Il brivido del proibito

di
genere
etero

Il brivido del proibito

Mitrovo nel mio ufficio e in sottofondo, scorrono le note del brano musicale: "She said" di Plan B

È stata una giornata piuttosto intensa, e sono quasi le otto di sera. Ssto completando un foglio di calcolo con la mente stanca, quando sento il rumore secco di tacchi a spillo sul pavimento del corridoio che si avvicinano.
Visto l'ora, pensavo che tutte le colleghe fossero già uscite, e di essere ormai l'ultimo ancora in ufficio. Ma chi sarà? La donna delle pulizie non porta i tacchi.

La porta del mio ufficio si apre lentamente. Sulla soglia c'è una donna, ma ho impiegato qualche secondo per riconoscere il viso di Erica, e a quel punto, il cuore ha fatto un balzo.

Non è la Erica che avevo salutato quella mattina. Indossa uno spolverino nero sbottonato che lascia intravedere un abito rosso fuoco microscopico, aderente come una seconda pelle, con una scollatura profonda e una gonna che copre a stento l'inizio delle cosce, velate da calze a rete nere. Il trucco è molto più marcato del solito: labbra scarlatte, lucide, e uno sguardo languido che non le avevo mai visto addosso.

chiude la porta alle sue spalle. Appoggia la schiena al legno, incrociando le. braccia.

"Scusi il disturbo, dottore."

La sua voce è più bassa, un sussurro roco che mi fa correre un brivido lungo la schiena.

"Mi hanno detto che qui c'è un uomo d'affari molto impegnato che ha bisogno di... rilassarsi."

Erica è una donna intelligente, ironica ed estroversa. Ci conosciamo da poco tempo, maè come se ci conoscessimo da sempre. Tra noi c'è una grande sintonia e complicità.

Deglutisco, stando al gioco, mentre sento l'adrenalina salire.

"Penso che tu abbia sbagliato ufficio. E forse anche edificio."

"Oh, non credo proprio.", risponde, avanzando lentamente verso di me. Il dondolio dei suoi fianchi è ipnotico. Llascia scivolare lo spolverino dalle spalle, abbandonandolo su una poltroncina.

"Non sono venuta fino qui a quest'ora per nulla, ed io non lascio mai un lavoro a metà."

Si avvicina a me aggirando la scrivania, piegandosi verso di me. Il suo profumo abituale è mescolato a qualcosa di più intenso, di più dolce.

"Allora, dottore...",mi sussurra, allungando una mano con le unghie laccate di rosso per afferrare la mia cravatta, tirandola leggermente verso di sé. "Vogliamo dare un'occhiata alle tariffe, o preferisce passare direttamente agli extra?"

L'assurdità della situazione, il brivido del proibito in un luogo così formale e la vista di Erica in quella veste così sfacciatamente sexy mi tolgono ogni briciolo di razionalità.

"Dipende.", rispondo, la voce improvvisamente più profonda. "Cosa offre il menu stasera?"

Erica fa un sorriso complice e malizioso, lo sguardo che brilla di pura eccitazione per il successo del suo agguato.

"Tutto quello che è disposto a pagare, capo."

Lei si toglie le scarpe, alza la gamba destra, e appoggia spudoratamente il suo piede sulla mia gamba sinistra, e la sua micro gonna, non può che lasciare completamente scoperte le sue cosce e senza l'intimo, anche la sua fica completamente depilata.
Ogni poro del suo corpo sprizza erotismo.

Mi prende la mano destra, e se la porta tra le sue bollenti cosce, per indirizzare le mie dita nelle sue grandi labbra, incuranti che qualcuno possa entrare nell'ufficio in quel momento.

Sono preso da un'incredibile eccitazione. Con tre dita le penetro la fica già molto bagnata.

"Piano piano, questo è solo un assaggino. Ma prima, dobbiamo definire la tariffa della prestazione."

"Davvero? Quindi, quanto?"

"Diciamo un centone!"

"Ah però, sei piuttosto caruccia!"

"La qualità si paga. Allora, annotiamo su questo foglietto, cento euro."

Con i numeri si è sempre trovata a suo agio, e direi che è entrata molto bene nella parte... Continuo a masturbarla...

"Mmm, ti piace giocare con la mia fica eh?"

E non tardano ad arrivare i suoi gemiti di godimento. Le mie dita affondano nella sua carne sempre più intensamente, fino a quando le arriva un orgasmo squassante che le fa vibrare tutto il corpo, mentre dall'eccitazione, le sue mani stringono i miei capelli, fino a graffiarmi con le unghie.

Mi prende la mano e se la porta alla bocca, per leccare e succhiare avidamente le mie dita, ancora gocciolanti dei suoi caldi. liquidi. Poi mi bacia, per farmi assaporare le sue labbra ancora pregne dei suoi umori, una cosa che mi fa impazzire di desiderio.

"Bene dottore, ed ora che è bello carico ,si spogli e si metta comodo sulla sua sedia."

Assecondo le richieste di Erica e in un attimo mi spoglio e libero la mia forte erezione, mentre lei dopo aver spostato con cura, la tastiera del pc e alcune carte si siede sulla scrivania, ed ora davanti a me, c'è lei a cosce aperte, con gli umori della sua fica che m'inebriano.
Lentamente si sfila le autoreggenti, e Si posiziona con gli avambracci sulla scrivania. Poi distende le sue bellissime gambe verso di me, ed inizia ad accarezzare il mio viso con i suoi piedi, per poi farli lentamente scivolare sul mio petto. Questo giochino mi manda fuori di testa. Ormai immagino che i suoi piedi continuino la discesa fino alla mia erezione, ma lei si ferma sul mio ombelico.

"Beh, ti fermi lì?"

"Eh caro il mio dottore, dobbiamo dare un'occhiata al listino!"

"Ah certo, molto professionale!" Si sta divertendo ad eccitarmi e a farsi desiderare.

"Capo, per questo giochino le faccio una bella offerta. Diciamo duecento euro. Allora annotiamo anche questi?"

"Sei peggio dell'Agenzia delle Entrate!"

E con un sorrisetto malizioso, "Ma le mie entrate... sono tutta un'altra cosa!"

Poi, lei riprende a scendere sul mio basso ventre, fino ad arrivare sulla mia erezione, che sembra quasi scoppiare.

Erica con uno sguardo felino, sta dando libero sfogo alle sue perversioni.
Con delicatezza avvolge il mio membro con i suoi piedi, per iniziare una lenta e incredibile masturbazione, che mi fa impazzire di godimento, fino a quando, lei percepisce il mio cazzo pulsare e quasi pronto ad esplodere, e si ferma.

"Calma mio caro dottore, non è ancora il momento."

"Eh ma così, mi fai impazzire."

"Ho una sorpresina per il gran finale."

"Mm, e quanto mi costa la sorpresina?"

"Il mio culetto bollente, per soli cinquecento euro!"

"Già, un'offerta imperdibile!"

Erica scende dalla scrivania, e dopo aver annotato sul foglietto anche i cinquecento euro, si toglie anche l'ultimo indumento, liberando le sue meravigliose tette.
Si gira di schiena, e piegandosi in avanti, mi presenta il suo bel culetto tondo e sodo, con il buchetto tappato da un plug.

"Ecco mio boss. Ora puoi togliermi il plug, per liberare il mio piccolo vulcano che ti aspetta!"

Le sfilo dal culo con un risucchio, un grosso plug e il suo buchetto, ora ben allargato, può prendere aria, e non solo...

Erica si rigira e si mette a cavalcioni sopra di me, mentre con una mano guida il mio cazzo all'ingresso del suo ano, che già ben dilatato dal grosso plug, si fa lentamente impalare.

Lei con le mani sulle mie spalle, ed io sulle sue chiappe, ad accompagnare il suo movimento sussultorio, con le sue tette che mi sobbalzano sul viso.

Sono tutto dentro di lei, il mio cazzo come un'ariete continua a penetrarla sempre più intensamente, mentre in sottofondo le note continuano a scorrere...

Erica gode alla follia. "Mmmm ooohhh sììì cosììì, fottimi, fottimi forte!"

Siamo in estasi, i nostri corpi sempre più caldi e sudati, mentre lei aumenta la sua cavalcata che si fa selvaggia. Siamo fuori controllo e tra gemiti e urla di godimento arriviamo contemporaneamente ad un incredibile orgasmo. Le esplodo tutto dentro, riempiendola completamente.
Rimaniamo ansimanti e in silenzio per qualche istante.

Erica, si sfila, e scie di umori le colano indecentemente lungo le cosce.
Ci rivestiamo e ricomponiamo.

"Allora caro dottore, le prestazioni sono state di suo gradimento?"

"Non mi posso lamentare."

"Bene. Allora passiamo al pagamento. Sono ottocento euro. Paga con liquido?"

"Beh, come liquido, credo di aver già dato..."

"Molto spiritoso il mio dott! Allora può fare un bonifico elettronico. Ecco il mio IBAN."

"Ok, fatto il bonifico. Mi rilasci la fattura, che in seguito, avrò il modo di scaricare?"

"Ehm no, la fattura... me l'hai già fatta tu, e direi che hai già scaricato molto! Comunque, stasera ceniamo al ristorante. Offro io!"

"Con i miei ottocento euro!"

"Direi spesi molto bene e con grandi soddisfazioni!"

"Sei veramente molto gentile e generosa!"

"Lo so, grazie."

"Ma vieni al ristorante conciata così?"

"Certo! Non mi trovi abbastanza elegante e sexy?"

scritto il
2026-06-06
7 8 4
visite
1 9
voti
valutazione
7.4
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Nel tuo specchio

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.