Marina esibizionista e condivisa?

di
genere
esibizionismo

Un mio lettore mi ha chiesto di raccontare una storia che gli è capitata.
Mi ha eccitato parecchio e quindi eccola qui.


Io (Alessio) avevo iniziato a frequentare sporadicamente (oggi si dice trombamici) una ragazza trentenne che non era della nostra città, Monica. Veniva qui per lavoro un paio di  volte al mese e si fermava qua per 5/6 giorni ogni volta. Nella zona in cui lavoravo io e lei , lavevano notata praticamente tutti. Mora, slanciata, un viso con un sorriso conturbante, un bel sedere tondo e sodo, poco seno (una seconda) ma due cosce che compensavano alla grande. Vestita spesso in tubino o tailleur, faceva un vero figurone. Per dare un'idea, ricordava un pò Barbara C.hiappini dei tempi d'oro. L'avevano notata anche due miei cari amici, Carlo e Daniele, anche loro lavoratori nella stessa zona. Spesso battute e apprezzamenti, classiche battute da uomini e qualche gara per chi le offriva il caffè quando la si incrociava al bar della zona. Quando io iniziai a scoparla scoprii una donna che non vedeva l'ora di esprimere il suo potenziale a letto. Freschissima di separazione con il marito con cui stava da quasi 15 anni (praticamente unico uomo della sua vita), dopo 5/6 volte iniziò a scoprire che le piaceva essere scopata come una troia, insultata e sculacciata fino a renderle il culo in fiamme. Scoprii anche che le piaceva urlare senza vergogna mentre godeva. Una sera, mentre lei era a casa sua nella sua città ed evidentemente aveva voglia del mio cazzo, iniziammo a mandarci qualche messaggio su whatsapp. Io ero in un pub post lavoro con Carlo e Daniele ed eravamo alla terza birra media, quando d'improvviso durante lo scambio di messaggi lei mi inviò una foto allo specchio con un intimo molto hot, tacchi ed autoreggenti e con didascalia "mi hai fatto scoprire il sesso vero ed allora ho deciso di farti un regalino che è arrivato oggi!".
Io non mi aspettavo la foto e quindi avevo il telefono a vista, e l'occhio clinico di quel porco di Carlo captò subito dicendo "e questa maiala chi cazzo è? ce la stavi nascondendo??" attirando così l'attenzione anche di Daniele, che si avvicinò a sua volta per vedere.
Strabuzzarono gli occhi quando la riconobbero; io mi sentivo un pò in colpa per non aver nascosto la sua foto, ma mi era piaciuto sentire il loro esplicito apprezzamento.
Iniziarono con le domande e mi pregarono di chiederle di più. Così feci, le dissi che ero in giro eccitatissimo per lei (era vero) e di osare un pò di più. 

L'idea di essere vista così da me, la faceva fremere. Era la prima volta in vita sua che si lasciava andare così.Si inginocchiò sul letto, la schiena inarcata in una posa deliberatamente provocante con il culo esposto ed il completino sexy che entrava nelle sue fessure.

"Va bene, Ecco... è questo quello che volevi?"
 Poi si voltò, portò due dita alle labbra, le inumidì con la lingua e le posò sul capezzolo già duro che spuntava dal pizzo, lo sguardo mezzo chiuso, e lo inviò. Il mio cazzo sembrava voler strappare i jeans, e non solo il mio. "cazzo sei un bastardo Ale!" apostrofò Carlo, più grande di me e Daniele di 12 anni, 42 lui , 30 io e Daniele, che aggiunse "cazzo ti stiamo invidiando un casino! falla continuare che ce l'ho durissimo!"

"Contento ora? Mi sento... indecente. Ma non riesco a smettere." Mi srisse Marina.


Risposi alle foto inviandole la patta dei miei jeans gonfia "cazzo mi stai eccitando da matti, se fossi qui ti scoperei con i tacchi e con il completino! lo sposterei giusto per far entrare il cazzo in figa!" . Lei rispose ancora con una foto delle sua dita che scostavano il pizzo e aprivano le labbra. Inutile dire che ormai io ed i ragazzi eravamo fuori controllo, nel frattempo bevevamo altre birre medie e l'euforia aumentava.
I miei amici commentarono le foto, le riguardammo, commentarono senza filtri dicendo cosa le avrebbero fatto presi dall'eccitazione collettiva. La foto delle labbra gonfie e aperte di Monica era ancora sullo schermo. Carlo fissava l'immagine con un'intensità animalesca.

"Allora? Non state zitti adesso," incalzai la voce bassa e carica di sfida. "Carlo, tu che dici? Con una fica così sotto di te, come fai?"

Daniele fischiò basso, scuotendo la testa. "Cazzo, Ale... è proprio... fatta bene." La sua voce era piena di ammirazione genuina, ma trattenuta. "Sembra così... perfetta. Da quelle labbra lì a quelle tette che si intravedono... io... io la scoperei fortissimo. Senza tanti giri di parole. La metterei sul letto e me la godrei per ore."

Carlo annuì, più riflessivo, ma gli occhi non si staccavano dallo schermo. "È vero. Ha un corpo da urlo. Era sposata, dici? Si intuisce da come si offre. Io... beh si mi piacerebbe portarmela a letto, le farei sentire ogni centimetro." Bevve un sorso, come per lavarsi giù l'audacia delle parole. "Sì, la scoperei forte. Finché non mi chiede di smettere."

"SI ragazzi, ma si è separata da un paio di mesi... e appena in tempo per iniziare a farsi scopare dal sottoscritto! è impazzita, questa ha scopato praticamente solo con il marito in tutta la vita! ma la sto sfondando per bene." risposi lasciandomi scappare un sorriso largo e tronfio, sporgendomi in avanti come per gonfiare il petto.
"Quindi... quindi è libera, è arrapatissima, e tu... tu te la stai già dando?"

Carlo fischiò lungo e lento, un suono di rispetto animalesco. "Ah, ecco perché sembrava così... affamata nella foto. Una mogliettina repressa che finalmente si sfoga." Il suo tono perse ogni residua timidezza, diventando grezzo e interessato. "E quindi? Com'è? Racconta, cazzo. È stretta? Ti viene incontro? Fa quei versetti da troietta per bene che si sta finalmente divertendo?"
L'atmosfera cambiò all'istante. Non era più solo una fantasia su una foto. Volevano tutti i dettagli.


"la figa bella succosa, depilatissima come avete visto nella foto... un pò strettina, ma la sto letteralmente spanando! e le ho anche detto che entro un paio di settimane le prenderò il culo, che è ancora vergine!" aggiunsi. Carlo disse stupito "quel culo fantastico vergine? sogno di prenderla per i fianchi ed incularla dal primo giorno che l'ho vista!"


Io risi, mentre Daniele mi fissava come se avessi vinto alla lotteria. L'immagine di quel culo perfetto, intatto, accese un fuoco nuovo nella conversazione.

"Veramente vergine, cazzo," confermai annuendo con fare complice verso Carlo. "Gliel'ho messo in testa io l'idea. Prima non ci aveva mai pensato, pensa tu. Ma ora... ora è praticamente in trepida attesa."

Daniele scosse la testa, ancora incredulo. "Ma quindi... tu stai dicendo che sta scopando come una pazza dopo un matrimonio di merda, e che tra poco le sfondi anche il culo? Ale, tu sei il mio idolo." Si passò una mano tra i capelli, eccitato. "E... e come reagisce quando glielo dici? Arrossisce? Si eccita?"

"Si eccita da morire," risposi abbassando la voce in un tono confidenziale. "Diventa tutta rossa, ma poi mi guarda con quegli occhi da cerbiatta spaventata... e intanto si sta già bagnando. Mi ha quasi pregato di farlo subito, l'altra sera. Ho dovuto dirle di no," continuai, con un sorriso da predatore. "Le ho detto che deve aspettare. Che deve meritarselo. Che deve farmi vedere quanto lo vuole. L'ho lasciata lì, sul letto, con la fica che le colava e il cuore che le batteva come un tamburo. Perché il buco di culo di una donna così... è un premio. E io sono un maestro severo."

Carlo emise un suono gutturale di approvazione. "Cristo santo. La stai addestrando. La stai trasformando nella tua troietta personale." La sua mente correva già alle implicazioni. "E quando glielo farai... glielo farai a pezzo? O glielo farai assaggiare piano, con il dito, con la lingua...?"

"Pezzo," tagliai corto. "Pezzo, e tutto insieme. Voglio vederle la faccia nel momento esatto in cui le lacero quel culetto vergine. Voglio sentire il gemito che le esce dalla gola quando le palle mi sbattono contro quel culo perfetto per la prima volta."

"cazzo fai un video e facci vedere come la sfondi!" aggiunse Daniele. La serata continuò su queste frequenze e quando rientrai a casa scrissi a Monica. "hai soddisfatto le tue voglia con le dita o sei ancora in fermento?" .
La risposta non si fece attendere "sono eccitatissima, credo che potrei venire anche solo sfiorandomi il clitoride!"

"sai che ho avuto l'impressione che i ragazzi abbiano intravisto la tua foto?" dissi a bruciapelo a Monica per messaggio.
Lei rispose agitatissima
"Che cosa?! Alessio, no... sei serio? Come è potuto succedere? Non dovevi... oh Dio." Il messaggio arrivò a raffica, le parole quasi senza punteggiatura, cariche di un terrore eccitato. Poi, dopo una pausa di qualche secondo, ne arrivò un altro, più lento, più caldo. "E... e cosa hanno detto? Ti hanno... fatto domande su di me?"

L'immagine era chiara nella mia testa: Monica, a letto, con le guance infuocate, divisa tra l'orrore di essere stata vista in quel modo e un brivido proibito, elettrico, che le scorreva lungo la schiena al pensiero che degli uomini che la conoscevano avessero guardato il suo corpo nudo e ne avessero parlato.

"no, non mi hanno detto niente. io non mi aspettavo di ricevere la foto e penso l'abbiano intravista. che effetto ti avrebbe fatto se due che ti conoscono ti avessero vista così?"
Il silenzio dall'altra parte durò più a lungo questa volta, il conflitto interiore le martellava nelle vene. Quando la risposta arrivò, era un singolo messaggio, denso di emozioni contrastanti.

"Sarei morta dalla vergogna." Scrisse, e la frase sembrava pesante, sincera. Ma poi, quasi subito, arrivò un altro messaggio, come se non riuscisse a trattenersi. "Ma forse... forse mi sarei anche bagnata. Pensare che loro sappiano. Che mi abbiano vista così... aperta. Che sappiano che non sono la perfetta donna in carriera integerrima che credono. Sarebbe... umiliante. Eccitante. Non so. Perché me lo chiedi? Mi stai facendo impazzire."

La sua confessione era lì, nuda e cruda quanto la foto. La paura e il desiderio si fondevano in un cocktail inebriante. Avevo aperto un nuovo vaso di Pandora.
"niente , così... ero un pò confuso anche io..." la conversazione terminò a breve, anche perchè due giorni dopo sarebbe arrivata in città per 4 giorni e l'avrei scopata per bene, non vedevo l'ora
Quando arrivò in città mi avvisò che sarebbe passata al bar per un caffè, io non andai trovando una scusa ma avvisai Carlo e Daniele, che si avvicinarono trovandoola lì scosciata come al solito con un tailleur e gonna che la esponeva agli sguardi di tutti. Si salutarono e con due battute le dissero che era loro ospite, lei ringraziò un pò in difficoltà dicendo che non potevano sempre offrire loro, che prima o poi avrebbe dovuto ricambiare. Loro ovviamente si fecero dei viaggi mentali sulla cosa e la salutarono. Mi mandarono dei messaggi su un gruppo whatsapp che avevamo noi tre lasciandosi andare a commenti spinti dopo averle vista.
L'immagine che dipingevano era vivida, volgare, perfetta.

CARLO: "mamma mia, Ale. Quel tailleur è praticamente un invito scritto. Si è chinata per prendere lo zucchero e ho visto tutto il paradiso. Reggicalze nere. Cazzo."
DANIELE: "E quando ha detto 'prima o poi ricambio'... porca troia, l'ho vista arrossire fino alla radice dei capelli. Sapeva esattamente che viaggione ci saremmo fatti."
CARLO: "Ricambia con noi? Mi viene duro solo a pensarci. Immaginala in ginocchio tra noi due, con quel rossetto che le cola dal cazzo."
DANIELE: "in questi giorni le sfonderai il culo? Sembra il tipo che piange quando la prende lì, ma poi ti prega per averne ancora."

Leggevo i messaggi con un sorriso di soddisfazione perverso. Erano esattamente le reazioni che volevo. Monica era diventata l'oggetto del loro desiderio condiviso, il segreto sporco che alimentava le loro fantasie. Il telefono continuò a vibrare.
CARLO: "La faresti? La condividi? Dopo che te la sei scopata per bene, ovvio. Ma una sera... una bella serata tra amici."
DANIELE: "Lei è proprio il tipo che fa la ritrosa ma poi, se la prendi come si deve, si scioglie. Ha gli occhi da cerbiatta, ma ha un culo da troia."

Chiusi il telefono. L'immagine era perfetta. Monica, l'oggetto perfetto: desiderabile, disponibile, figa ed inebriante.
Stavo cucinando la cosa a fuoco lento, ero eccitatissimo, e girai a loro la risposta di Monica di un paio di sere prima, spiegando da dove arrivava:              

《"Sarei morta dalla vergogna." Scrisse, e la frase sembrava pesante, sincera. Ma poi, quasi subito, arrivò un altro messaggio, come se non riuscisse a trattenersi. "Ma forse... forse mi sarei anche bagnata. Pensare che loro sappiano. Che mi abbiano vista così... aperta. Che sappiano che non sono la perfetta moglietta che credono. Sarebbe... umiliante. Eccitante. Non so. Perché me lo chiedi? Mi stai facendo impazzire."》

La sua confessione era lì, nuda e cruda quanto la foto. La paura e il desiderio si fondevano

Il gruppo esplose. Quei messaggi privati, intimi, la confessione strappata a Monica nel cuore della notte, ora erano lì, sotto gli occhi avidi dei tuoi amici. Il piano stava dando frutti marci e succosi.

CARLO: "PORCA VACCAAA. L'ha scritto VERAMENTE?! 'Mi sarei bagnata'... Ale, sei un genio del male. Ha proprio la fica in fiamme sta troia."
DANIELE: "Umiliante ed eccitante. Vuole essere smascherata. Vuole che tutti sappiano che sotto quel tailleur da ufficio è solo una fica in calore. "

Monica non era più solo la mia conquista. Era diventata il desiderio del gruppo.
La sera a casa mia mentre la spogliavo e la toccavo era un lago, era eccitatissima, e le dissi "pensa se Carlo e Daniele di vedessero ora, a 4 zampe sul letto mentre ti scopo come una troia e ti sculaccio!  ti piacerebbe eh?" , Monica mi rispose "cazzo Ale sei un maiale, mi vergognerei da morire ma probabilmente mi ecciterebbe troppo!" ... continuai un pò finchè non godemmo tutti e due.
Dopo il sesso la provocai un pò le chiesi di indossare un completino da zoccola che avevo comprato dopo aver ricevuto le sue foto, la feci indossare i tacchi e le autoreggenti... una volta che indossò tutto tirai fuori una maschera che le copriva praticamente tutto il volto tranne gli occhi ed in parte la bocca rendendola irriconoscibile. "ora che nessuno può riconoscerti possiamo fare un gioco"... lei capì subito sgranando gli occhi
La stanza era immersa in una luce bassa.
Monica era in piedi al centro, tremante, trasformata. Il completino di pizzo rosso fuoco le aderiva come una seconda pelle, tagliato così in alto sui fianchi da mostrare l'ombra scura del suo pube. Le autoreggenti nere salivano lungo le sue cosce, enfatizzando la curva del sedere. I tacchi a spillo la facevano barcollare leggermente, un'andatura insicura e voluttuosa. Ma era la maschera a completare la metamorfosi: di cuoio nero, copriva tutto il suo viso da rispettabile signora, lasciando solo due fessure per gli occhi, ora spalancati in un misto di terrore e eccitazione pura. La sua identità era stata cancellata. Era solo un corpo, un oggetto sessuale in attesa di istruzioni.

"Un gioco," ripetei, la voce calma e controllata mentre mi avvicinavo. Le passai un dito lungo la spina dorsale nuda, sentendola rabbrividire. "Vedi, ora che sei... nessuno, puoi essere chiunque. O meglio, puoi essere quello che veramente sei. Una porca che si eccita all'idea di essere guardata. Desiderata. Condivisa."

Le afferrai un polso, non con violenza, ma con una fermezza che non ammetteva repliche, e la guidai :"Il primo round è semplice. In piedi, in varie pose, lasciati andare ed io scatto..." lei iniziò , posa dopo posa, scatto dopo scatto, a essere più sciolta. scegliemmo insieme quali foto inviare ai miei amici. Ovviamente io li avevo prontamente avvisati di non fare riferimento a lei. Inviai le foto sulla chat, lei era agitatissima ed eccitatissima... attendeva la risposta quanto e più di me.
Quando il telefono vibrò furiosamente Monica si irrigidì, il suo respiro si fermò. Lessi i messaggi

CARLO: "CAZZO, ALE! Chi cazzo è sta troia?! Il corpo è assurdo. Un culo da sogno, porca miseria."
DANIELE: "Ma dove la trovi 'ste puttane in maschera? Ha le tette che stanno per uscire da quel reggiseno... e la fica completamente in vista. È una professionista?"
CARLO: "Sembra una di quelle signore per bene che non hanno bisogno di soldi, ma hanno un voglia di cazzo che le fa impazzire. Guarda come si offre. Sembra nata per il cazzo."

Ogni parola era un colpo, un riconoscimento della sua trasformazione totale, pur fingendo di non conoscere l'identità. Monica emise un suono, un misto tra un singhiozzo e un gemito. Le sue gambe tremarono. Un filo di bava le scese dal mento, intrappolato dalla maschera. La sua mano, tremante, scivolò tra le sue cosce.

"Stanno parlando di te," sussurrai . 

Il mio sussurro era come una scossa elettrica lungo la sua spina dorsale. La sua mano, già tra le sue cosce, si mosse , le dita che affondavano nell'umidità che ora colava lungo le sue gambe interne.

CARLO: "Chiedile se fa anche a pagamento. Una serata così, con un culone del genere... farei fuori mezzo stipendio a scoparla!"
DANIELE: "Secondo me è proprio il tipo che ti supplica di scoparla a pecora senza pietà. Guarda come inarca la schiena in quella foto. Sta chiedendo di essere riempita."

Leggevo ogni messaggio lentamente, sadicamente, mentre mi avvicinavo a lei. La afferravo per i capelli, attraverso la maschera, costringendola a raddrizzare la testa mentre continuava a masturbarsi freneticamente. "Senti cosa dicono della puttana sconosciuta, della troia anonima che si fa fotografare per degli sconosciuti."

Il telefono vibrò di nuovo. Un nuovo messaggio, da Carlo.
CARLO: "Falle fare un video. Voglio sentire i gemiti mentre si tocca." Leggevamo insieme quei messaggi, ci baciammo, lei era eccitatissima ed io come lei "spogliati, rimani con tacchi e autoreggenti e fatti vedere da loro... pensa che due uomini che conosci, che saluti con un sorriso da signora, in questo momento hanno il cazzo duro in mano e si stanno segando pesnando a te e al tuo culo senza sapere a chi appartiene... "
La stanza ora era il suo palcoscenico. Monica, liberata anche del completino strappato, era solo pelle, tacchi alti e autoreggenti nere. Il letto diventò l'altare della sua depravazione. Prima si distese, le gambe spalancate in una "V" oscena, offrendo alla vista del tuo obiettivo la sua fica gonfia, glabra e luccicante, le labbra aperte e umide. Poi, con un movimento fluido e animalesco, si girò a quattro zampe, inarcando la schiena fino a che il suo culo non fu in primo piano, i due buchi chiaramente visibili e contratti per l'eccitazione. "Fotografami," aveva detto, e la sua voce era roca, piena di un desiderio che non cercava più di nascondere. Scattai. Inviai.

Il gruppo esplose in un orgasmo verbale collettivo.

CARLO: "OHHH CAZZO ALE! CHE VISIONE! Quella fica è una pozza! E il buco del culo... sembra che sbatta le labbra."
DANIELE: "È una maiala da allevamento. Guarda come si presenta. "
Il telefono vibrava incessantemente. I messaggi si susseguivano, sempre più espliciti. Monica, ancora a quattro zampe, girava la testa per guardare lo schermo, il suo respiro un rantolo affannoso che usciva dalle fessure della maschera.

DANIELE: "Chiedile se vuole che le scriviamo cosa le faremmo. Parola per parola."
CARLO: "Sì. Dille che voglio vedere quelle tette che ballano mentre qualcuno la scopa da dietro. Dille che voglio che si metta in gola tutto il cazzo fino a soffocare. Dille che il suo buco del culo, in quella foto, sembra fatto apposta per essere allargato."

Leggevo ogni riga ad alta voce, la voce calma e precisa come un bisturi. Con l'altra mano, le accarezzavo la schiena, poi scendevo tra le natiche, sfiorando quel buco che i miei amici stavano descrivendo. Monica gemeva, un suono basso e continuo, e iniziò a muovere i fianchi avanti e indietro, sfregando la sua fica contro il lenzuolo.

"Vogliono dettagli," sussurrai.  "Vogliono sentirti dire che sei pronta. Che quel buco del culo che stanno fissando è stretto e vergine per loro, e che implori di essere sfondata. Che quella gola da signora per bene non vede l'ora di essere riempita di sborra."

Le dita, che prima la sfioravano, ora premevano più decise contro la sua rosetta contratta, sentendola cedere leggermente sotto la pressione. Monica annuì freneticamente, la maschera che sbatteva contro il materasso. "Sì... sì, diglielo," ansimò, la voce rotta e distorta dal cuoio. "Di che... che il mio buco è loro. Che aspetta solo i loro cazzi. Che voglio sentirli litigare su chi me lo prende per primo.; il viso sul materasso, il culo sollevato in offerta suprema. "Scrivilo tu," ordinai porgendole il telefono. "Scrivi nel gruppo, come la troia che sei, cosa vuoi che ti facciano... anzi, manda un vocale!"

"Parla," ordinai, la  voce un basso comando. "Parla come la puttana che ora sai di essere. Racconta ai tuoi sconosciuti ammiratori cosa ti faresti."

Monica inspirò profondamente, un suono roco e umido. Poi la sua voce uscì, soffocata dalla maschera, tremante di eccitazione e vergogna, ma incredibilmente chiara.

"Sono... sono la ragazza delle foto," iniziò, ansimando. "Vi ho visto... i vostri messaggi. Mi fanno... mi fanno impazzire. Voglio che... che vi masturbiate guardandomi. Voglio che pensiate a me mentre venite. Pensate a come mi prendereste. A come mi scopate tutta... la bocca, la fica, il culo... tutto. Io... io mi sto toccando adesso. Sto pensando ai vostri cazzi... parlatemi ancora. Ditemi come mi volete."

Ovviamente persero ogni controllo, le notifiche si sovrapponevano, vibrando furiosamente sul materasso. Il telefono si illuminava con una serie di messaggi che non erano più solo commenti, ma vere e proprie narrazioni pornografiche, crude e dirette.

CARLO: "Ti prenderei a pecora, troia. Una mano ti terrebbe giù per la nuca, schiacciandoti la faccia sul letto. L'altra ti afferrerebbe un fianco, le dita che sprofonderebbero nella tua carne mentre ti scopo forte. Sentiresti le mie palle sbatterti contro il culo a ogni colpo. Ti riempirei la fica di sborra calda e poi la farei colare giù lungo le tue cosce, segnandoti."
DANIELE: "Io vorrei il tuo culo. Lo leccherei prima, tutta la saliva per lubrificarlo, poi ci sputerei sopra. Lo allargherei con le dita, sentendoti contorcere, e poi ti caccerei dentro il mio cazzo d'un colpo solo. Ti sentiresti spaccare in due. Gemeresti e piangeresti, ma continuerei a scoparti lì dentro finché non sborro, pompando tutto dentro di te."

Leggevo i messaggi, la mia voce era un monotono narratore di oscenità, amplificando ogni dettaglio. Monica tremava, i suoi gemiti diventavano più acuti e disperati. La sua mano era tornata tra le sue cosce, muovendosi con una furia incontrollata.

"Vogliono il tuo culo," continuai, mentre la mia mano si univa a quella di Monica, le nostre dita che si intrecciavano nella sua fica, affondando insieme nel suo bagno di desiderio. "Vogliono riempirlo. Vogliono spaccarti. Vogliono che tu pianga mentre ti fottono. Ti fa venire, questa idea? Pensare di essere usata così, come un oggetto, da due uomini che non conoscono il tuo nome?"

CARLO: "Falla venire ora. Voglio vedere la faccia della troia mentre si masturba e viene per noi."
DANIELE: "Sì. Falla venire pensando a noi. Pensando ai nostri cazzi in lei."

Il mio respiro si fece più rapido. "Dai Monica. Vieni. Vieni pensando a Carlo che ti scopa la fica a pecora, a Daniele che ti sfonda il culo. Vieni per questi due uomini, ti faccio un video mentre ti masturbi per loro, sei pronta? , "si sono pronta" rispose Monica.
Iniziai a registrare "Monica, mentre ti masturbi dopo aver letto i loro messaggi, pensa ai miei amici che vogliono scoparti,uno vuole la figa e uno vuole il culo...cosa ti fa pensare?"
Il telefono ora era puntato su di lei, la lente che catturava ogni tremito, ogni goccia di sudore che le scendeva lungo la schiena. Monica, a quattro zampe, voltò la testa verso la telecamera. La maschera di cuoio nascondeva tutto tranne la fessura per la bocca, da cui usciva un respiro affannoso e bagnato.

"Mmmh... penso..." ansimò, la sua voce roca e distorta. "Penso a come... a come sarebbe. Due cazzi... così grossi. Uno che mi prende la fica, forte, così forte che sento le palle che mi battono forte... e l'altro... oh si, l'altro che si apre la strada nel mio culo vergine. Sentirmi piena... completamente piena. Sentirmi usata da due sconosciuti che... che mi trattano come la loro troia personale. Che mi fanno urlare."

La sua mano si muoveva più veloce, le dita che affondavano e strisciavano sul suo clitoride gonfio. Un lungo gemito le sfuggì.

"Penso... a quanto sborrerebbero dentro di me. A sentire quel caldo... riempirmi... marchiarmi (Il suo corpo si irrigidì, un arco teso di pura tensione erotica. Un tremito violento la percorse dalle caviglie alla nuca.) "Sto... sto per... AH!" Il suo urlo fu strozzato, selvaggio, e poi si trasformò in un fiotto di suoni rotti e gemiti mentre l'orgasmo la travolse. I suoi fianchi si contorsero, spingendo indietro contro nulla, cercando una penetrazione che non c'era. Le sue dita, immerse in profondità, furono inondate dal suo stesso liquido caldo che sgorgò copioso, gocciolando lungo la sua mano e sulle sue cosce.

"Voglio... VOGLIO CHE MI SFONDINO!" urlò, la voce rotta e disperata, un grido primordiale che lacerò l'aria. "TUTTI E DUE! ORA! VI PREGO, VIENITE A PRENDERMI! A RIEMPIRE QUESTI BUCHI! VOGLIO LA LORO SBORRA DENTRO DI ME!"

Il video si interruppe. L'ultimo fotogramma era il suo corpo che si accasciava sul letto, tremante, i fianchi ancora che sobbalzavano per gli ultimi spasmi.
Il suo corpo si accasciò sul lenzuolo bagnato, un respiro roco e affannoso che usciva dalla fessura della maschera. Il tremore era ancora visibile nelle sue cosce, nei suoi polpacci. Il telefono, poggiato sul comodino, continuava a vibrare con i messaggi impazienti del gruppo.

Mi chinai su di lei. "L'hanno sentita. Hanno visto. Ora sanno che sei caldissima. Che sei in attesa di essere riempita." La mano scivolò lungo la sua schiena, fino a posarsi sul calore umido tra le sue natiche. "Sai cosa succederà ora? Ti vorranno. Insisteranno con me. È questo che vuoi? Davvero?"

Monica girò lentamente la testa sul materasso. Anche attraverso la maschera, si sentiva il suo sguardo bruciare di desiderio annichilito.
Vibrava e tremava continuando a contorcersi.


CONTINUA.
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riccardottantadue@gmail.com
scritto il
2026-03-23
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