“… e due!” - 10° capitolo del romanzo “L’amica di Tino Segoni”

Scritto da , il 2020-07-02, genere comici

- Cap 10 – “… e due!” - 10° capitolo del romanzo “L’amica di Tino Segoni”

Tino era andato al bancone a bersi uno sciacquone anche per riflettere sull’accaduto, e trovò Pippo intento apparentemente a fare la stessa cosa:
- “Al signore offro io” disse al barista, come se fosse stato al circolo, Pippo si voltò e parve rallegrarsi di rivederlo,
- “Oh, carissimo, come sta andando le serata?”
- “Mah… a tratti bene, a tratti non so…”
- “Anch’io sono perplesso… questo locale non mi piace… poi stanotte la mia donna è agitata” gli disse Pippo,
- “Anche la mia è strana” Tino si compiacque di chiamare Alessia la sua donna, anche se indirettamente, e la cosa gli dette così piacere che volle esagerare,
- ” Abbiamo fatto sesso in una zona buia del locale, ma poi lei ha voluto restare sola una mezzora”
- “Eeeeh… caro Tino, queste ragazze sono lunatiche, cambiano umore velocemente… Barbara e Alessia per certi lati si assomigliano”
- “Ah sì… e in cosa tu pensi che si assomiglino?
- “Sono due ragazze molto belle ma anche molto ricercate…”
- “Eh sì … e non è facile stare attenti a tutte le pressioni che ricevono…eh! Lo so….lo so” fece facendosi serio Tino, calandosi nella parte
- “Ahh! Io ci ho rinunciato, tanto oramai è grande, sa quello che fa…”
- “Beh sì, esatto…. Vedi anch’io ogni tanto la lascio da sola, come adesso, magari ha bisogno di stare un pò con se stessa… ma Barbara ora dov’è andata, ti ha chiesto anche lei di rimanere un po da sola?”
- “Mah… ha detto che andava al bagno e poi faceva un salto alla sala da ballo del latinoamericano a vedere qualche coppia di bravi ballerini… boh, ma è scostante” Tino non capiva cosa voleva dire scostante me annuì,
- “Ehh… avere come fidanzate delle belle ragazze come loro, a volte ti stanca…”
Intanto Barbara si aggirava curiosa in quella strana discoteca, salì la scalinala laterale e visitò due sale da ballo al primo piano, dove andava musica anni ’80, poi si fermò al bancone e ordinò uno spritz; nel suo vagare fu rintracciata di nuovo dall’allupato Dan Casprini, un grande estimatore del suo magnifico sederino,
- “Figa! Eccola là, ora mi avvicino… guarda come sculetta…. Figaaa! Non avevo mica visto bene come cazzo era vestita questa stasera! Che cazzo, ha una finzione di vestito trasparente e niente sotto?” la seguì deciso ad abbordarla, non staccava gli occhi da quel culo paradisiaco che ondeggiava a pochi metri da lui, la vide dirigersi verso il bancone bar e quando le fu vicino la sentì chiedere uno spritz,
- ““pago un ginfizz e lo spritz della signorina”, Babara si voltò e riconobbe un volto noto.
I due in realtà frequentavano giri diversi, ma era capitato spesso che si incontrassero in paese, inoltre Barbara aveva fatto la sua conoscenza ad uno degli aperitivi di Alessia, anche se poi non lo aveva più visto; certamente Dan non era il tipo che potesse interessare a Barbara, troppo rozzo e in molte occasioni le era apparso anche un maleducato, adesso però gli parve più accettabile.
- “Ohh! Grazie… Dan, vero?”
- “Si, grazie a te, perché ricordi il mio nome”
- “Ma figurati… ci siamo conosciuti a casa di Alessia”
- “Si, ricordo… ma io ti vedo spesso in paese” stava pensando che in realtà quello che vedeva era soprattutto il suo culo,” ma sei sola?”
- “No….beh… sono venuta proprio con Alessia”
- “Oohh! Ma guarda…” si fermò per non dire a voce alta quello che stava pensando “figa! Due fighe così da sole… qui? Quindi c’è anche quell’altra? “
Sorseggiarono i loro drink al bancone, poi si diressero verso un’ampia balaustra che si affacciava direttamente sulla sala centrale, questa era arredata con tavolini bassi e poltroncine; osservarono la folla danzante sotto di loro e cominciarono a ballare a loro volta mossi irresistibilmente da brani divertenti come “Willy use a billy boy”, stavano affiancati a ridosso della ringhiera e Dan non potè fare a meno di appoggiare una mano sul sederino di Barbara, pensò “Figa! Da quanti anni volevo accarezzare questo bel culo… mmmhh senti come lo muove ballando… piano Dan, vacci piano, sfiora appena…”, lei continuava a ballare non facendo caso alla sua mano fino al momento troppo leggera per essere considerata una molestia.
Dietro di loro, passò il Big Bang che in realtà si chiamava Banga, un gigante nigeriano che lavorava come corriere nella ditta di consegne dello zio del Casprini, un tipo tranquillo che riceveva spesso le prese di giro dirette a lui con fragorose risate, e gli piaceva anche il soprannome di Big Bang che gli avevano dato gli scavezzacollo del paese. Riconobbe da dietro il Casprini ma non conosceva Barbara, tuttavia fu subito attratto dal sedere della ragazza che ballonzolava sotto la mano insinuante di Dan, si avvicinò ai due restando dietro e salutò l’amico:
- “ Giao Gasbrini!” quello si voltò e scoppiò in una risatina di gradita sorpresa
- “Figa! Guarda chi c’è… il Big Bang… grande! Coma va ragazzo? Conosci Barbara?” lei si voltò riuscendo a sottrarsi alle carezze del Casprini e sorrise stentatamente al negrone,
- “Barbara” le fece Dan “ti presento il Big Bang, lavora da mio zio, è un bravo ragazzo…”, lei dovette alzare lo sguardo per guardarlo in viso, visto che la sopravanzava di oltre 20 centimetri nonostante i tacchi.
- “Piacere Barbara” le disse cordialmente, ma non gli tese la mano; i tre rimasero in piedi a ridosso della ringhiera osservando la gente nel salone sottostante che ballava, Dan poi iniziò a scambiare due battute con il ragazzo e ogni tanto gli lanciava occhiate di ammiccamento,
- “Bella serata… ho avuto la fortuna di incontrare Barbara che conoscevo da tempo, ma non c’eravamo piu visti… lei è qui con una sua amica. Ma dimmi Barbara, dov’è la tua amica?”
- “Ah, ora sarà in qualche sala da ballo… ma la discoteca è talmente grande che ci si perde con facilità” Barbara riprese a ballare al suono delle musichette degli E-Rotic che costituivano la base musicale di quella parte della notte, poi Casprini chiese a Big Bang di andare a prendere degli Spritz per tutti e tre; quando il ragazzone tornò Dan aveva ripreso il suo lavoro di mano che non cessò neanche per il drink, “Figa!” pensò “guarda come sculetta questa quà… sento le sue mele muoversi sulla mia mano!” , dopo aver finito i drink, Big Bang prese diligentemente i bicchieri vuoti e li appoggiò su un tavolinetto e abbassandosi potè osservare ancora meglio il culetto di Barbara che la mano del Casprini scopriva sempre più.
Lei lo respinse una prima volta, prendendole la mano e allontanandola dalle sue natiche, poi la palpazione riprese con tutto il palmo della mano, dovette far buon viso a cattivo gioco e si convinse che fossero solo innocui appoggi della mano e poi, l’alcool cominciava a intorpidirla. Banga si avvicinò di nuovo a loro e si rivolse a Barbara con una uscita inaspettata:
- “Du Babbara ballare bene, du muovere come se fare soledigo… mi piace! Eh eheh”, e iniziò a darle pizzicotti sui fianchi, facendole veramente del solletico, lei dette un urletto e cominciò a divincolarsi:
- “Noo! Ah ah…il solletico no… noooo! daiiii! Ah ah!” ma così facendo il suo minidress aderente di pizzo si sollevò, le mele del culetto si mostrarono completamente libere dal pizzo trasparente del vestitino e già che il gioco era iniziato, Dan le tirò su anche la parte anteriore del tubino, dando la colpa a Big Bang:
- “Ehiii…Big! Figa! Stai attento… le stai tirando su il vestito…eh eh eh!”
- “Ohhhh! Nooooo!?.... ma cosa fate? Fermii….. aaahhh!” continuando a divincolarsi con movimenti repentini, la stringa del suo perizoma si allentò e le scivolò lungo le gambe, lei dette un urletto e cercò di afferrarlo con una mano,
- “Noooo… !”
- “Siiii!” fece Dan e le tirò su la mano, causando la caduta a terra del perizoma.
A quel punto Dan ridendo a crepapelle lo raccolse e alzò il braccio sventolandolo in alto, lei gli si aggrappò al collo e cercava di arrivarci con dei saltelli, mentre da dietro Banga continuava a farle il solletico sui fianchi, godendo della vista del suo sedere perfetto completamente nudo e ballonzolante. – “ Tieni Big Bang, prendilo te, perché questa mi salta addosso…ah ah ah!” con un gesto veloce Dan passò lo straccetto al negrone, che ridendo corse via verso le poltroncine, Barbara si voltò di scatto e si gettò all’inseguimento di Banga, ma lui andò a mettersi dietro la spalliera di una di queste facendo il gesto di voler restituire il maltolto alla ragazza, ma quando lei allungava le mani per riprendersi la sua lingerie, lui la tirava a sé allontanandogliela dalla presa, poi Barbara, cercando di avventarglisi addosso, montò con le ginocchia sulla poltroncina e si protese in avanti, fu allora che Big Bang le afferrò le braccia e la tirò tutta verso di sé. Casprini seguiva da dietro e lo spettacolo che gli si parava davanti agli occhi era incredibile, non poteva chieder di meglio: si abbassò su di lei e cominciò a leccarle culo e passera avidamente da dietro.
- “Ohhh!....noooo! mmhhhhhh! “ Barbara potè fare poca resistenza, anche perché uno le solleticava i fianchi e le ascelle dal davanti e l’altro la stava lavorando di lingua nelle part intime.
Restarono in quella posizione per diversi minuti, mentre lei si dimenava e gemeva, poi quando il Casprini le sentì colare la passera, si sfoderò l’uccellone che fremeva già eretto nei suoi pantaloni e la penetrò. Banga capì che poteva andare avanti anche lui e non esitò a tirarsi fuori il cannone per metterlo in bocca alla ragazza, che tenuta saldamente ferma per le ascelle, in quella posizione offriva tutte le possibilità “lavorative”.
La scoparono per una buona decina di minuti in quel modo, poi Dan volle togliersi la soddisfazione del suo amato culetto, e dopo una approssimativa lubrificazione salivale, le entrò dentro. Barbara era oramai già partita e il suo popò era già stato abituato a lavori di quel genere, la cosa le piaceva e ora si godeva anche il cazzone immenso del negro nella sua bocca.
Qando Casprini le scaricò un’inondazione di sperma nel culo, Big Bang le liberò la bocca e lei potè esprimere il suo apprezzamento, oramai poco attenta alle forme:
“ Siiiiii…. Dammelo tutto …siiiii mmmhhhh”, Dan fece cenno a Big Bang di cambiare posto e andò velocemente a pulire il suo uccello nella bocca di Barbara, allungandole le mani sui capezzoli che si muovevano verso il basso al di quà della spalliera della poltroncina, mentre l’altro si preparava per la seconda carica.
La scoparono per un altro quarto d’ora, durante il quale lei ebbe un pieno orgasmo, aiutata dalla sua mano finalmente libera di stuzzicarsi il clitoride.
* * * *

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