Il calcetto

di
genere
confessioni

Mio marito Enzo ,appassionato di calcetto,militare una squadretta del quartiere. Ci conoscevamo tutti, e spesso uscivamo anche insieme. Iniziò un torneo regionale , noi seguivamo la squadra , stavamo insieme , ci divertivamo. I tornei erano a livello amatoriali, anche se si mettevano in palio coppe e medaglie. Mentre i nostri mariti giocavano in campo noi insieme a parenti e amici formavamo la tifoseria.
Un giorno incontrammo una squadra molto tosta, il primo tempo fini uno amerò per loro. Nel secondo tempo Enzo si scatenò, fece una tripletta sugli spalti successe qualche tafferuglio. Si svolse tutto solo verbalmente e non duro nemmeno molto gli,stessi calciatori calmarono gli animi.
Eravamo nei pressi del Vesuvio avevamo prenotato un agriturismo situato quasi sul cratere. Io e Maria andammo sul cratere a guardare dentro . C'erano piccole fumarola che testimoniavano ancora la virilità di quel gigante. Non avevano certo a niente a che vedere col famoso pennacchio che si vede spesso nei quadri ottocenteschi o di inizio novecento che ritraggono il golfo di Napoli e sullo sfondo il Vesuvio. Era profondo, un altezza considerevole, la mia amica aveva paura, quasi tremava. Si aggrappo a me quasi mi soffocava. Per rassicurarla la abbracciai anch'io. Io sono molto sensibile il contatto con un altro corpo mi eccita, anche le donne mi fanno quest'effetto. Mentre l'abbracciavo una mano scese,a tastargli le natiche, mi guardò stranita mi tolse la mano . Dopo alcuni minuti la rimasi questa volta non disse niente mi guardò e appoggiò la testa sui miei seni . Gli,diedi un bacio in fronte, un'altro sul naso, fu lei ad unire le labbra e a chiedere il bacio li. Quando queste si unirono, scoccò la scintilla, la sua bocca si aprì e ricevette la mia lingua che si intrecciò alla iniziando insieme la danza dell'amore, così chiamavo io il cercarsi, rincorrersi, acchiappare, intrecciarsi e poi sfuggirsi di nuovo, l'unione delle lingue. Nel mentre ci,baciavamo le mie mani prendevano possesso dei suoi seni , della sua fessa.
Le nostre lingue sempre di più chiedevano finché non arrivammo all'orgasmo, ambedue squirtando. Non si reseroconto di nulla quando quattro uomini ormai nudi ed infoiati ci saltavano addosso. Senza trovare,alcuna resistenza ci facemmo chiavare . Ci presero senza ritegno , ci infilavano cazzi dappertutto noi gemevamo ,mugolavamo, godevamo . Avevo un cazzo in culo e uno nella fessa così anche Maria poi si tolsero e ci sborrarono addosso. Loro stremati si accasciarono , noi continuammo a leccarci finché non ripulisco tutto il nostro corpo dalla,sborra, io leccavo lei , lei leccava me. Poi come niente fosse accaduto ritornammo all'agriturismo e nei bagni ci potemmo lavare facendoci anche una lunga doccia. Più tardi seppi che erano giocatori della squadra che aveva perso. Battuti dagli uomini si volevano rifare sulle donne, ma gli andò male , anche le donne li misero a tappeto.
Ricordo che la passione di Enzo ci seguiva ovunque, anche al campeggio estivo. Anche lì si organizzò un torneo ed ogni sera c'era una partita. Io ormai ero satura , ero lì per divertirmi non certo per vedere dieci uomini che prendevano a calci una palla. Il più delle volte non assistevo preferivo la discoteca o stereo da sola a leggere un libro,o anche fare un percorso spa. Il capo villaggio ci provava sempre con parole a doppio senso ma a volte anche dirette io restavo,al mio posto ferma , decisa a fare la moglie fedele. Quella sera ,il capo villaggio mi invito a bere un drink.«Dai vieni non farti pregare , che male c'è? E solo un drink » disse con aria supplichevole. Accettai ed insieme ci avviamo al bar del villaggio , passammo fuori al capannone degli attrezzi disse doveva prendere non so cosa e mi invito ad entrare . Io tentennai non volevo entrare ma poi lo seguii. Lui si comportò da vero gentiluomo prese ciò che doveva e si avvio verso l'uscita fui io a comportarmi da troia. Erano ormai già tre giorni che non chiavavo a causa del calcetto, e,si il signorino tornava stanco poi doveva riposare l'indomani avrebbe avuto un'altra partita. Mentre siavviava,verso l'uscita gli sbarrai il passo e me lo baciai, la reazione fu fulminea , subito lo,cacciò dai fuori ero mi abbassai e con la mano lo guidai in bocca . Lui gemeva forte tanto che il capo ani,amore trovandosi nei pressi del capannone senti i mugolii ed incuriosito entro , mentre io assorta nel lavoretto di bocca non mi accorsi della sua presenza. Nemmeno mi accorsi che aveva spostato le mutandine del costume,ma quando me lo infilo dentro me ne accorsi eccome. Dove erano finiti i miei propositi di fedeltà? Pensai «Ok comincerò domani» Avevo un cazzo in bocca ed uno nella fessa quando arrivo pure il capobagnini. Ci sistemammo allora su un lettino mi chiamarono a turno tutti i miei buchi, girando non so purché in senso antiorario , cioè bocca culo e fessa. Alla fine mi spruzzarono tutto addosso mi lasciarono li sporca e andarono via. Io restai li ancora un po' poi raccolsi il costume e nuda com'ero feci una corsa in mare dove mi ripulii alla meglio della sborra . Passai fuori al campo,di calcio la partita ormai era finita, nel bungalow si sentiva solo un ronzio, lui gia russava poverino. Stetti un po fuori la veranda sorseggiai una birra,gelata e mentre contemplato le stelle mi sparI un bel ditale




scritto il
2026-05-04
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