Erica la cognata che mi ha in pugno

Scritto da , il 2020-07-12, genere dominazione

Tutto iniziò quella sera a casa dei miei suoceri.
Eravamo a cena e c'era anche Erica, mia cognata.
Manco a dirlo ero cotto di lei, dei suoi modi così superficiali, dei suoi capricci che mettevano in riga l'intera famiglia.
Tutti avevano terrore delle sue reazioni e così gliele facevano buone.
Erano anni che mi masturbavo pensando a lei, e la immaginavo con la sua aria dominante, capricciosa, stronza e soprattutto sadica.
Mora, capelli ricci, molto in carne con un corpo sexy che sembrava una donna di colore.
Piedi da urlo, due rette enormi, un sedere grosso ma sexy proprio da fare perdere la testa.
Sempre vestita alla moda, sempre truccata...
Quella sera ridevamo a tavola, forse troppo, lei diventa seria tutto un tratto e scappa via in bagno.
Non ci crederete, ha avuto un attacco di diarrea.
Qualche minuto dopo ritorna e la serata continua.
Ad un certo punto tocca a me recarmi in bagno e di fronte a me, la bacinella degli indumenti sporchi.
Cosa ti vado a trovare?
Le sue mutandine ripiene di colore marrone, ancora bagnate.
Non ce l'ho fatta ed ho iniziato a leccare e ciucciare gli escrementi ancora attaccati.
Ingoiavo il sapore e in meno di 30 secondi avevo ripulito il perizoma di mia cognata.
- Vieni con noi a prendere un gelato oppure ci aspetti qui con Erica?
- Andate pure, non sto bene, ci vediamo dopo.
Appena usciti di casa, esco anch'io dal bagno e raggiungo Erica che ai trovava in camera da letto.
Era seduta sul letto che giocava col cellulare.
Mi siedo per terra, sotto di lei perché io non sono al suo livello e nemmeno posso permettermi di pensarlo.
- Buona la tua produzione!
- Cioè?
- Ho leccato e ingoiato quello che hai lasciato nel perizoma!
All'udire delle mie parole, si precipita in bagno per verificare...
- Ti è piaciuta?
- Sì
- Ma tu godi a mangiare la merda?
- Solo la tua, padrona!
Posso chiamarti così?
Lei si mise a ridere e mi chiese di seguirla in bagno.
- Voglio vederti con i miei occhi mentre la mangi!
Si siede nel water e lascia partire una serie incredibile di scorregge e piccoli grandi pezzi di escrementi che risuonavano a contatto con l'acqua del water.
Aveva davvero riempito la tazza.
- Aspetta che mi pulisca!
Prende la carta igienica, se la passa dietro, la riporta davanti a me e...
- Apri la bocca!
Mi ha infilato la carta igienica in bocca.
- Ingoia la carta!
Adesso prendi la cacca con le mani e fammi vedere come la metti in bocca!
Io obbedii immediatamente.
- Masticala e ingoiala facendomi vedere tutta la preparazione!
- Si padrona.
- Avanti, continua!
Andò via per un attimo e torno con in mano il cellulare in modalità video per riprende la mia umiliazione.
- Adesso ti riprendo così sarai per sempre di mia proprietà, altrimenti ti sputtano!!!
- Pulisci anche il cesso tanto siete la stessa cosa!
Adesso vieni con me!
Mi riportò in camera appoggiandomi i piedi con le scarpe addosso.
Mi guardava come un essere inferiore, da umiliare, da degradare.
- D'ora in poi sarai il mio cesso!
Ogni volta che dovrò pagare ti chiamerò e tu dovrai correre qui altrimenti la tua vita verrà distrutta!
Hai capito?
- Sì padrona!
- Adesso leccami le suole delle scarpe!
Voglio vederti mentre ingoi lo sporco e la tua lingua si tinge di nero!
La serata depravazione finì in quel momento.
Per un mese, tutti i giorni, andavo da lei per ingoiare tutta la sua produzione ma ogni volta diventava sempre più insistente, sempre più capricciosa fino ad arrivare a dirmi una cosa sconvolgente:
- Oggi non farai le solite cose!
Si tolse la maglietta, il reggiseno, i pantaloni e rimase solo con il perizoma.
Era lo spettacolo più bello che avessi mai visto nella mia vita.
- Vieni qui!
Così mi avvicinai a lei e quando le fui attaccato ci perdemmo in un bacio che durò 100 secondi...
Avevamo il cuore che batteva forte, la passione era a livelli inenarrabili, eravamo davvero una cosa sola.
- Leccamela, veloce!!!
E così ho fatto, facendola letteralmente andare fuori di testa.
Urlava e gemeva.
- Vieni qui!
Mi ritrovai sopra di lei ed iniziai a penetrarla.
Come scorreva bene, forse non mi era mai accaduto.
Niente preservativo, solo io e lei.
Lei soffriva e si bagnava sempre di più, godeva come mai aveva goduto nella sua vita.
Nonostante le mie insistenze non bolle venire sopra di me e dopo poco, non riuscì più a parlare, iniziò a tremare ed alla fine urlò:
- VENGOOOOO!!! STO VENENDO!!!
SIIIIIIIIII!!!!!!!
GRAZIEEEEE!!!!
SIIIIIIIII!!!!
ANCORA!!!!!
STO VENENDO!!!!!!!
Lei non era mai riuscita a venire prima di quel momento e si abbandonò ad un pianto!
Mi abbracciò per 20 minuti.
Era silenziosa, non accennava a staccarsi da me.
Dopo quel momento si riprese.
Tornò in sé.
- Io adesso lo dico a tutti!
- Cosa?
- Che io e te siamo insieme!
- Non scherzare, Erica!
- Io non scherzo!
Quello che è successo oggi mi ha definitivamente convinto che sei tu quello che voglio!
- Ti rendi conto di quello che stai dicendo? Io sono sposato se non ti ricordassi...
- Non mi frega un cazzo!
Tu sei roba mia!
Non vai più da nessuna parte!
Per muoverti dovrai chiedermi il permesso!
Dopo 4 mesi ero fidanzato con lei.
Le famiglie ci avevano ripudiato e solo ci trasferimmo in un'altra regione.
Per tutti i conoscenti io ero diventato la persona peggiore del mondo e per questo eravamo andati via.
Erica ha realizzato per me un codice, una serie di regole da rispettare.
Regole che non mi permettono nemmeno di andare a fare pipì, senza espressa richiesta e autorizzazione.
Ha preso il controllo della mia vita, mi degrada continuamente, mi insulta, mi fa ingoiare i suoi escrementi e in rari casi mi concede di fare l'amore.
Quando torna a casa dal lavoro mi devo stendere per terra e ripulire le suole delle scarpe.
Ha interrotto l'acqua dello scarico del water perché sono io il suo cesso e devo ingoiare tutto quello che esce.
Quando si sente depressa mette i suoi escrementi all'interno dei miei cibi e la mia cena si condisce con un parte di lei.
Ultimamente è diventata anche manesca e almeno 1 ora al giorno mi prende a schiaffi fortissimi per sfogarsi dopo la giornata lavorativa.
I miei testicoli sono allo stremo perché tutte le notti me li infilza e me li lega al comodino per paura che il vada in bagno a masturbarmi.

Eccomi qui. Un ex uomo al servizio di mia cognata che ha potuto fare di me ciò che ha voluto.
Adesso devo interrompere il mio racconto perché ho sentito la sua auto nel parcheggio e devo andare ad attenderla per pulire le sue scarpe...

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