Il mio capo mi scoprì. Cap.6

Scritto da , il 2022-01-09, genere trans

.... la mia vita in ufficio ormai era un misto di paura e trepidazione.
Paura credo normale perchè non riuscivo a capire le intenzioni del mio capo e trepidazione perchè speravo sempre in qualche nuova sorpresa.
Questo ricatto lo odiavo ma lo amavo perchè infondo mi piaceva sentirmi una troietta ed essere dominata quindi la mia anima era sempre sotto pressione.
Lui era sempre uguale verso di me arrogante e indisponente ma sapeva che non poteva fare a meno di me perchè in fondo io gli tiravo avanti tutta la baracca però ora aveva forse un arma in più per tenermi al suo pugno.
Venerdì pomeriggio come solito ritorno dalla pausa pranzo e sopra la mia scrivania trovai un biglietto.
Paura eccitazione ormai lo sapevo era lui con un nuovo ordine.
Aprii piano piano la busta bianca ed iniziai a leggere era la sua scrittura.
"Cara la mia troietta sai ho pensato intensamente in questi giorni cosa fare perchè sinceramente devo dire che mi ecciti e non credevo che mi succedesse, ho sempre il cazzo in tiro pensando ai momenti passati insieme e quindi siccome avevo voglia di scopare ho deciso alle 16,30 dovrai andare al centro estetico Benessere, troverai il telefono e l'indirizzo dentro la busta, ho già ordinato cosa devono fare con te, ti passo a prendere alle 19,00. Per stasera non prendere impegni perchè devi essere la mia troia."
Ingoiai la poca saliva che avevo, ed iniziai la mia battaglia di paura ed eccitazione; la paura saliva ma anche il mi cazzo diventava sempre più duro al pensiero di cosa sarebbe successo.
Vidi il depliant del centro benessere era a circa mezzora dall'ufficio quindi finii quello che avevo lasciato in sospeso la mattina anche se la mia mente era in un'altra parte e vagava quindi verso le 15,45 mi preparai, prima di uscire bussai dal mi capo.
Lui: "Avanti…. avanti".
Entrai con la testa bassa e dissi solo.
Io: "Io vado".
Lui: "Bene bene ci vediamo dopo".
Chiusi la porta, salutai i miei colleghi e me ne andrai.
Il tragitto per arrivare alla macchina fu infinito ma sinceramente non fu nulla in confronto al tragitto verso il centro Benessere perchè nella mia mente passavano mille e mille pensieri.
Arrivato lascia la macchina e mi diressi verso l'ingresso, stavo sudando veramente a freddo guardai la porta ed il campanello mancavano ancora 5 minuti, avrei voluto girarmi e fuggire ma non so cosa o forse si.
Un impulso mosse la mia mano ed il campanello squillo.
"Dring dring dring".
Sentii lo sblocco della porta, la aprii molto piano e molto lentamente entrai e la chiusi alle mie spalle. Ormai era fatto ero caduto nella sua ragnatela.

Commenti jyqpal@hotmail.it

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