Colpa dell'ombrellone
di
Lady Black
genere
confessioni
Il mio rapporto col mare è stato sempre difficile, odio amo re, sentimenti contrastanti. Gelosa? Forse , non sopportavo quanta gente abbracciasse di giorno , mi rilassavo quando abbracciava solo me di notte. Il frastuono della gente mi impediva di sentire la sua dolce,nenia, e manco quando era furioso riuscivo a sentirne la voce , le grida forti di dolore . Diverso era la notte senza quel chiasso , radioline , urla di bambini , ma anche genitori che urlavano ai figli, lo schiaffeggiare sulle acque di corpi nudi in cerca di refrigerio, ed anche le,voci invitanti dei vuo cumpra.
Ero obbligata ad andare di mattino perché mia figlia aveva bisogno di sole, ma in quella bolgia non mi ci ritrovavo, sembrava un girone dell'inferno e a confermarlo ,la calura estiva. Col calare della sera una,però le spiaggie, si svuotavano lasciando solo il mare in una distesa scura, il quale si,distingueva dalla spiaggia per i rivoli di schiuma ,che si accavallano quando tocca riva . Alle due di notte anche le coppiette avevano ormai abbandonato la spiaggia restava qualcuna un po più audace ma che a quell'ora non faceva il bagno. Avevo campo libero mi potevo muovere come meglio credevo. La notte l'acqua è assai più calda del giorno ed anche se non ho ,mai capito come cercavo di dare una spiegazione. Secondo una mia teoria il calore del sole, accumulato tutto il giorno , si sprigiona di notte avendo,un contrasto con aria,più fresca.
Quella mattina il sole si nascose tra le nubi. Andai ugualmente in spiaggia nonostante minacciasse pioggia. Tirava un po di vento, era meglio non aprire l'ombrellone ed invece io lo aprii. Una folata di vento forte lo sdradicò trascinandolo poco distamte. Andai per riprenderlo, mentre mi adoperavo per piantarlo, fui bloccata da una mano forte.
Nel girarmi vidi un dio. Forse era tritone venuto a riprendersi la sirenetta? Così mi apparve l'uomo dell'ombrellone accanto che saggiamente teneva il suo chiuso. Mi aveva anche avvertita pocanzi:«Non lo aprire bella rossa il vento lo porterà via di sicuro.» Lo guardai, aveva un'aria indisponente da saccente impertinente, una persona così non meritava la mia attenzione. Bello era bello e guardarlo faceva un certo effetto . Ma la sua insolenza rasentava l'incredibile,. Eppure lo guardavo, e la sua strafottenza mi irritava, ma era così virile. Per un attimo i nostri sguardi si incrociarono, la mia fessa comincio a colare, mentre il suo cazzo aumentava in lunghezza e spessore. Non passo molto le nostre bocche si unirono, lo disprezzavo quasi, ma non ne potevo fare a meno mi venne in mente la massima che recita così:" Chi disprezza,vuol comprare " , ed in questo caso sembrava appropriata. Le nostre labbra si attrassero ,si legarono ,si schiusero. Le nostre lingue si cercarono si trovarono di unirono . All'inizio, le nostre mani partirono , cacciavano via i nostri indumenti che ci dividevano dalla nudità . Nudi ora su quella spiaggia , folate di vento si abbattevano su di noi come a volere evitare questa unione di corpi estranei appartenenti ad altri ma ora difronte uno all'altra pronti a darsi piacere. Non vi fu battaglia il vento fu vinto i due corpi si unirono in un amplesso che pareva senza fine. Le nostre dita con fare sapiente andavano alla ricerca di punti nascosti, che davano piacere fino a farmi godere .
Poi i nostri corpi uniti , tu dentro di me , io che ti accoglievo. Non ci mise molto venne, la mia patatina mentre il suo pisello era ancora turgido,Per molto tempo ebbi il piacere di ospitare quel cazzo nella mia,fessa , mi chiavava come se non ci fosse un domani. Mi sborro nella fessa con fiotti potenti e soffici ,ma soprattutto, con caparbietà.
Lo accolsi nella mia bocca volevo solo ripulirlo, ma quando fu moscio continuai,avrei dovuto lasciarlo ,ma non lo feci , ci misi,impegno e passione ed in un batterdocchio, fra slinguate , leccate e succhiate ritorno duro da far paura. Allora me lo puntati al buchetto e gli dissi« Inculami, spaccami in due.» non se lo fece ripetere una seconda volta e, senza una minimo di preparazione, mi inculò all'istante. Un dolore enorme precedente un altrettanto enorme piacere . Entrava ed usciva con decisione cambio più volte posizione mentre io non smettevo di martoriare il mio clito. Sotto le sue sapiente mani i seni venivano accarezzati mentre i capezzoli pizzicati. La lingua leccava dietro l'orecchio mentre i dent mordicchiavano il lobo. Punto sul collo avevo qualche ematoma dovuto ai vari succhiotti che mi faceva. Poi d'improvviso venne, non me ne accorsi perché stavo,di nuovo squirtando. Fu allora che un acquazzone venne giù dal cielo ci sorprese ancora nudi e ci lavo da capo a piedi portando via tutti i residui di sborra . Ci prendemmo infine per mano ,correndo insieme verso il mare, andammo a ricevere il suo abbraccio, mentre la pioggia terminava . Quando uscimmo dall'acqua il sole fece capolino in mezzo alle nubi che pian piano si diradavano fino a scomparire del tutto. Restammo sdraiati uno accanto all'altra poi comincio a venir gente. Anche se ancora bagnati indossammo i nostri costumi,mentre la spiaggia accoglieva i bagnanti, gli diedi un bacio e andai via . Non sapevo chi fosse non conoscevo il nome altre volte l'ho cercato su quella spiaggia ma non l'ho più rivisto, finché l'anno scorso ci siamo visti ritrovatiad una festa di comunione.
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