L'ex alunno - Parte 2

di
genere
etero

Dopo che Mirko andò via, rimasi a letto ancora per un po’.
Non scopavo da vent’anni e l’avevo appena fatto con un ragazzo che avrebbe potuto essere mio nipote.
Se quella mattina mi avessero detto che la mia giornata avrebbe avuto una svolta del genere, non ci avrei creduto.
Alla fine mi alzai e andai a fare una doccia, anche se quasi mi dispiaceva lavare mia il suo odore e, soprattutto, quello che aveva lasciato dentro di me.
Finita la doccia, mi misi seduta sul divano a controllare il cellulare.
Trovai una chiamata persa e un messaggio di Marisa, una mia cara amica. Voleva sapere se l’avrei raggiunta alla riunione della Pro Loco del nostro Paese. Sì, lo so, è una cosa noiosa, ma quando sei da sola ti aggrappi a tutto ciò che hai.
Non volevo darle buca ma non volevo neanche dare buca a Mirko, nel caso fosse tornato veramente. Così gli mandai un messaggio:
“Avrei un impegno con un’amica. Se riesci a venire, resto a casa. Fammi sapere.”

Passò mezz’ora. Nessuna risposta.
Iniziai ad avere il timore che si fosse pentito di quello che era successo o che, ancora peggio, mi avesse solo usata per scopare per poi vantarsene con gli amici.
Quindi richiamai Marisa e le dissi che l’avrei raggiunta alla riunione.
Così feci, ma ero completamente assente e non facevo altro che controllare il cellulare ogni cinque minuti.
Dio mio, sembravo una ragazzina alla prima cotta.

Finita la riunione, tornai a casa.
Erano le 19 e Mirko non mi aveva ancora risposto.
Iniziai a togliermi i vestiti per mettermi un po’ più comoda data la calda serata estiva.
Seduta al bordo del letto, ero combattuta sul da farsi, se chiamarlo o meno, ma venni colta di sorpresa dal campanello.
Forse era lui.
Andai alla porta. Per la fretta, non mi resi conto che ero in reggiseno e mutande.
“Chi è?”
“Il tuo alunno preferito.”
Aprii la porta.
“Ah benissimo, vedo che non vuoi perdere tempo”, disse ridendo.
All’inizio non capii a cosa si riferisse, poi abbassai lo sguardo e arrossii per l’imbarazzo. Misi le mani un po’ ovunque per cercare di coprirmi, come se non avesse già visto tutto qualche ora prima.
“Pensavo non saresti più venuto.”
Mi prese per mano.
“Perdonami, sono stato trattenuto a lavoro e non ho avuto modo di avvisarti.”
“Non preoccupar….”
Non feci in tempo a finire la frase che mi piantò la lingua in bocca. Mi lasciai andare completamente, assecondandolo.
“Ti dispiace se parliamo dopo?”, mi disse. “Ho troppa voglia di te.”
Nessuno mi aveva mai detto quelle parole quand’ero giovane, figuriamoci se potevo aspettarmi di sentirle a 70 anni suonati.
Tornammo in camera, lui iniziò a spogliarsi e questa volta, a differenza della prima, ammirai il suo fisico. Con i suoi modi gentili e quel fisico avrebbe potuto avere qualsiasi donna, e invece stava per scopare di nuovo con me.
Tolse anche le mutande e il suo cazzo svettò fuori come una molla.
“Lo vedi che effetto mi fai?”, disse.
“Se ti avvicini un po’ magari lo vedo meglio.”, dissi, mentre mi toglievo le mutande.
Lui si mise al bordo del letto, io mi misi a pancia in giù e iniziai prima con una sega, per poi prenderlo in boca. Leccavo tutto, ero ingorda, non avrei mollato quel cazzo per nessuna cosa al mondo.
“Guardami”, mi disse.
Obbedì. I ruoli si era invertiti: io ero diventata l’alunna e lui il professore.
Accompagnava i miei movimenti con la testa con la sua mano, poi iniziò a scendere fino a raggiungere la fica.
Dopo avermi masturbata per qualche minuto, sentii le sue dita uscire dalla fica e soffermarsi sul buco del culo.
“L’offerta è ancora valida?”, mi chiese.
“Pensi davvero che possa dirti di no?”.
Non sapevo come avrebbe lubrificato il buchino, ma prima ancora che potessi finire di chiedermelo, lui saltò sul letto e si mise dietro di me, affondando la faccia nel mio culo. Iniziò a leccarlo, i suoi movimenti con la lingua si fecero sempre più frenetici.
“Sì, sì, continua, ti prego…” dicevo, in predo all’eccitazione. “Voglio darti tutto, ogni buco che ho.”
Dopo qualche minuto, si fermò: capii che era giunto il momento.
Tramite lo specchio che avevo di fronte a me, lo vidi prendersi in mano il cazzo e iniziare a mettermelo dentro.
“Ho letto che bisogna fare piano all’inizio, però dimmi tu.”, mi disse.
Mi girai di scatto e, per un attimo, tornai ad essere la professoressa decisa e severa.
“Non piano. Forte. Subito. Tutto.”
Ormai non avevo più freni, volevo godere come non avevo mai goduto nella mia vita.
Sentii il cazzo entrare nel culo: fu la sensazione più bella dell’universo.
Iniziò a penetrarmi lentamente, mentre mi stringeva le tette.
Il dolore iniziale ben presto lasciò spazio al piacere: iniziò ad assestarmi colpi sempre più decisi, tanto che temevo (o speravo?) che sarebbero entrate dentro di me anche le sue palle.
“Sì, ti prego, così, continua.”, dissi, mentre affondavo la faccia nel cuscino.
Andò avanti ancora per qualche minuto, poi l’eccitazione ebbe la meglio e sentii una sostanza calda dentro di me.
Lui uscì e si distese di fianco a me, mentre io restai lì, a novanta, ancora per qualche secondo.
Mi girai verso di lui e gli diedi un bacio sulla guancia.
“Grazie”, gli dissi.
“E poi dicono che ad una certa età il desiderio sessuale si spegne.”
Risi di gusto.
“Hai beccato la vecchia sbagliata, allora.”
Restammo a letto ancora per un po’.
“Ti immaginavi questo, quando ti masturbavi pensando a me ai tempi della scuola?”, gli chiesi.
“Non potevo immaginare che sarebbe stato così bello”, mi rispose, dandomi un bacio.
“Da adesso non c’è più bisogno che usi la fantasia. Sono qui, sono tua, ogni volta che vuoi.”


La nostra storia, se così si può chiamare, va avanti da quasi un anno ormai.
Lui mi raggiunge a casa mia dopo il lavoro praticamente ogni giorno, e a volte rimane anche a dormire da me.
Lo scorso Capodanno abbiamo deciso di partire insieme, trascorrendo qualche giorno a Roma. Ovviamente abbiamo evitato di scambiarci effusioni in pubblico, limitandoci solo a qualche sguardo malizioso.
Ogni volta che tornavamo in camera, però, non riuscivamo più a resistere e ci saltavamo addosso a vicenda.
Non so quanto possa durare questa storia: so solo che io non sono mai stata così bene.
Benedetta lavatrice…
scritto il
2026-03-28
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