I bei tempi con Giada

Scritto da , il 2022-11-18, genere prime esperienze

Vi ho parlato di Giada in un paio di racconti precedenti: la mia ex storica, quella di tutte le prime esperienze e delle porcate mai raccontate finora (se non al mio migliore amico Greg)
Oggi vi racconto un paio di episodi che spero troverete di vostro gradimento
In quel periodo, Giada ed io vivevamo una situazione sentimentale abbastanza altalenante, nel senso che capitava più o meno spesso che io decidessi di mettere la nostra relazione in standby per cercare qualcosa di meglio (all’epoca ero ancora troppo stupido per capire che non ne valeva la pena e che lei era perfetta per me), nonostante la nostra relazione fosse ancora abbastanza fresca e fossimo ancora abbastanza “acerbi” (23 anni io e 19 lei)
Lei di solito inizialmente se la prendeva male e faceva un po’ la parte della vittima; poi però, com’era giusto che fosse, ricominciava a fare la sua parte, dilettandosi quindi con nuove esperienze nell’attesa consapevole che io tornassi alla carica
Durante una di queste pause, più precisamente nel periodo delle vacanze estive del ‘99, se ne era andata al paesello al sud a trovare parenti ed amici, ed in questa occasione aveva riallacciato i rapporti con questo tale Pietro, un suo ex fidanzatino con cui non parlava da tempo
Ad estate finita se ne era tornata a casa pronta a ricominciare con la vita di tutti i giorni ed io, come da copione ormai già consolidato nelle 2 estati precedenti, ero tornato chiedendo scusa e proponedo di riprovarci; il copione prevedeva altresì che lei mi perdonasse e tornassimo insieme, e così fu anche quella volta
Sta di fatto che una sera, dopo essere stati a cena in un pub della zona ed esserci successivamente appartati in un parcheggio isolato non troppo lontano, iniziamo a parlare di quanto fatto nel periodo in cui stiamo stati separati, con particolare attenzione alle sue avventure, al che lei inizia a raccontarmi della “storia” avuta con Pietro
Probabilmente per provocarmi e farmi pentire di averla scaricata anche quella volta, inizia a raccontarmi con dovizia di particolari tutto quello che ha combinato con lui, di come hanno ripreso contatto dopo un paio di anni di totale silenzio, le prime limonate di fronte alla di lui sorella (che l’ha odiata fin da quando, entrambe 12enni, un compagno di scuola di cui lei era invaghita portava tutti i giorni i fiori alla sua “rivale”) dirigendosi poi nel discorso verso cose un po’ più piccanti: il pompino nel bagno del bar, le scopate in spiaggia, eccetera
Io ovviamente cerco di non essere da meno nella narrativa, inventando di sana pianta racconti su cose (mai) fatte con partner (mai) avute, quando in realtà facevo giusto 4 salti con una sciacquetta della nostra compagnia, un pezzo di legno oltretutto nemmeno troppo bellina
“Sai” mi dice lei “una sera siamo usciti per andare a fare una passeggiata in spiaggia, eravamo entrambi parecchio brilli visto che il bar del paese faceva l’happy hour con i cocktails; dopo un po’ ci siamo seduti sul bagnasciuga e mi è venuta voglia di fargli un pompino … sta di fatto che non mi ha avvisato che stava venendo ed io non ero evidentemente abbastanza lucida per capirlo, quindi non mi sono fermata, ed ho ingoiato tutto …”
Ovviamente, pur non avendone la certezza al cento per cento, ero quasi sicuro che quello fosse stato il suo primo ingoio, ed onestamente la cosa mi aveva, inspiegabilmente per l’epoca, eccitato da matti
“Ah” esclamo di getto, realizzando di essere allo stesso tempo sorpreso, infastidito ed eccitato
“Brava, nuove esperienza, vedo … ottimo”
“Sei arrabbiato?” mi chiede lei, sempre molto apprensiva riguardo i miei sentimenti
“Certo che no, non stavamo insieme al momento, pertanto eri libera di fare quello che volevi, ti pare? E dimmi, come l’hai trovato, ti è piaciuto?”
“Inizialmente mi ha più che altro sorpresa, comunque alla fine mi è piaciuto da matti, e non vedo l’ora di rifarlo”
“Accomodati” le dico quindi, issandomi con la schiena contro il sedile del lato guidatore e slacciandomi i bottoni dei pantaloni con fare malizioso
Sebbene, in fondo, il mio voleva essere solamente uno scherzo, lei lo interpreta in benaltro modo: mi aiuta a calare le braghe fino alle ginocchia e, dopo qualche aggiustamento di posizione necessario per evitare la leva del cambio, inizia il suoi splendido lavoro di bocca
Prima di iniziare con il pompino vero e proprio, mi prende l’uccello e me lo insaliva per bene sputandoci sopra e spalmando la saliva per bene sulla cappella con la mano sinistra, mentre con la destra mi sta accarezzando le palle che sono già molto dure, gonfie ed evidentemente pronte per essere svuotate
Mentre si appresta ad infilarsi l’uccello fino in fondo alla gola, mi sento comunque in dovere di avvisarla: “Amore, vedi che saranno tre o quattro giorni che non vengo, ho l’impressione che ne uscirà parecchia, sei sicura che è ok?” chiedo
Lei mi guarda dolcemente e mi fa capire che non c’è nulla di cui preoccuparsi e poi, senza rispondermi, mi prende il cazzo in bocca e comincia a darsi da fare
All’epoca lei non era di certo esperta come oggi e le sue capacità orali non erano impeccabili come invece ho potuto constatare di recente (si veda il mio racconto “Il ritorno di Giada”); comunque sia, il suo lavoro lo sapeva già fare molto bene
Inizialmente si concentra sulla cappella, con la lingua le ruota intorno assaporandola a 360 gradi, dopodichè si diletta a leccarmi il cazzo per tutta la lunghezza, dalla base vicino alle palle fino a salire nuovamente fino alla cappella stessa, ricominciando poi a girarle intorno
Io sono già al massimo dell’eccitazione, il mio membro è duro come acciaio e dritto come un palo della luce; mentre lei lo lecca e lo bacia, io le carezzo i morbidi e lunghi capelli, le faccio i grattini dietro il collo e, dapprima gentilmente e poi con un po’ più di convizione la dirigo verso quella che è la parte più goduriosa, quando piano piano il mio cazzo sempre più duro inizierà a nascondersi dentro la sua dolce bocca, che si apre a fiore pronta ad accoglierlo
Il momento arriva di lì a poco, lei molto dolcemente inizia ad infilarselo in bocca, lentamente e con costanza fino ad arrivare più in fondo che può; poi, sempre lentamente torna verso la superficie
Dapprima ripete il movimento ad un ritmo molto blando, pian piano poi il ritmo del pompino inizia a farsi più serrato, fino a quando diventa costante e veloce
I movimenti si alternano tra veloci e corti, e pause più o meno lunghe durante le quali lo prende più in profondità che può restando in posizione per qualche istante, che è la parte che prediligo
Sono passati già parecchi minuti, ormai sono pronto all’orgasmo, sento letteralmente la sborra avvicinarsi all’uscita ad ogni movimento della testa di Giada e sono consapevole che non potrò trattenermi ancora per molto
“Tata ci sono, non fermarti…” a quelle parole lei se lo infila fino in fondo la gola e con la mano destra inizia dapprima a solleticarmi le palle, e poi a stringerle come se le volesse spremere per facilitare la sborrata
Non riesco più a resistere ed in pochi secondi le vengo violentemente in gola, il fiotto che ne esce è davvero abbondante: mentre il mio cazzo pulsa ripetutamente espellendo la sborra, tengo Giada per la nuca quasi con la paura che possa scappare, idea che evidentemente non la sfiora nemmeno
Rimane col mio cazzo in fondo alla gola per un po’, dopo che l’orgasmo è terminato; quando ormai le pulsazioni sono finite da qualche secondo, mi dà una bella ripulita alla cappella, “spremendomi” l’uccello per fare uscire le ultime goccioline di sborra che prontamente lecca con la punta della lingua, guardandomi con fare malizioso come se volesse dirmi “ti piace quanto sono diventata porca, vero?”
“Wow” dico io, ancora stordito dall’orgasmo fenomenale che mi ha regalato “è molto diverso da quando devo toglierlo sul più bello, sai? Ti avviso: potrei farci l’abitudine”
“Nessun problema 😊 “
Mi infilo nuovamente i pantaloni e, dopo averla fatta accomodare al mio posto e ringraziata con un ditalino ed una slinguazzata veloce, le chiedo cosa vogliamo fare per il resto della serata
“Andiamo a casa (sua, NDR) stiamo un po’ insieme sul divano a guardare la TV finchè non è ora di andare a dormire”
L’idea non mi entusiasma più di tanto, ma ritengo comunque giusto in qualche modo ricambiare il “favore” ricevuto facendo qualcosa che vada a lei, quindi acconsento
Arrivati a casa, ci mettiamo comodi sul divano a farci un po’ di coccole davanti alla TV con una bella bibita fresca in mano; i suoi sono già a dormire, il salotto è tutto nostro e possiamo chiaccherare tranquillamente di tutto ciò che vogliamo
“Dimmi un poco …” inizio io durante una pubblicità “ … come mai alla fine con Pietro non c’è stato un seguito? Oppure lo senti ancora?”
“Sentirlo lo sento, ma a fine estate le cose si sono fatte un poco complicate tra di noi e quindi ho deciso di lasciare perdere … e comunque era una cosa estiva, ho avuto quel che volevo e so che con lui non sarà mai seria, quindi …”
“Strane in che senso?” chiedo, decidendo di ignorare il fatto che, da quanto sentito, con me è scontato che sarà seria
Lei fa una pausa e mi guarda quasi “intimorita”: la cosa mi preoccupa, non vorrei fosse successo qualche episodio di violenza o simile
Evidentemente però capisce le mie proccupazioni e mi rassicura subito
“Tranquillo, non ha cercato di violentarmi né nulla, è solo che … sei sicuro di volerlo sapere?” Non rispondo e resto in attesa
“Beh” continua lei “il fatto è che mi chiedeva insistentemente di dargli il culo, ed onestamente io non me la sono sentita; purtroppo per lui era evidentemente molto importante perché lo chiedeva in continuazione, alla fine ho dovuto tagliare i ponti per non rischiare di rovinare quel poco che c’era”
“Ah ok” rispondo io “e posso chiederti come mai non te la sentivi?”
Questa volta il “sei sicuro di volerlo sapere?” lo dice con un sorriso fortemente malizioso, al che intuisco quale è il motivo prima che lei me lo confermi
“Vedi, il fatto è che il suo uccello mi sta a malapena in bocca … onestamente persino a farmi scopare in figa le prime volte avevo un po’ di paura, nel culo proprio la cosa mi terrorizzava … ho provato a cercare di farglielo capire ma non c’è stato verso …”
Averlo capito per conto mio mi ha un po’ destabilizzato, sentirglielo dire con tanto di dettagli riguardanti le scopate in figa è stato a dir poco traumatizzante; decido comunque di far giocare la cosa a mio favore, e quindi sfoderando il mio sorriso migliore me ne esco con un “Bene!!” enfatizzato più che posso
Lei mi guarda perplessa “In che senso?”
“Beh se questo è l’unico motivo, non c’è ragione di preoccuparmi, prima o poi a me lo dai 😊”
“Aspetta e spera … 😉”

Dopo qualche tempo, in cui ci vediamo spesso e ci divertiamo scopando più o meno sempre nei modi per noi tradizionali (pompini, ditalini, missionario, pecorina, e via dicendo) una sera ci sentiamo e ci accordiamo per vederci a casa sua
“I miei escono a cena, abbiamo un po’ di privacy” mi informa, al telefono
Al mio arrivo, mi apre la porta indossando un completino sexy di colore nero ed una vestaglia a fiori, cosa che mi lascia piacevolmente sorpreso, visto che di solito era sempre in jeans e t-shirt: è chiaro ed evidente che il programma della serata prevede una chiavata, in questo caso però rompe lo schema tradizionale che la prevede a fine serata, mentre qui è palese che “prima si scopa, poi si parla”
Difatti di lì a poco la vestaglia, così come il suo reggiseno e la mia T-shirt non fanno più parte del nostro abbigliamento, mentre ci baciamo e ci tocchiamo dappertutto
Dopo esserci denudati completamente sul divano mi appresto a penetrarla come da copione, ma lei mi mette in pausa (con enorme dispiacere del mio uccello che era assolutamente pronto all’azione
“Aspetta un minuto” mi dice “manca una cosa”
Ora, lei prendeva la pillola ed io comunque venivo sempre furoi, quindi già da tempo non usavamo il preservativo, pertanto la sua affermazione mi lascia leggermente perplesso, visto che non riesco a capire cosa possa mancare
“Dammi 3 minuti, devo andare in bagno”
Anche qui ennesima stranezza: entrata in bagno, si chiude dentro a chiave, cosa che da quando siamo una coppia nessuno dei 2 ha mai fatto
“Vabbeh, porta pazienza” mi dico, con l’uccello in mano che evidentemente capisce molto meno di me quello che sta succedendo
Dopo un paio di minuti sento la serratura aprirsi
“Chiudi gli occhi” mi dice “ho una piccola sorpresa”
Sto al gioco, lei si siede da parte a me e mi prende in bocca l’uccello
Continuando a tenere gli occhi chiusi, le dico “Bella sorpresa, grazie, non me l’aspettavo! 😉”, ridendo
Col mio cazzo sempre in bocca mi apre la mano e ci appoggia qualcosa la cui forma ricorda vagamente quella di un tubetto di dentifricio, a primo tatto
Lascia perdere il mio cazzo, e mi dice: “Apri gli occhi” e così facendo vedo che si tratta sì di un tubetto, ma non di un prodotto dentale, bensì di un lubrificante: vasellina
Ovviamente la mia reazione è degna delle migliori commedie di Hollywood, tant’è che le strappa istantaneamente una risata
“Dovresti vedere la tua faccia” mi dice, ridendo
Dopo questa parentesi dai risvolti quasi comici, riprende a pomparmi l’uccello con la bocca: lo vuole preparare al meglio per questa nuova esperienza, è ormai evidente
“Senti, io finora ho provato da sola con un dito e con quanche oggetto abbastanza piccolo, potresti provare ad infilarmi 2 dita per ora e vediamo come và, che ne pensi?”
“Certo Tata non preoccuparti, sarò molto delicato” mi metto seduto e la invito a sdraiarsi a pancia in sotto sulle mie ginocchia, come se la volessi sculacciare
Prendo un po’ di vasellina dal tubetto e la spalmo sui bordi del suo ano tenendo le chiappe divaricate con la mano sinistra, poi prendo altra vasellina e la spalmo su indice e medio della mano destra, che poi avvicino al buco, iniziando a massaggiarlo in senso rotatorio
Di lì a poco inserisco il dito indice ed inizio a stantuffare leggermente per vedere la reazione sia fisica che emotiva: alla mia richiesta di chiarimenti riguardo le sensazioni che sta provando, mi tranquillizza dicendomi che sta andando tutto bene e che le piace, e che quando voglio posso provare ad inserire il secondo dito
Estraggo quindi l’indice, avvicino la sua punta a quella del medio e li infilo contemporaneamente, sempre con molta delicatezza, fino in fondo, incominciando poi nuovamente il movimento dentrofuori che tanto piace; inizialmente un po’ più rigida che pochi istanti prima quando un solo dito la stava penetrando, dopo poco sento che si lascia andare iniziando a mugolare di piacere
Bene, lo sfintere si sta pian piano adattando, ma quando sono lì lì per chiederle se vuole provare a prendere il cazzo, lei mi anticipa dicendo che per il momento può bastare, “ora scopami che ho la figa in fiamme” quasi mi implora
Esploriamo il territorio per altri 2 appuntamenti dopo quello, prima che finalmente arrivi il giorno tanto atteso
Al terzo appuntamento, che questa volta si svolge a casa mia (dei miei, NDR) dopo i soliti preliminari, la sua richiesta si fa motlo chiara “Oggi voglio prenderlo nel culo”, e così dicendo mi prende il membro in bocca per farlo irrigidire a dovere, cosa che accade in pochissimo tempo
Quando capisco di essere pronto, la prendo per i capelli per farle intendere che non è necessario continuare; successivamente la guido a posizionarsi sul letto sdraiata sul fianco sinistro ed a portare in avanti il ginocchio destro piegandolo a 90 gradi, lei ubbidisce in silenzio dichiarandosi di lì a poco “abbastanza spaventata”
“Tranquilla amore” la rassicuro io “siamo già entrati con 2 dita e lo sai anche te che il mio cazzo non è molto più grosso … ti prometto che sarò molto delicato, e se vedrò che è troppo per te lascerò perdere, ok?”
“No, se lasci perdere và a finire che mi spavento e poi non lo facciamo più, qualsiasi cosa ti dica lascialo dentro” mi risponde, sperando ovviamente che non sia necessario
Cospargo il buco di vasellina e faccio entrare le ormai consuete 2 dita per un paio di minuti di riscaldamento, poi la incalzo: “Sei pronta, Tata?”
Annuisce con un mugolio di piacere, al che io, dopo essermi applicato un po’ di vasellina sul cazzo, appoggio la cappella all’ingresso e con una leggera spinta la inserisco fino a metà lunghezza, restando poi fermo qualche istante per capire la reazione
“Spingi pure un po’ di più, non fa male” mi dice lei a bassa voce
Ovviamente io non aspettavo altro: entro sempre con molta delicatezza finchè il mio uccello è completamente dentro di lei, allo stesso tempo la mia mano destra si fa strada verso la figa per tastarne gli umori, e la trova calda e bagnata
Capisco quindi che la situazione è diventata subito favorevolefavorevole, e decido quindi di iniziare, sebbene sempre con molta cautela, a scoparle il culo mentre cerco comunque di sditalinarla più che posso
Lei apprezza, ed inizia a mugolare di piacere “Sì, così, continua ti prego non fermarti scopami il culo scopameloooo …” mi dice mentre io continuo la mia opera di penetrazione,
Ormai non c’è più bisogno di fare attenzione, lo abbiamo capito entrambi: siamo ben lubrificati, lei è in un lago, il suo buco si è perfettamente adattato al nuovo ospite e la sta facendo godere“Sìììì, di pù, più forte, spingilo dentro di più ti pregooooo”
Nel delirio della scopata non penso nemmeno al fatto che non siamo soli in casa e che molto probabilmente ci stanno sentendo, ma continuo a pompare ormai in preda all’estasi dell’atto, che dura onestamente più del previsto
Esco, la prendo per i fianchi e la tiro violentemente facendola finire in ginocchio, le sculaccio entrambe le chiappe e poi, senza più nessun tipo di delicatezza o accorgimento, le sfondo il culo di nuovo; a questa nuova penetrazione trimane senza fiato per qualche secondo, ricominciando di lì a poco ad implorarmi di scoparle il culo
La scopo ancora per qualche minuto, tirandole i capelli e sculacciandola mentre cerco di farle capire che, se potessi, glielo farei entrare fino alla gola
Le vengo dentro dopo qualche istante, mentre lei è quasi esausta in quella che originariamente era una pecorina ma che ora somiglia di più alla posizione di una atleta che fa stretching per la schiena: il mio cazzo scarica una quantità non indifferente di sperma dentro di lei, e quando lo estraggo completamente ecco che una gocciolina bianca fa capolino tra i residui della vasellina, subito fuori dal suo splendido bucetto pulsante, al che le chiedo di stare così qualche istante, prendo la macchina fotografica digitale (a quei tempi quelle c’erano …) e scatto una foto, che conservo ancora oggi da qualche parte, sebbene il ricordo della prima volta che ho scopato il culo di Giada sia sempre molto vivido …

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