Racconti di vita trascorsa in 84 anni 15° parte
di
Agostino
genere
confessioni
Anche la mia compagna un giorno =amore aspetto un bimbo sono incinta= disse sprigionando di felicità,finalmente un figlio che potevo veder crescere sotto i miei occhi sarei stato padre,avevo a conti fatti 33 anni.
Intanto prendevo servizio in un ente di stato ed il lavoro consisteva in turni di pomeriggio,mattina e notte settimana dopo settimana,una mattina al tribunale civile di Roma per divorziare da quella mia ex moglie,nello stesso ufficio vidi un bel pezzo di femmina alta, grassa al punto giusto,sedere grosso,due coscione che parevano dirmi toccami,prendimi,un bel viso,capelli poco mossi neri, poco seno una seconda misura, poi chiamarono il suo nome e cognome anche lei per il divorzio dal marito io da cacciatore mi segnavo mentalmente il suo nome,quando usciva dall'ufficio feci un sorriso e =ciao bella= le dissi o una cosa del genere ;
tornato a casa con l'elenco telefonico sottomano cercai quel cognome lo trovai combinazione uno soltanto nome maschile certo doveva essere il padre.
Giorni dopo feci quel numero telefonico e rispose proprio lei =ciao Anna ti ho vista giorni fa al tribunale ricordi= lei =a si ricordo mi hai salutata ma io non ricordo di conoscerti= rispose dai e dai parlando al telefono finiva per darmi un appuntamento sotto casa sua il pomeriggio stesso,tramite l'elenco già sapevo dove abitava ed allora stabilita uscito di casa dicendo a mia moglie che andavo da amici.
Come d'accordo la vidi sotto casa che mi aspettava,accostato con la macchina, scesi un saluto,la dovuta presentazione poi =ti dispiace se ci allontaniamo da qui sai la gente chiacchiera= =capisco si= risposi entrata in macchina stessa lei mi indicava un grande parcheggio ed alberi che ombreggiavano anche i posti.
Iniziammo a parlare lei del marito che non avevano più un filing io della mia ex da cui stavo divorziando nascondevo però il fatto che convivevo con altra.
Parlando parlando iniziava a farsi sera ad un appuntamento che ci vai a fare se non ci provi ed infatti guardandoci un momento ci ritrovammo abbracciati che ci baciavamo e più volte sentii lei che baciandoci apriva e stringeva le cosce un chiaro segno che si era eccitata ed io con una mossa sotto il sedile feci reclinare lo schienale e senza smettere di baciarla pian piano le andavo sopra e fra le sue cosce poderose,avevo la patta del pantalone piena di cazzo che premeva per venire fuori,lei dovette ben sentire il mio stato eccitativo e =sento come stai sotto però non venirmi dentro ti prego= disse,poco dopo tolte le mutandine,sbragata lunga nel sedile allargava le cosce una figa carnosa e poca peluria,io abbassato pantalone e slip con il cazzo che svettava eretto dolcemente penetravo nella figa =mamma mia però= disse poi presi a scoparla e lei sotto che si dimenava tutta =si vai cosi che cazzo quanto è lungo lo sento contro l'utero= diceva stringendomi a se (non era la prima a dire che sentiva il cazzo arrivarle all'utero anche mia madre lo diceva) non ci volle molto per sentirla godere =vengo mamma vengo che cazzo amore= diceva io non mi tenni più la scopavo e sbattevo contro la figa ed un saltino al momento giusto sborravo sulla sua pancia godendo e facendole i complimenti per come si era data a me partecipe al rapporto sessuale =grazie sono mesi che non facevo sesso poi con te è impossibile non godere= disse,una volta pulitasi dallo sperma,ricomposti portai lei sotto casa,un bacio =sono stata bene con te quando ci rivediamo?= chiese =dopodomani stessa ora di oggi= risposi,lei saliva in casa er io via a casa mia trovai mia moglie a preparare la cena,lei non ha mai sospettato di me delle mie uscite forse non provava gelosie o mi amava veramente oppure era molto fiduciosa nei miei riguardi.
Intanto prendevo servizio in un ente di stato ed il lavoro consisteva in turni di pomeriggio,mattina e notte settimana dopo settimana,una mattina al tribunale civile di Roma per divorziare da quella mia ex moglie,nello stesso ufficio vidi un bel pezzo di femmina alta, grassa al punto giusto,sedere grosso,due coscione che parevano dirmi toccami,prendimi,un bel viso,capelli poco mossi neri, poco seno una seconda misura, poi chiamarono il suo nome e cognome anche lei per il divorzio dal marito io da cacciatore mi segnavo mentalmente il suo nome,quando usciva dall'ufficio feci un sorriso e =ciao bella= le dissi o una cosa del genere ;
tornato a casa con l'elenco telefonico sottomano cercai quel cognome lo trovai combinazione uno soltanto nome maschile certo doveva essere il padre.
Giorni dopo feci quel numero telefonico e rispose proprio lei =ciao Anna ti ho vista giorni fa al tribunale ricordi= lei =a si ricordo mi hai salutata ma io non ricordo di conoscerti= rispose dai e dai parlando al telefono finiva per darmi un appuntamento sotto casa sua il pomeriggio stesso,tramite l'elenco già sapevo dove abitava ed allora stabilita uscito di casa dicendo a mia moglie che andavo da amici.
Come d'accordo la vidi sotto casa che mi aspettava,accostato con la macchina, scesi un saluto,la dovuta presentazione poi =ti dispiace se ci allontaniamo da qui sai la gente chiacchiera= =capisco si= risposi entrata in macchina stessa lei mi indicava un grande parcheggio ed alberi che ombreggiavano anche i posti.
Iniziammo a parlare lei del marito che non avevano più un filing io della mia ex da cui stavo divorziando nascondevo però il fatto che convivevo con altra.
Parlando parlando iniziava a farsi sera ad un appuntamento che ci vai a fare se non ci provi ed infatti guardandoci un momento ci ritrovammo abbracciati che ci baciavamo e più volte sentii lei che baciandoci apriva e stringeva le cosce un chiaro segno che si era eccitata ed io con una mossa sotto il sedile feci reclinare lo schienale e senza smettere di baciarla pian piano le andavo sopra e fra le sue cosce poderose,avevo la patta del pantalone piena di cazzo che premeva per venire fuori,lei dovette ben sentire il mio stato eccitativo e =sento come stai sotto però non venirmi dentro ti prego= disse,poco dopo tolte le mutandine,sbragata lunga nel sedile allargava le cosce una figa carnosa e poca peluria,io abbassato pantalone e slip con il cazzo che svettava eretto dolcemente penetravo nella figa =mamma mia però= disse poi presi a scoparla e lei sotto che si dimenava tutta =si vai cosi che cazzo quanto è lungo lo sento contro l'utero= diceva stringendomi a se (non era la prima a dire che sentiva il cazzo arrivarle all'utero anche mia madre lo diceva) non ci volle molto per sentirla godere =vengo mamma vengo che cazzo amore= diceva io non mi tenni più la scopavo e sbattevo contro la figa ed un saltino al momento giusto sborravo sulla sua pancia godendo e facendole i complimenti per come si era data a me partecipe al rapporto sessuale =grazie sono mesi che non facevo sesso poi con te è impossibile non godere= disse,una volta pulitasi dallo sperma,ricomposti portai lei sotto casa,un bacio =sono stata bene con te quando ci rivediamo?= chiese =dopodomani stessa ora di oggi= risposi,lei saliva in casa er io via a casa mia trovai mia moglie a preparare la cena,lei non ha mai sospettato di me delle mie uscite forse non provava gelosie o mi amava veramente oppure era molto fiduciosa nei miei riguardi.
0
voti
voti
valutazione
0
0
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Dopo il nucleare 3racconto sucessivo
Nel mio capanno 1
Commenti dei lettori al racconto erotico