Le sedute di Tilde (Starman & Tilde)

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Le sedute di Tilde (Starman & Tilde)

Venerdì diciannove. Fu una giornata come tante, solo che erano già passate due settimane senza battere chiodo, per via di un fastidioso dolore interno ed una secchezza vaginale.
Ora, ci sta. Mi era già capitato di avere giorni da suora in piena crisi ascetica. Però... la mia astinenza da cazzo aveva raggiunto un livello intollerabile.
Quindi chiamai una mia amica, più scaltra di me, che aveva già avuto un grosso problema di troiaggine.

"Amo'!"
"Ciao Giulia, ti disturbo?"
"Tilde, ma quando mai, come stai?"
"Eh, insomma, diciamo che sto in un periodo no."
"Davvero? Con Ale? Dimmi, dimmi."
"No, poverino, lui non c'entra. Ecco, ultimamente non faccio altro che pensare al sesso, anche a scuola. Sogno sesso, mi masturbo spesso e insomma, non mi sembra una cosa normale. Sono preoccupata."
"Amo'. Guarda, è successo anche a me qualche tempo fa."
"Ma davvero? E cosa hai fatto?"
"Ho trovato un bravissimo specialista in questo campo: il dottor Starman."
"Chi?"
"Starman, sembra strano, ma anche gli uomini a volte ci azzeccano."
"Ah, bene, e hai risolto il problema?"
"Ma certo, alla grande. È il gran visir degli stura passere. Ti dò il numero di telefono dello studio. Sai, ogni tanto lo chiamo per fissare un richiamino... Va da dio!"
"Ti ringrazio tanto. Ora fisso subito un appuntamento."
"Bene. Oh! Amo', dì alla segretaria che te l'ho dato io, a me fa passare davanti a tutti! Poi ci vediamo, ho Giova che mi chiede di uscire insieme a te e Ale. Fammi sapere."
"Certo! Grazie. Domenica, piscina da me?"
"Ci saremo. Kiss."

Ebbene, chiamai. Non fu necessario nemmeno usare la carta Giulia. Ebbi culo (modestamente, ho un bell'articolo). La segretaria Serena, carinissima e con una voce da far venire voglia di cambiare gusti, mi disse che una paziente aveva disdetto per martedì ventitre. 
Prenotai al volo.
Va da sé che al mio fidanzato non toccò fagiana ancora qualche giorno, però mi sono fatta perdonare con 20 crediti all'orale.

Ma ecco che arrivo al fatidico pomeriggio...

Mi faccio accompagnare dalla mia amica Sara, centonovanta centimetri di riccia mora, abitino corto azzurro cielo come i suoi occhi, per mettere in mostra le sue gambe lunghe e affusolate di un carnato chiaro, sandalino rosso; detta la gnocca fotonica. Nota lesbica d'assalto.
Io, una brunetta mediterranea, riccia, occhialini da maestrina, alta un metro e tanta voglia di crescere, maglietta rosa scollatissima su di un seno gustoso, una gonnellina minimale bianca, che lascia in bella evidenza cosce miele e sode, sandalini tabacco e smalto blu mare.

L'ambulatorio è al secondo piano di una palazzina anonima anni sessanta.
Ascensore? Guasto.
Caldo? Molto.
Pestando cotto e graniglia, in una tromba delle scale poco illuminata, arriviamo al pianerottolo.

"Mati, se è fica quanto la voce che mi hai detto, non mi controllo; lo sai."
"Sara, per piacere. Pensa a Giada..."
"Lo faccio. Farebbe la stessa cosa!"
"Bitch! Incorreggibili, tutt'e due! E se è nanerottola tipo me?"
"Amo’, tu non sei nanerottola... beh... Meglio, avrebbe le mie tette a pronta presa!"
"Ma te, maschi, mai?"
"Quei cosi pelosi a cui spiegare la stessa cosa tre volte? Naaa! Li lascio a te."

Apriamo la porta e lei è lì, davanti a noi. Sexy. È una donna di un'eleganza spontanea, con modi seducenti ed una voce erotica, perfetta nel suo tubino floreale, che ne valorizza le curve sotto il camice bianco sbottonato, capelli castani raccolti che si sognano vaporosi e lunghissimi, ha un seno pieno che attira ed uno sguardo malizioso, difficile da evitare. Sara ha un mancamento, non l'avevo ancora vista così. Serena si precipita a sostenerla, un sibilo esce dalle labbra a cuore della mia amica mentre i loro occhi si incrociano, elettrici.
Per una volta, la mora, è preda.

Perse, in un mondo tutto loro. Niente, le due non mi cagano nemmeno. Faccio da me e busso alla porta dello studio.

"Dottor Starman? Sono Tilde, Posso?"
"Un momento... Sì, certo, entri pure."

La stanza è luminosa, un profumo fresco, agrumato, mi accoglie. Il dottore è seduto spalle alla porta intento a martellare i tasti di un vecchio Mac, che credo di aver visto una volta in un documentario sugli albori della tecnologia. Deve avermi letto il pensiero.

"È vecchio, ma funziona da dio! Molti anzianotti funzionano bene, sa?"
“Ecco...”

Lui si gira e mi squadra da capo a piedi.

"Oh caz.. Ma tu sei una ragazzina! Serenaaaa!"
"Ha da fare... Che c'è?"
"È che… non capitano spesso gnoc... ragazzine, fi... giovani, volevo dire giovani come te."
"Ah, no? Che faccio, mi spoglio?"
"Di già? E... ma... così perdo il filo. Ho una certa… Sensibilità, non età, intendo. Bene, Tilde, accomodati."
"Grazie."
"Sintomi, parliamo di sintomi."
"Allora, la faccio breve. Sono abituata a darla, cioè, la butto proprio via, non so se è chiaro, se vedo un cazzo mi viene subito voglia, ma anche se non lo vedo. Mi spiego, tu...,posso darti del tu, vero?"
"Interessante, sì, sì. Certo che puoi, chiudo un attimo, tu continua..."
"Ecco, dicevo, tu sei un maschio ed io ho già un certo squasso!"
"Quindi è un problema di umettamento repentino..."
"Di solito sì, solo che nelle ultime settimane niente. La mia bernarda..."
"Carino il nome!"
"La mia fica, non si bagna più. Secca, arida, un deserto!"
"Drammatico."
"Sì, troppo, non si scopa da giorni!"
"Bene… anzi no, male. Vediamo. Gnudati."
"Bello detto così..."

Ho già voglia e comincio a spogliarmi, ma lui mi ferma subito, dicendo che vuole ancora parlare. Improvvisamente, l'atmosfera diventa più formale e professionale...

"Dunque, come ha già anticipato per telefono, lei ha pensieri ricorrenti di natura sessuale."
"Ehm sì, esatto. Non ci davamo del tu?"
"Vero. Tilde, ho notato che non porti l'intimo."
"Oh mamma mia, davvero?"
"Eh Tilde, già la tua gonna è corta, poi da seduta lo è ancor di più e se mi apri pure le gambe!"
"Oh, che sbadata! Un po' per la fretta, un po' per l'emozione... Ho dimenticato di indossare le mutandine. A te, dottore, non sfugge nulla, sei proprio un biricchino!"
"È la mia materia. Ok, ora dovresti rispondere ad alcune domande."
"Bene."

"Quando hai avuto l'ultimo rapporto sessuale?"
"Beh, circa un paio di settimane fa. Vedi dottore, Penso sempre al sesso, ma ultimamente sono molto ansiosa e nervosa, non riesco più a concretizzare i rapporti sessuali. Ho come un blocco!"

"Ti masturbi?"
"Sì, ogni mezz'ora."

"Fai uso di oggetti per la masturbazione?"
"Sì certo. Tutto quello che si trova a portata di mano. Proprio ieri sono andata in un sexy shop, per prendere un grosso dildo, e l'occhio mi è caduto su uno di colore rosso, ma il commesso mi ha detto che quello era l'estintore!"

"Il primo pensiero della mattina?"
"Masturbarmi!"

"Il pensiero ricorrente a scuola?"
"Farmi scopare dal prof di matematica!"

"Durante il pomeriggio?"
"Fare un pompino al mio vicino!"

"Durante la sera?"
Prenderlo nel culo dal mio personal trainer!"

"Ok Tilde. Hai sogni ricorrenti?"
"Sì, fare sesso contemporaneamente con tre uomini di colore!"

"Dove preferisci fare sesso?"
"Dove capita, ma in particolare sulla lavatrice durante la centrifuga, aiuta molto!"

"Qualche strano modo di eccitarti?"
"Con un mio ex fidanzato, abitando lontani, per eccitarmi, mi inserivo nella passera il telefonino con il vibro attivato, e quando lui squillava, io godevo!"

"Mm, ora Tilde dimmi cosa provi fisicamente, quando ti vengono questi pensieri!"
"Sì, ecco, sento come una corrente che mi percorre tutto il corpo, i capezzoli si induriscono e sembrano vibrare, poi un gran calore nel basso ventre e un prurito pazzesco dentro la passera!"

"Sì, capito. Tilde, hai la sindrome Psicomegaprocaz!"
"Ma cos'è? È una cosa grave? Contagiosa?"
"Ma no, Tilde. Tranquilla, è una particolare sindrome erotica che hanno molte donne, ed è assolutamente curabile!"
"Ah meno male!"
"Fino a qualche anno fa, per la cura di questa sindrome, si usavano dei farmaci che però, avevano vari effetti collaterali, mentre ora con le nuove tecnologie, si può addirittura programmare una terapia completamente personalizzata!"
"Che bello! Ma questa innovativa cura, quanto dura e quanto costa? È mutuabile?"
"Ehm no, non la passa la mutua. Comunque, non costa molto, e dipende dal numero di sedute!"
"Ah, ok!"

"Ma ora, cara, dobbiamo fare un particolare esame computerizzato, per trovare la terapia su misura per te. Mediante questo apparecchio, elaboreremo i segnali che il cervello scambia con le zone erogene del tuo corpo."
"Penso di aver capito."
"Bene Tilde, ora sì che ti devi spogliare e distendere sul lettino."
"Magnifico! Non vedevo l'ora di spogliarmi, qui fa un caldo..."
"Ma qui ci sono solo venti gradi! Comunque, ora rilassati. Ti applicherò dei sensori. Allora, due sensori sulle tempie. Altri due sui capezzoli, non preoccuparti se senti un po' pizzicare, ma lo sai Tilde che hai delle tette meravigliose!"
"Oh, grazie, tocca, tocca pure... Mmhmm..."
"Ora Tilde, alza e apri per bene le gambe, che devo introdurre gli ultimi due sensori nella tua vagina e nel tuo ano."
"Va bene così dott?"
"Sì, bravissima! Ma, Tilde, hai degli orifizi stupendi!"
"Oh, troppo gentile, sto per eccitt... ehm arrossire!"
"Ecco fatto. Ora stai ferma così per un paio di minuti, mentre il computer registra ed elabora i dati."
"Sì, dott."

Ma appena si mette in funzione il macchinario, avverto delle piacevoli vibrazioni, nella stanza sibili e strani rumori e il dottor Starman sembra molto sorpreso...

"Dott, che succede?"
"Non capisco. Lo strumento mi registra dei valori assolutamente anomali. Abbiamo la temperatura vaginale e anale di oltre sessanta gradi centigradi, Per non parlare del valore del PH. Tilde, sembra che la tua vagina, sia un vulcano che sta per eruttare!"

"Oh mamma mia. Ma io mi sento bene, sono solo un po' eccitata, anzi... molto eccitata! qui, nuda, davanti a te, a gambe aperte... e con i miei buchi riempiti di sensori che stanno vibrando... Bello! Sì, sì..."

Dopo alcuni secondi, un sibilo più forte e, il macchinario, improvvisamente si spegne. Nella mia passerina niente più sgoderecciamento...

"Incredibile Tilde. Con la tua straordinaria carica erotica, hai mandato in tilt lo strumento!"
"Oh, mi dispiace... Mi stava piacendo tanto!"
"Tranquilla Tilde. Probabilmente era difettoso, ed è saltato qualche componente elettronico."
"Ed ora? che si fa dott?"
"E niente... Ora leviamo i sensori che avevamo inserito, e ripeteremo l'esame nella prossima seduta, con un nuovo apparecchio."

Il dottor Starman, è molto delicato nel toccarmi mentre rimuove i sensori dal seno, ma la cosa mi eccita tanto quando raggiunge quelli inseriti, ho un moto di piacere al suo sfiorarmi gli inguini e le labbra già gonfie, tanto da stimolarmi alcune contrazioni 

"Ma è pazzesco Tilde, non riesco a trovare il sensore che avevo inserito nella vagina. Ma dove caz.. ehm, dove diavolo è finito?"
"Dio mio. Cerca di recuperarlo! Sì... Sì! Così, sì così..."
"Sì Tilde. Da qualche parte ci deve essere. Stai calma e spalanca bene le gambe che vedo di trovarlo."
"Sì dott. Mmhmm... Sono caldissima... calmissima, volevo... Uuh... Dire."
"Ora Tilde, con questo divaricatore,ti allargo la vagina e poi vediamo se con questa lampada riesco a vederlo là dentro."
"Mi sento molto aperta, dottore, avverto una certa corrente d'aria!"
"Ecco ecco l'ho visto là in fondo. Ora piano piano cerco di prenderlo, ma devo entrare con le dita. Quindi potresti sentire un po' di fastidio."
"Non preoccuparti... Il fastidio non so che sia."

Starman inserisce nella mia passera, prima due, poi tre dita, ma non riesce ad afferrare il subdolo sensore che scivola sempre più all'interno...

"Ooohhh mmm! mmm"
"Tutto bene? Ti senti male?"
"No no dott... Non direiii... Prosegui, ancora... pure..."

Ora il dottore inserisce anche il quarto dito e poi tutta la mano nella mia fica...

"Ecco Tilde, l'ho afferrato. Ora posso estrarlo."
"Oddioo sìììì, quanto mi piace... oh, sì, sì, resta lì... dentro! Ancora... Non uscire!"

Starman con molta cautela e lentezza, estrae l'oggetto dalla mia vulva...

"Eccolo qui Tilde, il dispettoso sensore. Contenta?"
"Già fatto? Ehm, sì sì certo. Scusami dott. ma in pratica in cosa consiste esattamente questa terapia?"
"Tilde, il concetto è molto semplice. Dobbiamo rimuovere il blocco psicologico per il quale tu desideri intensamente il sesso, ma che in pratica, non riesci a concretizzare."
"E come lo rimuoviamo questo blocco?"
"Con la terapia d'urto cara Tilde. Dobbiamo abbattere paure e ansie, e l'unico modo è affrontarle con una rigida procedura per esorcizzarle!"
"Capito dott. In pratica devo scopare con te!"
Esatto Tilde, ma dobbiamo farlo con le modalità e le dosi elaborate dal computer, per ottenere i risultati sperati!"
"Tutto chiaro! Ah, senti, mi potresti togliere anche l'altro sensore che tengo nel culo?"

scritto il
2026-06-30
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