Storie di infedeltà 3
scritto il 2026-01-25 tempo di lettura 2 min
di
Sweet cake
genere
tradimenti
cura
A+
La verità è che io non tradisco perché mi innamoro, perché mi manca il cazzo o per una sbandata: io lo faccio perché sono una troia. Mi piace il cazzo, anzi i cazzi. Tanti, ovunque, delle situazioni più imprevedibili e arrapanti. Soprattutto i cazzi delle povere signore cornute. L'ultima volta che Marco è uscito per una gita fuori porta di domenica con la sua allegra famigliola, ci siamo scritti tutto il giorno. L'ho eccitato fino alla follia, mentre da brava mogliettina trascorrevo una classica domenica con mio marito. Tra sistemare la casa, un bacio al marito, una doccia per uscire, una coccola al marito, un aperitivo con gli amici, c'erano anche i messaggi in cui raccontavo la voglia di sentire il sapore della sua cappella in bocca o la sua lingua tra la fica e il buco del culo. Dopo un pomeriggio tra messaggi provocatori, foto di tette, mezze sgrillettate riprese velocemente e di nascosto, Marco torna a casa, scarica bagagli, moglie e figli e improvvisamente propone di andare a comprare la pizza per continuare la bellissima giornata con una bella cenetta a casa. Che padre e marito premuroso direte voi… Marco dopo soli cinque minuti, dopo essersi assicurato di essere abbastanza appartato, si tira il cazzo di fuori, si riprende e si spara un bel segone a due mani, ripensando ai miei video, alle mie foto, alle mie parole, ai miei messaggi. Si riprende per me, mentre la famigliola aspetta la cena, lui mi invita a dirgli quanto lo vorrei nel culo, di dirgli quanto sono la sua zoccola, di fargli vedere quanto sono Troia. Quando sta per venire, continua a chiamarmi zoccola. Ma in fondo è solo il mio nome.
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