Convegni e congressi
di
JIB
genere
etero
Il sole di ottobre batteva piacevole sui loro corpi, una leggerissima brezza stuzzicava la pelle, le onde del mare in sottofondo creavano una piacevole melodia. Luigi e Laura erano finalmente riusciti a ritagliarsi qualche giorno per loro due, amanti da anni ma mai liberi di esprimere a pieno la loro voglia reciproca. Avevano deciso di rischiare, dicendo ai relativi partner che dovevano andare ad un convegno di lavoro lui e ad un congresso universitario lei, la più classica delle scuse ma sempre valida.
Erano sugli scogli di Buca delle Fate, una caletta poco sotto Populonia, in Toscana, e complice il periodo erano praticamente soli, solo una famigliola di tedeschi a qualche metro da loro. Si godevano a pieno il riposo e la vicinanza reciproca, guardandosi ogni tanto, studiando i loro corpi tanto bramati e accarezzandosi dolcemente; passarono ore così, senza dirsi niente, non c'era bisogno.
Quando la pelle cominciò a diventare troppo calda decisero di fare un bagno in mare, la discesa nonostante gli scogli abbastanza agevole e l'acqua fresca ma non fredda era veramente piacevole. Nuotarono un po', poi si avvicinarono uno all'altra, attratti irrimediabilmente; si abbracciarono, le gambe di lei avvolte intorno a lui, e si baciarono appassionatamente. Luigi riusciva a toccare il fondale e quindi poterono stare così abbracciati per un bel po'. Una mano di lui la teneva da dietro alla schiena, mentre l'altra andava ad accarezzargli e stringere le natiche. Non ci volle molto affinché il suo pene cominciasse ad avere un'erezione.
Laura se ne accorse subito, e cominciò a stuzzicarlo strusciandosi su di lui. Lui difficilmente riusciva a resistere in questi casi, ma vedendo a poca distanza i bambini che giocavano decise di non voler dare un volgare spettacolo. La baciò ancora per un attimo e poi scherzosamente affondò sott'acqua cosicché lei dovette staccarsi; risero quando riemersero e poi si avviarono verso riva e si stesero sui teli ad asciugarsi al sole si addormentarono per una mezz'oretta, finché Luigi si svegliò e si avvicinò a Laura. Cominciò a baciarle delicatissimamente il ventre, per poi risalire piano verso il petto, a quel punto lei si svegliò con un mugugnio di piacere, lui continuò e salì a baciarle il collo e poi la bocca, palpandole delicatamente un seno. Poi scese di nuovo sul collo, facendo scorrere anche la lingua, il petto... e quando arrivò ai seni spostò il costume e cominciò a baciare il seno e poi il capezzolo. Laura lo spostò di scatto e si ricoprì, dicendogli che c'era gente e che non potevano; lui senza dire niente le indicò il punto dove c'era prima la famiglia e così girandosi lei vide che non c'era più nessuno. Lui nel frattempo le aveva di nuovo spostato il costume, adorava quel suo piccolo seno, non l'avrebbe mai scambiato con uno più grande, anche se lei faticava a capirlo. Ci si rituffò, succhiando e mordicchiando il capezzolo, mentre con l'altra mano palpeggiava e stringeva con discreta forza l'altro seno. Lei cominciò contorcersi dal piacere, ma ancora un po' bloccata, non convinta del tutto di essere da soli. Lui lo capì, la conosceva bene. Si alzò in piedi, guardò a destra e sinistra e le disse che oltre ad essere da soli oramai stava facendo sera, ed essendo ottobre era improbabile che qualcuno arrivasse. Quantomeno improbabile al punto che avrebbe rischiato tranquillamente, perché aveva bisogno del corpo di Laura in quel momento. Lei non contenta si mise in piedi a controllare di persona, e così lui ne approfittò per tirarla a se e baciarla, facendo scorrere la mano sulla schiena e sciogliendole i nodi del bikini, cosicché il suo seno fu finalmente libero. Lei gli disse che era matto e lui rispose che si, era matto di lei.
La baciò ancora e poi si mise in ginocchio di fronte a lei, abbassandole il costume e trovandosi di fronte alla sua fighetta, completamente depilata per l'occasione. Non potè fare alteo che allargarle leggermente le gambe e cominciare a leccarla, con grande piacere, aggrappandosi con le mani ai suoi glutei. Lei ansimò e gli mise una mano nei capelli, stringendoli e tenendolo a sé. Dopo un paio di minuti lei lo fece tirare su, e disse che era il suo turno di spogliarlo. Gli leccò i capezzoli (Luigi ne andava matto) poi scese verso la pancia e nel mentre gli abbassò il costume a slip, liberando il suo cazzo oramai in piena erezione. Non era enorme, ma Laura sosteneva di adorarlo così com'era. Si mise in ginocchio davanti a lui e cominciò a leccarglielo, partendo dalle palle per arrivare sino alla cappella. Ripeté la cosa un po' di volte, poi senza preavviso lo prese praticamente tutto in bocca, rimase così qualche secondo e infine cominciò a spompinarlo per bene. Luigi amava come lei si prendeva cura del suo cazzo con la bocca, sentiva che lo faceva con passione, dovuta soprattutto al loro bel rapporto. Lei continuò per un bel po', aiutandosi anche con la mano, e probabilmente sarebbe andata avanti fino a farlo venire, ma a lui non bastava, non in quel momento per lo meno.
Si staccò da lei e la fece distendere sul materassino gonfiabile, le allargò le gambe e poi riprese a leccarla, questa volta per bene, entrando con la lingua dentro di lei e succhiandole il clitoride. Ma la conosceva bene, a lei quello piaceva ma non le bastava; la sua figa oramai grondante di umori aveva bisogno di essere penetrata dalle sue dita mentre lui la leccava. Senza indugi entrò dentro di lei con tre dita, lei gemette con forza e inarcò la schiena, stringendogli forte i capelli con una mano e attirandolo ancora più a se. Lui continuò a succhiarle il clitoride e masturbarla con le dita, aggiungendo poi ad un certo punto anche il mignolo. Lei mugugnò ancora di più, quasi senza fiato, col corpo che tremava. Andarono avanti qualche minuto, poi lei riuscì a pronunciare a stento due parole: "...di... più..."
Allora lui la guardò e si fermò un secondo. Era un suo grande desiderio. Non erano mai riusciti a farlo anche se ci avevano provato più di una volta; lei sussurrò solo di fare piano.
Lui uscì leggermente e mise la mano a becco d'oca, poi con molta molta delicatezza cominciò ad entrare dentro di lei, uscendo e rientrando sempre un pochino di più per stimolare l'apertura di quella figa che adorava sinceramente. Laura si contorceva, lui attento a guardarla e cogliere il primo sintomo di dolore, ma anche a godersi la sua nudità sulle rocce che gemeva e si contorceva dal piacere. Per la prima volta, forse complice il momento catartico in mezzo alla natura che permetteva un rilassamento totale, riuscirono a completare quella loro piccola fantasia. La mano di Luigi entrò completamente dentro di lei e cominciò a muoversi per continuare a stimolarla. Lei era all'apice del piacere, la schiena inarcata e completamente scossa da brividi, non riusciva neanche più a gemere perché era completamente senza fiato. Lui godeva enormemente del piacere di lei, la sua erezione era marmorea, se lei l'avesse masturbato in quel momento sarebbe venuto in pochi secondi.
Uscì da lei, la mano completamente ricoperta dei suoi umori, che colavano anche sul telo da spiaggia. Le diede ancora una leccata, poi continuando a baciarla dal ventre in su arrivo al suo viso. Si guardarono, si baciarono, e lei gli disse che la faceva impazzire. Tu di più, rispose lui, e si baciarono ancora.
Lei pensò di contraccambiare concludendo il pompino di prima, ma lui era di diverso avviso, doveva essere dentro di lei, possederla, entrare in quella sua meravigliosa figa fradicia di umori.
Si mise sopra di lei, la baciò, ed entró in lei come una fragola affonda nella panna talmente lei era bagnata. Si baciarono ancora mentre lui cominciava a muoversi dentro di lei. La loro passione si sarebbe percepita a dieci metri di distanza, lei lo stringeva con le gambe, sollevate al bacino, mentre affondava le unghie nella sua schiena; lui con una mano sotto alla sua testa in mezzo ai capelli e con l'altra a stringerle il seno, giocando col suo capezzolo. Luigi alternava movimenti dolci e lenti a momenti più focosi e con forti spinte, durante le quali Laura rimaneva senza fiato e gemeva. Ma a lei piaceva anche avere il controllo, quindi lo ribaltò e si mise lei sopra, cavalcandolo come solo un'amazzone sa fare, e lei era esperta essendo che montava a cavallo sin da bambina. Le piaceva guardarlo gemere di piacere, sentire che doveva trattenersi per non venire subito, lo guardava maliziosa mentre lui la ammirava mentre si muoveva su e giù su di lui, il suo bel viso, il suo seno che si muoveva a ritmo dei colpi del bacino. Quando si accorse che lui era vicino al venire si fermò ed uscì da lui, non ancora contenta. Anche lui ne fu felice, non era mai sazio di lei, e voleva godere del suo corpo il più possibile. Lei lo fece rimanere sdraiato, conscia di quanto a lui piacesse leccarle i suoi umori, e di quanto d'altronde piacesse a lei quando lui le leccava e succhiava le sue parti più intime, così si mise a cavalcioni sulla sua faccia. Lui potè di nuovo succhiarle il clitoride, guardandole le tette e la sua espressione, la bocca un po' aperta dal piacere. Luigi sarebbe potuto andare avanti all'infinito, non si stancava mai di lei, di leccargliela, assaporare i suoi fluidi e vedere le sue espressioni di piacere. Laura però pensò che ora era il momento di fare godere e venire lui, e quindi si spostò, mettendosi a 90, con la schiena ben inarcata, posizione che sapeva lui amare. Ma luigi non era di quell'idea, le diede una sculacciata ammirando quel bel culetto che si protendeva verso di lui, ma poi la prese e la fece mettere di nuovo distesa. Voleva possederla ancora, ma guardandola negli occhi. La penetrò tutta d'un colpo, la voglia di essere dentro di lei insaziabile, e nel mentre la baciò appassionatamente; si muoveva piano dentro di lei, voleva assaporare quel momento, il mare che si infrangeva sugli scogli a pochi metri, il sole che stava calando e regalava dei bellissimi giochi di luce sull'acqua e sulla loro pelle, le loro nudità in quel posto che sembrava dipinto. Andarono avanti così per diversi minuti, guardandosi negli occhi e baciandosi appassionatamente, poi Luigi aumentò il ritmo, oramai sul punto di venire, il battito del cuore che accelerava, il respiro più intenso. Uscì di colpo da lei e si mise un po' più in su verso il suo ventre, lei non prendeva la pillola e quindi dovevano adottare il salto della quaglia, Laura lo prese immediatamente in mano e lo aiutò a concludere, il suo getto che le finì sul seno accompagnato da un breve urlo liberatorio. Si guardarono, entrambi adoranti, poi lei lo guardò provocatoriamente e con la mano che prima teneva il membro cominciò a spalmarsi il suo sperma sulle tette, dicendogli ridendo:
questa sì che è un'ottima crema dopo sole...
Già - rispose lui divertito - e vorrei cospargerti tutto il corpo...
Risero entrambi, poi lui la baciò ancora e si sdraiarono uno di fianco all'altra, beatamente spossati ad ammirare il mare.
Tornarono in albergo a bordo della Porsche di Luigi, un vecchio modello dell'84 di cui lui andava particolarmente fiero, un rombo che risvegliava i morti. L'aria ancora calda entrava dai finestrini e faceva muovere al vento i capelli di Laura. Arrivarono all'hotel in pochi minuti, era un bell'hotel in stile liberty, con le camere vista mare da cui si potevano godere dei tramonti spettacolari, e fu proprio poco prima del calar del sole che entrarono in camera. Andarono sul balconcino privato della camera, Laura appoggiata all'inferiata e lui che la abbracciava da dietro. Guardarono così il sole scendere sotto all'orizzonte, gustandosi quel momento romantico tra loro due. Poi Laura cominciò a strofinare il culo sul pacco di Luigi, facendo finta di niente; lui provò ad ignorarla per un po', ma cedette in fretta. Le diede una sculacciata per la quale lei gemette e la trascinò dentro, cominciando a spogliarla e baciandola contemporaneamente. Le sfilò il leggero copricostume panna e lo gettò sul letto, slacciò i nodi del bikini rosso fuoco in modo da fare cadere i due pezzi, sempre baciandola appassionatamente. Lei nel frattempo gli aveva sfilato la polo e tolto pantaloncini e costume in un colpo solo. Di nuovo nudi, come più amavano stare quando erano insieme. Sempre continuando a baciarsi Luigi le strinse il culo e la tirò su, lei gli si avvinghiò alla vita e mise una mano tra i suoi capelli tenendo i loro visi premuti. Camminò per la stanza fino a raggiungere la doccia, una bellissima doccia a vetri in mezzo alla camera davanti al letto, molto molto hot. Accese l'acqua e ci si infilò sotto tenendo Laura stretta a se, anche se non era ancora calda. Lei emise un gridolino per l'acqua fredda ma inebriante e strinse le gambe intorno alla sua vita. Il cazzo in tiro era vicinissimo alla fessura eccitata di Laura, lei lo sentì e così non le restó altro da fare che scendere dolcemente per impalarsi completamente, per poi cominciare a muoversi. Lui emise un grido di piacere, lei gli affondò le unghie nella schiena, continuando questo dolce movimento mentre le mani di lui la sostenevano palpandole il culo.
Dopo qualche minuto la tirò su sfilandola da se, cogliendo l'occasione mentre si trovó il seno davanti per succhiarglielo e poi la depose a terra. La spinse contro la parete di vetro, le sollevò sopra la sua testa e gliele tenne con una mano, mentre con l'altra andò ad insinuarsi dentro di lei che cominciò ad ansimare; le allargò le gambe con un piede e aumentò la forza della sua masturbazione, usando la mano per stimolarle il clitoride con decisione. Lei dopo poco non resistette più e urlò mentre veniva. Lui continuò ancora un po', poi la rigirò, facendole appoggiare i palmi al vetro e cominciò a scoparla da dietro, tenendole i fianchi, i loro corpi che ad ogni colpo emettevano un bel "ciaf" dovuto anche all'acqua che scorreva dal getto a soffitto. Lei continuava ad gemere e a volte emettere dei gridolini di piacere, più intenso quando lui le assestava dei colpi forte e profondi, oppure le tirava degli schiaffi su quelle belle natiche, oramai un po' rosse tra l'acqua calda e quelle stimolanti pacche. Lei, stufa di essere passiva, inarcò ancora di più la schiena e usò la parete a cui era appoggiata con le mani per imprimere ancora più forza, spingendosi indietro e cominciando lei così a scoparlo. A lui non rimase niente da fare che assecondarla, stavano godendo tantissimo, i gemiti di entrambi riempivano la stanza. Quando non ce la fece più si tolse, e lei fece qualcosa di inaspettato: velocemente si girò, chiuse l'acqua e si inginocchiò, prendendoglielo in mano e cominciando a masturbarlo davanti alla sua faccia. Non l'aveva mai fatto prima, e complice quella scena inattesa e bellissima Luigi venne abbondantemente sul suo viso e sulla sua bocca. Lei si rialzò, guardandolo eccitata e si leccò un pochino di sperma da sopra il labbro, con uno sguardo super malizioso. Poi riaprì l'acqua e si lavò via il suo seme dal viso, Luigi la baciò e poi si lavarono a vicenda, felici e sorridenti. Era incredibile la chimica che avevano, entrambi non riuscivano a smettere di stupirsene.
Per la cena, prevista in un bel ristorantino sul mare, Luigi si mise una camicia di un bel viola acceso, quasi lucida, jeans e scarpe di pelle. Laura uscì invece dal bagno con un vestito a tubino sulle note azzurre e rosa appena sopra al ginocchio, con un profondo scollo morbido che sapeva lui adorasse, e delle scarpe col tacco a spillo e allacciatura alla schiava. Lui la guardò voglioso, già di nuovo pronto a prenderla; solo con lei succedeva questa cosa, questa preparazione immediata e continua. Lei lo vide, e gli disse ridendo che non c'era tempo se volevano arrivare in tempo. Lui le sorrise e gli balenò un'idea: la fece girare, spingendola in avanti in modo che lei si mettesse a 90 con le mani sul letto, le tirò su il vestito e abbassò le mutandine. Lei inarcò la schiena, convinta che lui l'avrebbe penetrata, ma non lo fece; prese invece dal comodino, dove aveva riposto qualche gioco divertente, un vibratore a controllo remoto e del gel lubrificante. Lei lo guardò maliziosa, eccitata e divertita all'idea, allargando un pelo più le gambe. Luigi mise un bel po' di gel a lunga durata sul vibratore, fatto a forma di uovo con una protuberanza che doveva stare fuori e andava a stimolare il clitoride, e cominciò a stuzzicarle le labbra. Bastò poco perché dei fluidi di lei si unissero al gel, mentre lui inseriva sempre di più il vibratore, con un movimento lentissimo e continuo che quasi la torturava per la sua lentezza, tant'è che ad un certo punto lei diede un colpo indietro e se lo inserì del tutto, ridendo e dicendogli che potrebbe inserire anch altro. Luigi era tentato, ma voleva lasciarla così, con la voglia, perciò sistemò bene il vibratore e le tirò su il perizoma, poi la fece mettere in piedi e le sistemò anche il vestito, baciandola e sussurrandole che ora si che era veramente pronta e perfetta.
Durante il tragitto per il ristorante ebbe la voglia di azionare il vibratore, ma non lo fece. Chiaccherarono del più e del meno, commentando il bel paesaggio che scorreva veloce fuori dai finestrini aperti dell'auto sportiva. In tre quarti d'ora raggiunsero il ristorante, Luigi l'aveva scelto perché si trovava direttamente sulla costa, su una scogliera a picco sul mare. Un paesaggio meraviglioso della costa livornese. Arrivarono i menù e scelsero risotto al nero di seppia lui e pici cacio e pepe lei, ma quando arrivò il cameriere a prendere le ordinazioni luigi con piena indifferenza di movimenti attivò dal suo telefono il vibratore, strozzando a metà frase Laura, che poi riprese a fatica. Con un finto tono preoccupato le disse anche "va tutto bene cara?" E poi chiese al cameriere di portarle in po' d'acqua. Appena se ne andò interruppe il funzionamento e lei lo fulminò con lo sguardo, ma in fondo divertita ed eccitata. La cena passava tranquilla, con lui che, telefono sul tavolo aperto su quell'applicazione, ogni tanto lo attivava e le dava delle più o meno brevi scariche di eccitazione. Laura ad un certo punto decise di passare al contrattacco, con un movimento fluido e completamente naturale si sfilò il perizoma di pizzo viola, oramai fradicio dei suoi umori, e glielo passò. Quasi si poteva strizzare, e quell' odore del suo sesso eccitò tantissimo Luigi, che dopo averlo annusato e leccato brevemente se lo mise nel taschino della camicia, incurante del fatto che qualcuno potesse intuire di cosa si trattava, e poi attivò vibratore, questa volta su una modalità automatica che variava di intensità, proprio mentre stava arrivando il dolce, e lo lasciò acceso. Laura stava visibilmente patendo il doversi contenere e strofinava la sua gamba su quella di Luigi, il piede che a volte arrivava al suo cazzo accarezzandolo, lui che per agevolarla si era messo seduto leggermente più avanti sulla sedia ma sempre con un'ottima poker face. Interruppe il gioco al momento del conto e andarono alla macchina, sazi di un buonissimo pasto e luigi anche accalorato da quasi una bottiglia di vino bevuta, entrambi desiderosi di tornare in camera. Dopo qualche minuto però Luigi riattivò la vibrazione, ma Laura decise di passare all'attacco: accese la luce dell'abitacolo, abbassò il sedile, mise il piede destro nell'angolo del finestrino aperto, in modo che la gamba destra fosse ben sollevata e le gambe ben aperte, e contemporaneamente si tirò su il vestito, rimanendo completamente nuda dalla vita in giù, con il vibratore viola che puntava sul suo clitoride e la scuoteva da dentro. Luigi comincio ad obiettare che la macchina era bassa e che da fuori avrebbero potuto vedere tutto, ma lei di tutta risposta prese il suo perizoma dal taschino della camicia e glielo infilò in bocca, dicendogli che non poteva toglierlo. Eccitatissimo non potè fare altro che succhiare quel tessuto pregno di quegli umori che tanto amava. Lei lo guardò, poi prese il vibratore e comincio a sfilarselo. Lui pensò che volesse toglierselo, invece Laura cominciò a fare dentro e fuori, masturbandosi e cominciando ad ansimare forte. Alternava movimenti dentro fuori con altri momenti in cui stimolava di più il clitoride. Luigi era eccitatissimo per la cosa, soprattutto perché lei non si toccava mai da sola. Si stava però distraendo troppo, così appena vide una stradina sterrata laterale ci si infilò e fermò la macchina. Stava per lanciarsi su di lei ma poi cambiò idea, decise di stare a guardarla, quindi si girò e osservò appieno lo spettacolo di lei che godeva giocando col vibratore nella figa bagnata per qualche minuto. Laura stava veramente godendo, non se lo aspettava, ma quello che era cominciato come un gioco per provocarlo ora era diventato puro piacere, e vedere lui che la guardava eccitato lo aumentava ancora di più. Non se lo aspettava, ma venne, ricoperta da brividi e tremando. Tolse il vibratore, e guardò Luigi, soddisfatta della sua espressione. "Beh, andiamo in camera?" gli chiese. Lui di tutta risposta si mise in ginocchio davanti a lei, scavalcando con un po' di difficoltà il tunnel del cambio, e cominciò a leccargliela con avidità. All'inizio della loro relazione lei si vergognava dei suoi umori, ma poi aveva capito che Luigi amava immergere la faccia tra le sue cosce bagnate. La leccó e succhiò per bene, ma sapeva che dopo essere stata penetrata lei aveva bisogno di qualcosa di più. Perciò le prese di mano il vibratore, ancora acceso, e glielo infilò dentro le labbra bagnate, e lei gemette. Poi si tirò su, le mise le mani sopra la testa, prese la cintura e la usò per temergliele ferme contro al sedile. Le allargò il décolleté del vestito per palparle una tetta con forza, e contemporaneamente la penetrò, insieme al vibratore. Era talmente bagnata che non fece fatica ad entrare. Laura gemette forte di piacere, quasi un urlo, e gli morse una spalla. Luigi cominciò a scoparla con forza. Il vibratore che stimolava sia lei che lui, premendo vibrante sul cazzo e in più stringeva la fessura bagnata di Laura. Altre volte avrebbe cambiato posizione, per fare durare di più il rapporto, ma in quel momento aveva solo voglia di fotterla con forza, sentirla godere, sprigionare tutta quell'eccitazione che lei gli aveva causato nelle ultime ore ma soprattutto negli ultimi minuti. Aumentò ancora la spinta col bacino, lei ad ogni colpo rimaneva senza respiro, e riuscendo a divincolarsi dalla cinghia gli mise una mano tra i capelli e lo attirò a se, mentre l'altra insinuatasi tra i pantaloni gli stringeva forte una natica lui la baciò ancora, poi non riuscendo più a controllarsi si tirò fuori da lei e venne urlando sul suo vestito.
Lui esausto, lei tremante, si sistemarono alla bell'e meglio e tornarono soddisfatti all'hotel, incuranti dell'aspetto trasandato e della vistosa macchia sul vestito di Laura. Entrarono in camera e si fecero insieme una lunga doccia calda, questa volta senza fare niente, solo abbracciandosi, baciandosi e accarezzandosi. Andarono a letto nudi ed entrambi crollarono addormentati nel giro di pochi minuti, Luigi qualche secondo prima di lei, che lo guardò, sorrise e poi si addormentó beata sul suo petto, abbracciandolo.
Laura si svegliò in piena notte, aveva sete e bevve un po' d'acqua che era sul comodino. Stava per rimettersi a dormire quando le venne un'idea. Si avvicinò piano a Luigi che dormiva profondamente, la luce della luna piena illuminava il suo petto che si sollevava lento a ritmo del respiro. Sfiorò il suo pene e valutò la reazione, poi lo accarezzò, ma lui continuava a dormire. Allora avvicinò il viso, e con la lingua cominciò a sfiorarlo, sia sull'asta che sulla punta. Il respiro di Luigi cambiò leggermente ma non si svegliò. Lo baciò delicatamente, arrivò anche alle palle, tornò a leccarlo; il pene cominciò a riprender vita, a differenza del resto del corpo che continuava a dormire. Lo riempì di saliva e quando fu abbastanza eretto lo prese in bocca, cominciando a succhiarlo, con gusto ma dolcemente, in modo da provare a non svegliarlo. Quella situazione la eccitava ma anche divertiva molto, perciò andò avanti a prendere il cazzo in bocca, chiudendo le labbra su di esso, andando più in profondità, la lingua che giocava col glande. Il respiro di Luigi era sempre più intenso ed irregolare, ma lui non pareva svegliarsi, forse complice anche il vino bevuto. Lei si godeva la sua verga pulsante in bocca, non aveva mai amato particolarmente fare i pompini, ma con lui era un'altra cosa e le piaceva molto per le sensazioni che le dava e per quanto lui adorava quei suoi gesti. Pensava che lui si sarebbe svegliato, stava per prenderglielo anche in mano, ma poi cambiò idea. La sua figa era già bagnata e pronta per essere penetrata e facendo piano si mise su di lui, mettendosi il suo cazzo tra le labbra e poi fino in fondo, piano, e cominciò a scoparlo. Fu così che Luigi si svegliò, incapace di capire se stava sognando o se era desto, con Laura che si muoveva sopra di lui, nuda, lo guardava sorridendo e gemendo, il cazzo pulsante dentro di lei e il seno che si muoveva a ritmo. Lui anche gemeva, in parte ancora incredulo e in parte che ancora non si rendeva realmente conto della situazione. Quasi come a voler rendere tangibile la situazione alzò Laura da sopra di se, si mise in ginocchio e la fece mettere a 90 davanti a lui, con la schiena incurvata , la guancia sul materasso, il culo ben in vista e la figa calda desiderosa di lui. Non la fece attendere, le infilò il cazzo con un sol colpo, spingendo deciso; lei ansimò forte in contemporanea al suono delle sue chiappe contro le cosce. Poi cominciò a scoparla con un forte ritmo, lei completamente senza fiato, lui che ansimava e ogni tanto la schiaffeggiava su quelle belle natiche esposte: si, era sicuramente sveglio.
Erano sugli scogli di Buca delle Fate, una caletta poco sotto Populonia, in Toscana, e complice il periodo erano praticamente soli, solo una famigliola di tedeschi a qualche metro da loro. Si godevano a pieno il riposo e la vicinanza reciproca, guardandosi ogni tanto, studiando i loro corpi tanto bramati e accarezzandosi dolcemente; passarono ore così, senza dirsi niente, non c'era bisogno.
Quando la pelle cominciò a diventare troppo calda decisero di fare un bagno in mare, la discesa nonostante gli scogli abbastanza agevole e l'acqua fresca ma non fredda era veramente piacevole. Nuotarono un po', poi si avvicinarono uno all'altra, attratti irrimediabilmente; si abbracciarono, le gambe di lei avvolte intorno a lui, e si baciarono appassionatamente. Luigi riusciva a toccare il fondale e quindi poterono stare così abbracciati per un bel po'. Una mano di lui la teneva da dietro alla schiena, mentre l'altra andava ad accarezzargli e stringere le natiche. Non ci volle molto affinché il suo pene cominciasse ad avere un'erezione.
Laura se ne accorse subito, e cominciò a stuzzicarlo strusciandosi su di lui. Lui difficilmente riusciva a resistere in questi casi, ma vedendo a poca distanza i bambini che giocavano decise di non voler dare un volgare spettacolo. La baciò ancora per un attimo e poi scherzosamente affondò sott'acqua cosicché lei dovette staccarsi; risero quando riemersero e poi si avviarono verso riva e si stesero sui teli ad asciugarsi al sole si addormentarono per una mezz'oretta, finché Luigi si svegliò e si avvicinò a Laura. Cominciò a baciarle delicatissimamente il ventre, per poi risalire piano verso il petto, a quel punto lei si svegliò con un mugugnio di piacere, lui continuò e salì a baciarle il collo e poi la bocca, palpandole delicatamente un seno. Poi scese di nuovo sul collo, facendo scorrere anche la lingua, il petto... e quando arrivò ai seni spostò il costume e cominciò a baciare il seno e poi il capezzolo. Laura lo spostò di scatto e si ricoprì, dicendogli che c'era gente e che non potevano; lui senza dire niente le indicò il punto dove c'era prima la famiglia e così girandosi lei vide che non c'era più nessuno. Lui nel frattempo le aveva di nuovo spostato il costume, adorava quel suo piccolo seno, non l'avrebbe mai scambiato con uno più grande, anche se lei faticava a capirlo. Ci si rituffò, succhiando e mordicchiando il capezzolo, mentre con l'altra mano palpeggiava e stringeva con discreta forza l'altro seno. Lei cominciò contorcersi dal piacere, ma ancora un po' bloccata, non convinta del tutto di essere da soli. Lui lo capì, la conosceva bene. Si alzò in piedi, guardò a destra e sinistra e le disse che oltre ad essere da soli oramai stava facendo sera, ed essendo ottobre era improbabile che qualcuno arrivasse. Quantomeno improbabile al punto che avrebbe rischiato tranquillamente, perché aveva bisogno del corpo di Laura in quel momento. Lei non contenta si mise in piedi a controllare di persona, e così lui ne approfittò per tirarla a se e baciarla, facendo scorrere la mano sulla schiena e sciogliendole i nodi del bikini, cosicché il suo seno fu finalmente libero. Lei gli disse che era matto e lui rispose che si, era matto di lei.
La baciò ancora e poi si mise in ginocchio di fronte a lei, abbassandole il costume e trovandosi di fronte alla sua fighetta, completamente depilata per l'occasione. Non potè fare alteo che allargarle leggermente le gambe e cominciare a leccarla, con grande piacere, aggrappandosi con le mani ai suoi glutei. Lei ansimò e gli mise una mano nei capelli, stringendoli e tenendolo a sé. Dopo un paio di minuti lei lo fece tirare su, e disse che era il suo turno di spogliarlo. Gli leccò i capezzoli (Luigi ne andava matto) poi scese verso la pancia e nel mentre gli abbassò il costume a slip, liberando il suo cazzo oramai in piena erezione. Non era enorme, ma Laura sosteneva di adorarlo così com'era. Si mise in ginocchio davanti a lui e cominciò a leccarglielo, partendo dalle palle per arrivare sino alla cappella. Ripeté la cosa un po' di volte, poi senza preavviso lo prese praticamente tutto in bocca, rimase così qualche secondo e infine cominciò a spompinarlo per bene. Luigi amava come lei si prendeva cura del suo cazzo con la bocca, sentiva che lo faceva con passione, dovuta soprattutto al loro bel rapporto. Lei continuò per un bel po', aiutandosi anche con la mano, e probabilmente sarebbe andata avanti fino a farlo venire, ma a lui non bastava, non in quel momento per lo meno.
Si staccò da lei e la fece distendere sul materassino gonfiabile, le allargò le gambe e poi riprese a leccarla, questa volta per bene, entrando con la lingua dentro di lei e succhiandole il clitoride. Ma la conosceva bene, a lei quello piaceva ma non le bastava; la sua figa oramai grondante di umori aveva bisogno di essere penetrata dalle sue dita mentre lui la leccava. Senza indugi entrò dentro di lei con tre dita, lei gemette con forza e inarcò la schiena, stringendogli forte i capelli con una mano e attirandolo ancora più a se. Lui continuò a succhiarle il clitoride e masturbarla con le dita, aggiungendo poi ad un certo punto anche il mignolo. Lei mugugnò ancora di più, quasi senza fiato, col corpo che tremava. Andarono avanti qualche minuto, poi lei riuscì a pronunciare a stento due parole: "...di... più..."
Allora lui la guardò e si fermò un secondo. Era un suo grande desiderio. Non erano mai riusciti a farlo anche se ci avevano provato più di una volta; lei sussurrò solo di fare piano.
Lui uscì leggermente e mise la mano a becco d'oca, poi con molta molta delicatezza cominciò ad entrare dentro di lei, uscendo e rientrando sempre un pochino di più per stimolare l'apertura di quella figa che adorava sinceramente. Laura si contorceva, lui attento a guardarla e cogliere il primo sintomo di dolore, ma anche a godersi la sua nudità sulle rocce che gemeva e si contorceva dal piacere. Per la prima volta, forse complice il momento catartico in mezzo alla natura che permetteva un rilassamento totale, riuscirono a completare quella loro piccola fantasia. La mano di Luigi entrò completamente dentro di lei e cominciò a muoversi per continuare a stimolarla. Lei era all'apice del piacere, la schiena inarcata e completamente scossa da brividi, non riusciva neanche più a gemere perché era completamente senza fiato. Lui godeva enormemente del piacere di lei, la sua erezione era marmorea, se lei l'avesse masturbato in quel momento sarebbe venuto in pochi secondi.
Uscì da lei, la mano completamente ricoperta dei suoi umori, che colavano anche sul telo da spiaggia. Le diede ancora una leccata, poi continuando a baciarla dal ventre in su arrivo al suo viso. Si guardarono, si baciarono, e lei gli disse che la faceva impazzire. Tu di più, rispose lui, e si baciarono ancora.
Lei pensò di contraccambiare concludendo il pompino di prima, ma lui era di diverso avviso, doveva essere dentro di lei, possederla, entrare in quella sua meravigliosa figa fradicia di umori.
Si mise sopra di lei, la baciò, ed entró in lei come una fragola affonda nella panna talmente lei era bagnata. Si baciarono ancora mentre lui cominciava a muoversi dentro di lei. La loro passione si sarebbe percepita a dieci metri di distanza, lei lo stringeva con le gambe, sollevate al bacino, mentre affondava le unghie nella sua schiena; lui con una mano sotto alla sua testa in mezzo ai capelli e con l'altra a stringerle il seno, giocando col suo capezzolo. Luigi alternava movimenti dolci e lenti a momenti più focosi e con forti spinte, durante le quali Laura rimaneva senza fiato e gemeva. Ma a lei piaceva anche avere il controllo, quindi lo ribaltò e si mise lei sopra, cavalcandolo come solo un'amazzone sa fare, e lei era esperta essendo che montava a cavallo sin da bambina. Le piaceva guardarlo gemere di piacere, sentire che doveva trattenersi per non venire subito, lo guardava maliziosa mentre lui la ammirava mentre si muoveva su e giù su di lui, il suo bel viso, il suo seno che si muoveva a ritmo dei colpi del bacino. Quando si accorse che lui era vicino al venire si fermò ed uscì da lui, non ancora contenta. Anche lui ne fu felice, non era mai sazio di lei, e voleva godere del suo corpo il più possibile. Lei lo fece rimanere sdraiato, conscia di quanto a lui piacesse leccarle i suoi umori, e di quanto d'altronde piacesse a lei quando lui le leccava e succhiava le sue parti più intime, così si mise a cavalcioni sulla sua faccia. Lui potè di nuovo succhiarle il clitoride, guardandole le tette e la sua espressione, la bocca un po' aperta dal piacere. Luigi sarebbe potuto andare avanti all'infinito, non si stancava mai di lei, di leccargliela, assaporare i suoi fluidi e vedere le sue espressioni di piacere. Laura però pensò che ora era il momento di fare godere e venire lui, e quindi si spostò, mettendosi a 90, con la schiena ben inarcata, posizione che sapeva lui amare. Ma luigi non era di quell'idea, le diede una sculacciata ammirando quel bel culetto che si protendeva verso di lui, ma poi la prese e la fece mettere di nuovo distesa. Voleva possederla ancora, ma guardandola negli occhi. La penetrò tutta d'un colpo, la voglia di essere dentro di lei insaziabile, e nel mentre la baciò appassionatamente; si muoveva piano dentro di lei, voleva assaporare quel momento, il mare che si infrangeva sugli scogli a pochi metri, il sole che stava calando e regalava dei bellissimi giochi di luce sull'acqua e sulla loro pelle, le loro nudità in quel posto che sembrava dipinto. Andarono avanti così per diversi minuti, guardandosi negli occhi e baciandosi appassionatamente, poi Luigi aumentò il ritmo, oramai sul punto di venire, il battito del cuore che accelerava, il respiro più intenso. Uscì di colpo da lei e si mise un po' più in su verso il suo ventre, lei non prendeva la pillola e quindi dovevano adottare il salto della quaglia, Laura lo prese immediatamente in mano e lo aiutò a concludere, il suo getto che le finì sul seno accompagnato da un breve urlo liberatorio. Si guardarono, entrambi adoranti, poi lei lo guardò provocatoriamente e con la mano che prima teneva il membro cominciò a spalmarsi il suo sperma sulle tette, dicendogli ridendo:
questa sì che è un'ottima crema dopo sole...
Già - rispose lui divertito - e vorrei cospargerti tutto il corpo...
Risero entrambi, poi lui la baciò ancora e si sdraiarono uno di fianco all'altra, beatamente spossati ad ammirare il mare.
Tornarono in albergo a bordo della Porsche di Luigi, un vecchio modello dell'84 di cui lui andava particolarmente fiero, un rombo che risvegliava i morti. L'aria ancora calda entrava dai finestrini e faceva muovere al vento i capelli di Laura. Arrivarono all'hotel in pochi minuti, era un bell'hotel in stile liberty, con le camere vista mare da cui si potevano godere dei tramonti spettacolari, e fu proprio poco prima del calar del sole che entrarono in camera. Andarono sul balconcino privato della camera, Laura appoggiata all'inferiata e lui che la abbracciava da dietro. Guardarono così il sole scendere sotto all'orizzonte, gustandosi quel momento romantico tra loro due. Poi Laura cominciò a strofinare il culo sul pacco di Luigi, facendo finta di niente; lui provò ad ignorarla per un po', ma cedette in fretta. Le diede una sculacciata per la quale lei gemette e la trascinò dentro, cominciando a spogliarla e baciandola contemporaneamente. Le sfilò il leggero copricostume panna e lo gettò sul letto, slacciò i nodi del bikini rosso fuoco in modo da fare cadere i due pezzi, sempre baciandola appassionatamente. Lei nel frattempo gli aveva sfilato la polo e tolto pantaloncini e costume in un colpo solo. Di nuovo nudi, come più amavano stare quando erano insieme. Sempre continuando a baciarsi Luigi le strinse il culo e la tirò su, lei gli si avvinghiò alla vita e mise una mano tra i suoi capelli tenendo i loro visi premuti. Camminò per la stanza fino a raggiungere la doccia, una bellissima doccia a vetri in mezzo alla camera davanti al letto, molto molto hot. Accese l'acqua e ci si infilò sotto tenendo Laura stretta a se, anche se non era ancora calda. Lei emise un gridolino per l'acqua fredda ma inebriante e strinse le gambe intorno alla sua vita. Il cazzo in tiro era vicinissimo alla fessura eccitata di Laura, lei lo sentì e così non le restó altro da fare che scendere dolcemente per impalarsi completamente, per poi cominciare a muoversi. Lui emise un grido di piacere, lei gli affondò le unghie nella schiena, continuando questo dolce movimento mentre le mani di lui la sostenevano palpandole il culo.
Dopo qualche minuto la tirò su sfilandola da se, cogliendo l'occasione mentre si trovó il seno davanti per succhiarglielo e poi la depose a terra. La spinse contro la parete di vetro, le sollevò sopra la sua testa e gliele tenne con una mano, mentre con l'altra andò ad insinuarsi dentro di lei che cominciò ad ansimare; le allargò le gambe con un piede e aumentò la forza della sua masturbazione, usando la mano per stimolarle il clitoride con decisione. Lei dopo poco non resistette più e urlò mentre veniva. Lui continuò ancora un po', poi la rigirò, facendole appoggiare i palmi al vetro e cominciò a scoparla da dietro, tenendole i fianchi, i loro corpi che ad ogni colpo emettevano un bel "ciaf" dovuto anche all'acqua che scorreva dal getto a soffitto. Lei continuava ad gemere e a volte emettere dei gridolini di piacere, più intenso quando lui le assestava dei colpi forte e profondi, oppure le tirava degli schiaffi su quelle belle natiche, oramai un po' rosse tra l'acqua calda e quelle stimolanti pacche. Lei, stufa di essere passiva, inarcò ancora di più la schiena e usò la parete a cui era appoggiata con le mani per imprimere ancora più forza, spingendosi indietro e cominciando lei così a scoparlo. A lui non rimase niente da fare che assecondarla, stavano godendo tantissimo, i gemiti di entrambi riempivano la stanza. Quando non ce la fece più si tolse, e lei fece qualcosa di inaspettato: velocemente si girò, chiuse l'acqua e si inginocchiò, prendendoglielo in mano e cominciando a masturbarlo davanti alla sua faccia. Non l'aveva mai fatto prima, e complice quella scena inattesa e bellissima Luigi venne abbondantemente sul suo viso e sulla sua bocca. Lei si rialzò, guardandolo eccitata e si leccò un pochino di sperma da sopra il labbro, con uno sguardo super malizioso. Poi riaprì l'acqua e si lavò via il suo seme dal viso, Luigi la baciò e poi si lavarono a vicenda, felici e sorridenti. Era incredibile la chimica che avevano, entrambi non riuscivano a smettere di stupirsene.
Per la cena, prevista in un bel ristorantino sul mare, Luigi si mise una camicia di un bel viola acceso, quasi lucida, jeans e scarpe di pelle. Laura uscì invece dal bagno con un vestito a tubino sulle note azzurre e rosa appena sopra al ginocchio, con un profondo scollo morbido che sapeva lui adorasse, e delle scarpe col tacco a spillo e allacciatura alla schiava. Lui la guardò voglioso, già di nuovo pronto a prenderla; solo con lei succedeva questa cosa, questa preparazione immediata e continua. Lei lo vide, e gli disse ridendo che non c'era tempo se volevano arrivare in tempo. Lui le sorrise e gli balenò un'idea: la fece girare, spingendola in avanti in modo che lei si mettesse a 90 con le mani sul letto, le tirò su il vestito e abbassò le mutandine. Lei inarcò la schiena, convinta che lui l'avrebbe penetrata, ma non lo fece; prese invece dal comodino, dove aveva riposto qualche gioco divertente, un vibratore a controllo remoto e del gel lubrificante. Lei lo guardò maliziosa, eccitata e divertita all'idea, allargando un pelo più le gambe. Luigi mise un bel po' di gel a lunga durata sul vibratore, fatto a forma di uovo con una protuberanza che doveva stare fuori e andava a stimolare il clitoride, e cominciò a stuzzicarle le labbra. Bastò poco perché dei fluidi di lei si unissero al gel, mentre lui inseriva sempre di più il vibratore, con un movimento lentissimo e continuo che quasi la torturava per la sua lentezza, tant'è che ad un certo punto lei diede un colpo indietro e se lo inserì del tutto, ridendo e dicendogli che potrebbe inserire anch altro. Luigi era tentato, ma voleva lasciarla così, con la voglia, perciò sistemò bene il vibratore e le tirò su il perizoma, poi la fece mettere in piedi e le sistemò anche il vestito, baciandola e sussurrandole che ora si che era veramente pronta e perfetta.
Durante il tragitto per il ristorante ebbe la voglia di azionare il vibratore, ma non lo fece. Chiaccherarono del più e del meno, commentando il bel paesaggio che scorreva veloce fuori dai finestrini aperti dell'auto sportiva. In tre quarti d'ora raggiunsero il ristorante, Luigi l'aveva scelto perché si trovava direttamente sulla costa, su una scogliera a picco sul mare. Un paesaggio meraviglioso della costa livornese. Arrivarono i menù e scelsero risotto al nero di seppia lui e pici cacio e pepe lei, ma quando arrivò il cameriere a prendere le ordinazioni luigi con piena indifferenza di movimenti attivò dal suo telefono il vibratore, strozzando a metà frase Laura, che poi riprese a fatica. Con un finto tono preoccupato le disse anche "va tutto bene cara?" E poi chiese al cameriere di portarle in po' d'acqua. Appena se ne andò interruppe il funzionamento e lei lo fulminò con lo sguardo, ma in fondo divertita ed eccitata. La cena passava tranquilla, con lui che, telefono sul tavolo aperto su quell'applicazione, ogni tanto lo attivava e le dava delle più o meno brevi scariche di eccitazione. Laura ad un certo punto decise di passare al contrattacco, con un movimento fluido e completamente naturale si sfilò il perizoma di pizzo viola, oramai fradicio dei suoi umori, e glielo passò. Quasi si poteva strizzare, e quell' odore del suo sesso eccitò tantissimo Luigi, che dopo averlo annusato e leccato brevemente se lo mise nel taschino della camicia, incurante del fatto che qualcuno potesse intuire di cosa si trattava, e poi attivò vibratore, questa volta su una modalità automatica che variava di intensità, proprio mentre stava arrivando il dolce, e lo lasciò acceso. Laura stava visibilmente patendo il doversi contenere e strofinava la sua gamba su quella di Luigi, il piede che a volte arrivava al suo cazzo accarezzandolo, lui che per agevolarla si era messo seduto leggermente più avanti sulla sedia ma sempre con un'ottima poker face. Interruppe il gioco al momento del conto e andarono alla macchina, sazi di un buonissimo pasto e luigi anche accalorato da quasi una bottiglia di vino bevuta, entrambi desiderosi di tornare in camera. Dopo qualche minuto però Luigi riattivò la vibrazione, ma Laura decise di passare all'attacco: accese la luce dell'abitacolo, abbassò il sedile, mise il piede destro nell'angolo del finestrino aperto, in modo che la gamba destra fosse ben sollevata e le gambe ben aperte, e contemporaneamente si tirò su il vestito, rimanendo completamente nuda dalla vita in giù, con il vibratore viola che puntava sul suo clitoride e la scuoteva da dentro. Luigi comincio ad obiettare che la macchina era bassa e che da fuori avrebbero potuto vedere tutto, ma lei di tutta risposta prese il suo perizoma dal taschino della camicia e glielo infilò in bocca, dicendogli che non poteva toglierlo. Eccitatissimo non potè fare altro che succhiare quel tessuto pregno di quegli umori che tanto amava. Lei lo guardò, poi prese il vibratore e comincio a sfilarselo. Lui pensò che volesse toglierselo, invece Laura cominciò a fare dentro e fuori, masturbandosi e cominciando ad ansimare forte. Alternava movimenti dentro fuori con altri momenti in cui stimolava di più il clitoride. Luigi era eccitatissimo per la cosa, soprattutto perché lei non si toccava mai da sola. Si stava però distraendo troppo, così appena vide una stradina sterrata laterale ci si infilò e fermò la macchina. Stava per lanciarsi su di lei ma poi cambiò idea, decise di stare a guardarla, quindi si girò e osservò appieno lo spettacolo di lei che godeva giocando col vibratore nella figa bagnata per qualche minuto. Laura stava veramente godendo, non se lo aspettava, ma quello che era cominciato come un gioco per provocarlo ora era diventato puro piacere, e vedere lui che la guardava eccitato lo aumentava ancora di più. Non se lo aspettava, ma venne, ricoperta da brividi e tremando. Tolse il vibratore, e guardò Luigi, soddisfatta della sua espressione. "Beh, andiamo in camera?" gli chiese. Lui di tutta risposta si mise in ginocchio davanti a lei, scavalcando con un po' di difficoltà il tunnel del cambio, e cominciò a leccargliela con avidità. All'inizio della loro relazione lei si vergognava dei suoi umori, ma poi aveva capito che Luigi amava immergere la faccia tra le sue cosce bagnate. La leccó e succhiò per bene, ma sapeva che dopo essere stata penetrata lei aveva bisogno di qualcosa di più. Perciò le prese di mano il vibratore, ancora acceso, e glielo infilò dentro le labbra bagnate, e lei gemette. Poi si tirò su, le mise le mani sopra la testa, prese la cintura e la usò per temergliele ferme contro al sedile. Le allargò il décolleté del vestito per palparle una tetta con forza, e contemporaneamente la penetrò, insieme al vibratore. Era talmente bagnata che non fece fatica ad entrare. Laura gemette forte di piacere, quasi un urlo, e gli morse una spalla. Luigi cominciò a scoparla con forza. Il vibratore che stimolava sia lei che lui, premendo vibrante sul cazzo e in più stringeva la fessura bagnata di Laura. Altre volte avrebbe cambiato posizione, per fare durare di più il rapporto, ma in quel momento aveva solo voglia di fotterla con forza, sentirla godere, sprigionare tutta quell'eccitazione che lei gli aveva causato nelle ultime ore ma soprattutto negli ultimi minuti. Aumentò ancora la spinta col bacino, lei ad ogni colpo rimaneva senza respiro, e riuscendo a divincolarsi dalla cinghia gli mise una mano tra i capelli e lo attirò a se, mentre l'altra insinuatasi tra i pantaloni gli stringeva forte una natica lui la baciò ancora, poi non riuscendo più a controllarsi si tirò fuori da lei e venne urlando sul suo vestito.
Lui esausto, lei tremante, si sistemarono alla bell'e meglio e tornarono soddisfatti all'hotel, incuranti dell'aspetto trasandato e della vistosa macchia sul vestito di Laura. Entrarono in camera e si fecero insieme una lunga doccia calda, questa volta senza fare niente, solo abbracciandosi, baciandosi e accarezzandosi. Andarono a letto nudi ed entrambi crollarono addormentati nel giro di pochi minuti, Luigi qualche secondo prima di lei, che lo guardò, sorrise e poi si addormentó beata sul suo petto, abbracciandolo.
Laura si svegliò in piena notte, aveva sete e bevve un po' d'acqua che era sul comodino. Stava per rimettersi a dormire quando le venne un'idea. Si avvicinò piano a Luigi che dormiva profondamente, la luce della luna piena illuminava il suo petto che si sollevava lento a ritmo del respiro. Sfiorò il suo pene e valutò la reazione, poi lo accarezzò, ma lui continuava a dormire. Allora avvicinò il viso, e con la lingua cominciò a sfiorarlo, sia sull'asta che sulla punta. Il respiro di Luigi cambiò leggermente ma non si svegliò. Lo baciò delicatamente, arrivò anche alle palle, tornò a leccarlo; il pene cominciò a riprender vita, a differenza del resto del corpo che continuava a dormire. Lo riempì di saliva e quando fu abbastanza eretto lo prese in bocca, cominciando a succhiarlo, con gusto ma dolcemente, in modo da provare a non svegliarlo. Quella situazione la eccitava ma anche divertiva molto, perciò andò avanti a prendere il cazzo in bocca, chiudendo le labbra su di esso, andando più in profondità, la lingua che giocava col glande. Il respiro di Luigi era sempre più intenso ed irregolare, ma lui non pareva svegliarsi, forse complice anche il vino bevuto. Lei si godeva la sua verga pulsante in bocca, non aveva mai amato particolarmente fare i pompini, ma con lui era un'altra cosa e le piaceva molto per le sensazioni che le dava e per quanto lui adorava quei suoi gesti. Pensava che lui si sarebbe svegliato, stava per prenderglielo anche in mano, ma poi cambiò idea. La sua figa era già bagnata e pronta per essere penetrata e facendo piano si mise su di lui, mettendosi il suo cazzo tra le labbra e poi fino in fondo, piano, e cominciò a scoparlo. Fu così che Luigi si svegliò, incapace di capire se stava sognando o se era desto, con Laura che si muoveva sopra di lui, nuda, lo guardava sorridendo e gemendo, il cazzo pulsante dentro di lei e il seno che si muoveva a ritmo. Lui anche gemeva, in parte ancora incredulo e in parte che ancora non si rendeva realmente conto della situazione. Quasi come a voler rendere tangibile la situazione alzò Laura da sopra di se, si mise in ginocchio e la fece mettere a 90 davanti a lui, con la schiena incurvata , la guancia sul materasso, il culo ben in vista e la figa calda desiderosa di lui. Non la fece attendere, le infilò il cazzo con un sol colpo, spingendo deciso; lei ansimò forte in contemporanea al suono delle sue chiappe contro le cosce. Poi cominciò a scoparla con un forte ritmo, lei completamente senza fiato, lui che ansimava e ogni tanto la schiaffeggiava su quelle belle natiche esposte: si, era sicuramente sveglio.
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