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La mia cuginetta Cap.3

Scritto da , il 2018-02-14, genere incesti

"Sei uno stronzo! Non ti voglio più vedere"
Marta mi buttò giù il telefono, senza darmi modo di parlare,era in lacrime.
Ripensavo a tutti gli eventi successi nell'ultimo mese e mezzo.
Il giorno dopo quella volta a casa sua, venne lei a trovarmi.
Si presentò con un paio di leggings attillati è una felpa di quelle con la zip davanti.
"Ho una sorpresa per te" disse.
Soli nella mia cameretta incominciò a far scendere la zip,fino all'ombelico.
Il suo seno morbido, non troppo abbondante fece capolino, non portava reggiseno.
Mi fiondai subito su quelle meravigliose tette.
Le mie dita percorsero le sue rotondità,mi soffermai sui capezzoli, disegnando dei piccoli cerchietti sulle areole chiare.
I due piccoli bottoncini al centro cominciarono a inturgidirsi.
Mi avvicinai col viso,prendendone uno in bocca cominciai a succhiarlo e mordicchiarlo.Con le dita intanto stuzzicavo l'altro.
Quando incominciai a sentire che il suo respiro si faceva più pesante feci scivolare una mano dentro i leggins.Mi accorsi subito che non aveva neanche le mutandine,mi guardò e disse "sorpresa, volevo essere pronta per te!"
Ci scambiammo un lungo bacio.
Proseguii con la mano verso le sue intimità,fermandomi un po'sul monte di venere giocai coi suoi peletti.
Lei iniziò a toccare il mio membro ormai duro,lo sfilò dai pantaloni cominciando un lento movimento.
La mia mano scese,in cerca del suo caldo fiore,era fradicia come sempre.
Sentirla così bagnata mi mandava giù di testa.
Le mie dita scivolarono in quel dolce pertugio con gran facilità.
Era calda e accogliente,e ad ogni dentro e fuori delle mia dita potevo sentire i suoi umori colare tra le cosce.
Più il suo respiro si faceva affannoso più il ritmo della sua mano sul mio uccello aumentava.
Le fermai la mano e le dissi
"Voglio venire tra le tue tette"
Lei tolse la mano e si concentrò solo sul suo orgasmo,che oramai stava per arrivare.
Continuai a penetrarla con le dita e intanto succhiavo i suoi capezzoli.
L'orgasmo la travolse riversando nella mia mano tutto il nettare caldo del suo piacere.
Mi prese la mano,la sfilò dai leggins e me la portò alla bocca,mi fece assaggiare tutto il suo piacere.
Dopo mi fece alzare,lei era seduta sul letto,io di fronte a lei,in piedi.
Ricominciò a masturbarmi,una mano si muoveva lungo tutta la mia lunghezza mentre l'altra massaggiava i testicoli.
Lo guardava con una passione che mi fece eccitare ancora di più.
Avvicinò le labbra alla mia cappella,e le diede un piccolo bacio.
Poi appoggiò il mio cazzo ormai marmoreo nel solco del suo seno,si prese in mano le tette e incominciò a muoverle.
Mi stava facendo una sega con le tette.
Il caldo e la morbidezza del suo seno,il modo in cui mi guardava con lussuria,mi mandarono in estasi.
Pochi movimenti e stavo per godere
"Sto vedendo" dissi con la voce rotta dal piacere.
Lo riprese in mano e cominciò a passare la mia cappella sui capezzoli,stuzzicandoli.
Caldi e cremosi fiotti cominciarono a colpirla,mentre lei con cura,si assicurava di spalmare quel caldo nettare su entrambi i seni.
Fu proprio in quell'istante che sentimmo i passi lungo le scale che portavano alla zona notte.
"Ragazzi"
Era mia madre che ci chiamava,io rimisi l'uccello nei pantaloni,con ancora qualche goccia che andò a sporcarmi i boxer.
Marta velocemente fece salire la zip della felpa,chiudendola fino al collo,i seni ancora sporchi del mio sperma si incollarono alla felpa.
Mia madre aprì la porta.
"Cosa stavate combinando?" Chiese.
"Niente mamma,stavo spiegando a Marta come fare correttamente dei piegamenti sulle ginocchia" boffonchiai ancora affannato dall'orgasmo appena avuto.
Cominciai a piegarmi e simulare quell'esercizio.Mia madre ci guardò con sospetto,e un po'dubbiosa disse "se scendete c'è la merenda pronta"
"Ok zia scendiamo subito" disse Marta.
Dopo quella volta, cominciammo a vederci ogni 3/4 giorni, riprendendo il ritmo che avevamo un tempo.Per il terrore di essere scoperti i nostri rapporti si limitarono a fugaci masturbazioni reciproche.Una accanto all'altro, davanti al PC, fingendo di studiare,le nostre mani si infilavano nelle nostre intimità,fino al giungere dell'orgasmo.
Questo fino ad oggi.
"Sei uno stronzo, non ti voglio più vedere!"
Quelle parole mi suonavano in testa, intuivo il motivo, volevo spiegarmi ma Marta continuava a rifiutare le mie chiamate,e non rispondere ai messaggi.
Lasciai passare un paio di giorni,poi mi decisi ad andare a casa sua a trovarla.

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