Il mio primo tradimento- parte 2

Scritto da , il 2021-09-07, genere tradimenti

Il mio primo tradimento- parte 2

La mia prima scopata con il mio Bull

Rinata. Mi sentivo una persona completamente nuova. Quel pompino in quel luogo desolato delle campagne romane aveva avuto un effetto catartico per me.
Quando tornai a casa, rivedere il solito cazzetto di Piero non mi metteva più malinconia.
Anzi, lo trovavo davvero buffo. Mi bastava spiarlo dal buco della serratura quando si faceva la doccia per sgamarlo mentre si sparava dei segoni su youporn. Che sfigato!
Ma d’altronde era anche colui che mi manteneva…
Inutile dire che quel corso mattutino di yoga fatto due volte a settimana divenne per me l’evento più atteso del momento.
Oramai era diventata quasi una consuetudine. Mentre mi preparavo per andare lì mi sentivo tutta arrapata e zoccola come non mai.
Conoscevo bene il mio pollo, ossia quel gran cazzone di Edoardo. Non facevo altro che provocarlo indossando di volta in volta vestiti più succinti, ed andando sempre con un paio di sandali diversi. Ed il tocco finale era cambiare il colore dello smalto delle unghie dei miei piedi. Non credo di aver mai avuto una simile cura per i miei piedini, e tanto attenzione allo smalto. Avevo cambiato più smalti in quei pochi mesi che in tutto il corso della mia vita.
La volta successiva andai sul classico, ossia un bel rosso porpora, tipo Diane Kruger in Bastardi senza gloria. Non so chi sia più feticista fra Edoardo e Tarantino!
La terza volta andai sul bianco. Devo ammettere che donava parecchio lo smalto di quel colore candido in contrasto con la mia sempre più intensa abbronzatura. Metteteci anche due cavigliere, ed il gioco era fatto!
Mi capitava sempre di sorridere quando vedevo Edoardo concentrato sui miei piedi mentre facevamo gli esercizi di Prana, ed al contempo vedevo crescere a dismisura il suo bel membro gargantuesco.
Dopo di chè iniziai ad optare per colore mai provati prima. Ad esempio il rosa shocking.
Si, devo ammetterlo, quel colore accentuava, e non poco, la mia troiaggine.
Secondo me le altre ragazze del corso avevano intuito qualcosa. I nostri sguardi, la mia crescente zoccolagine, le sue immancabili erezioni.
Anche l’arancione su dei bei piedini abbronzati come i miei mi stava davvero da favola!
Come vi stavo raccontando, il nostro rapporto si era oramai consolidato sul non scriverci per nulla, dato che in fondo eravamo già entrambi ufficialmente fidanzati, e ad incontrarci quindi solo quelle due volte a settimana in occasione del famoso corso di yoga.
Andavo a piedi in palestra, mi facevo quella mezz’oretta di camminata fra i marciapiedi di Roma Sud sempre tutta in tiro ed acchittata, e vedere i passanti girarsi per ammirare le mie forme era la cosa che amavo di più.
Dopo di che, finita la lezione, salivo nella macchina di Edoardo ed andavamo ogni volta in qualche posto sperduto nuovo, diamine quanti ne conosceva!
Ed ogni volta il nostro rapporto si concludeva con dei baci appassionati ed una mia immancabile pompa. Amavo quel gran pisello fuori scala.
Oramai ero io che dopo essermi eccitata con i suoi soliti baci con alito aromatico, mi chinavo ad abbassargli i pantaloni.
Ed il premio era sempre lì, il suo enorma membro, all’inizio semi-turgido, ma che dopo che lo iniziavo a leccare e mettere in bocca diventava d’acciaio.
Oramai ero diventata un’autentica maga dei pompini. Iniziavo con un bel gioco di lingua, almeno finchè non mi stancavo, e poi iniziavo a fare sù e giù con la testa.
A lui questa cosa piaceva da pazzi, si vedeva chiaramente che si tratteneva dall’istinto di scopare la mia bocca. Il momento che preferiva era senza dubbio quando mi veniva in bocca.
La sua sborra, calda, che mi inondava tutto. Ingoiarla era il mio piacere più grande.
Dopo di che mi riportava a casa, come sempre.
L’ultima lezione prima dell’annunciata pausa estiva avvenne la svolta.
Anche quel giorno andai in palestra più carica che mai, con un irrefrenabile voglia di farmi anche quella volta una lussuriosa scorpacciata di sperma!
Eh già, questa cosa di fargli i pompini mi aveva più che conquistato.
Mentre quel coyone di Piero continuava a masturbarsi sui vari siti porno, a me bastava solamente stare sola a casa, anche banalmente sul divano e pensare al mio figlio di puttana preferito, al suo enorme cazzo, a come lo avrei succhiato bene bene, ed all’ormai familiare sapore della sua sborra per iniziare a toccarmi il clitoride e bagnarmi nel giro di pochi minuti.
Non mi sentivo così sessualmente eccitata da dei corpi maschili forse dall’epoca del liceo.
Comunque quel giorno le cose non andarono come al solito. Una volta salita in macchina, mi feci subito la coda, per preparami al meglio alla mia razione settimanale di sborra.
Ma stavolta Edoardo non mi portò in giro per le campagne, bensì in un quartieraccio, in cui scoprii possedeva una piccola mansarda.
Quando entrai lì dentro la prima cosa che pensai fu “Ecco qua il covo segreto di Bruce Wayne! Chissà quante se n’è trombate qua dentro..!”.
Lui mi venne incontro baciandomi. Dopo uno scambio di baci appassionati, mi misi in ginocchio, troppo vogliosa come al solito del suo cazzo.
Ma lui mi fece -Oggi no!- e mi condusse sul suo letto.
Non ero assolutamente pronta a quello. A dire la verità erano mesi che non avevo un rapporto sessuale, neanche con quel cazzetto di Piero. E a dirla tutta, non mi scopavo un normodotato da oltre un decennio.
Per questo per me fu davvero un “Like a virgin”. Ero impaurita. Rigida. Impacciata.
Una oramai pornostar dei pompini, ma una verginella sul sesso.
Edoardo mi spogliò subito, ed iniziò a baciarmi sul collo e al contempo toccarmi il clitoride e poi giocando con le sue dita nella mia fichetta rasata.
Per lo meno non ci ero andata con la la patata pelosa! Dopo un pò si mise sopra di me con l’intento di entrare con il suo cazzone da cavallo. Mi fece malissimo! Quasi come la prima volta! Mi uscì addirittura un pò di sangue.
Vidi chiaramente dalla sua espressione che neanche lui se la stava godendo un granchè.
Un cazzo troppo grande in una fica stretta. Mi faceva davvero male, e ciò non faceva altro che rendermi rigida rovinando così tutto l’erotismo del momento.
Dopo un pò, un Edoardo annionato e stremato, mi propose -Che ne dici se ti metti sù?-.
Questo fu l’inizio della catastrofe. Non cavalcavo un cazzo da tempo immemorabile.
Con Piero ci avevo rinunciato, era come fare la cavallina a scuola.
E così mi mise sopra lui, ma nonostante le tante lezioni di yoga non sapevo come muovermi.
Avevo quel pisello che mi impalava quasi come faceva il conte Dracula contro i suoi nemici turchi. No, non si rivelò azzeccata neanche questa mossa.
Edoardo ad una certa sbuffò. Si era davvero come scoparsi una bambola gonfiabile, o peggio un ciocco di legno. E così mi mise prona, infilandomi il suo bel pisellone in vagina.
Quella posizione era l’unica che lo stava soddisfacendo. Lo sentivo da come si muoveva, da come arrancava. Finalmente lo stavo soddisfacendo. Ed a me avere il suo bel cazzo dentro di me mi riempiva di gioia. Ero pazza di lui. Ad un certo punto nel pieno della passione si tirò indietro e mi venne sulla schiena. Edoardo era davvero uno scopatore eccezionale, una star del salto della quaglia. Scherzai con lui- Edo ma che hai fatto?-
-Dai Giulietta che ora ti fai una bella doccetta… scusa se ti ho sporcato…-
-Ma no… non sono delusa per questo- risi
-Non sei arrabbiata perchè ti ho sborrato addosso?- mi domandò perplesso
-No, lo sono perchè hai sprecato la sua sborra…- spiegai ridendo -Voglio sempre bermela tutta, fino all’ultima goccia!-.

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