Tradimento reciproco, gioco pericoloso 2

Scritto da , il 2017-10-21, genere scambio di coppia

Sono Elisa. Ci conosciamo già per avervi raccontato di me, di mio marito Giovanni e del nostro reciproco tradimento, lui con mia cugina Alessandra ed io con Marco suo marito. L'abbiamo fatto di comune accordo ascoltando al cellulare, tenuti in comunicazione, ognuno l'incontro con l'altra. Loro, Alessandra e Marco, si tradiscono con noi segretamente. Da quella prima volta, sono trascorsi poco più di 10 mesi, è successo ancora, naturalmente senza cellulare. Io con Marco una decina di volte, Giovanni con Alessandra 6 volte. Per me era più facile in quanto mio marito ne era a conoscenza; molto più difficile e alquanto complicato gestire una situazione del genere da parte di Alassandra. Al cellulare, spesso, io ascoltavo le loro telefonate e mio marito tra me e Marco. Eccitante sentire Alessandra come si era gustata il cazzo di mio marito nel culo e quando lui le diceva che glielo voleva sfondare ancora, lei rispondeva che non era possibile continuare. Poi cedeva e ogni volta diceva che sarebbe stata l'ultima. Giovanni ed io ci divertivamo e ci eccitavamo tanto. Ero io che dicevo a Marco di non vedere l'ora di sentire il suo cazzo sfondarmi il culo o di bere la sua sborra. Ci palpavamo mentre parlavo a telefono, lo segavo lentamente e lui giocava con la mia fica. Una volta dissi a Marco che mi stavo masturbando pensando al suo cazzo. Una sera di aprile, per caso, ci ritrovammo a casa dei miei genitori. Si parlava anche di stanchezza, di riposo e di vacanze. Mi balenò in testa l'idea di dire una cazzata: "Si, è vero, ogni tanto un po di riposo e di svago ci vuole, se ne sente la necessità. Io e Giovanni ci stiamo pensando, andremo in crociera, uno di questi giorni andremo a fare le prenotazioni". Giovanni, incredulo, capì e stiede al gioco. Secondo voi come doveva andare a finire? Qualche giorno dopo Alessandra ed io eravamo presso l'agenzia viaggi di nostri conoscenti. Optammo per l'itinerario Italia, Grecia, Albania, Croazia e stabilemmo il periodo. L'incoveniente era che avremmo dovuto imbarcarci a Bari e dalla Sicilia era difficoltoso. L'idea di Alessandra fu geniale: sorrise e propose di anticipare la vacanza di un paio di giorni e raggiungere Venezia, da dove effettivamente iniziava la crociera. Non consultammo nemmeno i nostri mariti: prenotammo pregando e insistendo che le cabine fossero vicine. Prenotammo anche i biglietti aerei sia per l'andata che per il ritorno. Saremmo stati 2 giorni a Venezia e, alla fine della crociera, con arrivo alle 9 saremmo ripartiti l'indomani mattina. Prenotammo pure l'hotel, sia pre prima che dopo. Per Giovanni e Marco fu una piacevole sorpresa. Venezia è sempre bella anche se ci sei stata decine di volte. Due giorni sereni e intensi durante i quali non mancarono i primi certi atteggiamenti tra me e Marco e tra Giovanni e Alessandra. Quei segnali per qualcosa che si vuole dire e che non si può dire: cenni d'intesa, smorfiette e qualche parolina sottovoce. La sera prima di imbarcarci, mentre ci facevamo le coccole, Giovanni mi disse che la crociera l'avrebbe voluto fare solo con me. Gli chiesi il motivo e rispose che forse sarebbe stat l'occasione giusta perché io facessi la troietta con un altro insieme a lui. Quasi mi fece promettere che prima o poi l'avrei fatto e, maliziosamente, gli chiesi se veramente gli sarebbe piaciuto guardarmi mentre mi esibivo con un altro. Rispose di si anche se sapeva benissimo quello che facevo con Marco. La nave sarebbe partita alle 9 e noi già alle 7 eravamo lì per le operazione di imbarco. Una marea di gente per l'assegnazione delle cabine e per la consegna dei bagagli; quindi l'imbarco. Passammo quasi tutta la mattinata a sistemare le nostre cose in cabina. poi il pranzo e un giro per conoscere la nave. La prima è la serata di gala, con festeggiamenti e con foto ricordo insieme al comandante. Decidemmo di prenotare l'escursione del giorno dopo a Bari in quanto, chi per un motivo chi per un altro, ci eravamo stati tutti. Cena, un bel numero dello spettacolo teatrale e poi trascorremmo un po di tempo al bar per fumatori decidendo di trascorrere la mattinata seguente in piscina. Eravamo elettrizzati ma stanchi: a Venezia avevamo camminato tanto. Ci ritirammo ognuno nella propria cabina augurandoci la buona notte. Anzi, Giovanni aggiunse: Buona notte e buon divertimento visto che, solitamente, la prima notte in crociera il sesso è di prassi". Ridemmo tutti e non potei non notare lo sguardo di Marco nei miei confronti e quello che si scambiarono Alessandra e mio marito. In piscina ci rilassammo scherzando e ridendo. Mio marito mi fece notare che il mio nuovo bikini era audace e mi faceva molto sexy. Giovanni chiese loro: "Avete festeggiato ieri stanotte? Vi siete divertiti?" "Si, certo" rispose Marco mentre Alessandra arrossì. Lui chiese di noi e poi, andando avanti si arrivò a certi particolari. "La vuoi smettere di raccontare le nostre cose?" sbuffò, ad un certo punto, lei vergognandosi. "Che c'è di male?Anche noi abbiamo fatto le stesse cose!" dissi io. L'idea di iniziare un certo lavoretto la ebbi in quel momento. Visto che ero cos' provocante volevo stuzzicare marco. Lo suggerii pure a mio marito che lo facesse con Alessandra, altrettanto provocante e a quanto pare ben disposta a ricevere complimenti. Doccia, pranzo, riposino, prenotammo l'esursione per l'indomani, un giretto, al solito bar per fumatori e cena. Poi al ponte self service dove era organizzato un bouffè a base di dolci e frutta. Fortunatamente trovammo un tavolino. Che grande abbuffata! Figuratevi che ci alzavamo a turno per evitare che occupassero i nostri posti. Non è stato facile reperire una bottiglia di vino bianco, frizzante e bello fresco. Ancora più difficile una seconda bottiglia, ma i risultati non tardarono: Giovanni e Marco allegri; Alassandra ed io di più. In certi momenti frasi sensa senso, in altri a doppio senso e certi istnti venivano fuori: eravamo visibilmente eccitati. Scendemmo 2 ponti, mi pare, e ci imbattemmo in un trenino umano che si muoveva al ritmo di una nota canzone. Mi accodo, Marco dietro di me, quindi lessandra e dietro mio marito. Sento le mani di Marco che mi pizzicano i fianchi. Voleva essere un segnale particolare? Forse aveva voglia di sfondarmi il culo? Seguì un lento, il trenino si scompose, mi girai e Marco fu pronto a prendermi dalla vita per ballare. Cercai di essere indifferente guardando a destra e a sinistra per veder dove fossero Giovanni e Alessandra che stavano ballando anche loro. Erano nascosti da altre decine di coppie e allora, ritmicamente, mi appoggiavo e mi scostavo dal bacino di Marco. entivo il suo cazzo; mi chiese di non farlo eccitare ed io gli dissi che avevo voglia del suo cazzo. Lui mi disse che aveva voglia di leccarmela. Non so cosa avevo, non capivo la mia frenesia, non sapevo se fosse colpa della grande abbuffata e del vino ma avevo proprio una gran voglia di cazzo. Dicazzo, che fosse il suo o quello di mio marito o quello di un altro. Che fosse magari quello del cameriere filippino che ci serviva a tavola o magari quello dell'ufficiale che durante l'operazione d'imbarco mi aveva squadrata e fissata così intensamente e spacciatamente da farmi vergognare. Inaspettatamente accadde quallo che mai mi sarei immaginata che potesse accadere, almeno così velocemente. Evidentemente anche gli altri erano nella mia stessa situazione, tanto che accadde tutto nella massima serenità, come se fosse normale e come se non fosse la prima volta. Arrivammo alle cabine, prima la nostra e appresso la loro. Mio marito e Alessandra erano leggermente avanti, lui aprì la porta, entrò e lei lo seguì dentro nella nostra cabina. La porta si richiuse, Marco ed ioci guardammo, lui fece una smorfia, aprì la porta della sua cabina ed entrammo. Altro che voglia di leccarmi la fica! Nonostante le perplessità che sua moglie fosse nell'altra cabina con mio marito, mi buttò sul letto, mi alzò il vestito, mi sfilò le mutandine e prese a leccarmi con foga facendomi godere in meno di un minuto. Ci spogliammo velocemente e fu un 69 forsennato, tanto che godetti ancora io e lui mivenne in bocca. Continuai a spompinarlo, dopo aver bevuto la sua sborra, e me lo misi fra le tette. Per buona parte della notte mi sfondo, più volte, la fica e il culo. Ci svegliammo tardi, oltre l'ora della colazione. Chiamai mio marito al cellulare e gli dissi di portarmi la vestaglia. Quando lo feci entrare, sia Marco che io, eravamo in slip. Non fece una piega e chiese a Marco la vastaglia di Alessandra. ientrando nella mia cabina, insieme a mio marito, Alessandra era ancora nuda. Era mortificata e non so perché visto che io avevo passato la notte con suo marito. Facemmo colazione al bar e poi ci presentammo al ponte da dove si sbarca. Il tutto senza che nessuno avesse preso il discorso su quello che era successo. Solo Alessandra, in un momento che eravamo sole, mi disse: "Ti rendi conto di cosa abbiamo fatto? E adesso?" "Adesso cosa? Sei stata tu che sei entrata nella mia cabina con mio marito. Che dovevo fare io?" "Lo so. Non me ne sono nemmeno accorta. Non ero per niente lucida" "Ma mentre scopavi con mio marito eri lucida? Ti piaceva essere sfondata da mio marito? A me è piaciuto col tuo". Non sapevamo, io e mio marito se loro ne avessero parlato e se avessero avuto qualche discussione. Ne parlammo, antrambi più che meravigliati dall'atteggiamento e dalla disponibilità di Alessandra. Ballando hanno avuto un approccio simile a quello tra me e Marco: avevano voglia l'uno dell'altra, finché, sorridendo e scherzando, mio marito le disse di far finta, rientrando, di sbagliare cabina. Caspita! Alla lettera. I ritmi erano sostenuti, fra l'altro avevamo dormito poco ed eramo stanchi. Quando rientrammo ci preparammo per la cena e per la serata. Non prenotammo l'escursione del giorno dopo in quanto Mikonos, trattandosi di un'isola piccolissima, si andava senza guida. Davano uno spettacolo interessante al teatro ma prima ci fermammo al solito bar per fumatori dove la discussione si fece subito interessante. "Che fa la prendiamo una bottiglia di frizzantino?" disse Marco mentre fumavamo. "Si, proprio. Come ieri sera?" lo rimproverò Alessandra. "E' stato il vino? Se non avessi bevuto non saresti entrata nella mia cabina con mio marito?" le chiesi. Era mortificata. Giovanni e marco ridevano, io non volevo farla irritare. "Beviamoci una bottiglia e per evitare di sbagliare entriamo tutti nella stessa" disse mio marito. Questa volta risi io. Marco sorpreso ma disse: "Allora prendiamo la bottiglia?" "Non fare lo stronzo. Ma che vi prende? Che avete visto qualche film di quelli là?" sbottò Alessandra quasi seccata. Dopo una pausa riprese: "Si, nella stessa cabina, manco magari, al limite, come stanotte, tutti nella stessa cabina!". Presi la palla in balzo e dissi che Alessandra aveva proprio ragione e che sarebbe stato meglio come la notte precedente, solo che noi donne, per motivi logistici, saremmo state nelle nostre cabine. Tolsi ad Alessandra la possibilità di tornare indietro, ammesso che ne avesse la volontà. Infatti continuai dicendo che non era il caso del frizzantino. "Dico io! Così è una cosa....Tutti insieme! Ma guarda un po" disse a conferma di tutto. Intanto era già tardi e decidemmo di ritirarci: avevamo tutti fretta e l'indomani ci aspettava Mikonos. Un'altra gra scopata con Marco. Anche per loro, in quanto, praticamente, Alessandra aveva il permesso di suo marito. Infatti l'indomani mattina era più serena. Parlando conmio marito convenimmo che farlo insieme doveva essere una casualità, senza essere in programma e quindi possibilmente durante il giorno. Aveva un desiderio matto di vedermi scopare con un altro che nemmeno lo immaginate. A quanto pare anche Marco per il quale ci voleva la crociera per scoprire quanto fosse troia l'arrogante di sua moglie. Mikonos è semplicemente stupenda e molto caratteristica. Pranzammo in una trattoria tipica gustando diverse specialità di pesce freschissimo e ci servirono un buon vino locare. Battute a non finire ogni qualvolta Alessandra ne sorseggiava un po. Lei stava al gioco, sembrava un'altra persona. Dove erano andate a finire la sua arroganza e la sua antipatia? La nave sarebbe ripartita alle 19 e l'indomani saremmo stati ad Atene. Rientrammo, d'accordo, per una rinfrescata, un riposino, ognuno nella propria cabina, quindi un giretto, la cena e poi tutto in base agli spettacoli serali. Ero distesa sul letto con addosso solo gli slip e sentivo bisbigliare Giovanni al balcone. Rientrò, Chiesi e rispose che parlava con Marco. Alessandra dormiva e gli aveva detto di venire da noi. Non ritenni necessario coprirmi ne mio marito disse qualcosa. Nonostante avessimo passato le notti precedenti insieme, quando mi guardò distesa a letto, quasi del tutto nuda, notai il suo solito sguardo voglioso di quando mi desidera. Una parola loro una parola io e presero ad accarezzarmi. Quattro mani sul mio corpo mi fecero perdere subito ogni ritegno. Sussurrai solamente: "Che intenzioni avete brutti maiali!". Consapevole che si stesse avverando quello che desiderava mio marito, vedermi scopare con un altro, lasciai fare e subito Marco prese a leccarmi le tette mentre mio marito mi accarezzava il ventre, le cosce e mi sfilò gli slip. Quando Marco mi baciò in bocca mi venne una gran voglia di fargli vadere come sapeva fare la porca con un altro e feci in modo che potesse notare le nostre lingue che si intrecciavano. Sentivo le mani di mio marito sulla fica, mentre Marco si liberò dei bermuda e degli slip e salì in ginocchio sul letto. Glielo presi in mano proprio mentre mio marito, anche lui in ginocchio ma fra le mie cosce, si chinò, sollevò le mie gambe sulle sue spalle e prese a leccarmi la fica. I miei gemiti sommessi li facevano eccitare di più. Era la prima volta, per tutti e tre, a trovarci in una situazione del genere: loro, insieme, a scoparsi la moglie troia di uno di loro; io a trovarmi, per la prima volta, alle prese con due cazzi. Che sensazione di porcaggine! Lo presi in bocca alzandomi sul gomito proprio mentre fui travolta dall'orgasmo. Agitandomi e, senza nemmeno capire quello che mi sussurrava Marco, presi a succhiare il suo cazzo a più non posso. Mio marito me lo ficcò dentro e prese a pomparmi nella fica così come Marco nella bocca. Per me un momento lussuriosamente devastante; per loro di voracità sessuale. Godetti ancora e, senza che me ne rendessi conto, mi ritrovai sopra mio marito nella posizione del 69. Risentii la sua lingua sul clitoride e dentro e impazii. Sentii il cazzo di Marco fra le chiappe e poi sempre più dentro nel mio culo finché non prese a pomparmi proprio sopra gli occhi di mio marito. Squillò il cellulare di Marco proprio mentre godevo del mio terzo orgasmo. Me lo sfilò dal culo ed io e mio marito ci rilassammo supini. Era Alessandra che, svegliatesi e ritrovatasi sola, chiese dove fosse. "Su viene, sono qui da Giovanni ed Elisa". Riattaccò e non perse tempo a ripresentarsi a me. Si sistemò supino e lo cavalcai ficcandomelo nella fica. Sentimmo bussare e Giovanni aprì. Quando Alessandra si trovò davanti mio marito col cazzo dritto in bella mostra, sbottò: "Ma che fai così? Sei solo?" Avanzando ancora di qualche passo e vide la scena di me che cavalcavo suo marito continuò: "Che porci! Che aspettavate che io dormissi?" Ma mio marito non le diede il tempo di arrabbiarsi, se mai ne avesse l'intenzione: la fece sedere sul letto e glielo sbattè in faccia dicendole: "Forza, fai vedere a tuo mariro come sai fare la troia con me. Vedi quell'altra troia come gode col suo cazzo?". Lo prese in bocca, se lo sfilò, lo leccò, se lo rificcò in bocca e prese a spompinarlo mentre lui prese a spogliarla. Una situazione surreale alla quale tutti, ben presto, ci abituammo agevolati, forse dal fatto che avevamo passato due notti a coppie invertite. Sembrava tutto normale e lecito. Normale e lecito sentire lei dire a mio marito che lo voleva dentro fino a scassarle completamente la fica. Si distese sul fianco sinistro appoggiando la faccia sul petto di suo marito osservando il suo cazzo che, grazie al mio su e giù, entrava e usciva dalla mia fica. Mio marito alzò la sua coscia destra e glielo schiaffò tutto dentro facendola sobbalzare di piacere. Normale e lecito sentire mio marito che le diceva di dire a suo marito come godeva col suo cazzo dentro la fica. Si girò sul fianco destro e mio marito dovette fare una evoluzione per mantenerle il cazzo dentro. "Si amore, il cazzo di Giovanni mi fa impazzire. Godooo! A momenti vengoo. Siii!" Al che cercò la bocca di suo marito e godette del cazzo di mio marito slinguandosi col suo. Quindi cavalcò suo marito sulla bocca. "Tieni amore, leccami dopo che Giovanni me l'ha scassata tutta" disse presa da forma di libidine che neanche mio marito si capacitava. Lo stesso Marco stentava a credere a quello che sentiva dire alla moglie. Ma questo le procurò un eccitamento che non lo fece resistere, tantè che sussurrò che stava sborrando. Pure per piacere, ma più che altro per fare vadere a mia cugina come bevevo la sborra di suo marito, me lo sfilai dalla fica e lo presi in bocca. Che eccitazione da parte di tutti! Lei andò nella posizione del 69 su suo marito e si godette le ultime gocce ripulendogli il cazzo. Piacere o vendetta? Entrambe le cose: mio marito poco prima che venisse Alessandra, aveva assistito in primo piano, proprio sopra i suoi occhi, al cazzo di Marco che mi sfondava il culo. Ebbene fece la stessa cosa: mentre loro si deliziavano in un eccitante 69 coniugale, lui si posizionò dietro Alessandra e glielo ficcò nel culo tutto in una volta facendola sobbalzare e gridare. Gemevano tutti ed io ne volevo ancora. Sollevai la testa di Alessandra in modo che avessi un minimo di spazio per accovacciarmi e ficcarmi nel culo il cazzo di suo marito. Ci riuscii dando loro le spalle e, ad un certo punto sentii le mani di lei sulle mie cosce. Si sentiva l'impatto del bacino di mio marito sul culo di Alessandra e quello del mio sul bacino di Marco. Lei era al limite ed io non scherzavo. Godemmo insieme mentre lei, forse inavvertitamente o forse perché troppo presa dal piacere, mi toccava la fica. Giovanni lo sfilò dal culo di Alassandra e lei scavalcò da suo marito. Mio marito venne davanti a me mi fece distendere su Marco, così, col cazzo di costui ancora nel culo e mi penetrò nella fica scopandomi delicatamente. Io gemevo e godevo di un grandissimo e trasgressivo piacere finché non prese a scoparmi con foga e sebbene Marco fosse limitato nei suoi movimenti, ebbi il mio ennesimo orgasmo. Giovanni si sistemò supino trascinando su di se Alessandra. Lei lo cavalcò e questa volta fu Suo marito ad incularla facendo gustare pure a lei la doppia penetrazione. Che goduria mia cugina! Li spompinammo a turno alternandoci ora l'uno ora l'altro cazzo. Sborrarono leccandoci insieme entrambe le sborre. Da quel pomeriggio, ogni sera, tutti insieme nella stessa cabina. Per essere sincera una certa tentazione l'ho avuta. Quale? Farmi sbattere dal cameriere filippino. Lo dissi a mio marito, non volevo nascondermi, a parte il fatto che, essendo tutti insieme, non si trovava l'occasione giusta. Me lo ricordò pure Mio marito: "Hai visto? Se eravamo da soli....."- Dormimmo nella stessa stanza pure in hotel a Venezia e li sorse il problema: e adesso che si torna a casa nostra? Pensavate che sarebbero sorti dei problemi? Nemmeno per sogno.

Questo racconto di è stato letto 1 0 3 6 4 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.