Faccia da timida

di
genere
etero

Sono a Milano da tre giorni e ancora non ho conosciuto una ragazza. Stasera vado al Venere Club insieme a Luca e Damiano. È il quinto locale che visitiamo da quando siamo arrivati. Sono stati loro a trovarlo in rete e, stando alle recensioni, dovrebbe essere un ambiente molto movimentato. Si trova al primo piano di un vecchio edificio, in un quartiere non molto centrale.
Arriviamo sotto la mezzanotte. All’ingresso c’è un ragazzo che controlla chi entra. Ci lascia passare senza particolari attenzioni. Varcata la soglia, percorriamo due rampe di scale che ci portano all’ingresso del locale. La musica è alta e c’è gente già in pista, ma la sala non è molto piena, così io e i ragazzi facciamo un giro per esplorare l’ambiente. Intorno alla pista da ballo sono allestiti dei tavolini e in un angolo ce ne sono alcuni particolarmente eleganti che immagino siano più esclusivi.
È ancora un po’ presto, ma un senso di delusione già mi pervade. Per ingannare il tempo, nell’attesa che il locale si riempia, saliamo la rampa di scale che porta al piano di sopra. Il secondo è anche l’ultimo piano. Su un lato troviamo una porta chiusa a chiave. Sul lato opposto c’è una porticina aperta che conduce in uno stanzino poco illuminato. A ridosso delle pareti ci sono delle vetrinette dove sono esposti giocattoli sessuali: fruste, bende, manette, palline vaginali e numerosi falli di diverse misure realizzati con diversi materiali. Ci sono anche oggetti di vario tipo che richiamano scene sessuali, come statuine di donne che si masturbano, di uomini in erezione o di uomini e donne ripresi nell’atto sessuale. Al centro della stanza c’è un piccolo divanetto di forma circolare imbottito con finiture capitonné e rivestito con un tessuto simile al velluto di un color fucsia acceso.
Rimaniamo alcuni minuti a osservare le vetrine. Scatto qualche foto qua e là, soprattutto a quegli oggetti che trovo particolarmente bizzarri.
«Leo» mi invoca Damiano per attirare la mia attenzione. «Dici che si riferissero a questo le recensioni che parlavano di atmosfera erotica?»
Sollevo le spalle. «Non so, può essere».
Torniamo al piano di sotto. Devo ammettere che noto già un po’ di movimento in più rispetto a quando siamo arrivati. La sala via via si riempie e verso l’una è così piena che è difficile muoversi senza sgomitare con le altre persone in pista.
Beviamo un paio di drink a testa, dopodiché ci lasciamo andare buttandoci nella mischia. Mi allontano un po’ dai miei amici e, trasportato dalla musica, mi sposto qua e là alla ricerca di qualche ragazza con cui ballare. Mi ritrovo spalla e spalla con una bionda sui venticinque anni, un po’ in carne ma con un bel viso. Mi faccio avanti e dalla sua espressione mi pare sia intenzionata a fare lo stesso. Poco dopo ci ritroviamo l’uno di fronte all’altra, con la musica che via via ci calamita, ma quando le appoggio una mano sul fianco per un contatto più stretto, intuendo le mie intenzioni si distacca e qualche minuto dopo si allontana e la perdo di vista.
Prendo un altro drink e mi metto a girovagare ancora per la sala. Mi siedo a un tavolino, in parte dispiaciuto per l’occasione mancata, ma soprattutto annoiato per questa situazione che, dopo tre sere, rasenta la monotonia. Mi guardo intorno, per cercare Luca e Damiano. Davanti a me ci sono ci sono un ragazzo e una ragazza, probabilmente fidanzati, impegnati in un balletto molto allusivo, con lei che sculetta davanti e lui dietro che muove il bacino strusciando il pacco sul culo della ragazza. Lei è molto sexy. Indossa una minigonna bianca semitrasparente che ben risalta il culo sodo e tanto basta a farmi invidiare il tipo che, con ogni probabilità, questa notte scoperà con lei.
Distolgo lo sguardo e continuo la ricerca dei miei amici. Quello che trovo invece è un trio di ragazze, piuttosto giovani, che presumo sia appena arrivato. Mi soffermo a osservarle e l’occhio cade su una di loro: di statura minuta, magra ma con forme decise, i capelli corvini un po’ mossi e la carnagione olivastra.
Appoggio il drink sul tavolino e mi butto di nuovo nella mischia. Continuando a ballare, un passo alla volta mi dirigo verso di lei. Quando arrivo a un metro da lei, si accorge di me e mi sorride. Poi distoglie lo sguardo e continua a parlare con le amiche mentre sorseggia il drink. Non mi arrendo. Mi avvicino ancora e continuo a ballare con movimenti molto pronunciati per attirare la sua attenzione. Sembra divertita, ma anche un po’ restia a darmi corda. Mi dà l’impressione di essere un tipo riservato, ma le occhiate che mi rivolge di continuo suggeriscono che sia interessata. Mi faccio avanti e le chiedo se vuole ballare. Esita un po’ prima di rispondere, ma poi acconsente. Le afferro la mano e la invito a seguirmi in pista. Urlandoci alle orecchie riusciamo a presentarci. Dice di chiamarsi Lisa e di avere ventuno anni. Dice di essere del sud Italia e di essersi trasferita a Milano per studiare. Indossa un abito nero corto, molto succinto e con delle leggere trasparenze. Ci lasciamo andare e cominciamo a ballare a stretto contatto l’uno con l’altra. Abbandona quell’atteggiamento incerto e comincia a strusciarsi su di me. Le appoggio le mani sui fianchi. Non oppone resistenza. Continuiamo a muoverci seguendo la musica, ma i nostri sguardi ci portano già altrove. Lentamente accosto le labbra alle sue, le quali sembrano che non aspettassero altro. Cominciamo a baciarci avidamente, mentre le mie mani scivolano sui suoi glutei. Attraverso il tessuto sottile sento il calore della sua pelle. Affondo le mani energicamente nelle sue natiche, mentre lei mi avvolge le braccia intorno al collo e mi bacia focosamente.
Devo ammettere che non mi aspettavo una reazione così vivace. Quell’aria timida mi aveva ingannato. Non avrei immaginato che dieci minuti dopo averla conosciuta mi sarei ritrovato la sua lingua in bocca.
Sembra davvero molto presa, il che mi spinge a pensare a un posticino più appartato per continuare il nostro scambio di effusioni. Mi viene subito in mente lo stanzino al secondo piano dove c’è l’esposizione di oggetti sessuali. La invito a seguirmi cercando di farmi spazio tra la folla. Mentre saliamo la rampa di scale, mi sale il dubbio che potrebbe essere già occupato. Fortunatamente non c’è nessuno, così mi siedo sul divanetto al centro della stanza e, senza la minima esitazione, Lisa si siede a cavalcioni sulle mie gambe e si tuffa con la bocca sulle mie labbra. Mentre limoniamo, ricomincio a palparle il culo e, pochi millimetri alla volta, strusciando le mani sul vestitino, glielo tiro su, fino a scoprirle del tutto le natiche, di modo che le mie mani possono toccare direttamente la sua pelle. Presto il mio pene reagisce e ottengo un’erezione ben visibile sopra i bermuda chiari. Se ne accorge e, senza staccare la bocca dalla mia, mette una mano sul mio pacco e lo accarezza delicatamente.
Poco dopo allontana le labbra e punta lo sguardo sui miei genitali. Mi apre la patta dei pantaloni, poi scivola giù, si inginocchia davanti a me e mi afferra gli slip. La fisso negli occhi, incredulo, quasi paralizzato da tanta intraprendenza. Mi tira fuori il pene e comincia a massaggiarlo con la mano. Poi si fa più vicina e lo sfiora con la lingua. Prende la punta in bocca, lo lecca di lato, poi scende giù fino ai testicoli. Ne afferra uno tra le labbra, lo succhia, poi lo molla e ripete l’operazione con l’altro testicolo, mentre con la mano mi masturba adagio. Ritorna più su con la bocca, mi avvolge il cazzo tra le labbra e comincia a succhiarmelo con decisione. Davvero non immaginavo di ricevere un simile regalo stasera! Mentre lei lavora con la bocca, io le allungo le mani sul seno. Provo a mettere le mani nella scollatura ma vedendo che ho qualche difficoltà, Lisa abbassa il vestito e il reggiseno, lasciando scoperte le sue belle tettine, non enormi, ma proporzionate al suo corpo. Mi viene subito l’istinto di agguantarle con le mani, ma mentre gliele palpo beatamente, mi blocca e si solleva.
Recupera la borsetta che aveva appoggiato sul divano accanto a me. «Che fai?» le chiedo. Non risponde, ma un attimo dopo la vedo prendere un profilattico. Se lo mette tra i denti mentre richiude la borsetta, poi lo afferra e strappa l’involucro con i denti. Tira fuori il preservativo e si avvicina per farmelo indossare. Sono totalmente spiazzato. «Vuoi scopare?» le chiedo balbettando.
Mi fissa per un secondo con aria interrogativa, come se per lei fosse una cosa talmente ovvia da risultare inutile da chiedere. «Non vuoi farlo?» replica.
«Mi hai preso di sorpresa. Non me lo aspettavo».
«Pensavi che te lo stessi succhiando perché mi faceva piacere?»
Non so cosa rispondere.
«Allora? Vuoi farlo o no?» mi chiede seccata.
Guardo verso la porta per assicurarmi che non ci sia nessuno. «Certo!»
Mi mette il preservativo, poi indietreggio sul divano e lei si siede sopra di me. Solleva la gonna del vestito e scosta il perizoma su una natica, poi mi afferra il pene con una mano e comincia a spingerlo nella sua fica. Deve essere veramente arrapata, perché il cazzo le entra subito e pochi secondi dopo scivola rapidamente senza incontrare alcuna resistenza.
Mentre Lisa cavalca, le mollo qualche pacca sul sedere, poi afferro le natiche in una presa decisa e la accompagno nei movimenti. Sul suo viso iniziano a trapelare smorfie di piacere, accompagnate da gemiti che sono quasi dei sussurri. Con la bocca cerco i suoi capezzoli. Afferro prima quello destro, lo succhio, poi apro di più la bocca per afferrarle anche parte della tetta. Lascio la destra e prendo la sinistra, poi di nuovo sulla destra e ancora l’una e l’altra varie volte. Sollevo lo sguardo e un attimo dopo mi ritrovo la sua lingua in bocca. Continuiamo a limonare, mentre lei va su e giù freneticamente con il bacino con dei movimenti non rapidissimi ma molto energici. Dopo qualche minuto si stanca e rimane un poco ferma, con il cazzo ancora interamente nella fica. Mi sbottona la camicia a metà, mi bacia il collo, poi scende fino al petto.
«Sta scopando la troia!» tuona una voce proveniente dalla porta.
Senza scomporsi, Lisa si volta e risponde: «Non potevate aspettare giù?» chiede seccata.
Sono le due amiche con cui era prima di incontrare me. Bisogna essere davvero tanto sfacciati per irrompere così in una stanza mentre due persone stanno scopando. Probabilmente non è un fatto estraneo per loro quello che si sta verificando, ma io mi sento molto imbarazzato e qualche secondo dopo sento che comincio a perdere l’erezione.
«Che ne dite di andarvene?» domanda Lisa con tono severo. «Glielo avete fatto ammosciare».
«Rimediamo, se vuoi» dice una di loro con tono ammiccante.
Non credo a quello che sto vedendo. La ragazza si avvicina e si inginocchia vicino alle mie gambe. Lisa solleva il culo e il mio pene, ancora turgido ma un po’ floscio, ricade sui testicoli. La ragazza avvicina la testa e lo prende in bocca. Comincia a succhiarlo, lo sfrega con la mano, poi fa avanti e indietro con la lingua lunga l’asta fino ai testicoli. Presto mi ridiventa duro. Quando è soddisfatta, indica a Lisa di posizionarsi e la aiuta a metterlo dentro, poi le molla un ceffone sulla natica e la incita a muoversi.
«Troia!» sbraita Lisa. «Era forte».
Lisa riprende a cavalcare come se nulla fosse. Tutta questa disinvoltura mi lascia pensare che siano abituate a fare delle cose insieme. Mentre lei va su e giù, la ragazza le mette una mano sul culo e le molla degli schiaffetti leggeri alternando le due natiche. Poi le mette la mano in mezzo alle chiappe e sbirciando riesco a vedere il dito medio che si insinua tra di esse. Le stimola l’ano e la cosa la eccita, perché presto i gemiti che emette si fanno più intensi. Poi, rivolgendosi a me, dice: «Lo vuoi anche tu un regalino?»
Esito a rispondere. Un regalino me lo ha già fatto ripensandoci. Un altro credo che non mi dispiacerebbe.
Senza aspettare la mia risposta, mi afferra la mano e me la porta sulla sua tetta. Lei è meno attraente di Lisa, ma ha un seno decisamente più grande e non faccio complimenti nel palparglielo. Accorgendosi che gradisco quello che mi offre, si scopre anche lei un seno, cosicché posso toccarglielo senza l’intralcio del vestito e del reggipetto.
«Sta diventando un po’ monotona la cosa!» dice la ragazza rimasta sulla porta.
«Ha ragione!» la asseconda la tettona, tirandosi su. «Cambiate posizione! Una bella pecorina, che ne dite?»
«Sì, mi va» risponde Lisa, che subito si solleva e si mette in posizione con le ginocchia sul divano.
«Coraggio, bello!» mi incoraggia la ragazza sulla porta.
Sto vivendo un sogno. Mi sollevo e mi posiziono dietro Lisa. Mentre si muoveva, il perizoma è tornato al suo posto. Lo afferro, glielo sposto di nuovo su un lato e comincio a scoparla. È bagnatissima e il cazzo le scivola nella fica a ritmo intenso. Finalmente la sento ululare con convinzione, davanti agli occhi soddisfatti delle sue amiche che mi incitano a penetrarla più forte.
«Sfondala questa troia» fa la tettona. «Sfondale la fica» mi incoraggia dandomi una pacca sul sedere.
Intanto continuo a muovermi freneticamente dietro Lisa. Mentre il mio cazzo entra ed esce dalla sua fica, con il pollice le stimolo l’ano e quando mi accorgo che è abbastanza rilassato, infilo la punta del pollice dentro. Con il mio dito piantato nel culo, continuo a scoparle la fica energicamente.
«Uuuuuh» intona festosamente la tettona, dandomi ancora qualche pacca sul sedere.
Lisa, in preda a spasmi di piacere, si porta la braccia sotto testa e affonda le unghie sul tessuto. Tiene gli occhi socchiusi ed emette sonori lamenti: sta chiaramente avendo un orgasmo. Quando gli spasmi si fanno troppo intensi, si ritrae per sfuggire alla penetrazione e riprendere fiato. Ha un po’ di affanno. La ragazza sulla porta le si avvicina, poi rivolta a me esclama: «Forza bello, facciamola venire di nuovo questa troia!» Si siede sul divano davanti a Lisa e la incita a voltarsi e ad appoggiare la schiena sulle proprie ginocchia. Lisa la asseconda, sdraiandosi parzialmente su di lei. La tettona le solleva meglio la gonna e le sfila il perizoma. Poi la incita ad aprire le gambe, cosicché posso intrufolarmi tra di esse e riprendere a scoparla. Mentre vado avanti e indietro con il bacino, la ragazza dietro di lei la regge aggrappandosi alle sue tette. Lisa ricomincia a gemere e la ragazza scambia delle effusioni con lei baciandola sulla bocca, sulla guancia e infine sul collo.
La tettona continua a palparmi il culo, ma dopo un po’ molla la presa e decide di contribuire anche lei al piacere della sua amica, così intrufola la mano tra le gambe di Lisa in cerca della clitoride. Presto vedo sul volto di Lisa i segni di questa ulteriore stimolazione.
Insisto nel penetrarla con spinte decise tenendole le gambe sollevate, mentre le sue amiche la aiutano a godere. Gli spasmi orgasmici le inondano il corpo, propagandosi lungo le gambe, fino a fargliele tremare. I suoi gemiti intensi e le guance rosse somigliano quasi a un pianto. Di nuovo fugge alla penetrazione per riprendere fiato. L’amica dietro le accarezza la fronte, poi si abbassa di nuovo per baciarla sulla bocca. Vederle limonare mi eccita tanto.
Intanto la tettona mi afferra il pene e lo stimola leggermente per non farmi perdere l’erezione. Con l’altra mano accarezza la gamba di Lisa e le dice: «Ce l’ha molto duro adesso. Che ne dici se lo facciamo finire nel culo?»
Lisa scuote la testa. «No!» mormora. «Mi sta piacendo tanto. Lo voglio nella fica».
«Mi dispiace, caro» esclama la tettona rivolgendosi a me. «Il culo non te lo dà!»
Mi riavvicino per riprendere, ma mi blocco quando vedo le due ragazze afferrare Lisa per le braccia per tirarla su. «Brutte stronze!» protesta Lisa. Incuranti della sua opposizione, la tirano giù dal divano. Si dispongono ai lati e la sollevano, tenendola rialzata da terra a gambe aperte. Per non perdere l’equilibrio, Lisa avvolge ciascuna con un braccio intorno al collo.
«Avanti!» fa la tettona rivolgendosi a me. «Spaccale la fica!»
«Siete delle troie invidiose!» mormora Lisa.
«Lo puoi dire forte che siamo invidiose. Hai avuto un orgasmo da paura poco fa».
La cosa si è fatta davvero strana, ma allo stesso tempo molto eccitante. Mi avvicino e mi infilo tra le gambe di Lisa, mi aggrappo ad esse e riprendo a scoparle la fica. Non sta godendo come fino a poco fa, ma anche lei sembra divertita da questi giochetti delle sue amiche.
L’orgasmo si avvicina anche per me. Vibrazioni di piacere cominciano ad attraversare il mio corpo diventando via via più intense.
«Vuoi ingoiare?» dice la ragazza.
«No!» risponde Lisa.
«Dai!» fa la tettona. «Facci vedere come ingoi».
«Non darle retta, Leo. Vienimi nella fica».
La assecondo. Cerco di assestare gli ultimi colpi in modo intenso. La vedo godere. Godo anch’io. Eiaculo nella sua fica, dentro il profilattico naturalmente. Mi muovo ancora un po’ avanti e indietro, finché il pene è ancora vagamente turgido, poi lo tiro fuori e le ragazze la mettono giù.
Lisa rimane qualche secondo in ginocchio per riprendere fiato. «Ho delle amiche cretine» esclama. «E sono anche molto zoccole».
«Buono a sapersi!» sussurro, immaginandomi già a letto con entrambe.
scritto il
2026-05-27
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