Il primo incontro
di
lanotte
genere
gay
Andavo tutti i pomeriggi al cinema porno, ero attratto dalle scene e mi immedesimavo nel maschio e quando ero troppo eccitato mi sfogavo da solo. Un giorno mi accorsi però che anche i membri degli uomini avevano qualcosa di attraente, ma non accettavo questa cosa, la temevo. Mi è capitato, però andando ai bagni, di essermi messo a orinare negli orinatoi a parete e in fianco a me si era messo un uomo, molto più grande, mentre facevo la mia pisciata e girandomi distrattamente verso di lui e vedo che si stava menando un arnese di tutto rispetto. Rimasi immobilizzato a guardare e lui fece mezzo giro di anche verso di me per mostrarmi il suo membro turgido in tutto il suo splendore, lo accarezzava con le mani e lo faceva oscillare in maniera eccitante. Mi sentii una morsa allo stomaco, improvvisamente mi sentivo sudare e avevo la testa come in preda a un terremoto di emozioni, penso di essere arrossito, però quando lui mi fece un cenno di invito verso un bagno ebbi un moto di risveglio, feci cenno di no con la testa e fuggii. La cosa mi lasciò sorpreso, ma non indifferente e da allora dovetti prendere coscienza che gli uomini, soprattutto molto maturi mi attraevano. Lo stesso evento si è ripetuto nel tempo, trovavo un uomo, me lo mostrava ed io fuggivo, rincontrai diverse volte anche il primo, che sembrava, a un certo punto, avermi preso di mira, ma fuggivo al mio posto ovviamente super eccitato. Da allora, guardando le scene sullo schermo, vedevo le donne prendere in bocca i grossi membri degli attori e mi immedesimavo in loro toccandomi e venendo copiosamente, salvo poi provare un senso di vergogna. Un giorno sullo schermo, passò una scena gay ed essendo un uomo che aveva rapporti con uno più giovane, mi immedesimai nel passivo con passione e mi dovetti calmare da solo. I miei raid agli orinatoi proseguivano e da un po’ di tempo incontravo sempre il mio primo uomo, che al solito si mostrava, ed io guardavo impietrito e fuggivo. Andando però al bagno lo vidi in compagnia di due amici che sembravano guardarmi e quando entravo e andavo all’orinatoio dopo poco compariva lui. Quando ero solo mi era capitato spesso di toccarmi, soprattutto a casa nel letto, pensando al membro di quell’uomo e mi masturbavo con passione. L’andare agli orinatoi con fuga, pur essendo eccitato, durò qualche mese e ormai quell’uomo mi aveva puntato con ostinazione, me ne accorsi passando davanti ai bagni e vedendolo parlare con gli amici sottovoce, mentre mi fissava con insistenza. La cosa mi aveva anche un po’ impaurito, ma c’era come una forza irresistibile che mi spingeva ad andare ai bagni e cercare quell’incontro, anche se lo temevo, alla quale non riuscivo a resistere, fino a che un pomeriggio tutto cambiò. Andai al solito orinatoio, lui arrivò in breve, mi mostrò il suo pene duro, lo accarezzò dicendomi “dai forza andiamo, lo vedo che ti piace, ci divertiamo”, peraltro, era già successo che mi invitasse e io fuggivo. Non mi ero accorto che dietro di noi si erano piazzati i suoi amici e quando tentai la fuga mi tagliarono la strada e, con delle leggere spinte, mi fecero entrare in un bagno, dopo un secondo entrò lui e si chiuse alle spalle la porta, mi trovai dentro solo con lui. Aveva il suo scettro in mano che stimolava, come al solito e disse: “dai prova, prendilo in mano” ero un vulcano di emozioni, pervaso dalla paura che mi faceva pulsare le tempie, mi prese la mano e la portò al suo membro. Titubante lo presi nella mia mano e cominciai il movimento lento di su e giù, nel frattempo si era aperto i pantaloni e sbottonato la camicia, mettendo a nudo un torace peloso, mi prese la testa e mi attirò a sé, mentre con la mia mano continuavo il mio movimento. Mi strinse a sé e mi disse di leccargli i capezzoli, ubbidii e con la lingua iniziai a titillare i suoi capezzoli, ebbe un gemito, sentivo la sua mano stringermi una natica con forza. Ero eccitato, sentivo il suo respiro smorzato dal piacere, poi mi disse “dai ora succhiamelo”, guardai il suo membro per qualche secondo impietrito, lui insistette “dai”, piegai le ginocchia e arrivato con la bocca all’altezza del suo pene lo accolsi nella mia bocca. Lo sentii bello duro e liscio, cominciai a imitare le attrici, baciandolo, leccandolo e poi iniziai a succhiare, sentii lui dire “Ahh così, bravo, dai succhia”. Da fuori al bagno percepii un “finalmente”, probabilmente era uno dei suoi amici, ma ero eccitato per quel bastone nella mia bocca mi piaceva, così gli strinsi le natiche e mi detti da fare come un’attrice porno, lui ansimava e ricordo una sua esclamazione “Bravo, che pompino, dai”. La mia testa andava avanti e indietro e mi sentivo eccitato, sottomesso e avevo voglia di soddisfarlo, sentivo l’odore maschio del suo sesso, continuai nel mio lavoro cercando con la lingua di solleticare la punta del glande, poi scesi fino ai testicoli e li leccai con amore. Tutto continuò con voglia e passione da parte mia con un'eccitazione che mi faceva pulsare le tempie, fino a che sentii un forte gemito suo e un sapore salato in bocca. Mi disse “ci rivedremo” poi si rivestì e uscì, ma quando feci per seguirlo entrò un suo amico che disse perentorio “dove vai? Ora tocca a me”, mentre l’altro uscendo mi disse “dai svuotalo”. Non ebbi la forza di reagire, il nuovo arrivato si era già calato i pantaloni ed era pronto con lo scettro in aria, mi inginocchiai di nuovo e ricominciai. Mi eccitai nuovamente, mentre lui mi prendeva la testa per scandire il ritmo, ed io seguivo il suo volere, inoltre mi infilò una mano nei pantaloni e sentii premere la mia natica. Mi sbottonai i pantaloni e in breve mi denudò il sedere e iniziò a palparlo, poi sentii un suo dito cercare di entrare dal mio orifizio, provai un po’ di dolore, ma continuai la mia opera, lui disse “vai, vai così che vengo”, aumentai il ritmo ed esplose un bel carico nella mia bocca. Capii subito che dovevo ancora lavorare e, infatti, entrò il terzo ed io ormai ubbidiente, cominciai il mio lavoro di bocca, sentii la sua mano accarezzarmi le natiche poi disse “Dai pompa”, lo disse ad alta voce e sentii qualche commento fuori. Mi arrivarono anche un paio di sculacciate e mentre succhiavo me lo menavo e venni, ma continuai con un po’ meno voglia a succhiare, un paio di altre sculacciate mi esortarono a continuare bene fino che anche lui si soddisfò. Quando uscii dai bagni li vidi in piedi tutti e tre che parlavano, mi guardarono con un sorriso soddisfatto e il primo, che era quello che mi aveva sempre più eccitato mi fece avvicinare, disse “Ti è piaciuto?” Abbassai lo sguardo e intimidito dissi “si”, rispose “e lo dicevo io che a te piace il cazzo” e turbato e vergognoso risposi “no”, loro risero e lui disse “te ne sei presi tre; vabbé dai la prossima volta non scapperai più”, non dissi nulla e me ne andai con la testa bassa, tra i sorrisi maliziosi dei suoi compari.
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