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GLI ULTIMI CLIENTI
Quella sera ero particolarmente stanca.
Una giornata intensa di lavoro, appuntamenti, discussioni, e davvero non immaginavo che si sarebbe conclusa in quel modo.
L'ultimo cliente mi attendeva nella sala d'attesa.
Ero in leggero ritardo.
Erano in tre.
Li feci accomodare davanti alla mia scrivania e dissi loro di illustrarmi la proposta.
Erano tre uomini maturi, affermati professionisti del settore immobiliare, decisi, sicuri di sè.
Avevano voluto un appuntamento a fine giornata perchè volevano avere tempo a disposizione per parlarmi in modo dettagliato del progetto.
Me lo illustrarono, e ne fui attratta: i margini di guadagno apparivano notevoli.
"Si, ottimo progetto, ma io cosa ci guadagno in concreto?"
"Ora le spiego...", mi disse uno dei tre, e si alzò venendo sicuro verso di me.
Dal suo sguardo immaginavo quello che stava per accadere, e stranamente ero attratta dall'idea.
"La sua intermediazione ci occorre perchè questo affare, che non è ordinario, abbia appeal anche presso interlocutori arabi, rispetto ai quali so che lei ha conoscenze, giusto?"
"Non si sbaglia", gli risposi guardandolo.
"Bene, oltre alle commissioni ordinarie, a lei sarà garantito un surplus del 5% sul ricavato per i suoi buoni uffici. Cosa ne pensa?"
Mi feci un rapido conto, e la somma che si prospettava appariva davvero notevole: un affare non rifiutabile.
"Allora, mi spiego?", mi chiese guardandomi con occhi duri, e mi afferrò per il collo, mentre con l'altra mano si scendeva la zip dei pantaloni.
"Si, certo capisco", dissi con un filo di voce mentre l'uomo estraeva il suo cazzo e me lo metteva in bocca spingendomi con forza la testa.
Io restai per qualche secondo interdetta.
Ero eccitata, morivo dalla voglia di fargli un pompino, ma mi trattenni.
Allora lui mi scosse la testa: "Avanti, troia, che aspetti? Succhia, puttana", mi disse mentre mi afferrava i seni e iniziava a stringerli con forza.
Cominciai a leccargli il cazzo con vigore.
Gli altri due guardavano e avevano cominciato a masturbarsi lentamente.
L'uomo mi fece interrompere il pompino e mi fece alzare.
"Spogliati, zoccola, e vatti a stendere sul divano, mi disse allontanandomi in modo brusco.
Obbedii in silenzio.
Quell'atteggiamento mi eccitava.
Quando fui nuda si misero tutti e tre attorno a me e presero a baciarmi, a leccarmi dappertutto, ad accarezzarmi.
Mi fecero piegare ed allargare le gambe.
Appoggiai le mani sul divano, mentre loro mi afferrarono il culo e cominciarono ad aprirlo. Uno prese a leccarmi il buco, mentre un altro si parò davanti a me e mi mise in bocca il suo cazzo.
Il terzo si masturbava, mentre con l'altra mano mi strizzava i seni e i capezzoli.
Quindi mi spostò con decisione e si stese sul divano: "Vieni qui, troia, inizia a cavalcare", mi disse impugnando il suo cazzo.
Gli salii sopra, afferrai il suo cazzo, allargai le gambe e cominciai a farlo entrare nella mia fica già umida e vogliosa.
Il secondo, che aveva leccato a lungo il mio culo, iniziò a penetrarlo col suo cazzo, mentre il terzo prese a scoparmi in bocca.
Quello dietro spingeva con colpi secchi e ripetuti.
Non ero molto abituata a prendere cazzi nel culo, e quindi avvertii del dolore mentre entrava.
Mi scappò un urlo mentre mi dimenavo, e allora quello che mi stava scopando la bocca mi diede una sberla: "Non urlare troia, devi soffrire in silenzio, hai capito?", mi disse afferrandomi per i capelli.
Feci di sì con la testa, mentre continuavo il pompino.
Quello sotto mi tormentava i capezzoli, strizzandoli con forza, mentre spingeva il suo cazzo nella mia fica, in profondità.
Dopo un pò cambiarono di posizione.
Il secondo cazzo che mi penetrò il culo era più grosso, ma il buco si stava dilatando e non ebbi particolare dolore.
Spingevano con forza, e io mi sentivo piena e pienamente zoccola, con tutti i miei buchi che venivano sfondati senza ritegno.
Quindi fecero un altro giro, mentre sogghignavano, mi davano sberle sul culo e in faccia e mi sputavano nel culo e in bocca.
"Lurida troia, ti piace vero?"
Annuivo con la testa.
Ricevetti un ceffone.
"Puttana", mi disse, e mi sputò di nuovo in faccia.
Ero fuori di me dal piacere e venni mugolando e contorcendomi.
Le spinte diventavano più rapide, le sberle più frequenti, ansimavano come animali: stavano per venire.
Sentii il mio culo invaso dalla sborra calda del primo.
Subito dopo venni inondata nella fica e poco dopo la mia bocca venne riempita da fiotti di sborra liquida.
Presi a ingoiare con avidità.
Continuarono a spingere a lungo, fino a quando, soddisfatti, uscirono e si sedettero sul divano.
Venni tirata in giù per i capelli per farmi leccare i loro cazzi ancora sporchi di sborra e bagnati.
Inginocchiata, lo feci con voracità.
"Ricaccia la sborra dalla fica e dal culo, troia, e leccala", mi disse uno dandomi l'ennesimo ceffone.
Mi impegnai.
La sborra defluì dal mio culo e dalla fica e si depositò per terra.
Mi afferrarono per i capelli, mi spinsero la faccia per terra e mi fecero leccare la sborra. "Lecca tutto, lurida troia".
Con la lingua andai alla ricerca di ogni goccia di sperma, mentre mi davano sberle e calci sul culo.
Quando ingoiai tutta la sborra che trovai, mi girai e li guardai.
"Brava la troia", mi dissero ridendo, e mi sputarono in faccia.
Con le dita andai a raccogliere tutta la sborra che ancora avevo sulla faccia e la leccai avidamente.
Quindi ripresi in mano i loro cazzi, oramai sgonfi, e continuai a leccarli e baciarli.
Me lo lasciarono fare per qualche minuto, poi mi spintonarono via: "Adesso basta, troia. Magari la prossima volta ti daremo un'altra razione. Ora vatti a rivestire, puttana, vatti a pulire che fai schifo".
Obbedii in silenzio, e quando tornai, nuda, i tre erano lì ad aspettarmi.
Allora preparo l'accordo preliminare, dissi sedendomi al computer.
Si, fai pure, non abbiamo fretta, mi rispose uno dei tre mentre, in piedi dietro di me, mi accarezzava le tette.
Ci sai fare, cazzo se ci sai fare... mi disse ammirato mentre continuava a strizzarmi i capezzoli.
Era tardissimo e chiamai casa: "Sto per tornare caro...si, giornata terribile...hai già cenato? Bravo...si lasciami in forno, tra poco sarò lì"
Sei proprio una puttana straordinaria, mi disse stringendomi le tette con forza.
Firmammo il preliminare e presi a rivestirmi, mentre i tre andavano via soddisfatti.
Tornai molto tardi a casa quella sera.
Mio marito mi aspettava ansioso.
"Hai fatto bene. Ho avuto tantissimo da fare in ufficio, scusa", dissi frettolosamente precipitandomi in bagno per una doccia assolutamente necessaria, e mentre mi spogliavo ripensavo a quei tre, agli affari che si profilavano all'orizzonte e ai loro cazzi, e già immaginavo e pregustavo altri incontri.
Mi ero eccitata terribilmente a scopare con quei tre, e ora mi sentivo troia, puttana, sporca e sazia.
Ma soprattutto mi sentivo soddisfatta, e non mi dispiaceva l'idea di tornare a essere la loro lurida zoccola, mentre speravo che mio marito quella sera non avesse voglie da soddisfare: il fatto è che lui è talmente attratto dal mio culo, si eccita a tal punto, che a volte viene non appena il suo cazzo entra...
Uscita dalla doccia, pulita e rinfrancata, indossai la mia vestaglietta e andai in cucina per mangiare qualcosa che mio marito aveva messo a riscaldare.
Ero stanchissima e andai subito a letto.
Mio marito si allungò affianco a me e prese ad accarezzarmi.
Questa sera no, ti prego, sono stanchissima...
Sei sempre stanchissima tesoro, sempre...mi disse deluso mentre mi baciava.
Mi sentii un pò in colpa, ammetto.
Mi girai, gli afferrai la mano e in silenzio la portai sul mio culo...
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Canale Telegram Ladyam Free a ingresso libero per vedere immagini di me: link sulla pagina Instagram @ladyam.annamaria

scritto il
2026-03-26
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