Al lavoro...

Scritto da , il 2021-01-21, genere etero

ciao mi chiamo Giuseppe ho 45 anni e faccio il cuoco da 20 anni.
nel mio lavoro ho incontrato un sacco di gente , da donne ,a uomini ,a gay anziani e non .
nelle cucine pochi sanno che ci si fa il culo dal lavoro ,non come succede in tv che sembra tutto bello e pulito, nella realtà e totalmente differente , si è sempre sporchi e puzzolenti e si sta sempre nervosi soprattutto quando ci sono una sfilza di comande da fare.
in questo ambiente per sdrammatizzare la fatica l'argomento principale e il sesso ,si basa tutto su battutine leggere e pesanti a secondo di chi hai davanti, se e una donna aperta o di quelle tutte santarelline. di solito le donne sono le più pulite sul lavoro le più ingamba e sanno farsi rispettare se sono al comando.
un anno lavoravo a milano in un ristorantino con pochi posti a sedere ma lavorava di brutto, lo chef era donna di nome non lo sò perche la chiamavo sempre chef e mantenevo sempre le distanze per non creare disguidi o affezionamenti che potrebbero compromettere la mia professionalità. la cucina era piccola ma ben organizzata si lavorava benissimo in due ai fornelli e una terza persona come comi. un giorno arrivo la chef con un sorriso stampato sul viso ed era molto premurosa nei miei confronti,io ne ero lusingato, ma cercavo di restare nei ranghi.mentre cucinavamo io le passavo spesso di dietro e notavo un suo atteggiamento strano, si fermava e cercava sempre di indietreggiare al mio passaggio, da premettere la chef aveva un bel culo grosso ma fatto bene con i pantaloni da cuoco usciva ancor di più,e la giacca era abbastanza corta da far vedere il bel culo che aveva.io a questi atteggiamenti non feci molta attenzione, e lasciai stare penzando che era solo causalità. ad un certo punto la chef mi dice di fare al volo un po di pasta frolla che doveva fare una crostata,"si chef" risposi e mi misi su un tavolo neutro per impastare, non avendo la planetaria dovetti fare a mano.la cosa non mi disturbava ma successe che nel momento della manipolazione sul tavolo strusciavo in continuazione con il mio cazzo sul tavolo essendo io alto il tavolo arrivava giusto al mio cazzo. ecco che accade l'inaspettato,ebbi un 'erezione colossale avevo il cazzo cosi duro che il bozzo si vedeva molto bene, ed ho incominciato a fantasticare . in quel momento mi sento chiamare" giuseppe battiamo la fiacca, che hai sei tutto rosso ,non è che ti stai rimbambendo giovanotto? su forza " grida la chef, io mi giro verso di lei per scusarmi senza badare all'erezione che avevo nei pantaloni" scusi chef sto sentendo caldo" risposi, ed ecco che vedo gli occhi della chef guardarmi il pacco , e si azzittisce subito facendo una smorfia di una che avesse visto un fantasma, mi girai subito al mio tavolo un po confuso per quello che avevo visto, lo guardo della chef mi aveva turbato ancora di più.ovviamente cancellai tutti i pensieri che mi sono venuti nella testa, e continuai a lavorare. dovevo passare dai fornelli ,esattamente dietro la chef, per prendere la tortiera quando lei si abbasso in un lampo per prendere il tegame dal forno che mi trovai il suo culo a portata di cazzo, volevo saltarli addosso , ma la mia etica mi frenava ero troppo eccitato ma la paura di fare una figura di merda mi bloccava. però il divoletto mi spingeva a provarci almeno strusciarmi,cosi feci, setii il suo culo sul mio cazzo e uno stacco fra una chiappa all'altra che lei sicuramente ha sentito cazzo se la sentito. lei si ferma non fece una grinza ma rimase immobile con la testa ce si alzo leggermente nel momento del contatto.io pensai eccolo qua mo si gira e mi da uno sceffone e mi manda acasa. io contunuo il traggitto per non destare il sospetto che lo feci aposta . non successe niente come se nulla fosse accaduto, meno male il posto di lavoro era salvo." tu per favore vai al lavaggio c'e una cassa di insalata , me la lavi per bene foglia foglia e tagliala come si deve ,non importa quanto ci metti ma fallo per bene"disse la chef al comi. io ero rivolto di spalle allo chef ,mi sento colpire come se qualcuno bussa alla porta ,mi giro ed era la chef con aria molto incazzata,mi disse con tono severo "giovanotto , ma tu lavori sempre armato? cose questo?" mi tocca il cazzo e me lo stringe massaggiandolo con molta energia. io non potevo credere a cio che stava accadendo la guardavo negli occhi ingredulo ,eli invece aveva stampato chella smorfia di sfida come se aspettasse un cenno da me. "chef mi scusi ma lei mi arrapa molto, e questo e dovuto perche ha un bel culo",gli dissi," a si? ti piace il mio culo? e cosa ci faresti ,porco?" a quelle parole mi lascio il cazzo e si giro e si strusciava sul mio cazzo con quel culone morbido e accogliente, non mi feci pregare le avvolsi le braccia ,le presi le tette e le comincia a strizzare, lei ancor di piu si sfregava mugolando, scesi con la mano sinistra verso il basso ventre e mi insinuai nelle sue mutande ,ragazzi era fradicia di umori un lago in piena sembrava che si fosse pisciata addosso. misi un dito sul clitoride turgido e comincia un movimento rotatorio , con lalta mano gli strizzavo il capezzolo e con la lingua gli leccavo il collo e l'orecchio,il sapore era misto sudore, fritto, e profumo che al momento mi disgusto ,ma poi piu la leccavo piu mi ci abbituavo e piu mi arrapavo.lei gemeva ,aveva alzato la testa era mia ormai le potevo fare qualsiasi cosa.la girai feci una leggera pressione verso il basso , elei capi subito cosa volevo. mi apri la patta lo prese in mano e disse"lo sapevo che avevi un bel cazzo" , lo lecco dal basso verso lalto come se stesse leccando la gocciolina di gelato che scende dal cono,arrivata alla cappella la imbocco subito , come se stesse mangiando qualcosa di bollente,saliva e scendeva mi stava facendo inpazzire ,se lo portava sino in gola e ogni volta che lo cacciava dalla bocca sembrava che lo stesse gustando come quando si assapora una salsa.la faccio alzare la rigiro e gli porto giu i pantaloni e le mutande ,che erano poco arrapanti,ma si sa al lavoro e scomodo in perizoma,mi abbasso e incomincio a leccarla tutta dalla figa al buco del culo , il sapore era dolce molto viscido ma lodore del muschio selvatico era gradevole, mi soffermavo di piu sul suo buco del culo era perfetto una rosa stupenda," ti piace leccarmi il culo ,vero,porco"disse la chef,io con un mugolio di approvazione le risposi.
"chef ,anche il radicchio devo lavare?" cazzo era il comi, me ne ero dimenticato, "siiii,si,anche il radicchio " rispose la chef con in viso il piacere stampato," adesso scopami porco",non me lo feci dire due volte mi alzai e la penetrai a pecora come una troia , ad ogni affondo la cucina si muoveva e faceva muovere il pentolone d'acqua , le padelle tintinnavano e i mestoli appesi alla cappa suonavano come campane. "vengo vengo"la chef sussurrava affannosamente, si accascio sulla cucina che ancora aveva le convulzioni, io pompavo ancora istancabilmente cercando di arrivare all'orgasmo, " posso disturbo" cazzo il rapresentante della carne , ma non doveva venire domani?, ci rivestiamo a fatica ,sopratutto io che avevo il cazzo ancora in tiro e pronto a sborrare.ci siamo riusciti ci sistemiamo e facciamo finta di niente."giovanotto non dovevi venire domani? e poi nell0orario di lavoro non accettiamo rapresentanti", "ha ragione chef ,mi scuso ,ma domani non posso venire, e stata mia negligenza a non avvertire chiedo venia,sono mortificato". io volevo ammazzarlo con un colpo di macete, ma "vabene visto che sei qui ,,tu per favore vai nella cella e vedi cosa manca" mi disse ammiccando ,io capii subito le sue attenzioni e mi avviai nella cella , ero pronto gia con i cazzo in tiro e incomincio a segarmi ,"allora ti sbrighi che dobbiamo lavorare,non perdere tempo,devo fare sempre io" con tono seccato la chef mi raggiunge in cella ,non fece ne anche il tempo di entrare che si inginocchia e comincia a pomparmi il cazzo ,pochi secondi e gli sborro sul viso e in bocca . si sistema si pulisce il viso sulla mia giacca ed esce. io stremato e appagato mi appoggio sulla parete della cella, mi rivesto, esco e mi rimetto a lavorare. durante il servizio non si e detto niente dell'accaduto come se gniente fosse. fine serata tutti ritornammo alle proprie case.

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