La segretaria (5) - sogni perversi

Scritto da , il 2019-10-13, genere dominazione

La storia con la mia segretaria Francesca continuava e credo che iniziasse a piacerle davvero essere trattata in quel modo deciso e ruvido.
Io sinceramente non sapevo perché con lei mi venisse da fare così, visto che non è la mia tipica natura.
In ufficio per fortuna nulla era in apparenza cambiato ma quando partivamo insieme, se dovevo passarla a prendere a casa si faceva trovare con abiti più provocanti del solito: generose scollature, gonne corte, tacchi alti.

Durante un lungo viaggio in auto verso il nostro ufficio di Monaco mi rivelò che aveva iniziato ad uscire con un ragazzo che le piaceva e che la settimana prima lui si era fermato a dormire da lei e avevano fatto sesso. Mi disse che era la prima volta che riusciva a sentirsi disinibita con un uomo e che era riuscita a godere molto.
Le chiesi se voleva interrompere la nostra relazione e che avrei capito. D’altronde anche io ero sposato.
Come risposta mi guardò con aria maliziosa, sollevandosi lentamente la gonna e mostrandomi che non indossava l’intimo.

Le infilai una mano in mezzo alle gambe e la punii masturbandola a lungo mentre guidavo in autostrada, facendola contorcere sul sedile.
Godeva vistosamente, senza nemmeno preoccuparsi di essere vista dalle altre auto intorno. La trovavo cambiata.

Quella sera, mentre era a quattro zampe sul letto e la stavo scopando le misi due dita in bocca e lei iniziò a succhiarle a dovere.
Era diventata davvero molto brava a fare i pompini.

- Ti stai immaginando di avere il tuo ragazzo qui davanti a te, vero? Io che ti scopo da dietro e lui che te lo infila in gola. Vedi che stai davvero diventando una cattiva ragazza? Adesso hai bisogno di almeno due uomini per soddisfarti…. Si vede che hai voglia di due cazzi tutti per te, piccola troia…

Non rispose.
Si sfilò, cambiando posizione e prendendomelo in bocca con foga finchè non gliela riempii di sperma.

-Non mi hai risposto. Li vorresti due uomini solo per te, vero?
Uscì nuovamente dalla sua zona di comfort e abbassò gli occhi, parlandomi a bassa voce.
- L’idea mi ha eccitata molto…. Ma… no… non voglio…. Lui non è come te…. Poi non mi vorrebbe più…
- Non ho detto che sarà lui
Alzò di scatto la faccia, guardandomi
- Non penserai che…
Le presi i capelli, tenendola ferma. La mia mano cercò il suo sesso e la penetrò. La guardai mentre faceva una smorfia di piacere con la bocca.
- Senti come sei bagnata…. Non dirmi che la cosa non ti eccita da morire….
- Io… non so…
- Ne riparleremo

Continuavo a muovere le dita dentro di lei, mentre la mia bocca finì sul suo seno.
Una sua mano tra i miei capelli.
L’altra a cercare tra le mie gambe.
Scopammo ancora finchè non venni una seconda volta dentro di lei.
Il viaggio continuò come succedeva ormai da mesi. Tanto lavoro di giorno e tanto sesso di sera.
Non parlammo più del suo ragazzo.
Qualche settimana dopo fu lei a tirare fuori la faccenda, durante una cena.
Mi raccontò di una serata con il suo uomo. Lui l’aveva convinta a concedergli il suo bel culo e mi raccontò la scena in cui lei, mentre lui la scopava, aveva chiuso gli occhi e aveva immaginato di avermi lì con loro.
Pensava al mio cazzo in bocca, poi ad una doppia penetrazione come aveva visto in un film.
Scoprii così che sempre più spesso guardava su siti porno, per vedere come le attrici venivano usate durante scene di sesso a tre o anche nelle gang bang.

Non finimmo nemmeno di mangiare.
La trascinai in camera, le tolsi i pantaloni e la penetrai alla pecorina mentre era piegata sul letto.
- Così ti piace guardare le orge…
- Si… mi eccita vedere lei che viene presa da tutti quegli uomini… che cerca di soddisfarli tutti…
- E ti piace vedere come gode, vero?
- Si… riempita…
Le forzai l’ano. Entrai molto facilmente
- Senti come sei larga ora…. Ti piacerebbe essere al posto di una di loro? Con tutti quegli uomini intorno solo per te?
- Non so… è eccitante….
- Non lo vorresti uno sconosciuto che ti riempie la bocca mentre ti sto scopando
-io…. Tu mi fai godere…. Ti amo…..
Pompai furiosamente finchè non venni, collassando sopra di lei.
Avevamo entrambi il fiatone
Non dirlo mai più….
Rimase un po’ in silenzio. Poi mi prese una mano
- Farò tutto quello che vuoi.

m.amorini@email.it

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