Sottomessa in ufficio dal mio socio

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SOTTOMESSA IN UFFICIO DAL MIO SOCIO

Quella mattina avevo un importante appuntamento in ufficio.

Alle 10:00 avrei dovuto firmare un importante contratto: un complesso immobiliare che comprendeva numerosi appartamenti ed uffici, quasi tutti da vendere, e per la mia agenzia si prospettava un guadagno davvero consistente.

Mi svegliai presto, ero eccitata, anche perchè sapevo che subito dopo la firma del contratto avrei dovuto ringraziare a modo mio i tre clienti...

Mio marito già dalla sera precedente aveva dato segni di eccitazione, mi accarezzava, mi blandiva, ma ero troppo stanca ed ero andata a dormire presto senza dargli soddisfazione alcuna.

E così, appena svegliata, mi ritrovai mio marito addosso, ancora eccitato, che frugava con la lingua nella mia fica, e pensai che fosse giusto accontentarlo.

Avevo un'urgenza, però: “Devo andare al bagno…”, gli dissi scansandolo, e mi alzai velocemente per andare a fare pipì.

Indossavo una canottiera di seta bianca, leggera, a mezza coscia, che esaltava il nero corvino dei miei lunghi capelli, ondulati e spettinati, che mi ricadevano disordinatamente sulle spalle.

Tornai in camera da lui.

Era steso sul letto, con il suo cazzo già rigido in mano.

Sapevo cosa voleva.

Gli salii addosso, lo presi in bocca e cominciai a fargli un pompino accompagnando con la mano il movimento della bocca.

Già sentivo le prime gocce liquide di sperma sulla lingua quando squillò il mio cellulare.

Era il mio socio, che io odiavo visceralmente.

Non volevo rispondere, ma lo feci.

“Vieni subito, sono già qui”, mi disse agitato.

Ma cazzo, pensai, erano appena le nove.

Mi precipitai a indossare il primo vestito che mi capitò tra le mani, senza mettere il reggiseno né gli slip, che tanto non sarebbero serviti a nulla, e lasciai mio marito sul letto, col cazzo duro e voglioso che si lamentava bestemmiando infuriato.

“Devo andare assolutamente. Un’emergenza in ufficio. Quando torno ti prometto che mi faccio perdonare...”, gli dissi mentre trafelata mi precipitavo fuori di casa.

Arrivai affannata in ufficio.

"Eccomi, scusate, ma ho avuto un piccolo contrattempo... - dissi sorridendo - mi farò perdonare..., continuai ammiccante.

Concludemmo l'accordo, firmammo, e neanche il tempo di rimettere la cartella nel fascicolo che quel figlio di puttana del mio socio mi ingiunse di spogliarmi.

Lo odio. Lo odio visceralmente.

Approfitta di me, in qualche modo mi ricatta pure, e io non posso farci nulla.

Ha il 50% delle quote sociali e beneficia del mio lavoro: non solo, a volte mi sfrutta anche, pretendendo a prestazioni in cambio del suo silenzio.

Comunque mantenei la calma ed eseguii subito, sotto lo sguardo eccitato di tutti.

"Lei farà tutto quello che volete, vero?", mi chiese con un tono di voce odioso.

"Si, certo", risposi

I tre, ancora seduti, avevano già cacciato i loro cazzi duri.

"Forza, forza!", mi incitava il mio socio, ed io provvidi immediatamente a togliermi la camicia e la gonnina nera che indossavo.

In pochi attimi fui completamente nuda.

Uno mi afferrò per un braccio, mi tirò a se e mi fece inginocchiare.

Iniziai a leccare i loro cazzi mentre il mio socio guardava divertito.

"Ragazzi, dateci sotto che questa troia è sempre affamata", disse sogghignando il mio socio, mentre i tre mi mettevano le mani dappertutto e infilavano le loro dita nella fica e nel culo...

Uno dei tre si sdraiò per terra e mi fece salire su di lui.

Mi allargò la fica con una mano e con l'altra mi infilò il suo cazzo già umido.

"Galoppa troia", mi disse schiaffeggiandomi con forza il culo

Eseguii subito, in silenzio.

Il secondo cominciò ad allargarmi con le mani il culo e a leccarmi il buco.

Sentii la sua lingua bagnata entrarmi dentro, mentre con le dita mi dilatava il buco del culo.

Mi piaceva, e iniziai a mugolare eccitata.

Il terzo era in piedi, davanti a me, e mi metteva il suo cazzo in bocca perchè lo leccassi.

Il mio socio cominciò ad eccitarsi anche lui, infatti mi si parò davanti e, afferratami per i capelli, mi disse: "Leccalo pure a me, troia"

Presi in bocca anche il suo cazzo e iniziai a leccarlo furiosamente, mentre quello dietro sentii che mi infilava il suo cazzo nel culo.

Due, tre, quattro colpi forti, profondi , che mi fecero ansimare per il dolore.

Il mio socio, oramai eccitato oltre ogni limite, mi diede una sberla sulla faccia: "continua a leccare, troia, non ti fermare", mi disse.

Annuii con la testa.

Avevo tutti i buchi riempiti.

Il mio socio mi scopava col suo cazzo in bocca alternandosi con uno dei clienti, me lo spingeva fino alla gola, mentre quello sotto mi scopava la fica e con una mano mi strizzava i capezzoli. e poi c'era quello dietro che continuava a spingere come un disperato nel mio culo, sempre più in profondità.

Non mi ero mai sentita così troia, puttana e libera.

Godevo come una porca assatanata.

Per un paio di minuti ansimai dimenandomi come un'ossessa fino a venire urlando di piacere.

A quel punto il mio socio tolse il suo cazzo dalla mia bocca e disse agli altri tre: "venite qua, la mia socia adora ingoiare la sborra, vero puttana?", e mi diede una sberla sulla faccia.

"Certo si, adoro ingoiare la sborra", risposi esaltata.

Restai in ginocchi mentre i tre, ritti davanti a me, presero a masturbarsi.

Li guardavo con la bocca spalancata, in attesa del loro sperma caldo.

Qualche istante e venni investita da fiotti caldi e liquidi si sborra.

La mia bocca venne riempita, iniziai a ingoiare, mentre la sborra continuava a inondarmi la faccia, gli occhi.

Poi a turno mi infilarono i loro cazzi in bocca per farmi leccare lo sperma che ancora fuoriusciva lentamente.

Li leccai a lungo, andando a prendere con la lingua tutte le gocce di sperma.

Quando i loro cazzi divennero mosci il mio socio, che stava fotografando la scena, prese a segarsi anche lui e nel giro di pochi secondi mi sborrò in bocca e sulla faccia.

Ingoiai anche la sua sborra, mentre lui con le dita andava a raccogliere la sborra che avevo sulla faccia e me la metteva in bocca.

"Ingoia tutto, troia, non lasciarci nulla", mi diceva guardandomi con gli occhi soddisfatti.

Leccai avidamente le sue dita.

"Ora puoi rivestirti", mi disse il mio socio compiaciuto.

Iniziai a rimettermi la camicetta, quando mi afferrò per i capelli e mi tirò a sè.

"Però prima aspetta...”

Sempre tirandomi per i capelli mi condusse verso il bagno, mi fece entrare nella doccia e mi fece inginocchiare: "La mia socia è pronta", disse ai tre clienti, che si piantarono davanti ame, con i loro cazzi in mano, e presero a pisciarmi addosso.

Inginocchiata davanti a loro, spalancai la bocca e venni investita dal loro piscio che inondò la mia bocca.

Ingoiavo tutto quello che potevo, e mentre ingoiavo sentivo il piscio sulla faccia che mi colava su tutto il corpo.

Quando finirono di pisciarmi addosso il mio socio mi disse: "Ora puoi andartane. Sparisci, vatti a pulire"

Mi rivestii rapidamente e uscii dall'ufficio.

A passi affrettati raggiunsi la macchina, la misi in moto e mi diressi verso casa: mi sentivo, sporca, zoccola, ma soddisfatta.

Ora avrei dovuto dedicarmi a mio marito, che sicuramente mi stava aspettando con ansia per avere, anche lui, il suo pompino.

Arrivai a casa.

Mi precipitai in bagno per una doccia rinfrancante.

Nuda, con i capelli bagnati lo raggiunsi in camera.

Era ancora allungato sul letto, il cazzo afflosciato e l’aria imbronciata.

“Su caro, non essere arrabbiato, un’emergenza in ufficio, un contratto importante da firmare…perdonami…ora sono tutta per te”, e presi in bocca il suo cazzo per leccarlo come piaceva a lui.

Mi bloccò subito: "No, voglio il tuo culo", mi disse venendo dietro di me.

Prese a baciarmelo e a leccarlo furiosamente, fino a quando infilò il suo cazzo dentro, con colpi delicati.

Era appena entrato, due pompate e mi sborrò dentro.

Sentii il sperma invadermi il culo, mentre lui continuava a pompare fremendo di piacere.

Gli piaceva rimanere nel mio culo a lungo, fino a quando il suo cazzo si ammosciò.

A quel punto si stese a guardare lo spettacolo: amava vedermi ricacciare la sua sborra dal mio culo.

Lo accontentai.

Mi impegnai un pò, e dopo qualche spinta lo sperma prese a defluire lentamente.

Sentivo mio marito godere, e io ero soddisfatta, mentre col telefono mio marito riprendeva la scena: "Si, sii, sei bellissima amore, ti adoro..."

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scritto il
2026-03-31
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