Storie di infedeltà 5
di
Sweet cake
genere
tradimenti
Mio marito di sera lavorava, io cercavo di capire i suoi movimenti mandandogli dei messaggi e a volte addirittura, per rendere la situazione più credibile, lo chiamavo facendo finta di essermi svegliata di soprassalto e di essere preoccupata. Ovviamente, un'altra arma a mia disposizione era controllare la posizione della macchina per essere certa che non stesse arrivando. Nella realtà ero a cosce aperte sul nostro letto con l'amante di turno. Anzi, oserei dire a culo aperto. Lo stesso culo che a lui avrò dato tre o quattro volte in tutti questi anni. Voglio addirittura chiamarlo amplificava l'eccitazione e di conseguenza l'intensità delle nostre scopate. L'amante con cui mi sono più divertita alle sue spalle in casa nostra è Michele. Scappa ogni qualvolta volevo soddisfare un prurito e lo chiamavo. Poteva avere qualsiasi impegno in quel momento, ma mi ripeteva sempre che non poteva perdere l'occasione di rendere il cornuto ancora più cornuto, soprattutto fottendogli la moglie proprio in casa sua. Oltre ad appropriarsi della mia fica, del mio culo e del mio corpo, si appropriava anche delle sue cose. Si divertiva a toccacciarle, a strusciargli il cazzo sul cuscino, ad indossare il suo accappatoio, a scoparmi in tutti gli angoli della casa, compreso il tavolo della cucina, per poi concludere con una bella sborrata nel culo proprio tra le nostre lenzuola. Dopo la sborrata, pretendeva che gli ripulissi il cazzo con la bocca e che con la lingua gli lucidassi la cappella. Io, che non volevo sentirmi dire altro, come un ape che vola sul fiore, mi fiondavo con la faccia sul cazzo e mi facevo una bella scorpacciata dei residui di sborra. A quel punto non contento, prima di lavarsi, se lo puliva per sfregio con le nostre lenzuola. Il cornuto non si è mai reso conto dell'odore di sesso che emanava quella stanza, neanche quelle volte in cui le coperte si impregnavano di liquidi vaginali e sborra. Anzi arrivava felice e mi dava un bel bacio e io altrettanto sorridente, con la fica soddisfatta e il culo ancora in fiamme, ricambiavo affettuosamente il suo bacio. Poi prima di dormire, dolcemente io accarezzavo la testa. Lui dormiva sereno e io dentro di me ridevo di lui ignaro, orgogliosa dell'infinite corna che anno dopo anno contribuivano a fargli pesare la testa. Scusa amore, è il prezzo da pagare per aver sposato una Troia nel sangue!
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