Storia della mia educazione. Il giro in macchina (12)

Scritto da , il 2023-02-01, genere etero

Più tardi andai in cucina per la colazione e poi scesi in garage dove trovai il padrone, appoggiato ad una macchina sportiva nera. Era decisamente sexy nella sua camicia bianca con le maniche arrotolate e i leggeri pantaloni di lino neri. Mi aprì la portiera e sedendomi lasciai che il corto vestito che avevo indossato salisse il più possibile. Salì dalla parte del guidatore e si sporse verso di me "Ottima scelta." disse sorridendo. Li per li non capii, ma quando accarezzò i miei capezzoli turgidi, nell'atto di aiutarmi ad allacciare la cintura, gli sorrisi di rimando. Imboccammo l'autostrada e il rombo del motore divenne quasi assordante. Non parlavamo. Avevo la sua mano sulla coscia, con il pollice tracciava dei cerchi sulla mia pelle in fiamme. Ero bollente. Lui se ne accorse e spostò la mano sempre più vicina al mio inguine. Divaricai leggermente le gambe per permettergli di fare cosa voleva. Se ne accorse e senza dire nulla strinse la presa e iniziò ad accarezzarmi tutto l'interno coscia. Con il mignolo mi sfiorò il perizoma e tracciò dei piccoli cerchi anche li. Sollevai ancora di più il vestito e lui mi osservò per qualche secondo prima di tornare a guardare la strada. Prese a massaggiare delicatamente il mio clitoride da sopra la stoffa. Non potei fare altro che allargare le gambe e dargli libero accesso. Con una mano spostai il perizoma e finalmente sentii il contatto diretto con le sue dita. Ovviamente ero bagnata. Passò due dita tra le grandi labbra e con gli umori raccolti inumidì il clitoride ormai gonfio. Portai la mano libera sul suo membro e fui felice di sentirlo eccitato. La stoffa dei pantaloni che tirava. Lo accarezzai lentamente mentre lui continuava a stuzzicarmi. Mi girai verso di lui che mi guardava con la coda dell'occhio e maliziosamente mi abbassai il vestito. Mi toccai il seno lentamente e quando i capezzoli si irrigidirono, li strizzai tra le dita. Quando il mio respiro si fece più corto il padrone si fermò in una corsia d'emergenza. "Non ce la faccio più piccola." disse aprendosi i pantaloni e facendo scivolare il suo membro fuori dai boxer. A quella vista mi slacciai la cintura di sicurezza e mi chinai su di lui, prendendoglielo in bocca. Succhiavo con foga, muovendo la lingua intorno al suo glande, cercando di sentirlo fino in fondo alla gola. Volevo farlo venire, volevo sentire il suo seme nella mia bocca. Qui non ci sarebbe stata la padrona a fermarmi. Non ci volle molto, mi prese per i capelli e iniziò a spingere la mia testa sul suo membro le cui vene avevano iniziato a pulsare. Lo sentii imprecare e un getto caldo mi colpì il fondo della gola. La situazione mi fece eccittare e ansimai con lui, mentre ingoiavo tutto quello che mi regalava. Quando finì lo leccai per bene, lungo l'asta e sul glande. Era perfettamente pulito. Gli feci l'occhiolino. "Tu mi farai impazzire." disse mentre scendeva dall'auto per risistemarsi. Fece il giro dalla mia parte e si affacciò dal finestrino che avevo abbassato. Mi prese il mento con una mano e girandomi verso di lui mi baciò con passione. Mentre si risistemava la camicia nei pantaloni mi tolsi il perizoma e lo feci ondeggiare dal finestrino "Sono troppo bagnate per tenerle addosso" dissi aprendo la portiera. Mi prese per mano e mi fece scendere inchiodandomi tra l'auto e il suo corpo. Iniziò a massaggiarmi il seno, strizzando i capezzoli e succhiandoli. Era una situazione eccitante. Dalle macchine che sfrecciavano avrebbero potuto vedermi, ma in quel momento non mi importava di nulla. La sua lingua che percorreva il mio collo era l'unica cosa a cui pensavo. Con una mano tra i capelli mi tirava indietro la testa per baciarmi e leccarmi meglio e con l'altra mi accarezzava in mezzo alle gambe, proseguendo quanto interrotto prima. Ero un lago. Infilava un dito dentro di me e poi lo strofinava contro il clitoride con movimenti circolari, poi ne infilava due e ripeteva da capo. Ero in estasi e stavo per venire, li in mezzo all'autostrada. Mi lasciò i capelli e chinandosi davanti a me passò la lingua sul mio sesso. Guardandomi negli occhi mi fece divaricare le gambe ancora di più e iniziò a penetrarmi con la lingua. Quella morbidezza che mi invadeva era deliziosa. Strinsi i capezzoli in una morsa e ansimai di piacere. Il mio clitoride stava scoppiando, gli strattonai leggermente i capelli e lui tirò indietro la testa "Tutto bene piccola?" mi baciò l'interno coscia. "Sto impazzendo" risposi. Fortunatamente capì i miei desideri e allargandomi le grandi labbra con una mano iniziò a lambire il clitoride turgido. Senza accorgermene presi a muovere il bacino al ritmo della sua lingua, tenendogli una mano sulla testa e toccandomi il seno con l'altra. Ad ogni leccata un brivido mi attraversava "Ti prego continua così. Non ti fermare." furono le parole che continuavo a ripetere. Lui succhiava e leccava cambiando spesso ritmo, a volte con foga, a volte lentamente. Alla fine l'orgasmo mi travolse e lui continuò a succhiare il mio clitoride che pulsava fino alla fine delle ondate di piacere. "Sali in macchina" disse con un sorriso "la nostra giornata non è neanche incominciata."

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