"Un mesto rientro" - 11° capitolo del romanzo “L’amica di Tino Segoni

Scritto da , il 2020-07-03, genere comici

Cap 11 – Un mesto rientro - 11° capitolo del romanzo “L’amica di Tino Segoni
- “Basta, devo andare via da qua… prima possibile, e non con il signor Tino Segoni” Alessia stava cercando di riprendersi la lucidità che per qualche strana influenza le era venuta a mancare dal momento in cui era entrata in quella maledetta discoteca. Si mise a cercare Pippo e Barbara, andò al primo bancone bar, poi scese la scale, attraverso la sala da ballo centrale, dove c’era ancora tanta gente, la attraversò passando in mezzo alle persone che ballavano, si prese ancora diverse manate sotto la gonna, ma era oramai insensibile, decisa e dura nella sua determinazione, Era tornata l’Alessia di sempre: la caduta momentanea doveva rimanere un incidente; certo, era stato piuttosto grave, specialmente in una ragazza che si era sempre vantata di essere retta e rigida nelle scelte di vita, molto selettiva nelle sue frequentazioni e nei suoi comportamenti. Ma ci avrebbe ripensato dopo: ora doveva solo trovare il modo di rientrare in casa in tutta sicurezza, e senza quel debosciato di Tino.
Non riusciva a trovare Barbara e Pippo e la prese l’angoscia che fossero già andati via, in quel caso come avrebbe fatto? Ah sì, c’era sempre la possibilità di far chiamare un taxi, anche se la scelta non sarebbe stata proprio la più sicura; risalì al primo piano da una rampa di scale che non aveva ancora visto, attraversò un salottino in cui si ballava anni’80 e passò attraverso una balaustra, poi si diresse di nuovo verso la scalinata centrale, ad certo punto si voltò di scatto, qualcuno la stava seguendo arrivando quasi di corsa: Barbara le si gettò al collo ansimando:
-“Alessia… Alessia… ohhh!” e cominciò a singhiozzare, lei l’abbracciò e le chiese cosa c’era
-“Alessia… mi hanno violentata!”
-“Ah beh! Se è solo questo” pensò sadica, ma evitò di risponderle “anche a me!” perché a quel punto le sarebbe parso troppo ridicolo, allora la prese sotto braccio e l’accompagnò per la gradinata verso il bancone bar centrale, poi si fermarono alla base delle scale e Alessia, molto lucidamente le disse:
-“Ora calmati amica mia… respira e stai tranquilla, sei con me. Anzi… calmiamoci tutte e due e facciamoci riportare a casa, domani ripenseremo a quello che è accaduto e forse lo vedremo sotto un altro aspetto. Rientro con te se avete posto in macchina” Barbara si sentì sollevata e la baciò,
-“Sì, hai perfettamente ragione… sei sempre stata una ragazza equilibrata, le tue parole e il tuo modo fermo mi rincuorano, andiamo a cercare Pippo e rientriamo. Grazie Ale!”, si diressero verso il bancone bar e se non li avessero trovati avrebbero cercato a bordo piscina o nei giardinetti.
-“Eccoli là che parlano di biciclette!” fece Alessia
-“E che due palle!” disse Barbara scoppiando a ridere insieme all’amica.
-“Buonasera signori” fece decisa Alessia “noi vogliamo tornare a casa, e io verrei con Barbara, andiamo?”, Tino rimase sbigottito e un po’ contraddetto, guardò le due ragazze, che messe insieme toglievano il fiato, scese con gli occhi giù, e mentre Alessia pareva a posto, ebbe l’impressione che Barbara non avesse più niente sotto il minidress di pizzo, concentrò l’attenzione e uno stimolo all’erezione gli dette la conferma.
-“Ma Alessia, puoi rientrare con me” le disse “anch’io rientrerei a casa volentieri”
-“No! vogliamo stare insieme, la nostra è una vecchia amicizia e sentiamo il bisogno di parlarci” , Tino non poteva aggiungere più nulla e si sentì piantato in asso, tanto valeva che rimanesse in quel posto per affogare la sua sconfitta. Si avviarono frettolosamente con Pippo verso la macchina e rientrarono a casa. Durante il viaggio Alessia propose a Barbara di fermarsi a dormire da lei, non sarebbero rimaste sole e si sarebbero sfogate, così fù, e anche il secondo uomo fu scaricato.
Entrarono a casa di Alessia alle 3 della mattina, e dopo essersi sistemate e ripulite per la notte, furono d’accordo per andare a letto insieme: avrebbero potuto parlare o dormire insieme se e quando lo volevano.
Le due amiche ebbero tante cose da dirsi, tante sensazioni da condividere, valutazioni poste e corrette e poi stabilite in modo oggettivo: così presero la consapevolezza, o la persuasione, che quelli non erano stati ne stupri ne violenze, dal momento che coincidevano con molte delle loro fantasie erotiche che fino ad allora non avevano mai trovato realizzazione.
Tino da parte sua se ne tornò a casa da solo, non avendo ritrovato i cari amiconi del circolo, durante il tragitto ripensò alla serata, senza riuscire a capire se era andata bene o no,
-“Beh… in fondo è riuscita bene: ci siamo divertiti, ho finalmente avuto un rapporto sessuale con la mia ragazza, anche se non pieno, ma il luogo pubblico non lo permetteva… e quindi io sono stato corretto. Avrei potuto penetrarla ma io sono un galantuomo e mi sono limitato a fare giochi da ragazzo… eh sì, è anadta proprio bene” la sua spiegazione era coerente e corretta, ma sentiva che qualcosa non era andato in modo giusto, eppure più analizzava la nottata, più non vedeva errori da parte sua.
“Forse lei, ad un certo punto è diventata un po’ scontrosa” adesso emergeva alla sua mente ancora eccitata la differenza tra l’umore della ragazza fino al momento del diverbio con gli amici e dopo: sembrava proprio che avesse cambiato disposizione verso di lui
“Ma certo! E’ comprensibile: quei maiali l’hanno masturbata in pubblico…” il pensiero lo eccitava ancora “e giustamente, lei che è una ragazza corretta non ha gradito lo scherzetto, e ha cambiato umore… meno male che la sicurezza ci ha divisi! Io, d’altra parte sono stato bravissimo: quando lei mi ha detto tutto, l’ho perdonata e portata a ballare. Bravo Tino” Bravo Tinozzo! “ i suoi ragionamenti arrivavano sempre alla stessa conclusione: la serata era stata un successo. Restava quello sgradevole incidente con gli amiconi, ma sono cose che poi con il tempo passano, e poi… l’idea che lei si fosse fatta strapazzare in quel modo da quei quattro mandrilloni, continuava ad eccitarlo,
“Quanto a me… trombà: ‘un ho trombato… ma cazzonchio, ci sono andato vicino questa vorta!” e potè rincasare soddisfatto della bella avventura.

FINE

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