Tina, l'amica di mia madre 2°

Scritto da , il 2021-11-30, genere prime esperienze

Ed eccomi ancora a casa di Tina. Per bere il solito caffè del dopo pranzo, sperando di chiavare invece di giocare a carte.Ma mia madre, come al solito era anch'essa presente. Eravamo in giugno e iniziava a far molto caldo. Ero in maglietta e pantaloni leggeri. Le due donne indossavano anch'esse abiti leggeri. Mia madre una gonna e una camicetta leggere e Tina una vestaglia molto scollatata che lasciava scoperti più della metà dei seni e mia madre a quella vista divenne seria e aggrottò la fronte. Capiva che lo spettacolo mi turbava. Io avevo già il cazzo duro. Mi sedetti e accavallai le gambe cercando di coprire, almeno in parte, il rigonfiamento dell'inguine che si era creato. Tina arrivò con il caffè fumante e lo versò nelle tre tazze. Poi mi guardò e mi disse: "Oggi niente carte; voglio insegnarti a ballare". "Ma no, signora, sono negato e poi non mi interessa". Mi rispose: "Non capisco perchè dici così. Il ballo è importante perchè ti permette di conoscere qualche ragazza". A proposito, ce l'hai una ragazza?. No, risposi. Le ragazze che conosco sono quasi tutte delle cretinette e vorrei qualcosa di più. "Tipo?". Lasciai cadere il discorso. Allora, balliamo o no? Mi chiese Tina. Il fatto, signora, è che la presenza di mia madre che mi osserva, mi mette un po' in imbarazzo. Adesso la mandiamo via. Mi rispose. Perfetto - pensai - così ti pastrugno un po'.... Mia madre se ne andò e Tina si ritrovò subito con le mie mani sul culo. Voleva dirmi qualcosa ma le ficcai la lingua in bocca e poi iniziai a succhiarle il collo. Poi scesi dal collo alle tette, le leccai i capezzoli e glieli succhiai. La mia mano destra si staccò dal culo e andò dritta alla figa. Aprii la vestaglia. Lei era senza slip ed era un lago di umori. Le spinsi il cazzo contro il pube. Lei mi sbottonò i pantaloni e mi disse: "Non so cosa fare. Non so se ficcarmelo dentro o farti un bel pompino"." Fai tu - le risposi - basta che ti decidi. Non vedi che cazzo gonfio mi hai fatto venire?". Si chinò e cominciò a leccarmelo. Quando stavo per sborrare, se lo ficcò nella figa e mi disse "Godi adesso che godo anch'io" - dimmi che sono la tua figa.

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