Scopata a Portovenere
di
Ladyhawke
genere
confessioni
SCOPATA A PORTOVENERE
Uscita dalla villa del ricco imprenditore salii sulla Ferrari del figlio.
No, non avevo fretta.
Si, sarebbe stato bello sfrecciare sulle strade panoramiche della costa, verso Portovenere, farsi frustare il viso dall'aria salmastra e assaporare gli odori del mare.
No, non conoscevo quel ristorante.
Ma si, perchè no? Un pranzo di qualità non si rifiuta mai.
Ah, e così seppi che anche lui era un importante e facoltoso immobiliarista...interessante, pensai...
Si, è il mio campo professionale...la cosa iniziava a intrigarmi davvero...
Certo, una collaborazione sarebbe stata oltremodo vantaggiosa...
Aveva una suite costantemente riservata in quell'hotel esclusivo di Portovenere...
Perchè no? La collaborazione doveva iniziare sotto i migliori auspici...
Entrammo nella suite, lussuosa come poche e illuminata da una luce soffusa perchè il vasto l'ambiente era schermato dai vetri oscurati.
Lasciai che mi spogliasse.
Con mani esperte mi tolse l'abito rosso, il reggiseno di pizzo e gli slip sgambati.
Mi spinse sul letto, mi allargò le gambe e tuffò la sua lingua vogliosa tra le labbra della mia fica.
La leccò con ardore e poi cominciò a risalire, leccando i capezzoli, le mie labbra...
La sua lingua penetrò con decisione nella mia bocca e si avvolse alla mia con passione.
Ci baciammo a lungo, mentre lo spogliavo selvaggiamente.
Quando finalmente gli tolsi gli slip afferrai il suo cazzo già in erezione e lo presi in bocca con voracità iniziando un pompino deciso e avvolgente.
Quando si fu eccitato a dovere mi spinse sul letto e mi fece allargare le gambe.
Venne su di me, col cazzo in mano, e, dopo averlo appoggiato alla mia fica, cominciò a spingere con decisione.
Io con le mani allargai la mia fica per rendere più agevole la penetrazione.
Lo sentii entrare, e con alcuni colpi ben assestati fece entrare tutto il suo cazzo nella mia fica, fino in fondo, fino alle palle.
Quindi cominciò a sbattermi, mentre io urlavo sommessamente di piacere.
Aumentò il ritmo fino a quando uscì e mi fece girare.
"Ora ti inculo, troia", mi disse mentre mi allargava il culo con le mani e infilava la lingua nel buco per leccarlo con avidità.
"Si, sbattimi come vuoi", dissi ansimante, mentre sentivo il suo cazzo cominciare a forzare il culo ed entrare.
Emisi un urlo di dolore che in breve si trasformò di piacere, mentre lui cominciava a spingere con energia per entrare in profondità.
Lo sentii sbattermi con violenza, mentre io mi masturbavo e, ansimando di piacere, venivo gemendo e contorcendomi.
Con le mani che stringevano le mie tette continuava a sbattermi il culo, fino a quando uscì repentinamente, mi afferrò per i capelli, mi fece girare e mi fece aprire la bocca.
La spalancai in attesa della sua sborra che arrivò dopo qualche istante depositandosi sulle mie labbra, sulla lingua e attorno alla bocca.
Attesi che i fiotti terminassero e poi ingoiai lo sperma che avevo in bocca e andai con la lingua e con le dita a raccogliere la sborra che avevo sulle labbra e quella che mi colava dalle guance.
Leccai tutto lo sperma che riuscii a raccogliere e poi presi in bocca furiosamente il suo cazzo ancora duro per leccarlo con avidità.
Lo leccai a lungo, mentre lui gemeva e mi teneva premuta la testa, fino a quando lo sentii sgonfiarsi.
Continuai a leccarlo voracemente, baciando quel cazzo oramai floscio, finchè lui mi allontanò e, alzatosi in piedi, mi tirò per un braccio verso il bagno.
"Nella vasca, troia, e apri la bocca", mi disse mentre si preparava a pisciarmi in faccia.
Obbedii in silenzio, spalancai la bocca e attesi.
Lentamente il piscio iniziò a defluire, per poi diventare più consistente.
In breve la mia bocca si riempì mentre il piscio colava sulle mie tette e sul mio corpo.
Rimasi con la bocca aperta fino a quando il flusso terminò: a quel punto ingoiai tutto quello che avevo in bocca e presi a leccare il suo cazzo.
Mentre leccavo mi prese la testa tra le mani e mi disse: "Brava la mia cagna, brava..."
"Ora vatti a lavare che fai schifo", mi disse uscendo dal bagno.
Feci una doccia lunga e calda.
Stetti a lungo sotto la corrente dell'acqua rigenerandomi a dovere.
Quando uscii dal bagno lo trovai che fumava ancora steso nudo sul letto.
Mi allungai vicino a lui, gli accarezzai il cazzo a riposo e presi a baciarlo.
"Non ti sazi mai, eh? - Mi chiese ridendo - Sei una vera troia famelica"
"So il fatto mio - gli risposi guardandolo negli occhi mentre gli facevo un pompino - Chi si affida a me non rimarrà deluso. Mai", e ripresi il pompino.
Leccavo con vigore, mentre con la mano lo segavo velocemente.
Il suo cazzo prese a rianimarsi.
"Non mi dai tregua, troia", mi disse spingendomi la testa sul cazzo.
Lo sentii ansimare, mentre il suo cazzo era di nuovo rigido.
Aumentai la velocità della sega, mentre con la bocca stretta risucchiavo il suo cazzo in preda ai fremiti del piacere.
Allora mi stesi su di lui col culo sulla sua faccia.
"Leccami!", gli ingiunsi mentre riprendevo il pompino.
La mia mano riprese ad agitarsi convulsamente sul suo cazzo mentre gli stringevo le labbra attorno.
La sua lingua frugava avida nella mia fica e nel mio culo, mentre lo sentii fremere e, dopo un attimo, esplodermi di nuovo in bocca.
E mentre ingoiavo la sua sborra venni pure io, ancheggiando per far strusciare bene la mia fica sulla sua bocca.
Tenni a lungo il suo cazzo in bocca, leccandolo accuratamente, fino a quando mi scansò e si riversò sul letto distrutto.
"Vuoi la mia morte", mi disse con un filo di voce.
Lo guardai negli occhi, mi leccai le labbra per assaporare ancora il gusto della sua sborra, e mi gettai su di lui: "Ora parliamo di affari, mio caro", gli dissi sorridendo decisa.
Telegram per chat privata @seduzioneamaranto
Canale Telegram per immagini di me @ladyam_annamaria
Uscita dalla villa del ricco imprenditore salii sulla Ferrari del figlio.
No, non avevo fretta.
Si, sarebbe stato bello sfrecciare sulle strade panoramiche della costa, verso Portovenere, farsi frustare il viso dall'aria salmastra e assaporare gli odori del mare.
No, non conoscevo quel ristorante.
Ma si, perchè no? Un pranzo di qualità non si rifiuta mai.
Ah, e così seppi che anche lui era un importante e facoltoso immobiliarista...interessante, pensai...
Si, è il mio campo professionale...la cosa iniziava a intrigarmi davvero...
Certo, una collaborazione sarebbe stata oltremodo vantaggiosa...
Aveva una suite costantemente riservata in quell'hotel esclusivo di Portovenere...
Perchè no? La collaborazione doveva iniziare sotto i migliori auspici...
Entrammo nella suite, lussuosa come poche e illuminata da una luce soffusa perchè il vasto l'ambiente era schermato dai vetri oscurati.
Lasciai che mi spogliasse.
Con mani esperte mi tolse l'abito rosso, il reggiseno di pizzo e gli slip sgambati.
Mi spinse sul letto, mi allargò le gambe e tuffò la sua lingua vogliosa tra le labbra della mia fica.
La leccò con ardore e poi cominciò a risalire, leccando i capezzoli, le mie labbra...
La sua lingua penetrò con decisione nella mia bocca e si avvolse alla mia con passione.
Ci baciammo a lungo, mentre lo spogliavo selvaggiamente.
Quando finalmente gli tolsi gli slip afferrai il suo cazzo già in erezione e lo presi in bocca con voracità iniziando un pompino deciso e avvolgente.
Quando si fu eccitato a dovere mi spinse sul letto e mi fece allargare le gambe.
Venne su di me, col cazzo in mano, e, dopo averlo appoggiato alla mia fica, cominciò a spingere con decisione.
Io con le mani allargai la mia fica per rendere più agevole la penetrazione.
Lo sentii entrare, e con alcuni colpi ben assestati fece entrare tutto il suo cazzo nella mia fica, fino in fondo, fino alle palle.
Quindi cominciò a sbattermi, mentre io urlavo sommessamente di piacere.
Aumentò il ritmo fino a quando uscì e mi fece girare.
"Ora ti inculo, troia", mi disse mentre mi allargava il culo con le mani e infilava la lingua nel buco per leccarlo con avidità.
"Si, sbattimi come vuoi", dissi ansimante, mentre sentivo il suo cazzo cominciare a forzare il culo ed entrare.
Emisi un urlo di dolore che in breve si trasformò di piacere, mentre lui cominciava a spingere con energia per entrare in profondità.
Lo sentii sbattermi con violenza, mentre io mi masturbavo e, ansimando di piacere, venivo gemendo e contorcendomi.
Con le mani che stringevano le mie tette continuava a sbattermi il culo, fino a quando uscì repentinamente, mi afferrò per i capelli, mi fece girare e mi fece aprire la bocca.
La spalancai in attesa della sua sborra che arrivò dopo qualche istante depositandosi sulle mie labbra, sulla lingua e attorno alla bocca.
Attesi che i fiotti terminassero e poi ingoiai lo sperma che avevo in bocca e andai con la lingua e con le dita a raccogliere la sborra che avevo sulle labbra e quella che mi colava dalle guance.
Leccai tutto lo sperma che riuscii a raccogliere e poi presi in bocca furiosamente il suo cazzo ancora duro per leccarlo con avidità.
Lo leccai a lungo, mentre lui gemeva e mi teneva premuta la testa, fino a quando lo sentii sgonfiarsi.
Continuai a leccarlo voracemente, baciando quel cazzo oramai floscio, finchè lui mi allontanò e, alzatosi in piedi, mi tirò per un braccio verso il bagno.
"Nella vasca, troia, e apri la bocca", mi disse mentre si preparava a pisciarmi in faccia.
Obbedii in silenzio, spalancai la bocca e attesi.
Lentamente il piscio iniziò a defluire, per poi diventare più consistente.
In breve la mia bocca si riempì mentre il piscio colava sulle mie tette e sul mio corpo.
Rimasi con la bocca aperta fino a quando il flusso terminò: a quel punto ingoiai tutto quello che avevo in bocca e presi a leccare il suo cazzo.
Mentre leccavo mi prese la testa tra le mani e mi disse: "Brava la mia cagna, brava..."
"Ora vatti a lavare che fai schifo", mi disse uscendo dal bagno.
Feci una doccia lunga e calda.
Stetti a lungo sotto la corrente dell'acqua rigenerandomi a dovere.
Quando uscii dal bagno lo trovai che fumava ancora steso nudo sul letto.
Mi allungai vicino a lui, gli accarezzai il cazzo a riposo e presi a baciarlo.
"Non ti sazi mai, eh? - Mi chiese ridendo - Sei una vera troia famelica"
"So il fatto mio - gli risposi guardandolo negli occhi mentre gli facevo un pompino - Chi si affida a me non rimarrà deluso. Mai", e ripresi il pompino.
Leccavo con vigore, mentre con la mano lo segavo velocemente.
Il suo cazzo prese a rianimarsi.
"Non mi dai tregua, troia", mi disse spingendomi la testa sul cazzo.
Lo sentii ansimare, mentre il suo cazzo era di nuovo rigido.
Aumentai la velocità della sega, mentre con la bocca stretta risucchiavo il suo cazzo in preda ai fremiti del piacere.
Allora mi stesi su di lui col culo sulla sua faccia.
"Leccami!", gli ingiunsi mentre riprendevo il pompino.
La mia mano riprese ad agitarsi convulsamente sul suo cazzo mentre gli stringevo le labbra attorno.
La sua lingua frugava avida nella mia fica e nel mio culo, mentre lo sentii fremere e, dopo un attimo, esplodermi di nuovo in bocca.
E mentre ingoiavo la sua sborra venni pure io, ancheggiando per far strusciare bene la mia fica sulla sua bocca.
Tenni a lungo il suo cazzo in bocca, leccandolo accuratamente, fino a quando mi scansò e si riversò sul letto distrutto.
"Vuoi la mia morte", mi disse con un filo di voce.
Lo guardai negli occhi, mi leccai le labbra per assaporare ancora il gusto della sua sborra, e mi gettai su di lui: "Ora parliamo di affari, mio caro", gli dissi sorridendo decisa.
Telegram per chat privata @seduzioneamaranto
Canale Telegram per immagini di me @ladyam_annamaria
2
7
voti
voti
valutazione
9.6
9.6
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
E io mi gioco la mia fica
Commenti dei lettori al racconto erotico