Lei al centro

di
genere
sentimentali

Talvolta l'ignoto riserva piaceri inaspettati, proibiti ed intensi. Il gioco dei sensi porta alla luce desideri e bisogni nascosti alla razionalità. Nel quotidiano, luoghi riscoperti, portano al ritrovamento della serenità, del rilassamento e all'estasi della mente e della carne.

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Dopo il cambio gestione non aveva più avuto modo di tornare nel piccolo centro massaggi del paesino vicino a dove abita, ma quel giorno ne sentiva proprio il bisogno. Complice lo stress accumulato dal lavoro e dai soliti impegni della quotidianità, un massaggio era proprio quello che desiderava per donarsi un po' di meritato relax.
Fortunatamente, senza giorni di preavviso, trovò dei posti liberi per il pomeriggio stesso. Si riservò una sessione in un orario comodo, che le permise di fare prima una doccia veloce appena terminato il lavoro.
Sotto il getto dell'acqua calda che le accarezzava il volto le vennero mille timori: e se, a seguito del cambio gestione, la qualità del servizio fosse peggiorata? Provò a non rimuginare troppo, ormai aveva prenotato, e cercò di essere più fiduciosa.
Arrivata al centro notò all'istante che l'aspetto del locale aveva subito un ammodernamento, si era fatto più accogliente con divanetti in tessuto, poltroncine e tavolini, il tutto in tinte calde e ben coordinate. All'accoglienza vi era una ragazza giovane e sorridente dai modi gentili.
Dopo un breve e caloroso saluto, la ragazza le confermò che l'esperienza "massaggio relax" l'attendeva nella saletta situata sulla destra del piccolo corridoio che si diramava dietro la zona di attesa.
Sempre lei la accompagnò alla stanza e le diede indicazione di riporre i suoi vestiti nell'armadietto, indossare l'intimo per massaggi e stendersi comoda con l'asciugamano caldo sul lettino in attesa del suo massaggiatore che sarebbe giunto di lì a poco.
Fece come indicato e nell'attesa ebbe il tempo di verificare che tutto di quel centro era cambiato, l'accoglienza era migliorata notevolmente e la saletta massaggi era più confortevole e infondeva un senso di pace e tranquillità. Il lettino era molto comodo e nell'aria un aroma agrumato molto delicato allietava l'olfatto, un sottofondo di musica ambientale introduceva ad uno stato di rilassamento.
Passarono pochi minuti e le luci si affievolirono, una luce calda, come quella di candele, rischiarava appena il locale rendendolo molto suggestivo.
Entrò poi un uomo di corporatura media, ben curato, lo si capiva dalla sagoma, benché i tratti non fossero nitidi in quella luce.
Con voce profonda e rassicurante domandò se fosse comoda, se la temperatura della stanza fosse ottimale. Tutto andava bene. Con gentilezza indicò di disporsi con la faccia rivolta verso il basso perché avrebbe iniziato dalla schiena per poi occuparsi di tutte le altre aree, sottolineando di fargli sapere di eventuali zone dove si sarebbe dovuto soffermare maggiormente.
L'ansia salì, era giunto il momento di scoprire come il servizio sarebbe stato, le premesse erano davvero buone ma il punto focale sarebbe stato il massaggio. L'olio caldo entrò in contatto con la pelle nuda e subito si espanse lungo la schiena propagando quella sensazione di calore.
Seguì il contatto delle mani, non si aspettava un tocco così fermo, avvolgente e deciso; d'istinto chiuse gli occhi e si gustò quei primi movimenti che distendevano la sua schiena, premevano e rilasciavano la tensione da tanto tempo accumulata.
Le dita si aprivano e si chiudevano variando la pressione sulle sue spalle, sul collo e più dolcemente verso la nuca sino ad un tocco gentile dietro le orecchie che le scatenò un brivido di piacere.
Dalla zona spalle il massaggio riprese sulle gambe, movimenti decisi lavoravano le cosce e a scendere verso i piedi dove nulla venne trascurato, dalla pianta alle singole dita. Si sentiva davvero in estasi, un massaggio condotto con così tanta cura non lo aveva mai sperimentato.
Sino a quel momento tutto era avvenuto nella culla del sottofondo musicale.
Ultimate le attenzioni ai piedi il massaggiatore con delicatezza chiese se fosse stata d'accordo nel massaggiare la zona dei glutei. Non fece nemmeno caso al contenuto della domanda, era tanto presa dal massaggio che rispose con un sì distratto. L'uomo fece quindi cenno di divaricare leggermente le gambe così da poter raggiungere l'interno coscia e in automatico così fece.
Le mani calde iniziarono a vorticare sui suoi glutei, scivolando dai fianchi all'interno delle gambe, la sensazione era così immersiva che non si rese conto che non solo la sua mente stava dando segni di profondo apprezzamento. Un calore crebbe nella sua intimità. Il suo corpo stava rispondendo a quegli stimoli naturali, facendosi trasportare dal piacere.
La situazione le fu chiara quando le venne chiesto di girarsi a pancia in su. Di colpo si rese conto che i segni del suo stato non potevano essere celati dal sottile intimo usa e getta che indossava. Non si era mai trovata in una situazione simile. D'un tratto l'imbarazzo la pervase, prese coscienza dell'ardore divampante dal suo sesso, poteva significare solamente una cosa: che di certo l'eccitazione, i suoi umori, la dolce rugiada del suo fiore sarebbero stati evidenti sul piccolo slip bianco, così come anche il seno l'avrebbe tradita.
L'uomo del massaggio colse l'esitazione e con voce calma e rassicurante placò la tensione spiegando che il corpo ha reazioni naturali che è giusto accettare senza imbarazzo o ripudio. Rassicurata, confidò timidamente e con un pizzico di sincera ingenuità, di essersi goduta il massaggio ad occhi chiusi concentrandosi sulle sensazioni che provava.
Con tono profondo, quasi sussurrato le consigliò di chiuderli di nuovo e di gustarsi anche l'ultima parte del massaggio, così, le pose un asciugamano caldo e profumato a coprirle la vista. Questa cosa inaspettata la sorprese e le provocò un brivido di piacere, ma anche timore. Cosa le stava accadendo? Al corpo, ai suoi pensieri...
Il massaggio riprese. Ogni volta che le mani passavano vicino ai seni il fisico rispondeva, non poteva vedere ma chiaramente sapeva che il suo seno tradiva un istinto crescente, un bisogno. In fondo sperava in un contatto, anche accidentale con i suoi capezzoli divenuti rigidi e tanto sensibili, per provare quel brivido, quella scossa, il proibito.
La tensione crebbe divenendo quasi insopportabile quando la zona interessata dal massaggio fu quella attorno al basso ventre e all'inguine. Gli slip erano ormai completamente bagnati e divenuti semitrasparenti. La sottile striscia curata di peli era chiaramente visibile. Le piace tenersi curata, per se stessa, la fa sentire bene, ma non sospettava che l'avrebbe resa pubblica così. I suoi umori colavano e si erano certamente uniti all'olio da massaggio, pensò.
Ma le piacevoli mani non toccarono il suo sesso, eppure così tanto le desiderava.
Sentiva che era quasi giunto il termine del massaggio, non si riconosceva più in quella persona, il desiderio era un'agonia, avrebbe voluto ma non poteva, ne era consapevole.
Ad un certo punto, percepì l'uomo vicino, e lo fece, allungò nel suo buio bendato una mano e lo sentì, ne era certa, sentì che la natura non aveva smosso solo la sua di carne. Afferrò alla cieca quell'erezione celata nella divisa bianca da massaggiatore e fece per portarla a sé, per farla sua, ma la voce dell'uomo la fermò. Senza perdere il suo tono disse che non era il suo turno. L'eccitazione era cresciuta, era comunque riuscita a portarlo verso il suo viso, sentirne il profumo, il calore e la consistenza, i suoi sensi erano amplificati dall'estasi indotta dal massaggio. Avrebbe voluto baciarlo, assaggiarlo e avidamente gustarselo, ma capì essere un frutto proibito.
Ormai non più in sé, con voce quasi spezzata, proferì "Ti prego".
Nel solo sottofondo musicale gli slip furono spostati da parte e percorrendo la linea curata di peli, dita calde si fecero strada lubrificate dagli umori abbondanti sino a divaricare le labbra sensibili, gonfie e vogliose. Un breve movimento circolare ed entrarono, profonde, era già pronta da tempo, desiderosa di essere soddisfatta, colmata. Il corpo si muoveva all'unisono coi movimenti della mano con il palmo che premeva sul clitoride.
Il respiro si fece sempre più corto. Bastò poco in quello stato, qualche movimento profondo delle dita, deciso, contro le pareti succose del piacere e la combinazione delle pressioni interne ed esterne portarono ad un orgasmo intenso, indescrivibile e a lungo atteso, accompagnato da un gemito e da spasmi diffusi che la scossero. Non riusciva a crederci, ma tutti i pensieri lasciarono spazio a quelle nuove travolgenti sensazioni. Quel momento era tutto solo per lei.
Il respiro ansimante tornò lentamente ad un ritmo più rilassato. Si sentiva bene, rilassata. Appagata.
Non si era accorta che l'uomo era uscito, l'estasi del momento era tanto profonda da averla completamente sommersa.
Qualche istante più tardi fu la ragazza che l'aveva in precedenza accolta a venirla a chiamare.
Ripresasi, uscendo dal centro, notò nella sala d'aspetto la presenza di due signore con un sorriso malizioso sulle labbra.
Soltanto una volta giunta a casa capì che, probabilmente, il motivo dei sorrisini era il suo gemito, udito fin all'ingresso.
Una frase, però, le restò impressa nella mente: le parole sussurrate dall'uomo nel congedarsi: "Alla prossima".



Vi ringrazio per aver letto questo mio primo racconto. Spero sia stato di vostro gradimento. Vi lascio contatti per eventuali critiche, commenti, spunti o curiosità.
Instagram: kaspero_0x
e-mail: Kas26a@proton.me
scritto il
2026-02-01
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