La Sissy della mamma 3
di
Rebecca Crossdresser
genere
trans
Apro gli occhi. Sono tra le braccia di mia madre nel suo letto, ho il suo cazzo finto dentro di me. Colgo l'occasione ed inizio a muovermi da solo avanti e indietro col bacino per godere di questa opportunità.
"Qualcuna qua è insaziabile già di prima mattina?"
"Le chiedo scusa mia padrona, non volevo svegliarla."
"Non ti preoccupare tesoro. Mi ha fatto veramente piacere essere svegliata così." finita la frase mi da un affettuosissimo bacio sul collo.
Si gira con ancora il suo cazzo dentro di me, mettendomi a pancia in giù ed inizia a scoparmi.
Dopo diverso tempo sento che sto per venire e io l'ultima cosa che voglio è di sporcare il suo letto con il mio liquido, quindi subito la avverto "Padrona. Sto per venire, sto per venire!"
Lei subito molto velocemente si alza trascinando anche me. Prende da sopra il comodino di fianco al letto un bicchiere, che lei tiene sempre vicino nel caso abbia sete la notte, "Vieni qua dentro."
Ho cercato di trattenermi per il più tempo possibile e finalmente mi svuoto dove vuole lei.
"Guarda tesoro quanta ne hai fatta! Nonostante ieri che ti ho scopata due volte, anche ora ne hai prodotta molta. Sei stata proprio brava."
Con le dita sporche di qualche mia goccia, me le infila in bocca.
"Andiamoci a preparare, che le cose che dobbiamo fare oggi sono molte."
"Padrona, ma io non devo andarmi a cercare un lavoro come sto facendo da le ultime settimane?"
"No tesoro mio. Da oggi non cercherai più un lavoro qualsiasi, ne ho io uno perfetto che ti si addice. Quello che ho in mente per te è molto più grande."
"Quindi quando mi dicevi che dovevo cercarmi da lavorare?"
"Si volevo che ti trovassi un lavoro, ma non sapevo ne io e nemmeno te che sarebbe successa questa fantastica cosa. Quindi, come ti ho detto ieri sera, tu ora fai parte del mio vero mondo e io voglio che lo vivi pienamente ogni secondo. E ora non perdiamo tempo che oggi ho una fantastica sorpresa per te."
Mi prende per mano e mi porta in bagno. Mi fa accomodare sul bidet e con fare sensuale mi pulisce il sedere in profondità e poi il pene che non tarda a stringermelo forte facendomi apposta male.
Lei mi asciuga per bene. Prende il plug e dopo averlo leccato un poco me lo infila nel sedere ancora dilatato. Appena il mio uccello torna piccolo lei subito me lo chiude in gabbia. Le chiavi per aprirmela sono due, lei li ha messe entrambi in due braccialetti diversi. "Padrona, perché le porti entrambi al polso le due chiavi e non solo una?"
"Perché oggi come ti ho detto ho una sorpresa per te, e questa chiave è appunto per la tua sorpresa."
Mi prende per mano, addosso ho solamente un suo reggiseno e dei collant, andiamo in cucina.
"Inginocchiati qua, è l'ora della tua colazione."
Io obbedisco. Lei dal frigorifero prende uno yogurt. Apre la confezione e lo appoggia sul tavolino. "Non ti muovere."
Con i piedi scalzi sia allontana. Io la aspetto impaziente.
Ritorna dopo pochi minuti con ancora addosso lo strap-on che fino a poco tempo fa era dentro al mio culo e con il bicchiere contenente il mio liquidi seminale.
"Questa sarà una delle colazioni che da oggi imparerai ad amare." prende il bicchiere e versa la sborra dentro allo yogurt, ci infiala dentro il cazzo di gomma per mescolarlo un poco. Quando lo tira fuori ne è pieno fino a metà. Lo avvicina alle mie labbra toccandomele con la punta "La colazione è servita amore mio."
Io inizio a leccarlo e a prenderlo in bocca togliendo lo yogurt, lei intanto mi accarezza i capelli mentre mi parla con fare sensuale del più e del meno inerenti la mia femminilità.
Appena finito di fare colazione, lei inizia ad osservarmi con occhio molto vigile "Sai tesoro, ora che ti guardo bene, hai qualche pelo che deve essere assolutamente rimosso. Sei fortunata che te ne siano cresciuti non molti, ma quei pochi che hai sfigurano con la femminuccia che devi essere. Quindi preparati che ora te li devo togliere."
Mi porta nel bagno "Spogliati completamente nuda ed entra nella doccia." io obbedisco.
Mi toglie il plug dal sedere e la gabbietta dal pene, mi cosparge con una schiuma che col passare di poco tempo inizia a bruciarmi su tutto il corpo. Dopo 5 minuti lei dentro la doccia con me apre l'acqua e con una spatolina che mi passa sul corpo, vedo tutti i mei peli sparire magicamente, dopo mi lava bene il corpo e intanto che c'è anche i capelli, uguale anche lei.
Usciamo dalla doccia e anche ora entrambi nel suo stesso accappatoio. Amo questa sensazione di protezione che mi sta dando, sento il suo cazzo finto che non si è tolto mentre faceva la doccia appoggiato sulla mia schiena, è molto vicino alle mie natiche.
"Oggi dovrai essere impeccabile, come ti ho già detto ho una bellissima sorpresa per te, e molte mie amiche, anzi sorelle sono impazienti di conoscerti."
"Ma padrona. Perché hai confidato questo mio, anzi questo nostro segreto ad altre persone. Era bello se fosse rimasta una cosa tra noi due." gli dico in modo triste e spaventato.
"Come ti ho detto da oggi vivrai interamente le giornate come se fossi una femminuccia. Anche il tuo nuovo lavoro lo farai da femminuccia. Riguardo alle altre ragazze che ti impareranno a conoscere come femminuccia, fidati, sono più che contente di sapere che sei un ragazzo che non ha preso la strada della mascolinità ma quella della obbedienza e sottomissione."
"Ho paura mamma, scusami padrona."
"Non avere paura. Io sono sempre al tuo fianco tesoro. Se anche solo una di queste persone ti farà del male, io sarò la prima a prendere le tue difese e a fargli più male. Ora non perdiamo tempo."
Davanti lo specchio del bagno inizia a riempirmi i capelli lunghi di boccoli per darmi un effetto capelli mossi. Incomincia a truccarmi con le basi e poi incornicia i miei occhi col mascara, matita nera e un ombretto rosso che va a sfumarsi fino a diventare rosa confetto. Le guance leggermente rossine e un rossetto rosso molto lucido. Dopo si trucca anche lei e io non posso che rimanerne affascinato.
Appena entriamo nella sua camera da letto, lei subito mi rimette la gabbietta per il pene e un plug con un colpo secco nel sedere lubrificato solamente dalla sua saliva, infatti mi ha fatto abbastanza mele quando è entrato. Mi aiuta a vestirmi scegliendo tra i suoi indumenti. Delle mutande nere con inserti di pizzo, ci applica anche un assorbente grande con ali. "Padrona ma io non ho bisogno di usare gli assorben..."
"Se da oggi sarai una femminuccia lo sarai in tutto e per tutto. E anche gli assorbenti che ti servano si o no dovrai sempre tenerli con te. Quando andrai in giro con la borsetta mi assicurerò che ne porti un paio sempre con te e se non succederà saranno punizzioni severe. Intesi?"
"Si padrona."
Continua a vestirmi facendomi indossare dei collant rosa pieni di brillantini, sopra un body nero con le coppe ricamate.
"Tesoro a te che cosa piace soprattutto dei vestiti femminili? Bluse, camicette, top, gonne corte, gonne lunghe, minigonne, abiti, tacchi alti, stivali, ballerine, zeppe? Cosa vorresti soprattutto avere nel tuo guardaroba? I pantaloni sono assolutamente esclusi.
"Padrona tutto quello che scegli per me sarà bellissimo, ma se posso permettermi di avere preferenze, quando in segreto indossavo i tuoi vestiti preferivo soprattutto mettermi le tue bluse. Amavo soprattutto quella colore lilla con le maniche a palloncino. Mentre sotto usavo soprattutto le tue gonne lunghe. Trovo veramente molto femminili quelle di jeans, che tra le tue erano quelle che utilizzavo di più. Ai piedi avendo il piede più piccolo del tuo purtroppo non riuscivo bene a camminare sui tacchi."
"Di quello non ti preoccupare, sarò felicissima di insegnarti."
"Comunque non ho preferenze in merito alle calzature. le adoro tutte."
"Mi piace questo rapporto che si sta creando tra noi due. Essere diventata una ragazza credo che sia stata la cosa più bella che potesse capitare."
"Confermo padrona, come ti avevo detto, ora ti vedo sempre felice, e se te sei felice lo sono anche io. Ma ammetto che ho paura ad uscire fuori da casa vestita da ragazza."
"Io ti difenderò sempre."
Prende dall'armadio una camicetta di raso viola scura e una minigonna di jeans anche lei di colore scuro con una cintura piena di brillantini colore rosa che riprende i collant.
"Per ora userai questi stivali. Metto della carta in punta per fare spessore, ma presto te ne comprerò come anche semplici tacchi e altro."
Una collana di perle, dei braccialetti e degli orecchini a clip anche loro con delle perline cadenti "presto dovrò farti fare i buchi alle orecchie."
Mi fa guardare allo specchio e sembro una vera ragazza, della mia mascolinità non c'è una singola traccia. O come direbbe lei, sembro una ragazza in tutto e per tutto.
"Che bella che sei così. Sei la figlia che ho sempre voluto. Non vedo l'ora che arriviamo." lei mi abbraccia e anche io.
mentre ci stringiamo sento una intensa vibrazione forte nel mio sedere che mi fa piegare a gattoni.
"Vedessi quanto sei buffa così." mentre si separa dall'abbraccio vedo che in mano ha un telecomandino.
"Padrona cosa sta succedendo?"
"Quello che hai nel culo è un plug vibrante che si accende anche a distanza e puoi cambiare anche la potenza. Senti ora, te lo imposterò alla massima potenza." mentre parla schiaccia dei tasti e la vibrazione dentro al mio culo diventa quasi insopportabile, non riesco ad alzarmi in piedi ma sento una immensa onda di piacere che dal mio buco del sedere si propaga in tutto il corpo.
"Su su su. Non stare li impalata, dobbiamo andare." dice mentre mi aiuta ad alzarmi.
I miei passi sono piccoli e camminare così su dei tacchi di stivale per di più scomodi è quasi impossibile.
Mi tiene a braccetto e mi aiuta a salire nella sua macchina.
"Lo terrai con quella vibrazione fino a che non arriviamo. Sono circa dieci minuti di strada." io non riesco a parlare dalle forti emozioni e sento il mio pene che vorrebbe ingrandirsi essere bloccato dalla gabbietta. Anche li non tarda a farm male.
La strada e il tempo passa e arriviamo dentro ad un enorme cancello che con un breve sentiero conduce ad una immensa villa abbastanza vecchia ma ben messa.
Parcheggia la macchina, davanti a me vedo una figura che riconoscerei ovunque.
"Padrona! Non posso scendere. Devo andarmene. Non posso uscire vestita così. Quella ragazza è Agnese, la mia migliore amica. Non può vedermi così." mentre dico questa frase terrorizzato mia madre non emette risposta. Prende il telecomandino del plug e cambia la vibrazione mettendola ad intermittenza. Esce dalla macchina e viene ad aprirmi la porta.
"Andiamo."
Continua...
"Qualcuna qua è insaziabile già di prima mattina?"
"Le chiedo scusa mia padrona, non volevo svegliarla."
"Non ti preoccupare tesoro. Mi ha fatto veramente piacere essere svegliata così." finita la frase mi da un affettuosissimo bacio sul collo.
Si gira con ancora il suo cazzo dentro di me, mettendomi a pancia in giù ed inizia a scoparmi.
Dopo diverso tempo sento che sto per venire e io l'ultima cosa che voglio è di sporcare il suo letto con il mio liquido, quindi subito la avverto "Padrona. Sto per venire, sto per venire!"
Lei subito molto velocemente si alza trascinando anche me. Prende da sopra il comodino di fianco al letto un bicchiere, che lei tiene sempre vicino nel caso abbia sete la notte, "Vieni qua dentro."
Ho cercato di trattenermi per il più tempo possibile e finalmente mi svuoto dove vuole lei.
"Guarda tesoro quanta ne hai fatta! Nonostante ieri che ti ho scopata due volte, anche ora ne hai prodotta molta. Sei stata proprio brava."
Con le dita sporche di qualche mia goccia, me le infila in bocca.
"Andiamoci a preparare, che le cose che dobbiamo fare oggi sono molte."
"Padrona, ma io non devo andarmi a cercare un lavoro come sto facendo da le ultime settimane?"
"No tesoro mio. Da oggi non cercherai più un lavoro qualsiasi, ne ho io uno perfetto che ti si addice. Quello che ho in mente per te è molto più grande."
"Quindi quando mi dicevi che dovevo cercarmi da lavorare?"
"Si volevo che ti trovassi un lavoro, ma non sapevo ne io e nemmeno te che sarebbe successa questa fantastica cosa. Quindi, come ti ho detto ieri sera, tu ora fai parte del mio vero mondo e io voglio che lo vivi pienamente ogni secondo. E ora non perdiamo tempo che oggi ho una fantastica sorpresa per te."
Mi prende per mano e mi porta in bagno. Mi fa accomodare sul bidet e con fare sensuale mi pulisce il sedere in profondità e poi il pene che non tarda a stringermelo forte facendomi apposta male.
Lei mi asciuga per bene. Prende il plug e dopo averlo leccato un poco me lo infila nel sedere ancora dilatato. Appena il mio uccello torna piccolo lei subito me lo chiude in gabbia. Le chiavi per aprirmela sono due, lei li ha messe entrambi in due braccialetti diversi. "Padrona, perché le porti entrambi al polso le due chiavi e non solo una?"
"Perché oggi come ti ho detto ho una sorpresa per te, e questa chiave è appunto per la tua sorpresa."
Mi prende per mano, addosso ho solamente un suo reggiseno e dei collant, andiamo in cucina.
"Inginocchiati qua, è l'ora della tua colazione."
Io obbedisco. Lei dal frigorifero prende uno yogurt. Apre la confezione e lo appoggia sul tavolino. "Non ti muovere."
Con i piedi scalzi sia allontana. Io la aspetto impaziente.
Ritorna dopo pochi minuti con ancora addosso lo strap-on che fino a poco tempo fa era dentro al mio culo e con il bicchiere contenente il mio liquidi seminale.
"Questa sarà una delle colazioni che da oggi imparerai ad amare." prende il bicchiere e versa la sborra dentro allo yogurt, ci infiala dentro il cazzo di gomma per mescolarlo un poco. Quando lo tira fuori ne è pieno fino a metà. Lo avvicina alle mie labbra toccandomele con la punta "La colazione è servita amore mio."
Io inizio a leccarlo e a prenderlo in bocca togliendo lo yogurt, lei intanto mi accarezza i capelli mentre mi parla con fare sensuale del più e del meno inerenti la mia femminilità.
Appena finito di fare colazione, lei inizia ad osservarmi con occhio molto vigile "Sai tesoro, ora che ti guardo bene, hai qualche pelo che deve essere assolutamente rimosso. Sei fortunata che te ne siano cresciuti non molti, ma quei pochi che hai sfigurano con la femminuccia che devi essere. Quindi preparati che ora te li devo togliere."
Mi porta nel bagno "Spogliati completamente nuda ed entra nella doccia." io obbedisco.
Mi toglie il plug dal sedere e la gabbietta dal pene, mi cosparge con una schiuma che col passare di poco tempo inizia a bruciarmi su tutto il corpo. Dopo 5 minuti lei dentro la doccia con me apre l'acqua e con una spatolina che mi passa sul corpo, vedo tutti i mei peli sparire magicamente, dopo mi lava bene il corpo e intanto che c'è anche i capelli, uguale anche lei.
Usciamo dalla doccia e anche ora entrambi nel suo stesso accappatoio. Amo questa sensazione di protezione che mi sta dando, sento il suo cazzo finto che non si è tolto mentre faceva la doccia appoggiato sulla mia schiena, è molto vicino alle mie natiche.
"Oggi dovrai essere impeccabile, come ti ho già detto ho una bellissima sorpresa per te, e molte mie amiche, anzi sorelle sono impazienti di conoscerti."
"Ma padrona. Perché hai confidato questo mio, anzi questo nostro segreto ad altre persone. Era bello se fosse rimasta una cosa tra noi due." gli dico in modo triste e spaventato.
"Come ti ho detto da oggi vivrai interamente le giornate come se fossi una femminuccia. Anche il tuo nuovo lavoro lo farai da femminuccia. Riguardo alle altre ragazze che ti impareranno a conoscere come femminuccia, fidati, sono più che contente di sapere che sei un ragazzo che non ha preso la strada della mascolinità ma quella della obbedienza e sottomissione."
"Ho paura mamma, scusami padrona."
"Non avere paura. Io sono sempre al tuo fianco tesoro. Se anche solo una di queste persone ti farà del male, io sarò la prima a prendere le tue difese e a fargli più male. Ora non perdiamo tempo."
Davanti lo specchio del bagno inizia a riempirmi i capelli lunghi di boccoli per darmi un effetto capelli mossi. Incomincia a truccarmi con le basi e poi incornicia i miei occhi col mascara, matita nera e un ombretto rosso che va a sfumarsi fino a diventare rosa confetto. Le guance leggermente rossine e un rossetto rosso molto lucido. Dopo si trucca anche lei e io non posso che rimanerne affascinato.
Appena entriamo nella sua camera da letto, lei subito mi rimette la gabbietta per il pene e un plug con un colpo secco nel sedere lubrificato solamente dalla sua saliva, infatti mi ha fatto abbastanza mele quando è entrato. Mi aiuta a vestirmi scegliendo tra i suoi indumenti. Delle mutande nere con inserti di pizzo, ci applica anche un assorbente grande con ali. "Padrona ma io non ho bisogno di usare gli assorben..."
"Se da oggi sarai una femminuccia lo sarai in tutto e per tutto. E anche gli assorbenti che ti servano si o no dovrai sempre tenerli con te. Quando andrai in giro con la borsetta mi assicurerò che ne porti un paio sempre con te e se non succederà saranno punizzioni severe. Intesi?"
"Si padrona."
Continua a vestirmi facendomi indossare dei collant rosa pieni di brillantini, sopra un body nero con le coppe ricamate.
"Tesoro a te che cosa piace soprattutto dei vestiti femminili? Bluse, camicette, top, gonne corte, gonne lunghe, minigonne, abiti, tacchi alti, stivali, ballerine, zeppe? Cosa vorresti soprattutto avere nel tuo guardaroba? I pantaloni sono assolutamente esclusi.
"Padrona tutto quello che scegli per me sarà bellissimo, ma se posso permettermi di avere preferenze, quando in segreto indossavo i tuoi vestiti preferivo soprattutto mettermi le tue bluse. Amavo soprattutto quella colore lilla con le maniche a palloncino. Mentre sotto usavo soprattutto le tue gonne lunghe. Trovo veramente molto femminili quelle di jeans, che tra le tue erano quelle che utilizzavo di più. Ai piedi avendo il piede più piccolo del tuo purtroppo non riuscivo bene a camminare sui tacchi."
"Di quello non ti preoccupare, sarò felicissima di insegnarti."
"Comunque non ho preferenze in merito alle calzature. le adoro tutte."
"Mi piace questo rapporto che si sta creando tra noi due. Essere diventata una ragazza credo che sia stata la cosa più bella che potesse capitare."
"Confermo padrona, come ti avevo detto, ora ti vedo sempre felice, e se te sei felice lo sono anche io. Ma ammetto che ho paura ad uscire fuori da casa vestita da ragazza."
"Io ti difenderò sempre."
Prende dall'armadio una camicetta di raso viola scura e una minigonna di jeans anche lei di colore scuro con una cintura piena di brillantini colore rosa che riprende i collant.
"Per ora userai questi stivali. Metto della carta in punta per fare spessore, ma presto te ne comprerò come anche semplici tacchi e altro."
Una collana di perle, dei braccialetti e degli orecchini a clip anche loro con delle perline cadenti "presto dovrò farti fare i buchi alle orecchie."
Mi fa guardare allo specchio e sembro una vera ragazza, della mia mascolinità non c'è una singola traccia. O come direbbe lei, sembro una ragazza in tutto e per tutto.
"Che bella che sei così. Sei la figlia che ho sempre voluto. Non vedo l'ora che arriviamo." lei mi abbraccia e anche io.
mentre ci stringiamo sento una intensa vibrazione forte nel mio sedere che mi fa piegare a gattoni.
"Vedessi quanto sei buffa così." mentre si separa dall'abbraccio vedo che in mano ha un telecomandino.
"Padrona cosa sta succedendo?"
"Quello che hai nel culo è un plug vibrante che si accende anche a distanza e puoi cambiare anche la potenza. Senti ora, te lo imposterò alla massima potenza." mentre parla schiaccia dei tasti e la vibrazione dentro al mio culo diventa quasi insopportabile, non riesco ad alzarmi in piedi ma sento una immensa onda di piacere che dal mio buco del sedere si propaga in tutto il corpo.
"Su su su. Non stare li impalata, dobbiamo andare." dice mentre mi aiuta ad alzarmi.
I miei passi sono piccoli e camminare così su dei tacchi di stivale per di più scomodi è quasi impossibile.
Mi tiene a braccetto e mi aiuta a salire nella sua macchina.
"Lo terrai con quella vibrazione fino a che non arriviamo. Sono circa dieci minuti di strada." io non riesco a parlare dalle forti emozioni e sento il mio pene che vorrebbe ingrandirsi essere bloccato dalla gabbietta. Anche li non tarda a farm male.
La strada e il tempo passa e arriviamo dentro ad un enorme cancello che con un breve sentiero conduce ad una immensa villa abbastanza vecchia ma ben messa.
Parcheggia la macchina, davanti a me vedo una figura che riconoscerei ovunque.
"Padrona! Non posso scendere. Devo andarmene. Non posso uscire vestita così. Quella ragazza è Agnese, la mia migliore amica. Non può vedermi così." mentre dico questa frase terrorizzato mia madre non emette risposta. Prende il telecomandino del plug e cambia la vibrazione mettendola ad intermittenza. Esce dalla macchina e viene ad aprirmi la porta.
"Andiamo."
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