Ingravidata dal mio capo.
di
pennabianca.
genere
corna
Mi chiamo Luigi, ho 27 anni, sono di media statura, capelli neri, occhi scuri, fisico abbastanza normale. Da due mesi, son sposato con Michela, mia coetanea. Lei è alta quanto me, bionda, occhi azzurri, un bel seno che riempie generosamente una quarta misura, un bel culetto a mandolino e delle cosce ben proporzionate al resto del corpo. Quando l'ho conosciuta ed abbiamo iniziato a far sesso, ho potuto constatare che Michela era davvero brava a letto. Ho chiesto da dove scaturisse tutta questa sua bravura e lei mi ha riferito che un precedente fidanzato le aveva fatto conoscere i piaceri del sesso, portandola a godere molto ed in maniera soddisfacente. Io non son munito di una grande dotazione, direi assolutamente nella norma, ma, in ogni caso, ho sempre pensato che mia moglie fosse soddisfatta, perché non si è mai lamentata delle nostre scopate che, anche se non erano memorabili, mantenevano comunque una certa frequenza. Lavoro come impiegato in una azienda multinazionale e percepisco un buon stipendio, quale addetto alla contabilità. Questa mia condizione economica, ha fatto da leva a farmi sposare, anche se mia moglie, in questo periodo, non ha un lavoro. Il nostro è stato un bel matrimonio e, il giorno delle nozze, avevo invitato anche Massimo, il mio diretto superiore. Dopo averlo invitato, ho scoperto che era un impenitente donnaiolo, che amava molto divertirsi anche con le donne degli altri e, già il giorno stesso delle nozze, quando ha visto mia moglie, mi ha sussurrato una cosa che mi ha un po' destabilizzato.
«Luigi, questa tua magnifica mogliettina è una strafiga pazzesca; non so cosa darei per poterla scopare.»
Naturalmente quella confessione ha prodotto in me un profondo scuotimento, dovuto, fondamentalmente, alla sua sfrontatezza, ma che comunque mi ha, in qualche modo, fatto sentire orgoglioso. Purtroppo sono un tipo di indole pacata, abbastanza condiscendente e mi rendevo conto che la sua era una richiesta insolita formulata subito dopo aver visto mia moglie per la prima volta e dentro di me ero ancora più terrorizzato all'idea di rifiutare a lui una simile richiesta perché sapevo essere anche abbastanza vendicativo. Ero frastornato anche dal fatto che, se ne avessi fatto cenno a Michela, sicuramente sarebbe andata su tutte le furie. Comunque dovevo riconoscere che, quando ho avuto modo di riflettere serenamente su tutta la faccenda, mi son ritrovato con il cazzo duro come il ferro e son dovuto correre in bagno a farmi una sega; non era possibile! Il complimento manifestato dal mio capo nei confronti di mia moglie mi aveva eccitato non poco, il mio orgoglio di maschio era stato stuzzicato al punto che, la sola idea che Michela potesse esser scopata da lui, mi faceva letteralmente impazzire. Ero travolto da queste sensazioni in contrasto tra loro, da questo misto di gelosia/eccitazione, che mi facevano sentire ancor più indeciso sul comportamento da tenere, sia con mia moglie e, a maggior ragione, con il mio capo. Quando ci ha salutati, alla fine della cerimonia, lui ha abbracciato e baciato mia moglie sulla guancia, continuando a farle complimenti, poi ha salutato anche me e mi ha sussurrato che, appena tornato dal viaggio di nozze, intendeva scoparla. Per tutti i dieci giorni della luna di miele, ho subìto come un martellamento nel cervello: cercavo di non pensare a quella cosa, ma, più cercavo di scacciar quel pensiero, e più la cosa mi eccitava; così, alla fine, prima di rientrare, ne ho parlato con Michela e, ovviamente, è andata su tutte le furie.
«Cosa? Dico: ma sei diventato matto? Ti rendi conto cosa mi stai chiedendo? Dovrei far la puttana con il tuo capo? Luigi, non se ne parla nemmeno; non sono per niente disponibile a fare una cosa del genere!»
Ho subito cercato di accampare varie scuse onde evitare che si arrabbiasse ancora di più ed ho anche paventato la possibilità che, essendo un tipo molto vendicativo e potente, avrebbe potuto benissimo compromettere il nostro stato finanziario, licenziandomi!
«Amore, saremmo davvero rovinati! Comprendi che, con il mio stipendio, posso permettermi di farti star a casa senza lavorare? Diversamente, ci ridurremmo sul lastrico!»
Ha continuato ad affermare che era una pazzia, però mi son reso anche conto che, la prospettiva che io fossi disoccupato e lei costretta a lavorare, sembrava non piacerle per niente. Durante il volo di ritorno lei, con un certo giro di parole, mi ha chiesto se, dover andare a letto con il mio capo si sarebbe ridotto ad una botta e via, oppure sarebbe stato qualcosa di più duraturo.
«No, amore! Mi ha assicurato che si sarebbe trattato di un'unica volta e basta!»
Mi sono reso conto che Michela stava prendendo in considerazione l'ipotesi di accettare e, naturalmente, la mia fantasia si è subito messa in moto, facendomi provare come una scossa, che mi ha quasi fatto sborrare, senza toccarmi. Appena rientrato al lavoro, Massimo mi ha convocato nel suo ufficio e mi ha chiesto se avessi parlato a mia moglie; così l'ho invitato a cena per il sabato sera.
«Ne ho parlato con mia moglie ed ha detto che puoi venire a cena a casa nostra.»
Mi ha guardato cercando di interpretare se lei fosse d'accordo ed io gli ho risposto che mia moglie aveva in mente un dopo cena molto piacevole. Lui ha sorriso e mi ha detto che era immensamente felice di sapere che ero stato così bravo a convincerla. Il sabato sera si è presentato puntuale a casa e mia moglie si è fatta trovare vestita in maniera molto provocante. Una minigonna corta nera ed una camicetta bianca, lasciata generosamente sbottonata. Calze velate, sostenute da un reggicalze e decolté nere dal tacco 12 molto sottile, hanno reso mia moglie ancor più desiderabile. Ovviamente lui, appena entrato in casa, ha subito preso a farle complimenti, notando, comunque, quanto Michela fosse intrigata dal suo fascino. La cena si è protratta in maniera davvero piacevole, oltre ad esser particolarmente deliziosa; abbiamo riso e scherzato, senza mai affrontare l'argomento per cui lui era stato invitato a cena. Dopo il caffè, ci siamo seduti tutti e tre nel soggiorno e Michela ci ha servito del whisky; nel farlo si è piegata in avanti, faccia a lui, mettendo in mostra il suo splendido seno, lasciato di proposito libero sotto la camicetta. Erano visibili i suoi capezzoli già molto duri; mi son reso conto che, per tutta la serata, mia moglie aveva assunto un'aria allegra, rilassata, e questo mi ha rasserenato. Lui ha voluto che gli sedesse accanto e, dopo aver bevuto un sorso di liquore, ha appoggiato il bicchiere e si è girato verso di lei, l'ha guardata negli occhi per un attimo e, subito dopo, ha preso a baciarla in bocca; ho visto che Michela ha risposto a quel bacio, così da abbandonarsi a limonare davanti a me. Poi, senza dire una parola, si è alzata in piedi, lo ha preso per mano e lo ha portato direttamente in camera da letto. Son rimasto alcuni minuti a sorseggiare il mio whisky e, una volta finito, mi son avvicinato alla camera; quando son entrato, lui era completamente nudo e lei gli stava succhiando il cazzo. Devo dire che aveva un cazzo bello grosso, non esageratamente lungo, ma di notevole spessore. Son rimasto un po' stupito dalla bravura con cui Michela se lo infilava in gola, ingenerando in lui una nuova esternazione di complimenti.
«Caspita, sei bravissima! Puoi ritenerti orgogliosa a sapere che sei una delle poche donne che riescono a prendermelo tutto in gola! Ti faccio i miei complimenti! Chi ti ha insegnato a far pompini, ha fatto proprio un bel lavoro!»
Sentire questa sua affermazione, mi ha portato, per un attimo, a riflettere e, dentro di me, ha preso forza il dubbio che non poteva esser stato un coetaneo ad insegnarle come fare un così bel lavoretto di bocca. Mentre lei ha continuato a far scivolare bene in bocca il suo membro, lui si è sdraiato e, dopo averla messa di lato, ha infilato la testa tra le cosce di mia moglie ed ha preso a leccarla, raccogliendo per bene il nettare che stava sgorgando dalla sua ostrica, che vedevo lucida di umori. È stato davvero bravo a farla godere quasi rapidamente, poi, senza neanche degnarmi di una benché minima considerazione, l’ha rigirata, le ha allargato le cosce ed ha infilato quel suo grosso randello, tutto dentro il ventre di mia moglie, che lo ha accolto, facendo svettare in alto le cosce. Ha subito dimostrato di esser un valente stallone, perché ha preso a pomparla con un ritmo quanto mai sostenuto; le assestava dei colpi profondi e duri, che facevano sobbalzare il seno di Michela. Per una quindicina di minuti, l'ha scopata tenendola sotto di sé, facendola godere tre volte e poi l’ha messa di lato, le ha sollevato una gamba e l'ha portata dietro di sé, prendendo a sbatterla ancora più forte. Ancora una volta, Michela è venuta due volte e lui le ha fatto cambiare di nuovo posizione. L’ha spinta di lato, e poi si è posizionato dietro di lei, messa in ginocchio davanti a lui ed ha preso a pomparla con ancor più vigore, fin quando ha cambiato buco: ha appoggiato la testa del suo grosso randello contro il culetto di Michela e, lentamente, è scivolato tutto dentro di lei; questo mi ha ancor più stupito, perché, nei tre anni che siamo stati insieme, io non mi ero mai sognato di servirmi di quel buchetto. Inutile dire che lui è rimasto piacevolmente colpito nell'avvertire che anche quel buco era ben aperto.
«Michela, sei una femmina straordinaria! Hai un culo caldo ed accogliente! Di sicuro anche qui è stato fatto un buon lavoro!»
Ha preso a pomparla di nuovo ed ha sfondato a lungo il culo di mia moglie; poi, lo ha riempito a dovere. Quando se ne è uscito, Michela, con una mano ha tamponato il buco, ridotto ad una voragine, da cui colava gran parte della sbroda appena schizzatale dentro ed è corsa in bagno; Massimo si è girato verso di me.
«È veramente una femmina eccezionale. Ben esperta nell'arte del pompino e meravigliosamente rotta in culo. Sei informato su chi sia stato a renderla così brava?»
Gli ho riferito quanto mi era stato raccontato da Michela e lui è sbottato in una risata.
«Cosa? Credimi, Luigi: tutto questo è dovuto all'opera profusa da un maschio esperto e maturo. Non voglio insinuare dei dubbi nella tua testa, ma, credimi, un coetaneo l'avrebbe scopata velocemente, senza perder tempo a insegnarle a far sontuosi pompini, né, tantomeno, ad aprirle il culo così bene!»
Quando Michela è tornata, mi ha guardato e mi ha sorriso; lui l'ha fatta di nuovo stendere accanto a sé e le ha offerto di nuovo il cazzo in bocca; mia moglie lo ha succhiato davanti a me che, senza rendermene conto, mi son ritrovato con il mio in mano, a segarmi. Massimo ha sorriso, quando mi ha visto farlo.
«Michela, sei convinta che per una femmina come te ci vuole un maschio come me? Adesso ti scopo di nuovo, mentre lui si tira altre seghe a guardare o pensare a chi possa esser stato a farti diventare così brava a succhiare il cazzo o prenderlo nel culo!»
Lei, per un attimo, è rimasta sorpresa da quanto affermato da Massimo; lui ha sorriso e l'ha messa di nuovo sotto di sé; questa volta ha preso a scoparla con un ritmo davvero molto sostenuto. È venuta altre due volte e poi lui, d'improvviso, ha cambiato ritmo: di colpo ha sborrato. Solo in quell'istante mi son reso conto che mia moglie non era per niente protetta e quello, inopinatamente, le stava sborrando dentro. Mi sarei aspettato che mia moglie protestasse, invece Michela ha goduto ancor di più. Ancora una volta, lui le ha offerto il cazzo da leccare e mia moglie, dopo averlo pulito alla perfezione, ha fatto sì che si rivestisse e ci salutasse. Quando se ne è andato, ho chiesto a Michela perché si era fatta venire dentro e lei mi ha risposto che, non trovandosi nei giorni fertili, non correva alcun rischio. Alla mia richiesta di maggiori chiarimenti sulla sua bravura come fellatrice, lei, per un istante, mi ha scrutato in viso e poi mi ha chiesto se davvero desiderassi conoscere la verità; avendo io insistito, non si è fatta scrupolo a riferirmi quanto segue:
«Prima di conoscere te, sono stata l'amante di una persona matura, che, per tanto tempo, mi ha scopato, facendomi godere tantissimo e, per non rischiare di mettermi incinta, provvedeva ad eiacularmi nel culo. Poi, un giorno, lui se n'è andato ed io ho incontrato te; da allora, oggi, per la prima volta, ho preso un cazzo diverso dal tuo; questa è la verità.»
Inutile dire che Massimo era rimasto più che soddisfatto di come avesse scopato mia moglie e così, dopo una decina di giorni, mi ha chiesto di ripetere l'esperienza; devo dire che, quando ne ho fatto partecipe Michela, ha posto solo una condizione: quella di esser scopata da lui che indossava un preservativo, perché, adesso, era nei suoi giorni fertili. Naturalmente lui ha accettato senza problemi ed anche questa volta è venuto a casa e l'ha scopata davanti a me, ripetutamente, sborrando, prima dentro un preservativo e poi, la seconda volta, nel suo culo. Già dalla seconda volta, mi son reso conto che a Michela piaceva molto scopare con lui, tant'è che questa storia ha cominciato a ripetersi in più di un'occasione. Hanno cominciato anche a uscire insieme per cena e, addirittura, hanno trascorso anche un weekend insieme in una spa, dove lui l'ha scopata, facendomi rendere conto che, dopo soli due mesi dal matrimonio, Michela era diventata la sua amante. Stranamente, però, questa cosa ha cominciato a non darmi fastidio, ma piacermi sempre di più e mi ammazzavo di seghe, ogni volta che li vedevo scopare; dopo le prime due volte, mi son reso conto che Massimo la scopava sempre a pelle. Ero sconvolto da questa cosa, ma anche esageratamente eccitato, perché ero consapevole che, prima o poi, me l'avrebbe ingravidata. La cosa che mi ha stupito ancor di più, era che Michela godeva nel sentirsi riempire dal suo sperma caldo e, più di una volta, l'avevo sentita urlare che voleva esser riempita. Alla fine del quarto mese di matrimonio, mi son accorto che Michela era incinta, perché il suo seno aveva assunto una nuova forma e la pancia cominciava a mostrarsi più evidente. Naturalmente lui ha continuato a scoparla fin quando lei non ha partorito Luca, lo splendido maschietto che è nato proprio il giorno del nostro primo anniversario di nozze. Quando Massimo lo ha saputo, mi ha stretto la mano e si è complimentato con me, affermando che questo era il suo regalo per il nostro primo anno di matrimonio. Dopo questa gravidanza, lui le ha fatto assumere delle precauzioni e, per i due anni successivi, ha continuato a chiavare Michela due volte a settimana. Poi è stato trasferito in un'altra sede e, quando è arrivato Stefano, il nuovo direttore, mi ha subito convocato nel suo ufficio e la prima cosa che mi ha detto è stata: questa sera vengo a scopare tua moglie. Ora lo sta osservando, mentre lei lo cavalca e gode sopra di lui; mi guarda e sorride, mentre mi faccio l'ennesima sega! Chissà se anche lui vorrà ingravidarla.
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