rispose in automatico, perchè? Nel suo tono c’era una nota che non lasciava scampo… Si tolse il top e lo buttò a terra rimanendo con le tette fuori, in pubblico: “Sono pazza si chiese?” e poi si mise a 90.
«Brava ed ubbidiente» e ricominciò a stantufarla… come prima. Le mani andarono alle sue tette come se fossero delle maniglie. Stringevano anche i capezzoli e a volte con due dita li stimolava o li tirava.

Lui si irrigidì ed esplose dentro di lei in un gemito di piacere.
Chiara preoccupata: «Ma che fai? Non prendo la pillola»
E lui con tranquillità: «Prenderai quella del giorno dopo se sei in ansia»
Lui si riveste come se avesse fatto la cosa più naturale possibile, mentre Chiara aveva ancora la testa tempestata da sensazioni contrastanti.

(continua)
scritto il
2026-06-14
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