Dipendenza dal sesso
di
Juliana49
genere
confessioni
Come detto nei miei precedenti racconti,
In Italia ho conosciuto il sesso.
E da quel momento non ho più avuto il controllo del mio corpo.
In trenta anni di Italia ne ho avuti di rapporti.
Al tal punto che un periodo della mia vita avevo toccato il fondo.
Non c’era giorno che consumavo la mia droga.
( IL SESSO )
Stavo scopando con chiunque.
Al lavoro era consuetudine che ero a gambe larghe o piegata a 90 sul banco di lavoro.
Erano quattro dipendenti sui 50 60 anni
Tutti padri di famiglia.
Ed io per la mia fame di sesso,
Li stavo allontanando dalle loro famiglie.
Ero disarmante passavo dalle perversioni ad diventare una donna casta.
Mi scopavo i loro mariti nelle cene organizzate dalle nostre famiglie.
C’era talmente fiducia tra noi.
Il rapporto veniva consumato nelle piccole occasioni che la cena offrisse,
La sigaretta era il classico,
Amore esco in giardino a fumare,
E qualcuno dei colleghi prendeva al volo l’occasione presentatasi.
Logicamente più che fumare la sigaretta succhiavo il cazzo di turno.
Avvolte riuscivo a succhiarli tutti ,
Compreso quello del marito.
Ma il fondo lo ho toccato quando la mattina passavo a fare il pieno di benzina,
Ed io facevo il pieno di sperma.
Ero arrivata a scoparmi gestore e i due operai senegalesi,
Ovviamente il pieno era quasi gratis.
Non bastandomi ormai non avevo più limiti,
Prima di arrivare al lavoro passavo a prendere il caffè in un bar vicino al lavoro.
E anche qui mi ero fata la fame di divoratrice di cazzi.
Ogni mattina ne avevo uno nuovo da conoscere.
Era il barman che ormai gestiva la situazione,
Entravo chiedendo il caffè,
Lui sorridendomi mi diceva oggi cannolo con panna fresca la vuole signora?
Io senza rispondere mi avvio alla toilette
Sapendo che c’era un cannolo nuovo da gustare.
Tornavo e il barman, era di suo gusto il ripieno del cannolo?
Si non male grazie conosci i miei gusti.
Logicamente il caffè era omaggio.
Praticamente arrivavo al lavoro con già una bella razione di sperma.
Ed dovevo affrontare una giornata di lavoro che sicuramente mi aspettava altre razioni di creme.
Certamente era più pompini che rapporti completi.
Vi domanderete ma se ci provavo piacere?
Sinceramente godevo nel farli godere era un orgasmo mentale sentire i vari sapori le varie consistenze,
Era paradisiaco godevo ad degustare i loro sapori.
Praticamente nella giornata minimo erano tre pompini,
Avvolte mi ubriacavo veramente.
Un giorno ne feci ben 17 tutti con ingoio.
Tornai a casa che non ho cenato,
Anzi la notte prosciugò letteralmente mio marito.
Ormai era una droga non potevo farne a meno.
E il brutto che volevo assaporarne di nuove,
Allargando la cerchia del mio vizio.
Ero diventata una perfezionista del sesso orale.
Pochi usufruivano delle mie parti intime,
Erano rari i rapporti completi.
Più altro per salvaguardare il mio fisico,
se ad ognuno donavo il mio corpo,
Avrei avuto i miei buchi devastati.
Purtroppo come succede il vizio non si riesce a controllare e coi anni divento una mucca da monta.
Succede quello che avevo sempre cercato di evitare,
Bastava farmi mettere in un 69 e non riuscivo più a fermarmi,
Le dita esploravano i miei buchi e questo fa sì che si accendesse la miccia del desiderio,
I più abbili sgusciavano via ritrovandomi a pecora montata dal montone di turno.
Presa dal euforia del piacere si prendono ogni parte del mio corpo.
Poi si passò ad essere presa in doppia.,
Per arrivare ad vere orge.
Vi domanderete, ma il cornuto non si accorse di nulla?
Fino al sesso orale non si accorse di nulla.
Ma quando la situazione mi scappa di mano,
Era evidente che si accorse del mio cambiamento fisico.
Col il suo 15 cm ci sciacquava.
Ma accetta per amore la mia situazione sessuale,
Visto che certamente non poteva saziare la mia fame.
I primi tempi per lui fu dura digerire che metà dei amici colleghi si fottevano la moglie.
Ma col tempo ci si abitua.
La mattina uscivamo salutandoci.
E la sera voleva sapere dei dettagli della giornata.
La cosa più difficile era tenere all oscuro i bambini.
All inizio era più facile ,
crescendo diviene più difficile tenere al oscuro la doppia vita della mamma.
Così le nostre perversioni venivano consumate soltanto in un weekend al mese,
mio marito organizzava per placare la mia dipendenza dal sesso in un luogo sicuro
Fuori da occhi indiscreti.
Selezionava i uomini per la monta della moglie.
Per salvaguardarmi indossavo mascherina
Per nasconde la mia vera identità.
Ero la dea del sesso che tutti veneravano ed ambivano di possedere.
Io ne godevo in pieno.
E l’astinenza di settimane o di mesi faceva sì che nei quei weekend davo sfogo a tutta la mia fame repressa fino al quel momento.
La domenica sera rientravamo in casa e diventavo la moglie e la mamma lavoro casa e chiesa.
In Italia ho conosciuto il sesso.
E da quel momento non ho più avuto il controllo del mio corpo.
In trenta anni di Italia ne ho avuti di rapporti.
Al tal punto che un periodo della mia vita avevo toccato il fondo.
Non c’era giorno che consumavo la mia droga.
( IL SESSO )
Stavo scopando con chiunque.
Al lavoro era consuetudine che ero a gambe larghe o piegata a 90 sul banco di lavoro.
Erano quattro dipendenti sui 50 60 anni
Tutti padri di famiglia.
Ed io per la mia fame di sesso,
Li stavo allontanando dalle loro famiglie.
Ero disarmante passavo dalle perversioni ad diventare una donna casta.
Mi scopavo i loro mariti nelle cene organizzate dalle nostre famiglie.
C’era talmente fiducia tra noi.
Il rapporto veniva consumato nelle piccole occasioni che la cena offrisse,
La sigaretta era il classico,
Amore esco in giardino a fumare,
E qualcuno dei colleghi prendeva al volo l’occasione presentatasi.
Logicamente più che fumare la sigaretta succhiavo il cazzo di turno.
Avvolte riuscivo a succhiarli tutti ,
Compreso quello del marito.
Ma il fondo lo ho toccato quando la mattina passavo a fare il pieno di benzina,
Ed io facevo il pieno di sperma.
Ero arrivata a scoparmi gestore e i due operai senegalesi,
Ovviamente il pieno era quasi gratis.
Non bastandomi ormai non avevo più limiti,
Prima di arrivare al lavoro passavo a prendere il caffè in un bar vicino al lavoro.
E anche qui mi ero fata la fame di divoratrice di cazzi.
Ogni mattina ne avevo uno nuovo da conoscere.
Era il barman che ormai gestiva la situazione,
Entravo chiedendo il caffè,
Lui sorridendomi mi diceva oggi cannolo con panna fresca la vuole signora?
Io senza rispondere mi avvio alla toilette
Sapendo che c’era un cannolo nuovo da gustare.
Tornavo e il barman, era di suo gusto il ripieno del cannolo?
Si non male grazie conosci i miei gusti.
Logicamente il caffè era omaggio.
Praticamente arrivavo al lavoro con già una bella razione di sperma.
Ed dovevo affrontare una giornata di lavoro che sicuramente mi aspettava altre razioni di creme.
Certamente era più pompini che rapporti completi.
Vi domanderete ma se ci provavo piacere?
Sinceramente godevo nel farli godere era un orgasmo mentale sentire i vari sapori le varie consistenze,
Era paradisiaco godevo ad degustare i loro sapori.
Praticamente nella giornata minimo erano tre pompini,
Avvolte mi ubriacavo veramente.
Un giorno ne feci ben 17 tutti con ingoio.
Tornai a casa che non ho cenato,
Anzi la notte prosciugò letteralmente mio marito.
Ormai era una droga non potevo farne a meno.
E il brutto che volevo assaporarne di nuove,
Allargando la cerchia del mio vizio.
Ero diventata una perfezionista del sesso orale.
Pochi usufruivano delle mie parti intime,
Erano rari i rapporti completi.
Più altro per salvaguardare il mio fisico,
se ad ognuno donavo il mio corpo,
Avrei avuto i miei buchi devastati.
Purtroppo come succede il vizio non si riesce a controllare e coi anni divento una mucca da monta.
Succede quello che avevo sempre cercato di evitare,
Bastava farmi mettere in un 69 e non riuscivo più a fermarmi,
Le dita esploravano i miei buchi e questo fa sì che si accendesse la miccia del desiderio,
I più abbili sgusciavano via ritrovandomi a pecora montata dal montone di turno.
Presa dal euforia del piacere si prendono ogni parte del mio corpo.
Poi si passò ad essere presa in doppia.,
Per arrivare ad vere orge.
Vi domanderete, ma il cornuto non si accorse di nulla?
Fino al sesso orale non si accorse di nulla.
Ma quando la situazione mi scappa di mano,
Era evidente che si accorse del mio cambiamento fisico.
Col il suo 15 cm ci sciacquava.
Ma accetta per amore la mia situazione sessuale,
Visto che certamente non poteva saziare la mia fame.
I primi tempi per lui fu dura digerire che metà dei amici colleghi si fottevano la moglie.
Ma col tempo ci si abitua.
La mattina uscivamo salutandoci.
E la sera voleva sapere dei dettagli della giornata.
La cosa più difficile era tenere all oscuro i bambini.
All inizio era più facile ,
crescendo diviene più difficile tenere al oscuro la doppia vita della mamma.
Così le nostre perversioni venivano consumate soltanto in un weekend al mese,
mio marito organizzava per placare la mia dipendenza dal sesso in un luogo sicuro
Fuori da occhi indiscreti.
Selezionava i uomini per la monta della moglie.
Per salvaguardarmi indossavo mascherina
Per nasconde la mia vera identità.
Ero la dea del sesso che tutti veneravano ed ambivano di possedere.
Io ne godevo in pieno.
E l’astinenza di settimane o di mesi faceva sì che nei quei weekend davo sfogo a tutta la mia fame repressa fino al quel momento.
La domenica sera rientravamo in casa e diventavo la moglie e la mamma lavoro casa e chiesa.
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