Non era previsto Cap. 6 Un Venerdì raccontato da Anna poi facciamo l'amore

Scritto da , il 2018-12-01, genere bisex

“La cosa che mi affascinava di lui era la facilità con la quale cambiava il suo modo di fare, affascinante, spiritoso, dolce un momento, e subito dopo maschio arrapato, duro, prepotente, autoritario”.

Una sera che siamo usciti ha voluto che passassimo dal suo ufficio, mi ha sorpreso con un regalo inaspettato. Un tubino corto, nero, senza maniche, collo all’americana, ha voluto che lo indossassi subito…. Li davanti a lui. Un po’ stretto sul seno…. Leggermente aperto sulla schiena… mi fasciava completamente il corpo, ha completato l’opera con un paio di decolletè Louboutin, gli saranno costate un occhio delle testa…. credevo volesse fare l’amore li invece un bacio… un complimento e poi via in macchina con lui. Li…. Mi ha chiaramente fatto capire cosa volesse…. Ha preso la mia testa… e delicatamente l’ha portata tra le sue gambe. Ho cominciato ad armeggiare con la sua cintura, ho aperto i suoi pantaloni, dai quali ha fatto subito capolino quella magnifica bestia che ha…. Mentre la mia bocca pregustava di assaggiare tanto ben di Dio, ho sentito le sue mani trafficare con il bordo del mio vestito… tirarlo su fino alle mutandine… indossavo un perizoma ridottissimo…. Lo ha spostato e ha cominciato a giocare con il mio buchino, mugolavo mentre ingoiavo il suo cazzo. Eravamo in autostrada ormai… ed ho avuto come l’impressione… che nei sorpassi, quando superava i tir, quasi riducesse la velocità, si soffermasse, come voler dare la possibilità all’autista di godersi una scena simile. Forse l’ho immaginato, ma lui avrebbe potuto farlo senza che io avessi la forza, la volontà di oppormi.
Umettava le sue dita, per bagnarmi il culo, poi mi ha fatto tirare su, aveva uno strano oggetto in mano, un cono di silicone credo, stretto in punta ma abbastanza largo alla base, bè direi molto largo. Ha voluto che lo bagnassi, che mimassi con lui le attenzioni che fino ad allora avevo rivolto al suo cazzo. Poi lo ha preso… lo ha puntato sul buchino… ha spinto, e lo ha infilato tutto, tutto dentro…. Oddio Stefano…. Lo sento ancora dentro adesso…. Rivestiti adesso mi ha detto. Come? Lo tolgo? Niente affatto…. Tienilo, sistemati le mutandine… il vestito…. Stasera lo terrai per me.
Di quella serata ricordo la difficoltà iniziale di avere movimenti fluidi… la sensazione provocante di essere tra la gente e di celare il segreto di avere qualcosa infilato nell’ano, era una eccitazione non solo mentale però, amplificata dalla reale sensazione di avere qualcosa che veramente mi stava penetrando. Avevo paura che qualcuno si accorgesse della mia condizione, mentre lui giocava tenendo a volte andature più svelte, poi più lente… obbligandomi con una scusa qualsiasi a piegamenti improvvisi. Credo che sul mio viso ci fosse un’espressione di appagamento difficile da nascondere, da non riconoscere, mentre lui mi sussurrava a volte parole dolci, altre volte meno… quasi volgari, ma… Stefano ti senti bene? Cos’hai… cos’hai tra le gambe oddio non ti ho mai visto così eccitato… sei un porco lo sai?”
Ora il porco ero io…. Ma forse era proprio così. Questo stato di eccitazione mentre la tua donna ti racconta cosa ha fatto con un altro uomo non è normale, non è giustificabile. Ma purtroppo per me e per lei reale. Normalmente chi tradisce o lo fa per amore, o per vivere un’avventura… quello di Anna non sembrava nessuno dei due casi, mi tradiva senza pentimento, convinta di fare il suo e il mio bene…. ma adesso da solo, vengono a mancarmi alcune certezze…. Tutto ritorna in discussione, è così ogni volta che mi allontano da lei. In fondo quei filmati erano per lui…. Chi mi dice che una volta scoperta…. Non abbia modificato la verità…. Guardami…. Quel guardami suona ora nella mia testa in tanti modi diversi. Ho bisogno di averla accanto altrimenti impazzisco… dove sarà ora…. Ti chiamo….
“Ciao amore… dove sei”
dove sei tu vorrei dirti, “Mi manchi….” sussurro.
“Dai Stefano sto lavorando ora, non possiamo sentirci più tardi?”
“Sei da lui?”
“Non fare così… no… non sono da lui”
“Lo hai sentito?”
“si…, l’ho sentito, mi ha scritto stamattina e poi mi ha chiamato”
Bene, un quadretto interessante…. E io sono lo stronzo che ti disturba mentre lavori….. “No Stefano non è cosi aspetta esco e ti richiamo”. Sono furioso, deluso, mi sento malissimo…. Ho lo stomaco in pezzi. Ecco mi richiami, “Stefano dimmi una parola una parola sola… e….. non ti parlerò più di lui…. Non lo vedrò….. dio questo non riesco a promettertelo, tenterò di non vederlo più. Sai io ho pensato tanto a lui… quando sono con te…. Ma penso sempre a te quando sono con lui… vorrei che fossi li… con me…. Che godessi del mio piacere, che virtualmente mi accompagnassi in questa avventura. Ma sono disposta ad accettare qualsiasi tua decisione, per il tuo bene… la persona più importante al mondo per me; e anche per me stessa.”
Ora avevo l’opportunità per metterti con le spalle al muro….. una sorta di Aut Aut o me o lui, ma le parole non mi escono dalla bocca… cosi facili da pronunciare, ma qualcosa mi obbliga al silenzio, vicino a te riacquisto la mia sicurezza, la mia voglia di sentire i tuoi racconti e vivere questa sua passione, con te, in te, per te.
No non te lo chiederò, perché so che non è quello che vuoi…. “ O caro… mi fai felice… devo dirti alcune cose ancora… ma non adesso…. Stasera a casa…”
Una volta a casa rimango in attesa del tuo arrivo, ma l’attesa si prolunga sino all’ora di cena. Il mio umore è andato peggiorando nel corso del pomeriggio, e quando arrivi non sono gentile, non ne ho voglia, mi indispettisce la tua allegria, la tua bellezza, la tua sfrontatezza.

Ti guardo con sguardo inquisitore cercando di captare particolari inquietanti, ma fai presto a farmi cambiare umore, sei amorosa, sempre vicina, dimostri quello che io sono per te. Mi aduli, giochi con me, consapevole di eccitarmi, mangiamo in fretta, tutto sembra come pochi giorni fa, scherziamo ridiamo…. Dio quanto ti amo…. “Stefano, oggi mi hai fatto paura… perché quella telefonata…. Vuoi che te lo ripeta…. Senza di te per me niente ha più senso, questa storia, la nostra storia… vive perché viviamo noi. Senza di noi morirebbe, sono attratta da lui…. Molto…. Perché ci sei tu. Non so se riesco a spiegarmi…. Ma quando faccio l’amore con lui io lo faccio con te. Forse qualcosa di diverso c’è” fai una risatina maliziosa…. “sai perché ho fatto tardi stasera?, sono passata a prendere due cosine per te… per noi… Ho voglia che tu le usi su di me… che sono stata tanto cattiva”. Non ho il coraggio di chiederti dove sei andata a recuperare quelle manette… il frustino…. E uno strano dildo a due teste…. Ma non ho tempo di pensare che tu sei attaccata a me, la tua bocca sulla mia. “Facciamolo qui in cucina…. Sul tavolo……” Sento il tuo seno che spinge contro il mio petto, sento i tuoi capezzoli turgidi sotto il tessuto della leggera maglia che indossi. Come mai sei così eccitata… “venendo a casa non pensavo che a questo momento, secondo te cosa ho sotto… vuoi scoprirlo….? “ Non attendi la mia risposta, armeggi con la chiusura dei miei calzoni, liberi il mio cazzo eccitato… “E’ durissimo….. cosa ti eccita io? I giocattolini? Il dubbio che io forse oggi sia andato da lui? Ti eccita sapere, vedere che lo faccio con lui?” Ti afferro per il sedere e faccio aderire il tuo corpo al mio.. “Un attimo mi spoglio…” Ti sfili la maglia, i jeans e rimani solo con l’intimo di marca, leggermente trasparente, bellissimo. Divarichi leggermente le gambe, prendi la mia mano e la fai scivolare verso il pube, perfettamente liscio. Mentre mi baci insinuo un dito tra le tue gambe, ti abbassi leggermente, accogliendolo nel tuo ventre, nella tua fica leggermente dilatata. Ti stai bagnando sempre più e inizi a spingermi verso il divano. Mi fai cadere giù… e cali su di me, accogliendomi nella fica. Sai muoverti con grazia, e quando vuoi godere lo fai in modo meraviglioso… gli occhi socchiusi…. Lo sguardo distorto da un’espressione di puro godimento…
“Cosa faresti se adesso lui fosse qui…. Gli permetteresti di approfittare di me…. Magari da dietro….. ohhhhh mentre tu mi scopi….. dio…….” Mi poni queste domande continuando a muoverti sempre più velocemente, poi sali e scendi lentamente facendo scorrere il mio cazzo dentro di te. “Sto per venire rispondimi, rispondimi!!” Hai un fremito, spalanchi gli occhi, mi sussurri “Vengo….” Quando vuoi tu, quando vuole lui, amore mio…. Rispondo, vorrei prolungare questo magico momento che precede il mio piacere. “Davvero?” rispondi maliziosa mentre scendi ancora lentissima e contratta sul mio sesso…. Spingo in alto il bacino e vengo anche io…. Non posso più resisterti. Ti lasci riempire “Rimani dentro! Per sempre” mi preghi. Sento il mio cazzo perdere consistenza, sento ancora le tue contrazioni, il mio seme che bagna entrambi. Mi guardi, aspetti che il respiro si regolarizzi, e poi mi baci sulle labbra… “Neanche hai usato i miei acquisti…. Lo farai presto vero? Lo farai quando mi vedrai ancora con lui…” Non ho mai ascoltato una minaccia più dolce. Sorridi maliziosa, “Sei la mia vita amore mio” poi ti alzi e io rimango a guardarti mentre ti allontani, ondeggiando con grazia, come una dea… la dea dell’amore.

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