Erotici Racconti

Le Jenaise (atto 5-5)

Scritto da , il 2018-11-07, genere dominazione

Cap.21 L'Aspirante
Occorrono diversi giorni prima di arrivare, nel frattempo riprendo la mia solita e intensa vita sessuale a bordo. Oltre all'amore, gli uomini iniziano a farmi fare dei giochetti, tanto per divertirci un po’, dicono. Mi bendano gli occhi e mi legano le mani dietro la schiena ed io, facendo l'amore orale, devo indovinare di chi.., a chi lo sto facendo, e se non indovino mi mettono su le ginocchia "come si faceva una volta" e mi sculacciano "non molto forte". Allo stesso modo "con la benda" faccio l'amore contemporaneamente con tutti e tre e, devo indovinare chi c'è sopra, chi sotto e.... chi di fronte. Quando mi masturbo devo chiamarli e, siedono di fronte a me, uno a fianco dell'altro, a guardarmi "proprio come al cinema". Una sera faccio un vero e proprio spettacolino come al Night-club; mi vesto tutta a puntino poi inizio a fare lo spogliarello ballando con una musica adeguata e quando sono nuda inizio ad usare quegli "oggetti", però l'orgasmo non lo raggiungo, perché non "resistono" a star li seduti e.., me lo fanno avere loro. Una volta rovesciano nella vasca da bagno il contenuto di un mucchio di bottiglie di champagne poi mi fanno entrare e, mentre mi masturbo, con le coppe prendono il vino e bevono oppure me lo rovesciano addosso.

Eh si!., credo proprio di si. Venezia è sicuramente la città più bella del mondo, rimango talmente affascinata da lei che per sei giorni non facciamo altro che girarla per il lungo e il largo alla scoperta d’ogni sua chiesa o museo o angolo più nascosto e, le sere, alla scoperta dei locali e "ostarie" più esclusivi e originali. La sera.., anzi la notte prima di partire "erano quasi le quattro del mattino" mentre camminiamo per le str.. le "calli" per tornare alla barca, accorgendosi che non incontriamo nessuna persona Lorenzo mi fa spogliare nuda "con le scarpe" sull'angolo di una di quelle stradine e, davanti agli altri due che eccitati acconsentivano, mi prende per mano e dice: verrai così fino alla barca "mancava circa un chilometro". Per qualche centinaio di metri va tutto bene poi arriviamo davanti ad uno dei molti ponticelli a forma di "U" rovesciata dove non si riesce a vedere dall'altra parte. Mentre noi iniziamo a salire, dall'altra parte due coppie di persone "sui trent'anni" a loro volta salivano sul ponticello. Quando c’incrociamo "in cima" si bloccano di colpo gurdandoci "o guardandomi" ti puoi immaginare in che modo e, nel silenzio più assoluto e molto velocemente li superiamo e ci fermiamo poco più avanti quando non possono più vederci. Accidenti, dice Massimo, avete visto che faccia avevano?, li abbiamo fatti "morire". Lei.., li ha fatti "morire", dice Lorenzo. Ragazzi, dice Ludovico, vi rendete conto che oggi abbiamo disobbedito ad una delle "Regole" fondamentali su le Jenaise?., l'abbiamo mostrata a chi non le conosce. Cavolo è vero, dice Lorenzo, non ci avevo pensato se lo sa mio padre mi disereda. Pensate, dice Ludovico, se fra loro c'era un fotografo che se ci avesse ripreso ora saremmo nei guai. Davanti a lei, dice Lorenzo, anche il miglior fotografo avrebbe reagito allo stesso modo. Si, dice Massimo, come uno scemo. Grazie del complimento, dico io. Comunque, dice Massimo alzando il braccio verso l'alto, questo sarà il nostro segreto, poi grida: " Tutti per una? "; Lorenzo e Ludovico alzano a loro volta il braccio e prendendosi per mano gridano tutti insieme: " Tutti per Una ". Io metto la mano sopra la loro e ridendo dico: e una per Tutti, poi mi portano in un angolo, mi fanno abbassare, si stringono intorno in modo che se passasse qualcuno non mi vede e mi fanno fare l'amore orale "con bevuta". Partendo da Venezia mi prometto di tornarci per il carnevale con un bellissimo costume. Ripartiamo e ci fermiamo per tre giorni a Riccione, qui ho pensato ancora a te e a quella volta che ci venimmo in gita. Ti ricordi con quale invidia guardavamo la gente che si divertiva mentre noi venendo da quel minuscolo paesino, con pochissimi soldi in tasca, ci sentivamo piccole e frustrate guardando quei negozi e quella vita. Ma questa volta era diverso, molto diverso.

Ripartiamo per l'ultima tappa prima di rientrare a casa e cioè Forte dei Marmi. Per arrivare qui dobbiamo fare il giro dell'Italia e, il giorno che partiamo da Riccione, Lorenzo mi dice che da oggi non dovrò più lavarmi e dovrò rimanere sempre nuda. Per undici giorni "finché arriviamo a Forte» fanno altro che spruzzarmi quella "roba" su tutto il mio corpo "non ti dico quante volte al giorno" e quando arriviamo non so!., se avevo un pezzettino della mia pelle che non fosse coperta da quel "liquido". A Forte dei Marmi arriviamo per un motivo ben preciso. Massimo conosce una ragazza con cui è uscito diverse volte e pensa che potrebbe diventare una Jenaise. Si chiama Piera, lavora in una pizzeria vicino a quella famosa discoteca frequentata dai Big "La Capannina" ma vive in un paese a pochi chilometri da qui verso l'entroterra e naturalmente è molto carina. Lui non ha il coraggio di parlarle delle Jenaise, pensa che i due o tre tentativi che ha fatto fino ad ora sono andati male perché non sa trovare il modo giusto di affrontare il discorso, così mi chiede di provarci e cercar di capire se può essere o meno una come me.

Piera "vent'anni" è molto disinibita e non ha nessuna difficoltà a venire a vivere con noi su la barca, dorme con Massimo con cui fa l'amore senza problemi e si vede che è molto affascinata dalla nostra vita "chi non lo sarebbe". Le poche ore di libertà dal suo lavoro "il mattino e tre ore il pomeriggio" le passa con noi così, un mattino mentre prendiamo il sole sul ponte in topless "non volevo fagli vedere la J" e gli uomini sono via le dico: sai che a Massimo piaci molto?. Anche a me piace molto, mi risponde. Lo ami?. Si.., credo di si.., è simpatico, intelligente, carino e.., ricco. Proprio il "Massimo", dico ridendo. Eh! si.., risponde ridendo. Se ti chiedesse di andare a vivere con lui ci andresti?. Certo, non ho problemi in questo, i miei genitori mi lasciano molta libertà altrimenti non sarei qui. E come amante?. Perché è sposato?. No, ma se lo fosse , lasceresti tutto per andare con lui come amante?. Non lo so!.., forse si ma avrei paura che dopo un po’ si stanca e mi abbandona lasciandomi senza un lavoro né nulla. Io invece ho accettato e vivo con Lorenzo da quattro anni e per fortuna non mi ha ancora abbandonata anzi mi tratta come una Regina. Devi amarlo molto, mi dice. Si, le rispondo. Sai!, Massimo vorrebbe chiederti di diventare come me e di andare a vivere con lui ma non ha il coraggio di farlo. Ha chiesto a te di farlo?. No.., lo farà lui quando penserà che sia il momento giusto, io sto solo cercando di aiutarlo di mia iniziativa anzi mi faresti un favore se non gli dici nulla. Va bene. Diventerai la mia compagna di viaggio?, gli chiedo. Non lo so, mi risponde, ci devo pensare. Però c'è un'altra cosa che vorrei dirti, sai che differenza c'è tra moglie e amante?. Certo, l'amante serve per fare sesso e per scaricare i nervi che ti fa venire la moglie "ride". Questo per una persona normale, dico, ma per un miliardario è diverso. In che senso?. Per loro è solo ed esclusivamente sesso con la differenza che non devi mai rifiutare quello che ti chiedono in cambio però ti daranno tutto quello che vuoi. E se ti chiede di fare l'amore con un'altra persona?. Beh!.. "non so cosa dire", questo dipende da lui, in ogni modo per loro la regola più importante è quella che tu non dica mai di no. Se lo fai?. Allora succederà quello che hai detto e ti lascerà al tuo destino, se Massimo ti chiederà di divenire la sua amante ti chiederà di scrivere una dichiarazione in cui t’impegni ad accettare tutte le sue richieste. L’hai scritta anche tu?. Si, gli rispondo. E non hai mai rif....

In quel momento tornarono gli uomini, così interrompemmo il nostro discorso. La sera dico a Massimo che ho avuto una buona impressione da lei così lui decide di chiedergli la famosa dichiarazione. Il giorno dopo Massimo torna deluso, per l'ennesima volta, lei ha detto no: ci ha pensato ma non se l'è sentita di fare questo "passo". Probabilmente si pentirà dico. Il giorno dopo partiamo per tornare a casa "dopo due mesi di vacanza" con un po’ di "amaro in bocca". A casa, saluto Massimo e gli dico: vedrai che prima o poi la troverai la tua Jenaise, poi saluto Ludovico e gli dico: cercherai anche tu la tua Jenaise?. No, mi risponde, io non ho un carattere come Lorenzo. Questi mesi sono stati meravigliosi e credo che li ricorderò per tutta la vita ma se mi innamorerò non riuscirò a fare questo e credo che mi sposerò. Ti capisco, gli dico, ognuno deve cercare d’essere felice nel modo che crede. Mi da un bacio e mi dice: sappi comunque che non ti dimenticherò mai e ho paura che un giorno mi pentirò di non averti dato retta, Addio.

Cap.22 Lorenzo
Lorenzo riprende il suo lavoro "in ritardo" ed io la solita vita tranquilla e, a volte, un po’ monotona. I suoi impegni, qualche volta, lo tengono lontano da me anche nei week-end così, per non sentirmi sola ed annoiarmi frequento un corso per imparare a suonare il Pianoforte, un corso per imparare ad usare il Computer, un corso di Bricolage, un corso di nuoto ed aiuto un'anziana signora proprietaria di un negozio di scarpe giù al paese, che in questi anni frequento regolarmente, a districarsi con la contabilità e la gestione. Una sera chiedo il permesso a Lorenzo di poter indossare gli slip in certe occasioni "devo sempre stare attenta a come mi muovo" quando sono fuori della villa, ma non vuole sentir ragioni e mi dice: e ricordati che una vera Jenaise tiene le gambe aperte anche quando è sola e nessuno la vede "ma io già lo facevo".

Così anche quest'anno si avvicinano le feste, e mentre discutiamo su dove trascorrerle e con chi, chiedo a Lorenzo notizie di Ilenia visto che sono molti mesi che non ci sentiamo ma anche lui non ne sa nulla. Domani proverò a telefonare a Carlo, mi dice, e sentirò che programma ha per le feste. E quel famoso locale di Nizza?, gli dico, come mai non me ne hai più parlato?., hai paura che scappo un'altra volta? "mi viene così, senza motivo apparente". Forse si, mi risponde, perché?, ci vuoi andare?. Si.., gli rispondo, m’incuriosisce molto e questa volta mi sento pronta. Aspetta a dirlo, prima di decidere ti devo dire di cosa si tratta e quali sono le "Regole" di quel posto. Quella è una "casa" esclusivamente per le Jenaise i loro amanti e chi le conosce, la prima volta che ci vai sarai presentata a tutti e tu dovrai farti conoscere "mostrando" ad ognuno di loro "gli amanti" il tuo.., diciamo "le tue qualità" nello stesso modo come quando sei tornata alla villa; alle Jenaise, invece, dovrai dare un bacio sulla bocca con la lingua tenendo la bocca aperta in modo che si vedano le lingue che si toccano. Ci sono anche "amanti" donne?. Si certo, e capirai subito chi sono. L'unica "Regola" di quella "casa" è che chiunque di quelle persone "gli amanti" potrà fare l'amore o qualsiasi cosa vorrà con te e, tu non potrai rifiutare e neppure io. Io però, di conseguenza, potrò fare quello che voglio con le altre Jenaise. Non riesco a dire una parola questa cosa mi spaventa e nello stesso tempo mi eccita, e lui mi dice: pensaci bene, se accetterai di entrare li dentro automaticamente accetti anche le "Regole" e!.. dovrò pensarci bene anch'io.

Quella notte non riesco a dormire, si ho fatto l'amore con le donne, con tre uomini contemporaneamente, ma sicuramente quella di Nizza è un'altra cosa. Quel pensiero mi sconvolgeva e mi eccitava allo stesso tempo, cercavo d’immaginare come fosse quel "posto" e, a quello che succedeva li dentro; poi mi ricordo di Simona e.., no!., non so se riuscirei a fare quelle cose. In ogni caso non sarò io a decidere ma Lorenzo, comunque, se deciderà di portarmi, credo che.., non me ne andrei. Il giorno dopo Lorenzo mi dice: Ho telefonato a Carlo, non potrà passare le feste con noi perché ha degli impegni così ho deciso di portarti a Nizza per l'ultimo dell'anno. Come vuoi, gli rispondo, sei tu a decidere. Il ventinove ci trasferiamo in un albergo di Nizza e lì aspettiamo la notte di S.Silvestro girando per la città i suoi locali e i suoi negozi, sono molto nervosa e tesa, ma anche lui lo è, parliamo poco e facciamo di tutto per scaricare la tensione "anche per lui era la prima volta che entrava in quel posto". La sera del fatidico giorno, dopo la cena in camera dell'albergo, mi fa spogliare, mi fa indossare un paio di calze di nylon autoreggenti poi prende un vestito "non lo avevo mai visto" e dice: Questo l'ho fatto fare appositamente per quest’occasione. All'apparenza è un bellissimo vestito blu di seta, neanche tanto corto "appena sopra il ginocchio" con colletto polsini e un volant di velluto nero solo che, mentre sul davanti è un normale vestito, dietro rimango tutta scoperta "si allaccia sui fianchi con un lacerto di un centimetro di spessore e dietro il collo con un bottone" è come se fossi mezza nuda e mezza vestita, poi indosso una collana di perle e la mia pelliccia lunga "fino ai piedi" e partiamo.

Sarà la solita bella villa con parco alla periferia della città, pensavo, ma mi sbagliavo. E'.., non so se dire un palazzo nuovo costruito in stile di una volta o un palazzo vecchio ristrutturato a nuovo " di tre piani" proprio su la strada quasi nel centro della città. Lorenzo usa un telecomando per aprire il portone d'ingresso "c'era molto traffico e molta gente che camminava sui marciapiedi" e quando entriamo scopro che è un palazzo quadrato con un cortile all'interno tutto in marmo e un vecchio pozzo nel mezzo; tutti i quattro lati interni a capitelli come i cortili dei conventi. Sul lato opposto del pozzo c'è uno scivolo che scende sotto il palazzo dove ci sono i parcheggi per le auto "ci sono una trentina di auto parcheggiate tutte molto costose Ferrari, Rolls-Royce, Merchedes ecc." e un ascensore che ci porta al secondo piano. Ci riceve un signore distinto "Lorenzo mi toglie la pelliccia e gliela da" che dice: Benvenuti, e poi, un momento prego "l'atrio è molto lussuoso con le pareti tappezzate in rosso con dei disegni Damaschi in oro e il pavimento ricoperto di tappeti". Dopo aver posato la pelliccia, il Metre ci dice: Signori possiamo andare "di fronte a me c'è un tendone rosso di velluto che divide l'atrio dal salone come al cinema". Lorenzo mi prende per mano e dice: Sei pronta?, sai cosa devi fare ora. Si, gli rispondo, ma mi tremano un po’ le gambe. Non ti preoccupare vedrai che andrà tutto bene, sarà solo il primo attimo, dice.

Il salone è una vera e propria discoteca con la pista per ballare al centro e tutti i fari e le luci tipiche di una discoteca, il bar su di un lato e tutti i divani disposti intorno alla pista a quadrato. L'arredamento è molto lussuoso, tutte le pareti ed i pilastri centrali sono tappezzati come l'atrio e ci sono tantissimi tappeti che ricoprono tutto il pavimento e cuscini dappertutto "anche perterra". Le luci soffuse mi fanno intravedere in fondo alla sala una scalinata che sale ai piani superiori "è proprio l'idea che avevo di un Harem, penso". Ci sono una cinquantina di persone "alcune stanno ballando" e.., si Lorenzo aveva ragione comprendi subito chi sono le Jenaise "forse io sono la più coperta" e chi gli amanti "tutti vestiti molto eleganti tipico per la serata di capodanno, ma forse qui è così tutte le volte". Il Metre c’accompagna al primo divano dove c'è un signore seduto "un bell'uomo sui quaranta quarantacinque anni". Le presento l'Ingenier, (……) dice a Lorenzo. Lorenzo Taviano dei Roccassunta, dice a lui, per la prima volta nostro ospite. Lui si alza gli da la mano e dice: benvenuto, molto piacere, La jenaise è Angela, dice il Metre presentando me. L'ingeniere mi bacia la mano e dice: benvenuta, e si siede. Grazie rispondo, poi mi giro e mi abbasso con la testa verso il pavimento, apro le gambe e con le mani mi allargo le natiche rimanendo così per qualche secondo. Mi alzo e mi rigiro e lui dice: lei è Miriam, presentandomi la sua Jenaise che stava seduta al suo fianco "era vestita con un paio di calzettoni autoreggenti grigi con dei fili di lamé e un giacchino aperto dello stesso tessuto e naturalmente teneva le gambe aperte". Ciao, gli dico, gli do la mano e m’avvicino per baciarla. Lei apre la bocca e ci baciamo per un po’ con la lingua come mi aveva detto Lorenzo. Ora l'ingeniere presenta Miriam a Lorenzo e lei fa la stessa cosa che ho fatto io, con lui. Questa "presentazione" ho dovuto farla con tutte le persone che erano presenti nella sala "c'è voluto più di mezz'ora". E' gente che proviene un po’ da tutta l'Europa "la maggior parte però, sono Francesi" e, tra gli "amanti", ci sono anche quattro o cinque donne "con la loro Jenaise" tutte però sopra i quarant'anni e, c'è anche un personaggio famoso che vedo molto spesso alla televisione. C'è anche Giorgio con la sua Isabel. Era ora, dice a Lorenzo, che ci onoravi con la tua presenza, e a me, mentre mi abbasso e apro le natiche per la presentazione, dice: sei sempre bellissima, vedrai che ci divertiremo "in quel momento sentii un brivido lungo la schiena".

Tra tutte quelle persone, però, due mi hanno molto "colpita". Una coppia di Francesi "lui è un Duca e lei un'ereditiera, marito e moglie" sui cinquant'anni che hanno una Jenaise in comune alla quale non do più di diciotto anni. Lei è completamente nuda "neanche le scarpe" ed ha la testa completamente rasata come tutto il resto del corpo "anche le sopracciglia", ha due grossi "anelli" nelle "Labbra" giù in basso "come Ilenia", due "anelli" uguali nei capezzoli dei seni e uno "sempre uguale" nel naso "come quello delle mucche". E' seduta sul pavimento fra loro due ed ha un collare al collo con un guinzaglio che lei "la moglie" tiene in mano. Al contrario, l'altra coppia è composta da un ragazzo "sempre Francese" che non avrà più di vent'anni con la sua Jenaise che invece ne ha sicuramente più di quaranta ed è piuttosto cicciottina "è vestita con un corsetto nero con reggicalze e calze uguali e una superminigonna che lascia vedere un pezzo di gamba fra le calze e il reggicalze". Due enormi seni che si appoggiano sul corsetto e un viso che se l’avessi incontrata per strada vestita normalmente avrei sicuramente pensato che quella era una tipica "casalinga". Dopo le "presentazioni", finalmente ci possiamo sedere "vicino a Giorgio", il Metre ci porta da bere al tavolo "faceva anche da cameriere" ed io posso rilassarmi un attimo e guardarmi un po’ intorno. Sicuramente, penso, se ad ognuna di queste Jenaise chiedessi di raccontarmi la sua storia, credo che ascolterei dei racconti incredibili che potrei anche scriverne un libro.

Cap.23 Tutto
Chissà quanti uomini hanno sognato, ballando in discoteca, di poter accarezzare il sedere o il seno o di poter baciare la ragazza con la minigonna che sta’ ballando vicino a lui senza neanche sapere chi fosse, ebbene, questa era una delle cose che qui dentro si potevano fare tranquillamente anzi, potevano anche "prenderti" lì, nel bel mezzo della pista con la gente che ti ballava intorno. E' bello ballare così, mi dice Lorenzo mentre balliamo un ballo "lento" e lui mi tiene le mani sul sedere accarezzandolo "solo che ogni tanto le mani che mi toccano diventano tre o quattro".
Si avvicina la mezzanotte e, mentre si preparano le bottiglie di Champagne, Lorenzo mi dice: dopo che ci siamo fatti gli auguri ti verserò un po’ di champagne sul tuo "sesso" perché, qui c'è l'usanza che mentre noi "gli amanti" ci porgeremo gli auguri stringendoci la mano o baciandoci su la guancia, le Jenaise si faranno gli auguri dandosi un bacio con la lingua proprio lì. A mezzanotte si sente il frastuono dei tappi che saltano e delle coppe che si toccano, brindo e dico "Buon anno" a Lorenzo "baciandolo" poi, lui mi versa addosso un po’ di champagne "freddo" ed io, inizio a baciare e leccare il "sesso" di tutte le Jenaise e loro a me davanti agli occhi eccitati di tutti gli amanti.
Mezz'ora dopo, una signora mi porta a ballare un ballo "lento" mettendomi le mani sul sedere, poi, mi dice: sei molto bella. Grazie, le rispondo. Fammi vedere come baci, ed io comincio a baciarla "un bacio con la lingua molto.., molto.., lungo", poi, "lì in mezzo alla pista" mi fa abbassare e senza neanche bagnarmi m’infila due o tre dita "dietro", io ho un sobbalzo e lei: si!.., sei abbastanza "aperta", bene. Mi rialzo e riprendiamo a ballare. Hai già fatto l'amore con le donne?, mi chiede. Si, le rispondo. Con quante? Due, le dico. Tutt’e tre insieme?. No, una alla volta. Mi chiede di me e Lorenzo e poi dice: quando cinque anni fa ho preso con me la mia Cinzia era ancora vergine, ora è più "aperta" di te, ma non ha mai "preso" un "membro" maschile. Ha "preso" di tutto!.., ma con un uomo mai!.., e, se lo facesse anche una sola volta, la ripudierei subito e lei lo sa. Neanche qui dentro?, le chiedo sbalordita. No, mi risponde, tutti gli uomini qui lo sanno, possono fare tutto quello che vogliono ma non devono fagli toccare il "membro" neanche con la mano. Con le donne, comunque, è diventata bravissima e.., quasi quasi ti organizzo qualcosa con lei e altre due o tre, mi piacerebbe vederti. In quel momento Giorgio c’interrompe, mi prende per mano e dice: scusa Clara ma ora mi occuperò io di lei. Va bene, dice lei, e poi: ciao a presto, guardando me.

Dove mi porti?, gli chiedo. Di sopra, mi risponde, a divertirci "sento un brivido". E Lorenzo?.., non viene?. Certo, se vuole può venire, si gira verso di lui che stava ballando con una ragazza "io non mi ero neanche accorta" e con la mano gli fa un gesto per fargli capire che andavamo di sopra "Lorenzo ci guarda e non dice nulla". In cima alle scale "c'è un lungo corridoio con molte porte da ambo i lati"; Giorgio mi slaccia e fa cadere il vestito poi dice: togliti le calze. Rimango nuda e lui mi fa entrare nella terza stanza su la destra. E' piuttosto grande e illuminata con delle luci rosse molto soffuse, la moquette sul pavimento e un letto matrimoniale con baldacchino su la sinistra. Ci sono tre uomini "quattro con Giorgio" e tre donne "tra di loro anche quel ragazzo Francese con la sua Jenaise cicciottina" anche loro nudi che si stanno baciando e accarezzando sul pavimento. Vai da loro, mi dice Giorgio mentre inizia a spogliarsi anche lui. Io mi avvicino e loro mi mettono nel mezzo e cominciano a baciarmi e accarezzarmi. Dopo un po’ le ragazze si allontanano e vanno a mettersi sul letto una di fianco all'altra appoggiando la faccia sul letto e tenendo le ginocchia alzate con il sedere rivolto verso di noi, così mi accorgo che ci sono tre cavalletti con una sacca piena di liquido e un tubo che scende "tre clisteri". Uno degli uomini va da loro e, una alla volta, gli introduce il tubo e, "io m’irrigidisco, comincio a pensare a quello che sta succedendo ma non riesco a dire nulla" quando le sacche sono vuote gli toglie il tubo e gli mette un.., una specie di "tappo" che fa si che il liquido non esca. Ora le ragazze si alzano in piedi e vengono verso di noi tenendo le mani su la pancia che vedo chiaramente gonfie e piene.

Dopo un po’ una di loro dice: ti prego Michel, non ce la faccio più. Tenetela ancora, risponde uno degli uomini, poi prende una specie di materassino e lo appoggia sul pavimento. Mi fanno sdraiare sul materassino ed io comincio a tremare, guardo Giorgio e gli dico: cosa volete fare?. Lui si avvicina "è molto eccitato" e mi dice: stai tranquilla vedrai che ti piacerà, poi mi chiede di allargare le gambe. A questo punto le tre ragazze si posizionano sopra di me "una in basso, una sopra la pancia e una proprio sopra la mia faccia", aprono le gambe e si abbassano a pochi centimetri da me "vedo chiaramente il tappo e del liquido che ne esce intorno". Sono terrorizzata, vorrei urlare, vorrei scappare ma non riesco a muovermi, guardo verso la porta sperando di vedere Lorenzo. Dai..., apri la bocca, mi dice Giorgio. Ti prego non farlo, gli rispondo con voce tremante, non farlo. Dai fai la brava, mi ripete, apri la bocca.... Vedo la sua mano che va verso il "tappo", chiudo gli occhi e penso: Stai calma sarà come fare una doccia e.... No!.. Lucia, non era solo del liquido quello che mi ha riempito la faccia e tutto il corpo ma.., si hai capito.., proprio quella cosa. Quando le ragazze si scaricarono del tutto, si spostarono di fianco e con le mani iniziarono a spalmarmi quella cosa su tutto il corpo, e quando finirono sul davanti mi fecero girare e fecero la stessa cosa anche dietro. Io non capivo più niente, ero come un automa, continuavo a tossire e a sputare tentando di togliermi quella cosa dalla faccia e dalla bocca "dovevi vedere i miei capelli, c'erano dei pezzi interi che si sono infilati in mezzo e non era solo il sapore che era orrendo ma anche l'odore", poi, qualcuno mi alza su le ginocchia e mi apre le gambe. Usano un lubrificante per bagnarmi "dietro" poi, sento un "oggetto" che mi penetra dentro, poi, uno un po’ più grosso. Quando sono abbastanza "aperta", mi introducono un divaricatore di quelli che usano i Ginecologi e sento che allargano.., allargano.., fino a quando sento dolore e faccio un gemito. Ora, a turno, vengono tutti a fare la pipi direttamente dentro di me "attraverso il divaricatore" ed io sento il liquido che mi entra nella pancia riempiendola piano piano.

Quando tutti hanno finito mi tolgono il divaricatore e mi mettono il "tappo", poi, due ragazze mi fanno alzare in piedi prendendomi da sotto le braccia "vedo la mia pancia gonfia e il mio corpo che è diventato marrone" e mi fanno girare verso gli uomini che nel vedermi così sono talmente eccitati che si masturbano tutti insieme davanti a me. Man mano che raggiungevano l'orgasmo, l'altra ragazza, raccoglieva in una coppa di champagne quel liquido e, quando anche l'ultimo uomo versò il suo nel bicchiere, venne verso di me e me lo fa bere dicendomi di non degluttirlo ma di tenerlo in bocca ". Oramai ero come un automa e potevano fare tutto quello che volevano", Giorgio prendendomi per un braccio mi porta davanti ad un grande specchio e dice tutto eccitato: Guardati!.., guardati nello specchio, hai il corpo pieno di merda.., la pancia piena di piscia.., e la bocca piena di sborra.., in questo momento sei il "Massimo" delle Jenaise. Mi riporta davanti a tutti gli altri e dice: Ora puoi mandare giù quello che hai in bocca. Io mando giù tutto in un colpo poi scoppio a piangere e dico: ti prego toglimi quel coso non ce la faccio più. A questo punto le tre ragazze si sdraiano sul pavimento una vicina all'altra, gli uomini mi portano sopra di loro e Giorgio mi dice: Ora farai a loro quello che hanno fatto a te. Mi fa abbassare sopra la loro faccia "aprono la bocca e fanno uscire la lingua come se fossero abituate a queste cose" e mi toglie il "tappo". Alla fine, mentre gli uomini si rivestono, Giorgio mi dice: Ora puoi tornare dal tuo Lorenzo, digli che sei stata bravissima.

Vado nel bagno cerco di lavarmi almeno il viso ma poi, guardandomi allo specchio, mi sento male e vomito sul lavandino imbrattandolo tutto poi, esco dalla stanza. Nel corridoio c'è quella coppia di Francesi con la loro Jenaise rapata a cui la donna sta’ tentando di introdurre tutta la mano nel… "dietro" di lei mentre l'uomo la tiene ferma "quando passo al loro fianco, mi guardano e l'uomo si porta le dita al naso facendo il gesto di chiuderlo, io però, non sentivo più alcun odore. Non trovo più il mio vestito e sono costretta a scendere così nel salone che ormai era quasi vuoto "probabilmente erano tutti chiusi nelle camere", vedo Lorenzo che è seduto al bar e vado verso di lui "mi vergogno molto e mi sento come se lo avessi tradito". Quando mi vede.., scoppio a piangere e gli dico: Portami via.., portami via. Lui ha un'espressione terribile "non capisco se vuole piangere o vuole picchiarmi", mi porta fuori e a denti stretti dice: L'hai voluto tu, è colpa tua "indosso la pelliccia e con il colletto mi nascondo la faccia". Mentre torniamo all'albergo io continuo a piangere e lui dice: Ci manca solo che ci ferma la Polizia, così io finirò in prigione e tu in manicomio. Il portiere dell'albergo s’accorge che c'è qualche cosa che non va e dice: la signora non sta bene?. Non molto, gli risponde Lorenzo. Vuole che gli chiami un dottore?. Non occorre grazie, ha solo alzato un po’ il gomito, una bella dormita e gli passerà. Ah.. bene, dice il portiere, auguri e... buon anno. Appena entro in camera mi chiudo nella doccia e.. quando esco il sole è ormai alto, Lorenzo nel frattempo si è addormentato. Torniamo alla villa e per tre giorni non riesco a dormire né a mangiare nulla, sto male.., ho una nausea tremenda e Lorenzo non mi rivolge la parola. Sono disperata, piango in continuazione e continuo a pensare di andarmene via ma non ci riesco poi, al quarto giorno, lui arriva con un grosso mazzo di rose e dice: scusa amore.., sono uno stronzo.., invece di starti vicino ho aumentato il tuo dolore ma è stato uno schok anche per me. Piangendo gli butto le braccia al collo e dico singhiozzando: Ti amo tanto.., ma!., ti prego.., farò tutto quello che vuoi ma non portarmi più in quella casa.., quello non è sesso e soprattutto non è amore.

Cap.24 L'Amore
Alla fine di marzo "di quest'anno" succede un altro fatto che mi lascia.., come dire!... "senza fiato". E' un pomeriggio tranquillo e suonano alla porta. E' la signorina Ilenia, mi dice Bianca che risponde al citofono, io vado ad aprire e con voce scherzosa dico: ah!.., finalmente la signora si è degnata di farmi una visita, ma capisco subito che c'è qualcosa di nuovo. Ilenia è bellissima "come sempre", senza trucco e con i capelli molto corti, vestita molto bene ed ha un'espressione serena e tranquilla eppure!., non è la solita Ilenia che conosco. Ciao, mi dice, sono venuta a salutarti. Non sei ancora entrata in casa e già te ne vai?. Guarda, dice sollevandosi la gonna ed io vedo che ha i collant e sotto indossa gli slip. Ho tolto anche gli "anelli" e sono tutta "pelosa", mi dice sorridendo. Cos’è successo?, gli chiedo assumendo un atteggiamento serio e pensando a qualcosa di negativo. Vado via, mi risponde, voglio che mio figlio abbia una vita normale lontano da quest’ambiente. Tuo figlio??, quale figlio??. Vieni, mi dice afferrandomi per mano e tirandomi verso il cancello. Sul sedile posteriore della sua auto c'è una culla con dentro un bellissimo bambino con i capelli neri che ci guarda con due bellissimi occhi azzurri. Ma!!!., ma!!., come!!., chi?., quando?., sono rimasta lì come dire!!., si proprio "senza fiato". E' nato il due di gennaio, mi dice, e.., si è di Carlo. E' bellissimo, le dico, sono molto felice per te, e poi, lo ha voluto lui?. Non lo so, ma.., credo di no. Come si chiama?. Ramond, come suo nonno, mi risponde. Ma!!.. dove vai?. In Australia, torno da mio padre, ho saputo che si è ripreso ed ora ha una casa e un'attività che va a gonfie vele. Però, di la verità!., questo non è l'unico motivo per cui te ne vai!, le dico. E' vero, mi risponde, apre la portiera dell'auto e dal cruscotto prende un pacchetto incartato con della carta di giornale. Tieni, mi dice, questo è il secondo motivo per cui vado via, è un video, quando sarò partita guardalo e capirai, è il mio regalo per te. Quando parti?, le chiedo. Ho l'aereo tra un'ora, mi risponde. Gli butto le braccia al collo e scoppio a piangere come un bambino. Non ci vedremo mai più vero?. Penso di no, mi risponde, farò il possibile per evitare a mio figlio di scoprire chi è suo padre e chi siamo noi, voglio iniziare una nuova vita e chiudere con questa. Si hai ragione, le dico sempre piangendo, ti capisco. Ricordati comunque, mi dice, che resterai sempre nel mio cuore. Anche tu, gli rispondo. Ci diamo un ultimo bacio e se ne va..

Un'ora dopo sto ancora piangendo.., sei proprio una stupida Angela, penso, ora Ilenia è felice, tra poco sarà di nuovo con la sua famiglia. Dopo cena inserisco il DVD di Ilenia nel lettore e.., si, ora capisco. Il film inizia con diversi uomini che stanno parlando e bevendo in un grande soggiorno di una casa "tra loro ne riconosco due che erano a Nizza a capodanno ma Carlo non c'è" poi, Ilenia entra nella stanza. E' incinta "sarà al settimo mese, penso" e si vede il suo bel pancione. Si spoglia nuda e, mettendosi su di un divano, si masturba davanti a loro, poi, fanno l'amore con lei prendendola contemporaneamente, alternandosi, in tutti i modi e da tutte le parti del suo corpo. Ora la fanno sedere su di un "oggetto" abbastanza grosso che è fissato nel centro di una specie di sedia e... l'aiutano a "sedersi" fino in fondo, poi, la legano a quella sedia e le radono i capelli a zero "come quella ragazza di Nizza". Ora si mettono tutti intorno a lei e tutti assieme li fanno la pipi addosso "e li fanno aprire la bocca per berla". A questo punto la fanno sdraiare sul pavimento e.., le fanno la stessa cosa che fecero a me a capodanno. Quando è diventata tutta marrone "come lo ero io" li mettono un guinzaglio al collo e, facendola camminare a quattro zampe, la portano in una specie di stalla dove c'è un cavallo a cui gli fanno fare l'amore orale e…. Scusa.., ma non riesco ad andare avanti.., mi viene alla mente un pensiero. Eh Si!!, l'uomo è proprio una "Bestia", nonostante, col passare dei millenni, abbia migliorato la tecnologia, la scienza e la "cultura", l'uomo è stato e sarà sempre quella "Bestia" che è…. E.., forse mi sbagliavo, forse non sono i soldi o il "Potere" la sua "massima" aspirazione, ma la possibilità di esprimere e di liberare proprio la "Bestia Primordiale" che c'è in lui. Forse, però, un po’ lo siamo anche noi, noi donne che accettiamo tutto questo sapendo di poter rifiutare. Però!! l'Amore... Oh si.. l'Amore...., quello che noi donne sappiamo esprimere e dare, probabilmente l'uomo non saprà mai neanche immaginarlo.

Il giorno dopo, telefono a Lorenzo e lo faccio rientrare alla villa. E' una questione di vitale importanza, gli dico, vieni subito. Quando arriva gli faccio vedere il video di Ilenia e ne rimane sconcertato anche lui. Ora telefono a Carlo, mi dice. Se è stato lui a girare quel film, giuro che l'ammazzo, ribadisco. Carlo ammette d’essere a conoscenza di quel film ma nega di essere stato lui a girarlo. E' molto pentito di aver fatto fare quelle cose a Ilenia, mi dice Lorenzo che mi riferisce della sua conversazione telefonica con lui, ed è disposto a qualsiasi cosa per rimediare. Così, scopriamo che ci sono otto copie di quel film "una per ogni partecipante" e, con delle scusanti e degli stratagemmi "e l'aiuto di Carlo", nei giorni che seguirono riusciamo a recuperare e distruggere tutte le copie "compresa la mia" e Carlo mi promette di distruggere tutti i filmati che ha in casa dove ci sia Ilenia in atteggiamenti pornografici "praticamente tutte quelle che ha". Sai Lucia, ora sono felice, Ilenia adesso è veramente una donna libera.

Cap.25 Lucia
Cara Lucia, ora finalmente posso dirti il motivo di questa mia lettera. In questi mesi Lorenzo è profondamente cambiato "dopo la brutta esperienza di Nizza", è sicuramente diventato più maturo e più uomo. Dopo lunghe riflessioni "e parlandone anche con me" decide di mettersi in politica ed io so che ha la volontà, la capacità e le conoscenze giuste per riuscirci "credo che presto sentiremo parlare di lui anche alla televisione". Per dare la giusta immagine di se, però, deve liberarsi di alcune cose che possono compromettere la sua nuova carriera politica "così dice lui". Così, un giorno, senza dirmi nulla mi porta da un Notaio e, firma e mi fa firmare dei documenti. Ora, mi dice quando usciamo dallo studio notarile, cara e bella signora, andiamo a festeggiare le tue nuove proprietà. Cosa??, dico io. Eh! si, cara Lucia, da quel giorno io sono divenuta l'unica e la sola proprietaria della villa dove vivevo "Adelio m’ha detto che secondo lui vale più di cinque milioni di euro" e anche della Black Oyster II . Non so se questa cosa Lorenzo l'ha fatta veramente per un motivo d’immagine, ma una cosa la so, mi ama. Da quel giorno, però, i suoi impegni politici lo portano sempre più lontano da me ed io sono sempre più sola.

Per evadere un po’ da questa solitudine decido di andare in Trentino a trovare Simona per vedere come se la cava. Ha aperto un bellissimo negozio di abbigliamento in un paese che si chiama Comano Terme. Indosso un paio di occhiali scuri per non farmi riconoscere ed entro fingendo di essere un cliente "è sempre bellissima". Scusi, le dico, quanto costa questo vestito?. Lei, però, riconosce subito la mia voce, per un attimo rimane bloccata e incredula poi, mi corre incontro a braccia aperte, si mette a piangere e dice: Oh Dio grazie!, credevo di non rivederti mai più "mi abbraccia forte che mi fa un po’ male" ma che fine hai fatto?, ho tentato di rintracciarti a Casatenovo ma nessuno non sa più nulla di te "c'era un'altra cliente nel negozio che dopo aver assistito alla scena se ne va dicendo che sarebbe tornata un'altra volta". Sono tornata da lui, le rispondo. NOooo, dice lei, ma dai!! non prendermi in giro. Si è vero!, le ripeto, ma per me è diverso, lui mi ama. Guarda!., le dico sollevandomi la gonna. Lei vede che sono senza slip e ribatte: aspetta un momento. Chiude il negozio e con la lingua mi fa avere un orgasmo da un milione di dollari.
Simona è felice, s’è comprata un appartamento e il suo negozio va a gonfie vele "naturalmente va molto d'accordo con i suoi genitori". Con lei rimango una settimana e, una sera mentre siamo a letto "facciamo l'amore tutti i giorni" le dico: Come mai non hai ancora trovato un uomo?. Non lo so, mi risponde, ogni tanto esco con qualcuno e faccio anche l'amore ma non sono più riuscita ad innamorarmi, e poi.., sei tu il mio grande amore "baciandomi". Senti un po’, è un po’ che me lo chiedo!., com'è fare l'amore con due cani?. Ah guarda, mi risponde, forse agli uomini piace ma tu non "senti" proprio nulla!., ce l'hanno piccoloooooo...... "e ridiamo tutte e due".
Al ritorno mi fermo a Casatenovo a trovare Francesca e Donato però, purtroppo, su di loro non ho proprio nulla da dirti, anzi no, una cosa da dirti ce l'ho, Francesca è incinta del secondo figlio.

In questo periodo ho pensato molto alla mia vita e al mio futuro, potrei aprire un'attività o un negozio come Simona "i soldi non mi mancano di sicuro" oppure andare a fare un lavoro da qualche parte ma poi ho capito!., la cosa che mi manca di più è una sola, il sesso e un'amica. Voglio una Jenaise.... Si hai capito bene, voglio una Jenaise tutta per me e..., si Lucia voglio Te. Ti conosco bene e so che anche tu sei come me, mi ricordo i discorsi che facevamo e i desideri che avevamo ed erano gli stessi. Prima di scriverti questa lettera, però, per essere sicura, ho telefonato a mia madre "non ho ancora avuto il coraggio di dirle della casa" e con una scusa le ho chiesto di te. Così ho saputo "spero che sia vero" che ti sei sposata perché sei rimasta incinta e che subito dopo il matrimonio hai perso tuo figlio "mi dispiace", che tuo marito t’ha costretta a lasciare l'università "so che ti piaceva" e, che è un tipo molto violento "mia madre dice che beve e ti maltratta".
Si!.. Lucia, io sono e sarò sempre la Jenaise di Lorenzo ma voglio te "lui lo sa ed è d'accordo", ti prometto una vita spensierata e nel lusso. Come vedi sono stata sincera e t’ho raccontato tutto della mia vita così saprai quello che ti aspetta, ma una cosa non t’ho detto "e forse te ne sei accorta", non t’ho mai descritto fisicamente Massimo, e questo perché l'unica persona che lo saprebbe descrivere bene sei proprio tu. Si Lucia, Massimo è esattamente come il ragazzo che sognavi e mi descrivevi così bene, e se accetterai la mia proposta te lo farò conoscere, poi.... si vedrà.

Esattamente fra un mese dalla data della lettera sarò sul piazzale dell'acquedotto "vicino al torrente" ad aspettarti, se decidi di accettare la mia proposta dovrai avere con te la dichiarazione "che sai" che mi leggerai e dovrai essere vestita solo con una camicetta e una gonna "ti concedo una gonna lunga perché sei sposata e non devi dare nell'occhio" e quindi senza calze e senza slip. Sappi, però, che quando saremo alla villa dove vivrai dovrai toglierti anche quelli perché dovrai entrare completamente nuda. Ci saranno due domestici che ti v......... Beh!.. il resto lo sai. Tutte queste cose avrei voluto dirtele di persona ma ho pensato che era meglio non comprometterti troppo "così, nessuno ci ha viste insieme e nessuno ti cercherà qui da me se accetti di venire". Ora non mi resta che salutarti e mandarti un bacio.

Ciao... ANGELA... a presto.
PS. A questo puto non ti resta che bruciare questa lettera.


Rocca S.Damiano
Rocca S. Damiano è un piccolo paese del Centro-Sud dell'Italia dove, come in tutti i piccoli paesi, non succede mai nulla. Oggi, però, qualcuno si chiede come mai il ventisette di luglio c'è del fumo che esce da un tetto, come se qualcuno avesse acceso la stufa.

PS. Ogni riferimento a persone, luoghi, fatti o altro è assolutamente casuale.

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