Capodanno di fuoco

di
genere
bisex

La pioggia fuori non era nulla in confronto al temporale che stava montando tra noi. Al ristorante, tra un brindisi e l'altro, aspettando solo di far scoccare la mezzanotte, ma l'umidità della strada e il freddo che ci era rimasto addosso dopo il giro in piazza ci avevano spinti a cercare un calore diverso, più intimo e feroce. Accompagnare Lorenzo e Fanny a casa è stata solo la scusa che tutti aspettavamo: l'invito a restare per bere e giocare è stato l'inizio della fine di ogni nostra inibizione.
​Siamo entrati nel loro salotto mentre i vetri tremavano sotto i colpi del vento. Tra una mano di poker e i numeri della tombola, l'alcol ha smesso di essere un semplice festeggiamento ed è diventato benzina sul fuoco. Ad ogni sorso di liquore, la stanza sembrava farsi più piccola e calda. Il desiderio rendeva la nostra pelle elettrica; bastava che le nostre ginocchia si sfiorassero sotto il tavolo perché una scossa ci attraversasse la schiena.
​Il vero spettacolo è iniziato quando Lorenzo, ormai privo di ogni freno, ha attirato a sé Fanny. L'ha baciata con una fame che non ammetteva repliche, iniziando a strizzarle quelle tette enormi con una prepotenza che mi ha tolto il fiato. Sentivo il battito del mio cuore accelerare nel silenzio della stanza, interrotto solo dal rumore dei loro respiri affannosi. Ho sentito un vuoto improvviso allo stomaco, un richiamo animale che chiedeva di essere ascoltato. Tu, amore mio, hai letto quella fame nei miei occhi: le tue mani sono scivolate con decisione sul mio seno, stringendo con una forza che mi ha lasciato senza respiro. L'imbarazzo è evaporato in un istante, sommerso da un’ondata di calore che mi è esplosa tra le gambe, rendendomi umida e impaziente.
​Il salto di qualità è stato brutale, una rottura netta con la realtà. Senza smettere di fissarci, Fanny è finita in ginocchio sul tappeto. Ha liberato Lory dai pantaloni con una foga animalesca, come se non potesse aspettare un secondo di più, e ha iniziato a prendersi tutto il membro del suo uomo. Guardarla mentre lo ingoiava con quella dedizione mi ha fatto perdere completamente la testa. La mia mano ti ha cercato d’istinto, artigliando il tuo cazzo già diventato di marmo sotto il tessuto; ho iniziato a segarti con un ritmo frenetico, mentre i miei occhi restavano sbarrati su di loro. Mi nutrivo del loro piacere, dei suoni bagnati che arrivavano da quel lato della stanza, per alimentare il mio incendio interno. Ero al limite, tesa come una corda di violino pronta a spezzarsi.
​Non potevo più restare solo a guardare, il mio corpo reclamava la sua parte di peccato. Mi sono chinata su di te, affamata di quella durezza pulsante, calda e dura più del cemento. La mia bocca lavorava senza sosta, esplorando ogni centimetro, mentre i miei sensi mi gridavano di non farmi scappare questa occasione irripetibile. Mentre ti godevo, ho allungato la mano verso Fanny, che era ancora lì a pochi centimetri da me. Ho afferrato le sue tette pesanti, sentendo il calore della sua pelle contro il mio palmo. Lei ha risposto all’istante, con un gemito soffocato: le sue dita si sono insinuate con urgenza sotto la mia scollatura, cercando la mia pelle, i miei capezzoli, in uno scambio di sguardi che bruciava molto più del liquore che avevamo bevuto.
​In un attimo mi hai spogliata. Sentire i vestiti scivolare via con quella violenza mi ha fatta sentire nuda e vulnerabile, ed era esattamente ciò di cui avevo bisogno. Quella nudità totale, esposta agli occhi di tutti nella penombra del salotto, mi eccitava da morire. Su ordine tuo e di Lory, io e lei ci siamo avvicinate fino a fonderci in un bacio bagnato e profondo. Le nostre lingue si cercavano con curiosità, mentre le mani artigliavano ogni centimetro di carne disponibile. Sono scivolata giù, tra le sue gambe, e l'ho leccata con una ferocia che non sapevo di avere. Usavo la lingua e le dita con ritmo incessante, affondando nel suo piacere finché non l’ho sentita urlare e venire per tre volte di fila, scossa da spasmi violenti che riverberavano contro le mie labbra.
​Ma il bello doveva ancora venire, il momento in cui i quattro corpi sarebbero diventati una cosa sola. Ci avete incastrate in quella posizione assurda e magnifica: io a pecora sopra di lei, i nostri sessi vicini in un 69 infuocato che ci permetteva di continuare a divorarci a vicenda. Mentre perdevamo il senso di dove finisse il mio corpo e iniziasse il suo, in una nebbia di piacere condiviso, voi ci siete piombati addosso da dietro.
​Per minuti infiniti, che sono sembrati ore, mi sono sentita letteralmente sfondata da te. I tuoi colpi erano profondi, precisi, ritmici, e risuonavano dentro di me come tamburi. La bocca di Fanny mi faceva impazzire, mentre io facevo lo stesso con lei, cercando di non perdere il ritmo nonostante il piacere mi annebbiasse la vista. Con la coda dell'occhio vedevo Lorenzo possedere lei con la mia stessa identica intensità, un gioco di specchi fatto di carne e desiderio. Era un caos primordiale di gemiti, odori e piacere puro. La tensione accumulata per tutta la sera è esplosa tutta insieme, in un coro di piacere che ha coperto il rumore della pioggia. Vi siete svuotati dentro di noi fino all'ultima goccia, lasciandoci piene, sfinite e col cuore a mille mentre la luce del primo mattino dell'anno iniziava a filtrare debolmente.
​Dopotutto, come si suol dire: "chi scopa a capodanno, scopa tutto l'anno". E noi, guardandoci negli occhi tra i resti di quella notte, sapevamo di aver iniziato nel modo migliore possibile.
scritto il
2026-01-05
1 . 4 K
visite
1 3
voti
valutazione
5.6
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

L'intesa Segreta

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.