In vacanza da nonno - Parte 2

di
genere
incesti

“Sì, cazzo, continua. Più forte, più forte.”
Eravamo appena tornati dal mare e mio nonno, appena rientrati in casa, aveva approfittato del fatto che mi ero piegata a lasciare la borsa sul tavolino del soggiorno per prendermi da dietro e farmi sentire il suo cazzo già duro.
Mi girai, gli buttai le braccia al collo e gli sorrisi.
“Non vedevi l’ora eh?”
“Non ti è piaciuto provocarmi, in spiaggia? Ora tocca a me.”
Ci baciammo appassionatamente, adoravo succhiare la sua lingua. Poi mi fece piegare e mi ordinò di spogliarmi.
Lui si liberò del costume in un attimo e lo stesso feci io: in pochi secondi, avevo il suo cazzo dentro di me.

TRE GIORNI PRIMA
Dopo la nostra prima scopata, mio nonno sembrava confuso, tanto che non ci furono più rapporti.
Mi parlava a stento, sia a pranzo che a cena e limitava i momenti che trascorreva con me. Mi stava evitando.
Chiamai quindi mia madre e le dissi che sarei tornata a casa prima del previsto.
“Perché?” mi chiese. “E’ successo qualcosa?”
“No, ma’, è che… mi annoio. Qui non c’è niente da fare.”
“E nonno lo sa? Che ha detto?”
“Non gliel’ho ancora detto, ma non ti preoccupare, non credo sarà un problema per lui.” le dissi, cercando di mascherare la tristezza.
La sera, a cena, dissi a mio nonno che sarei ripartita il giorno dopo: lui non alzò nemmeno la testa, si limitò ad un cenno e mi disse di fargli sapere a che ora avrebbe dovuto accompagnarmi in stazione.
Qualcosa dentro di me esplose: mi alzai di scatto, tanto che la sedia cadde per terra.
“Ma mi spieghi che cazzo hai?” urlai. “Tre giorni fa abbiamo scopato e, da allora, non mi degni neanche di uno sguardo. Che c’è, non ti è piaciuto?”
“Anche troppo”, sussurrò, tenendo la testa bassa.
“E allora qual è il problema? Siamo adulti, possiamo fare quello che vogliamo!” dissi, mentre mi avvicinavo a lui.
“Il problema è che tu sei mia nipote, Aurora! Ho scopato mia nipote! E la cosa che mi turba è che lo rifarei.”
Presi il suo volto tra le mie mani, per calmarlo.
“Rifallo, allora. Io sono tua.” gli dissi, dandogli un bacio sulle labbra.
“Aurora…”
“Guardami negli occhi e dimmi che vuoi che me ne vada.”
Alzò finalmente lo sguardo.
“Resta”, mi disse, con un filo di voce.
Sorrisi e lo baciai nuovamente. Questa volta, anche lui ricambiò.
Quella notte non facemmo sesso, però.
Era amore.

TRE GIORNI DOPO
“Sì, cazzo, continua. Più forte, più forte.”
Ero a pecora sul divano e mio nonno mi stava scopando da dietro.
Era la sua posizione preferita, diceva che gli dava la sensazione di avere il controllo.
Mi scopava e mi dava degli schiaffi sul culo che mi facevano godere come mai nella mia vita.
Ero sua, avrebbe potuto fare di me ciò che voleva.
Iniziò a rallentare il ritmo. Capì che si era stancato.
“Siediti”, gli dissi. “Adesso faccio io.”
Si lasciò andare sul divano e allargò le gambe. Io mi inginocchiai, infilandomi in mezzo, e iniziare a fargli un pompino. Il cazzo entrava e usciva dalla mia bocca, alternavo colpi di lingua sull’asta e sulle palle.
Il cazzo riprese vita in pochi secondi, tanto che lui si disse pronto a ricominciare.
“Non se ne parla, gli dissi. “Stavolta voglio che mi sborri in bocca.”
Iniziai a succhiare avidamente, arrivai quasi al deepthroat nonostante le dimensioni del cazzo di mio nonno non fossero proprio mini.
Lui aveva tirato la testa all’indietro e aveva chiuso gli occhi.
“Voglio che mi guardi. Mi eccito se mi guardi negli occhi mentre te lo succhio.”, gli dissi.
Lo fece.
“Sai, con il mio cazzo in bocca sei ancora più bella.”
“Grazie.”
Mi alzai e mi misi sopra di lui.
“Ora ti cavalco io.”
Il cazzo entrò in un sol colpo. Iniziai a muovermi prima piano e poi vorticosamente, mentre lui a volte mi succhiava i capezzoli e altre volte mi limonava.
Il ritmo si fece sempre più veloce, il suo respiro sempre più affannoso.
Quando capì che era al culmine, mi inginocchiai nuovamente, lui si alzò e in meno di pochi secondi mi inondò la bocca con la sua sborra.
E io, per la prima volta in vita mia, ingoiai. Ingoiai tutto.
Ci lasciammo cadere sul divano, mentre con le dita mi pulivo la bocca.
“Buona. Molto, molto buona”, gli dissi, sorridendo. “Lo rifaremo.”
Sorrise anche lui e mi diede un bacio sulla testa.
“Vai via domenica, giusto?” mi chiese.
“Sì. Non vorrei, ma devo.”
“Come farò senza di te? Ora il naked yoga non ha più molto senso.” disse, ridendo.
Gli baciai il petto.
“Magari in questi giorni potremmo provare nuove posizioni”, ammiccai. “Tipo questa.”
Mi alzai, raggiunsi l’isola della cucina e mi ci poggiai, assicurandomi che nonno avesse una buona visuale.
“Ma è la posizione che facciamo praticamente sempre. Che novità sarebbe?”
“La novità è che stavolta mi scopi il culo.”

Continua…
scritto il
2026-03-31
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