Lo schiavo, il padrone e sua moglie 4. Finale sotto il tavolo

Scritto da , il 2022-09-23, genere dominazione

Trovo il pranzo già pronto in frigo, devo solo riscaldare e servire in tavola.
Mentre mi sto dando da fare sento gemiti ed urletti provenire dal salotto. Quando provo a sbirciare da dietro la porta vi vedo sul divano, mia moglie con le gambe aperte, le mutandine calate alle caviglie e la minigonna arrotolata in vita. Le avete lasciato il reggiseno a balconcino, in una posa volgare, che le tiene sollevate le tettine, lasciando i capezzoli scoperti. Tu glieli stai tirando, si allungano a dismisura mentre tua moglie si occupa della figa. L'ha penetrata con tre dita, riempiendola tutta. Silvia ha aperto la cerniera dei tuoi pantaloni e ha preso in mano il cazzo, e lo sega.
Non resisto, comincio a toccarmi, il cazzo subito durissimo.
Ti sposti di fronte a mia moglie. Le sfili le mutandine e gliele spingi in bocca.
"Quanto miagola la troia, un po' di silenzio!"
Chiedi a tua moglie di portarsi dietro il divano, alle spalle di Silvia. Le afferri le caviglie e le spingi le gambe indietro, tua moglie le afferra e le allarga. Silvia si ritrova con la figa completamente spalancata, il culo aperto e messo in mostra, in una posa oscena.
Avvicini il cazzo al suo sesso, appoggiando la punta lungo il taglio.
"Lo vuoi, puttana?"
Silvia risponde con un suono soffocato dalle mutandine che le riempiono la bocca.
"Iiihh.."
La scopata è una monta. Sei sopra di lei, un piede sul divano per fare da leva, spingi il cazzo dall'alto in basso nella la figa di mia moglie, che emette mugolii ad ogni colpo.
Io mi masturbo sempre più velocemente ammirando la chiavata, riesci a farla godere come io non sono mai stato capace. Mi eccito alla visione di mia moglie in una posa così sottomessa, le gambe in alto, la figa spalancata, penetrata dal tuo grosso cazzo.
"Cornuto, vieni fuori da lì!"
Mi blocco, quasi spaventato dal tuo richiamo. Tolgo la mano dal cazzo che stavo menando furiosamente, e faccio qualche passo avanti in sala. Mi sento in imbarazzo, col cazzo così esposto in erezione.
"Ti piace lo spettacolo?"
Sei ancora sopra mia moglie. In quella posizione di lei si vede solo il culo e il sesso spalancati e le gambe sollevate, tenute da Carla alle caviglie. Una vacca da monta, solo carne e buchi da riempire. Tieni la punta del cazzo appoggiato alle grandi labbra.
"Si, molto."
"Voglio sentire cosa ti eccita. Parla, cornuto!"
"Mi eccita vedere mia moglie trattata così, un pezzo di carne a tua disposizione. Mi piace vedere il tuo cazzo riempirla tutta."
"Così?"
Affondi il cazzo, lentamente. Le grandi labbra di Silvia si allargano per riceverlo fino in fondo. Mia moglie geme di nuovo. "Ohhh"
"A quanto pare siete in due ad apprezzare il mio trattamento. Che bella coppia, la puttana ed il cornuto. Siete fatti l'uno per l'altra. Ora avvicinati, osserva per bene la monta di tua moglie, guarda come gode. Ma non ti è permesso toccarti, tieni le mani a posto, segaiolo."
Riparte la monta. Io osservo ipnotizzato il tuo cazzo, entrare ed uscire da mia moglie, la figa che si allarga e si richiude ad ogni colpo, il suo respiro affannato, i suoi urletti ogni volta che la penetri fino all'utero, finché vieni, farcendole la figa del tuo sperma.
"Corri a prendere il tuo pranzo."
Scatto al tuo ordine, quando torno mi fai posare il cibo a terra. Ordini a mia moglie di alzarsi e mettersi a gambe divaricate sopra al piatto. La tieni per mano, tua moglie dall'altro lato, la aiutate a piegarsi. Dalla figa spalancata inizia a colare sperma, che va a cadere nel piatto.
"E così abbiamo anche provveduto al condimento, che pranzetto gustoso che ti attende. Ma non dimenticare l'antipasto. Inginocchiati di fronte a tua moglie, e succhia tutto lo sperma rimasto in figa."
Mi inginocchio. Silvia ha le gambe divaricate, voi la sorreggere dalle braccia. Mi metto a leccare, succhiando via tutte le tracce di sperma.

Quando ho finito la accompagnate a tavola, guidandola con il guinzaglio allacciato al collare che le hai messo al collo.
Tu e tua moglie vi accomodate e mi fate servire.
Mia moglie invece rimane in piedi al tuo fianco, tenuta al guinzaglio.
Porto in tavola il suo piatto, e poi il mio che raccolgo da terra.
"Sbagliato. Voi due cagnolini mangiate da terra. Prima però mangiano i padroni, e voi gli fate compagnia. Veloci tutti e due, giù a quattro zampe, sotto il tavolo."
Interviene tua moglie, "Tu, troia succhiacazzi!"
"Si, signora?"
"Fila sotto il tavolo e spompina mio marito mentre noi mangiamo. Quando ti sborra in bocca non ingoiare, versa lo sperma in questa ciotola.
Tu, cornuto!"
"Si, signora?"
"Vedo che sei in calore col cazzetto sempre in tiro. Ti concedo di masturbarti contro la sedia del tavolo. E la sborra nella ciotola!"
Io e mia moglie ci ritroviamo affiancati sotto il tavolo. La guardo mentre ti apre la cerniera dei pantaloni, ti tira fuori il cazzo, mette la testa fra le tue cosce e comincia a succhiare muovendosi su e giù lungo l’asta.
Io intanto mi accosto ad una gamba del tavolo e ci appoggio il cazzo, strofinandolo. Provo a toccare il culo di mia moglie, ma lei mi spinge via, ha attenzione solo per la tua mazza. Torno a masturbarmi col tavolo, molto eccitato, e presto arriva la sborrata nella ciotola. Mi giro ad osservare mia moglie che ti spompina, le labbra attorno all'asta del tuo grosso cazzo, la guancia che prende la forma della cappella ad ogni spinta. Ad un tratto vedo la tua mano scivolare sotto il tavolo, afferri la testa di mia moglie e la blocchi. La testa ha degli improvvisi scatti all'indietro ad ogni getto del tuo seme, che arriva copioso a giudicare dalle sue espressioni di sorpresa e di piacere. Quando finalmente lasci la presa mia moglie si porta sopra la ciotola, versandovi dentro una grande quantità di sperma che cola piano dalla sua bocca. Le rimangono attaccati fili di sborra dal mento e dal collo, che Silvia cerca di raccogliere con le dita portandoseli in bocca.
"Voi due, tiratevi fuori."
Usciamo da sotto il tavolo a quattro zampe, e ci rimettiamo in piedi.
"È arrivato il momento del dolce."
"Corro a prenderlo."
"Ma che hai capito, cornuto? Il dolce siete voi!"
Ci fai mettere piegati a novanta ai due lati del tavolo, le gambe aperte. Tu ti metti dietro Silvia, mentre Carla è dietro di me, e si sta allacciando un dildo in vita: mi inculera' con lo strap-on.
Tu non perdi tempo, tieni mia moglie al guinzaglio, lo accorci per tirarle la testa indietro e farle inarcare la schiena, e subito le penetri. È molto bagnata a giudicare dagli sciack, sciack, che si sentono ad ogni tuo colpo.
Carla con me ci mette qualche secondo in più, appoggia lo strapon al mio culo e comincia a spingere . Sento il buco che si apre, cerco di rilassarmi per farlo entrare senza provare troppo dolore, lo sento dentro, penetrarmi sempre più a fondo. Lo sfila dal mio ano fino alla punta e mi penetra di nuovo, facendomi gemere. In un attimo anche lei trova il ritmo, dentro, fuori, facendomi provare un grande piacere.
Sotto le vostre spinte io e mia moglie ci troviamo con il viso a pochi centimetri di distanza. Il volto di mia moglie è stravolto, la bocca aperta, ansimante, tira fuori la lingua, travolta dal piacere.
Ci ordini di baciarci mentre ci scopate, ci riusciamo a fatica sotto i vostri colpi.
"Guarda che belli cara, una coppietta di sottomessi proprio carina. Basta ora!"
Tiri via mia moglie dando uno strappo al guinzaglio, e la fai girare, mettendola al mio fianco, a pecorina, i nostri culi spinti verso l'alto in mostra a tua moglie.
"Cara, un colpo a ciascuno adesso."
Carla non si fa pregare. Spinge lo strap-on nel mio culo, lo sfila e lo mette in figa a mia moglie, qualche colpo e passa al suo culetto, penetrandola più lentamente. La sensazione per i nostri buchi è molto forte, ogni volta sentiamo la carne che si apre, i passaggi che si allargano per accogliere il dildo, riempiendo i nostri orifizi.
"Ora scopiamo queste belle boccucce."
Ci fai aprire la bocca e tirare fuori la lingua in un'espressione oscena, facendoci dire "Aaaaaa".
Ci sbatti dentro il cazzo, cominciando con mia moglie, che si impegna in un brutale pompino. Le infili il cazzo fino in gola, facendola sbavare.
Quando è distrutta, con le lacrime che scorrono sul viso, passi a me, a cui riservi lo stesso trattamento.
Ad un tratto sento Silvia gemere, l'ennesima inculata l'ha fatta finalmente godere. Contrae i muscoli, portandosi una mano alla figa, accarezzando il clitoride e penetrandosi con due dita, e poi si lascia andare, crollando distesa sul tavolo.
Tua moglie allora si concentra su di me, penetrandomi il culo con colpi sempre più veloci, portandomi finalmente all'orgasmo, lunghi fiotti partono dal cazzo e si allargano sulla tavola. Carla mi da una spinta, facendomi cadere nella mia stessa sborra.
"A chi va il premio finale?"
Hai il cazzo in mano, e lo seghi, puntandocelo in faccia.
"Voglio che lo chiedete per favore, il più gentile verrà premiato."
Mia moglie è distrutta, senza più forze, allora parlo io. "La prego Padrone, la dia a me, mi ricopra il viso della sua calda sborra."
Mia moglie non riesce a dire altro che un "Mmmhhh, anch'io per favore."
"Eccovi accontentati."
Partono gli spruzzi, che ci ricoprono di lunghe strisce di sborra, sui capelli, gli occhi, le labbra.
Ma non è finita, tua moglie prende la ciotola che è stata riempita di sperma durante la nostra umiliazione, la porta sopra le nostre facce e la gira, svuotando tutto sul nostro viso, ora completamente coperto del viscido liquido biancastro.
"Baciatevi schiavi! Leccate via tutto lo sperma, fino all'ultima goccia!"
La sborra è davvero tanta, ci lecchiamo, poi ci baciamo passandoci lo sperma, più e più volte, lo raccogliamo con le dita, lo facciamo ricadere nella bocca spalancata, in uno spettacolo osceno. Quando non rimane più neanche una goccia passo la mano nei capelli di mia moglie, accompagnando il suo viso stravolto a me. Appoggio le mie labbra alle sue, ci baciamo, e parte l'applauso.

Finalmente ci stacchiamo, e vi guardiamo. Sorridete, continuando ad applaudire.
"Straordinari. Siete stati bravissimi."
"Si, ma cazzo, Carla, quello strap-on!"
"Si, dimmi, amore." Tua moglie fa il suo visino tutto dolce ed innocente.
"Non riuscirò a sedermi per una settimana!"
"Eh, scusami Marco, quei vostri buchini così invitanti, non ho potuto resistere."
Ci mettiamo tutti a ridere.
"Seee, è che sei una sadica sul serio te! Mi hai distrutto le palle con quei calci!"
"Io? Una sadica? Ma mi hai visto? Con un visino così angelico? Con queste tettone cosi burrose?"
"Ma vaffanculo va'! Al prossimo giro si cambia, lo faccio io il master, e quel culetto te lo faccio andare a fuoco!"
"Maddai, non faresti del male ad una mosca. Ti faccio questi occhioni e ti sciogli all'istante, chi vuoi prendere in giro?"
Guardo mia moglie, che si sta riprendendo. Mi sorride. "Lo sai che Carla ha ragione, ti viene bene la parte del sottomesso."
"E quindi? Dovremo fare sempre noi gli schiavi?"
"Chi ha detto noi? Non vuoi far divertire anche me la prossima volta? Dai che ti piace!"
Scoppiate tutti a ridere, e dopo qualche secondo mi aggiungo anch'io alla risata.
"Si vedrà. Ora però venite, che voglio scopare anch'io! Chi per prima, la mia mogliettina o la donna burrosa?"
"Ci devi prendere prima!"
Scappano via tutte nude per la casa, mi metto a rincorrerle fra urletti e grida di aiuto, finché non me le ritrovo sul lettone, con le gambe spalancate.
“Fuochino, fuochino, fuoco!”
Si ricomincia.

(La Fine. Commenti e critiche sono sempre benvenuti, per scrivermi
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