Errori di gioventù

di
genere
confessioni

Sono una signora ormai ultrasessantenne che ha vissuto una vita agiata e arrivata ormai al crepuscolo della mia esistenza, mi permetto il privilegio di lasciarmi andare raccontando qualcosa del mio passato che non ho mai reso noto.
Ero una giovane moglie intorno ai 30 anni, una vita tranquilla, un figlio, un marito avviato alla carriera che mi permetteva di tenermi una attività che gestivo come volevo, quindi, mi lasciava tempo e libertà. I miei genitori si erano ritirati in una località marina e questo mi permetteva di passare da loro tre mesi d’estate con mio figlio, mentre mio marito faceva il pendolare nei week end. Avevo tutto nella vita, un appartamento grande, soldi che mi permettevano tutte le comodità, ma non ero consapevole che dentro di me qualcosa non era soddisfatta. Mio marito, sempre più assorbito dal lavoro, col passare degli anni aveva sempre meno interesse per me, gli passavo vicino nuda e sembrava fossi trasparente, ma a me sembrava normale o forse non volevo farmi troppe domande. Mi era sorto il dubbio avesse un’amante, ma le indagini che svolsi non portarono a nulla, inoltre capii col tempo che forse la cosa non mi interessava più di tanto. Ormai il suo lavoro l’aveva reso un manager responsabile anche fuori dal contesto lavorativo e assumeva atteggiamenti scontrosi nei confronti di tutte le persone che gli stavano in torno un “voglio, posso, comando”. Tutto questo l’ho consapevolizzato con il senno di poi, perché ai tempi davo per scontato che la vita fosse così, i matrimoni delle mie amiche avevano caratteristiche simili con peculiarità diverse, quindi, ero rassegnata alla routine giornaliera.
Quell’anno ero al mare e sistemato il figlio, nei centri tipici dove lo mandi al mattino e te lo restituiscono alla sera, andavo da sola in spiaggia con la mia cabina privata, in realtà sembrava un piccolo monolocale dove potevo cucinare o coricarmi nelle ore più calde. Essendo timida e riservata me ne stavo sola, probabilmente con l’atteggiamento che allontanava bagnini vogliosi o maschi coetanei, passando il tempo a leggere i miei libri. La spiaggia era anche frequentata da un signore in pensione, conoscente di mio padre che chiamerò Paolo, che, pur essendo sposato, si dava da fare nel corteggiare le avventrici, il fatto che sua moglie non venisse mai al mare non so per quale motivo gli lasciava campo libero. Lo notai, ma dentro di me presi le distanze salutandolo a malapena per doverosa educazione, fino al giorno in cui ero al bar seduta al banco su uno sgabello per bere un caffè e mi trovai di fianco a Paolo, avvicinatosi a sua volta per fare altrettanto, il quale iniziò a conversare amabilmente coinvolgendomi e ne rimasi piacevolmente colpita. Al momento mi stupii perché essendo timida non mi avventuravo in conversazioni, anzi tagliavo corto e me ne andavo, ma lui aveva avuto la capacità di coinvolgermi nel discorso, solo successivamente una volta a casa e sola con me stessa percepii dentro di me sensazioni strane. Il modo in cui mi guardava esprimeva un desiderio nei miei confronti e, malgrado razionalmente lo avessi catalogato come il solito maschio marpione e criticato, mi accorsi che mi sentivo diversa, attraente e desiderata, ma questo me lo negavo con forza. Con mio marito avevamo rapporti, ma mi sembravano una stanca routine, dove non sempre raggiungevo l’orgasmo e tutto aveva assunto l’aspetto di qualcosa di scontato, perché si faceva così. Nei giorni successivi Paolo si avvicinò spesso al mio ombrellone mentre prendevo il sole e ci facevamo lunghe chiacchierate, era una persona elegante, colta, piacevole con la quale dividevo piacevolmente quel tempo. Avevo capito che mi corteggiava, non solo me peraltro, ma non pensavo certo mal di lui perché sapeva essere gentile, abile nella conversazione e sapeva come porsi. Quello che però mi colpiva nel profondo era il suo modo di guardarmi, di desiderarmi che io rifiutavo di ammettere col mio pensiero, salvo poi ritrovarmi ad essere molto più attenta nel prepararmi per andare al mare. Un giorno lo vidi fra le cabine parlare con una donna più o meno mia coetanea, poi vidi che si baciavano nascosti in quei vicoli di cabine, li spiai con una sensazione di gelosia e curiosità che repressi immediatamente, li vidi entrare nella cabina di lui, attesi per un po’ poi passai davanti alla cabina, guardandomi intorno per non essere vista, mi misi ad ascoltare e sentii mugolii e gemiti. Dopo qualche minuto, scappai nella mia cabina e percepii una forte eccitazione, non mi era mai capitato in vita mia, ma senza riuscire a trattenermi e agendo come in preda a una forza che travolgeva la mia volontà, mi denudai e mi sdraiai sul letto e cominciai a tormentare il mio sesso, accarezzandomi il corpo, massaggiandomi i seni e toccandomi i capezzoli fino a che raggiunsi un potente orgasmo. La sera a casa ero sconvolta dal mio comportamento, mi feci una reprimenda severissima, ma non servì a nulla perché, dopo i buoni propositi mi ritrovai di nuovo eccitata e non riuscivo a dormire. Il giorno seguente andai alla spiaggia arrabbiatissima con me stessa e quando si avvicinò lo trattai con distacco, pentendomi immediatamente quando si allontanò a causa del mio atteggiamento. Inoltre, il fatto che Paolo non si perse d’animo e corteggiò un'altra donna mi rese ancora più di cattivo umore e in confusione totale tra le mie sensazioni, quello che volevo non corrispondeva a ciò che realmente desiderato. I giorni successivi tornammo a relazionarci normalmente, ma senza che me ne accorgessi il nostro rapporto diventava sempre più stretto e il week end quando arrivava mio marito, con il suo atteggiamento scontroso e burbero, non vedevo l’ora che se tornasse al lavoro. Ero sempre più attratta da Paolo, ma non volevo in nessun modo riconoscerlo fino a quando ci incontrammo per caso fuori dalla sua cabina e dopo un breve scambio di battute si avvicinò fissandomi negli occhi con quello sguardo colmo di desiderio e mi baciò sulla bocca. Volevo cacciarlo, respingerlo, ma mi ritrovai a lasciarmi andare accettando il suo bacio e dopo poco l’avevo avvolto tra le mie braccia cercando la sua bocca con grande avidità. Dopo una serie di baci ci guardammo intorno e lui mi spinse con dolcezza nella sua cabina, ero travolta da una forza che superava la mia volontà e lo avviluppai baciandolo, mi disse: “sei bellissima”. Era tantissimo che non me lo sentivo dire e da quella voce così calda e sensuale mi arrivò dall’orecchio alle zone erogene con un brivido che mi attraversò il corpo e l’anima. In breve, fummo nudi e avvinghiati sul letto, aveva preso a baciarmi dalla bocca al collo, ai seni facendomi impazzire di brividi e sensazioni che mi attraversavano il corpo portandomi verso l’estasi. Mi scatenai e iniziai a baciarlo sul corpo fino ad arrivare al suo sesso turgido e lo presi nella mia bocca, come fosse per me normale, desiderandolo, mentre con mio marito era una cosa che mi disgustava, lo sentivo ansimare e mi ritrovai a raggiungere un primo orgasmo con il suo sesso fra le mie labbra. Poi fu lui ad invertire le parti e a baciarmi la vulva con una grande capacità amatoria che mi fece esplodere in un altro orgasmo. Ora lo volevo dentro di me e lui mi penetrò profondamente dando vita, con un movimento lento e profondo, a una serie di sensazioni incredibili, mi ritrovai ad ansimare e sudare come se stessi facendo uno sforzo enorme, raggiunsi non so quante volte l’orgasmo fino a che raggiunse lui l’orgasmo dentro di me. Era quello che desideravo. La relazione durò per due anni e con lui ero disposta a giocare sessualmente, indossavo indumenti eccitanti e ho vissuto il sesso in maniera travolgente. Il grave fu che rimasi incinta e partorii un secondo figlio che però non era di mio marito e vivo con questo segreto che nessuno in famiglia sa e nemmeno Paolo.


scritto il
2026-01-10
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