Sculacciato dalla sorella

scritto il 2022-06-07 tempo di lettura 2 min

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Emanuele aveva 18 anni, una statura media e una corporatura magra; non era brutto, ma nemmeno appariscente. Aveva una sorella di 21 anni, Lucia, molto bella: alta, con belle gambe, lunghi capelli mori e un viso leggermente tondo, molto simile a quello di Daniela Ferolla quando vinse Miss Italia. Caratterialmente, Emanuele era molto calmo, placido, flemmatico e solitario, tanto che sua sorella lo considerava alla stregua di un pappamolle, un mollaccione impacciato. I suoi modi goffi e lenti la innervosivano, così decise di fargli un tiro mancino.
Un pomeriggio, vestita con una minigonna bianca a pieghe di tipo scozzese, collant neri e ballerine, chiamò il fratello in camera e gli chiese di massaggiarle i piedi. Emanuele accettò passivamente. Mentre le massaggiava i piedi, vedendo le sue belle gambe coperte dalle calze nere, sentendole sotto le mani e avvertendo l'odore dei piedi, cominciò ad eccitarsi. Sua sorella se ne accorse: eccolo caduto nella trappola. Notando un rigonfiamento nei pantaloni del fratello, Lucia esclamò: "Brutto maiale! Vieni subito qui! Ti abbasso i pantaloni e te le suono!" Si alzò di scatto, s'infilò le ballerine, prese il fratello per un braccio e lo tirò a sé.
Prese una sedia, vi si sedette, abbassò a Emanuele pantaloni e slip e, con uno strattone, lo stese sulle proprie gambe, dicendogli: "Adesso ti faccio vedere io! E vedi di non rompermi le calze!" E iniziò a sculacciarlo. Emanuele le disse: "Ma che cavolo fai? Lasciami!" Ma lei lo ignorò. Emanuele vedeva i bellissimi piedi della sorella nelle ballerine e sentiva proprio lì la ruvidità delle calze; questo lo mise a disagio, poiché temeva che potesse scappargli qualcosa. Sua sorella continuava a sculacciarlo e la cosa iniziava a piacergli. Mentre lo sculacciava, gli rivolgeva qualche rimprovero e gli diceva: "Hai scocciato tutti! Ti faccio il culo nero come le mie calze!".
Tra una sculacciata e l'altra, gli dava anche qualche pizzicotto sul sedere. Quando lo pizzicava, sollevandogli la pelle, Emanuele sentiva un dolore acuto, come una puntura. Alla fine Lucia, con la mano tutta rossa, gli disse: "Alzati adesso!". Emanuele si alzò e lei, notando la sua erezione, gli disse: "Sei proprio un pervertito! Da ora in poi, quando saremo soli, ti farò certi sederi..."
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