Ancora lui
di
Lady Black
genere
confessioni
Due anni erano passati. Ormai quel giorno era andato nel dimenticatoio rimase solo il ricordo di una bella chiavata.
Era tempo di comunioni, ragazzi di dieci anni e passa, dopo due anni di catechismo incontravano per la prima volta Cristo. Non era un incontro fisico , bensì spirituale.
La religione cattolica prevede alcuni sacramenti, ognuno,rispecchia una certa età. Il sacramento dell'eucarestia più comunemente detto prima comunione, secondo la chiesa cattolica è l'incontro con Cristo. Secondo la Chiesa in quel pane azzimo, non lievitato, c'è il corpo di Cristo. Istituito da Gesù nell'ultima cena e tramandato a noi dai discepoli, questo secondo me é uno dei più tosti da accettare qui entrano in gioco i misteri della fede, "se credi accetta senza vedere o sapere." Come da tradizione la prima comunione viene festeggiata da parenti ed amici. Da noi c'è in uso da alcuni anni fare un banchetto, non proprio matrimoniale ma quasi. Esso ha preso il posto del rinfresco e ,della festicciola casalinga, che si teneva fino a pochi anni or sono. Mia sorella mi chiese aiuto ,doveva preparare quest'evento, c'erano molte cose da fare , scegliere il vestito innanzi tutto. Andammo in un negozio al retfilo, così noi napoletani chiamiamo corso Umberto . Era un negozio lussuoso dove si vendevano solo abiti da cerimonia. Mia nipote si innamorò di unabito carino ma molto lavorato con paiette, e brillantini assieme a spalline alte e maniche rigonfie. Quel negozio aveva anche il reparto bomboniere , ne scelsero una molto bella trattavasi di Maria che e in mano aveva un calice nel quale c'erano le ostie , corpo e sangue di Gesù. Mentre loro,guardavano queste bomboniere io fui attratta dalla proprietaria. A guardarla così, nulla di che , una donna quasi sciatta, con quei suoi vestiti larghi , quel trucco appena accennato e con i,capelli sfatti. Avrebbe dovuto essere il decoro del negozio ma la sua politic di vendita er basata,sul prodotto non su chi lo vendesse. Non capisco molto di strategie commerciali ma il,suo ragionamento mi piaceva , per me aveva assolutamente ragione. Appariva pia e casta, pura dinanzi a Dio e agli uomini, ma io non ero un uomo ero una donna ed in quel momento mi trasforma in una diavola. Quel suo candore mi attirava, quella sua ingenuità mi spingeva a violarla, la volevo mia e gia ero bagnata . Quando sferrai l'attacco tentenna ma non cadde ancora , si aggrappata aprile e suppliche ,ma ciò che non capi fu xhe io non ero la Madonna ma ormai ero la sua tentatrice. Una diavola piena di fuoco e di ardore, decisa a profanare la sua inattaccabile virtù. Ebbene dopo alcuni assalti sempre ben respinti trovai una falla, la,accarezzai,dolcemente tra il lobo e il retro delle orecchie cadde ai miei piedi. Mi guardava con occhi supplichevoli chiedeva amore ed allora glielo diedi. Cominciai a baciarle il seno , lei sorpresa mi guardò con aria ingenua. Allora le baciai la bocca mentre la mia mano continua a a carezzare il retro dell'orecchio, ed il collo intero . Ormai,era mia , o forse io ero la sua? Non lo so non sono e rispondere a questo dilemma , so solo che ci demmo piacere a vicenda , ma anche a ripetizione. Lei la pura ,la casta si scatenò in quell'amplesso dove vennero a galla tutte le doti di troia represse fino ad allora. Dopo un inizio un po' troppo impacciato si scateno,e quella lingua sembrava avesse decenni di esperienza . È vero io insegnavo ma in breve fui superata . Quando venimmo fu uno squirtare in due, fu meraviglioso, una sensazione mai provata. Andammo via con un forte sconto sul vestito ,e come omaggio bomboniere , pergamene e, la promessa di rivederci ancora...
Per ringraziamento mia sorella volle regalarmi le scarpe, anche se io non ne avevo bisogno,
Avevo a casa una stanza piena di scarpe, forse non lo
sapete ma ne vado pazza. Ogni volta che mi presento dal calzolaio porto a casa minimo cinque paia,di scarpe. Ballerine , polacchine ,stivali alla caviglia ,stivali lunghi, scarpe tacco dodici minimo.
In quel negozio non c'ero mai stata, eppure vengo spesso in questo centro commerciale . Louis Vuitton, prada ,Nike, Adidas, ma anche loghi più tradizionali valleverde, pittarosso, erano tutti marchi originali . Mi giravo intorno , cercavo qualcosa che mi colpisce la commessa si mise a disposizione e mi mostrava più modelli . Mentre li provavo incrociai lo sguardo con un uomo. Rimasi fulminata , eccolo era lui. Cercato invano in ogni dove, mentre lui era lì a portTa di manono, ops ,forse dovrei dire piede.
«Lascia che ci pensi io alla signora» disse inchinamdosi e provndomi una scarpa. Non potevo crederci lo avevo cercato per,tanto tempo e lui era lì ora ai miei piedi. Lo stesso sguardo duro ,la stessa antipatica aria da strafottente, la stessa impertinente. Era sempre odioso ma eralzareo cmiontenta di averlo ritrovato. Mi prese per mano ,mi fece , trascino con sé nel suo ufficio .mentre mia sorella rimase con una commessa a misurare scarpe. Una scrivania , due poltrone davanti , un divanetto su una parete un mobile bar su un'altra con un mini frigo affiancata piccola libreria alle spalle con una fotocopiatrice su un lato, questo era l'arredamento di quell'ufficio. Non capivo bene se era un'attrazione fatale o vog4lia di fare sesso , sta di fatto che c'era chi,ila tra di noi. Chiusa lavora alle spalle cominciammo a limonare mentre con una mano freneticamente ci spogliavamo dei vestiti. Era passato un po' di tempo da quando lo vidi quella volta , non lo ricordavo così grosso. Mentre ci guardavamo negli occhi mi inginocchiai e glielo presi in bocca . Feci un buon lavoro credo con lingua e labbra , infatti venne subito duro, e quando fu al massimo , spzlancai la bocca e lo feci entrare fino in gola. Entrava e usciva dalla bocca ed ogni volta arrivava un po' più giù in gola. Mi porto sul divanetto dove mi chiavo a pecora. Mi deliziabo sentirlo entrare ed uscire dalla mia fessa , era grosso ,mi riempiva tutta . Urtava l'utero, mi faceva male ma quel dolore mi procurava tanto piacere. Con le due mani ,mi teneva il seno e con le dita pizzicava i capezzoli . Venni una prima volta favorendogli ancor piu la penetrazione la,seconda,voltai squirtai e subito dopo lui mi venne dentro. Volle,che lo pulissi con la lingua , mi applicai gli feci un bel servizio. Continuaimfino a quanto non fu di nuovoduro , poi a novanta gradi gli offrii il culo. Non si fece pregare, questa volta cambio strategia, senza lubrificanti penetro piano piano , lo metteva e lo toglieva , entrava ed usciva finché lo sfintere esauasto non cedette. Comincio così con botte sempre più forti , mentre io mi sgrillettavo il clitoride. Mmmmmmmmm come mi piaceva , mugolavo forte, meno male che l'ambiente era insonorizzato. Venni di culo due volte poi fini che mi sborro dentro. Anche stavolta,lo pulii con la,bocca, e mentre continuavo mi stacco dal cazzo dicendo che doveva tornare a lavoro. Anch'io tornai a misurami scarpe, ne scelsi una paio tacco quattordici. Non me le fece pagare e ne regalo un paio anche a mia sorella . Ci salutammo con un bacio mozzafiato. Ora ogni tanto passo per quel negozio ,quattro chiacchiere una chiavata e,la mia collezione di scarpe cresce a dismisura.
Era tempo di comunioni, ragazzi di dieci anni e passa, dopo due anni di catechismo incontravano per la prima volta Cristo. Non era un incontro fisico , bensì spirituale.
La religione cattolica prevede alcuni sacramenti, ognuno,rispecchia una certa età. Il sacramento dell'eucarestia più comunemente detto prima comunione, secondo la chiesa cattolica è l'incontro con Cristo. Secondo la Chiesa in quel pane azzimo, non lievitato, c'è il corpo di Cristo. Istituito da Gesù nell'ultima cena e tramandato a noi dai discepoli, questo secondo me é uno dei più tosti da accettare qui entrano in gioco i misteri della fede, "se credi accetta senza vedere o sapere." Come da tradizione la prima comunione viene festeggiata da parenti ed amici. Da noi c'è in uso da alcuni anni fare un banchetto, non proprio matrimoniale ma quasi. Esso ha preso il posto del rinfresco e ,della festicciola casalinga, che si teneva fino a pochi anni or sono. Mia sorella mi chiese aiuto ,doveva preparare quest'evento, c'erano molte cose da fare , scegliere il vestito innanzi tutto. Andammo in un negozio al retfilo, così noi napoletani chiamiamo corso Umberto . Era un negozio lussuoso dove si vendevano solo abiti da cerimonia. Mia nipote si innamorò di unabito carino ma molto lavorato con paiette, e brillantini assieme a spalline alte e maniche rigonfie. Quel negozio aveva anche il reparto bomboniere , ne scelsero una molto bella trattavasi di Maria che e in mano aveva un calice nel quale c'erano le ostie , corpo e sangue di Gesù. Mentre loro,guardavano queste bomboniere io fui attratta dalla proprietaria. A guardarla così, nulla di che , una donna quasi sciatta, con quei suoi vestiti larghi , quel trucco appena accennato e con i,capelli sfatti. Avrebbe dovuto essere il decoro del negozio ma la sua politic di vendita er basata,sul prodotto non su chi lo vendesse. Non capisco molto di strategie commerciali ma il,suo ragionamento mi piaceva , per me aveva assolutamente ragione. Appariva pia e casta, pura dinanzi a Dio e agli uomini, ma io non ero un uomo ero una donna ed in quel momento mi trasforma in una diavola. Quel suo candore mi attirava, quella sua ingenuità mi spingeva a violarla, la volevo mia e gia ero bagnata . Quando sferrai l'attacco tentenna ma non cadde ancora , si aggrappata aprile e suppliche ,ma ciò che non capi fu xhe io non ero la Madonna ma ormai ero la sua tentatrice. Una diavola piena di fuoco e di ardore, decisa a profanare la sua inattaccabile virtù. Ebbene dopo alcuni assalti sempre ben respinti trovai una falla, la,accarezzai,dolcemente tra il lobo e il retro delle orecchie cadde ai miei piedi. Mi guardava con occhi supplichevoli chiedeva amore ed allora glielo diedi. Cominciai a baciarle il seno , lei sorpresa mi guardò con aria ingenua. Allora le baciai la bocca mentre la mia mano continua a a carezzare il retro dell'orecchio, ed il collo intero . Ormai,era mia , o forse io ero la sua? Non lo so non sono e rispondere a questo dilemma , so solo che ci demmo piacere a vicenda , ma anche a ripetizione. Lei la pura ,la casta si scatenò in quell'amplesso dove vennero a galla tutte le doti di troia represse fino ad allora. Dopo un inizio un po' troppo impacciato si scateno,e quella lingua sembrava avesse decenni di esperienza . È vero io insegnavo ma in breve fui superata . Quando venimmo fu uno squirtare in due, fu meraviglioso, una sensazione mai provata. Andammo via con un forte sconto sul vestito ,e come omaggio bomboniere , pergamene e, la promessa di rivederci ancora...
Per ringraziamento mia sorella volle regalarmi le scarpe, anche se io non ne avevo bisogno,
Avevo a casa una stanza piena di scarpe, forse non lo
sapete ma ne vado pazza. Ogni volta che mi presento dal calzolaio porto a casa minimo cinque paia,di scarpe. Ballerine , polacchine ,stivali alla caviglia ,stivali lunghi, scarpe tacco dodici minimo.
In quel negozio non c'ero mai stata, eppure vengo spesso in questo centro commerciale . Louis Vuitton, prada ,Nike, Adidas, ma anche loghi più tradizionali valleverde, pittarosso, erano tutti marchi originali . Mi giravo intorno , cercavo qualcosa che mi colpisce la commessa si mise a disposizione e mi mostrava più modelli . Mentre li provavo incrociai lo sguardo con un uomo. Rimasi fulminata , eccolo era lui. Cercato invano in ogni dove, mentre lui era lì a portTa di manono, ops ,forse dovrei dire piede.
«Lascia che ci pensi io alla signora» disse inchinamdosi e provndomi una scarpa. Non potevo crederci lo avevo cercato per,tanto tempo e lui era lì ora ai miei piedi. Lo stesso sguardo duro ,la stessa antipatica aria da strafottente, la stessa impertinente. Era sempre odioso ma eralzareo cmiontenta di averlo ritrovato. Mi prese per mano ,mi fece , trascino con sé nel suo ufficio .mentre mia sorella rimase con una commessa a misurare scarpe. Una scrivania , due poltrone davanti , un divanetto su una parete un mobile bar su un'altra con un mini frigo affiancata piccola libreria alle spalle con una fotocopiatrice su un lato, questo era l'arredamento di quell'ufficio. Non capivo bene se era un'attrazione fatale o vog4lia di fare sesso , sta di fatto che c'era chi,ila tra di noi. Chiusa lavora alle spalle cominciammo a limonare mentre con una mano freneticamente ci spogliavamo dei vestiti. Era passato un po' di tempo da quando lo vidi quella volta , non lo ricordavo così grosso. Mentre ci guardavamo negli occhi mi inginocchiai e glielo presi in bocca . Feci un buon lavoro credo con lingua e labbra , infatti venne subito duro, e quando fu al massimo , spzlancai la bocca e lo feci entrare fino in gola. Entrava e usciva dalla bocca ed ogni volta arrivava un po' più giù in gola. Mi porto sul divanetto dove mi chiavo a pecora. Mi deliziabo sentirlo entrare ed uscire dalla mia fessa , era grosso ,mi riempiva tutta . Urtava l'utero, mi faceva male ma quel dolore mi procurava tanto piacere. Con le due mani ,mi teneva il seno e con le dita pizzicava i capezzoli . Venni una prima volta favorendogli ancor piu la penetrazione la,seconda,voltai squirtai e subito dopo lui mi venne dentro. Volle,che lo pulissi con la lingua , mi applicai gli feci un bel servizio. Continuaimfino a quanto non fu di nuovoduro , poi a novanta gradi gli offrii il culo. Non si fece pregare, questa volta cambio strategia, senza lubrificanti penetro piano piano , lo metteva e lo toglieva , entrava ed usciva finché lo sfintere esauasto non cedette. Comincio così con botte sempre più forti , mentre io mi sgrillettavo il clitoride. Mmmmmmmmm come mi piaceva , mugolavo forte, meno male che l'ambiente era insonorizzato. Venni di culo due volte poi fini che mi sborro dentro. Anche stavolta,lo pulii con la,bocca, e mentre continuavo mi stacco dal cazzo dicendo che doveva tornare a lavoro. Anch'io tornai a misurami scarpe, ne scelsi una paio tacco quattordici. Non me le fece pagare e ne regalo un paio anche a mia sorella . Ci salutammo con un bacio mozzafiato. Ora ogni tanto passo per quel negozio ,quattro chiacchiere una chiavata e,la mia collezione di scarpe cresce a dismisura.
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