Erotici Racconti

Cornuto -8 - La ribellione

Scritto da , il 2017-09-26, genere tradimenti

Anche quella volta,come la sera precedente,aveva voluto che le leccassi i piedi,la fica e il buco del culo mentre lei distesa sul divano come fosse la Maja Desnuda di Goja, mi incitava e mi accarezzava i capelli stringendomi la testa tra le cosce aperte solo al nostro piacere.

Come se fossi il suo cagnolino,si faceva leccare dappertutto delle orecchie al collo,dalle tette alle ascelle pelose,sulla pancia,l'interno delle cosce,le gambe ,i piedi sino alla fica odorosa ed il buco del culo pulsante alle pennellate della mia lingua.

Per più di un'ora si era abbandonata a quel trattamento che le lasciava una lucida scia di saliva ad ogni passaggio mentre dalle labbra socchiuse,le sfuggiva un lungo,sottile gemito di piacere simile ad un lamento.

Quella sera però aveva voluto apportare più di una variante al suo programma e,dopo aver goduto per 2 o tre volte,mi aveva tolto la gabbietta liberandomi l'uccello già livido per la compressione e completamente bagnato dai miei inutili umori.

-Amore...credo proprio che tu meriti questo premio stasera per la sorpresa che mi hai fatto e per come mi hai fatta godere e poi....per il sacrificio della scorsa notte.

Voglio far godere anche te stasera ma voglio vederti mentre ti masturbi e godi per me.

Distenditi amore...sdraiati sul tappeto.-

Eseguendo il suo ordine,mi ero disteso supino e nello stesso tempo,lei si era accovacciata su di me con le natiche allargate e schiacciate sul mio viso.

-Leccami li amore....leccami il buchino mentre anch'io mi masturbo insieme a te.

Voglio fare l'amore così....insieme a te.

Voglio vederti spruzzare mentre mi lecchi la rosellina e ti fai una sega godendo insieme a me.-

Tutto si era svolto secondo i suoi desideri e dopo che entrambi avevamo goduto,si era girata ed aveva lasciato che le facessi il bidet con la lingua e poi,abbracciandomi come fossimo fidanzati,si era fatta accompagnare in bagno dove l'avevo ancora lavata con un sapone al profumo di rosa.

Subito dopo,mi ero lavato anch'io.

Quella sera stessa mi aveva somministrato la prima dose di bromuro e devo confessare che l'effetto di quella pozione unita al fatto che mi ero scaricato con quella sega,mi avevano concesso un sonno profondo benché lei stessa mi avesse applicato ancora la mia cintura di castità.

Per alcuni giorni la situazione si era stabilizzata.

Io mi ero abituato alla mia gabbietta e,grazie al bromuro che mi limitava l'erezione,non avevo avuto più alcun disturbo in compenso nel mio cervello si andava sviluppando un nuovo tipo di erotismo non più fisico ma sottilmente cerebrale.

Godevo moltissimo nello stare in ufficio o tra la gente con indosso quell'oggetto che tanto piacere dava a mia moglie.

I miei rapporti con lei erano decisamente migliorati ed avevo l'impressione che anche lei fosse molto contenta della nuova situazione.

Per un certo periodo,anche le sue frequentazioni con altri maschi si erano alquanto diradate e questo le consentiva di cercare da me i piaceri erotici di cui aveva comunque bisogno ogni giorno.

Per il primo mese in particolare,aveva avuto rapporti solo col suo capo col quale comunque,non aveva mai trascorso la notte e col dottore dal quale passava ogni tanto per avere rassicurazioni circa i problemi che avrei potuto avere a causa della gabbia e dell'astinenza indotta dal bromuro.

E' stato un mese davvero magnifico per me caratterizzato anche da un gioco che tacitamente facevamo ogni volta che tornava a casa.

Lei non mi raccontava come fosse stata la sua giornata erotica e spettava a me attraverso il suo umore,i suoi occhi,il suo profumo e quello che custodiva per me nel suo umido scrigno,scoprirlo.

Se rientrava particolarmente euforica era segno che aveva scopato in modo soddisfacente.

Io capivo subito se si fosse trattato di una sveltina o di qualcosa di più impegnativo
e con chi.

Lo capivo attraverso gli odori che aveva addosso ma soprattutto attraverso il sapore che aveva tra le cosce.

Lo sperma del suo capo aveva un afrore molto forte ed un sapore alquanto acidulo mentre quello del dottore,era più dolce a dal profumo leggero.

Mi piaceva quando tornava a casa e mi si apriva in bocca col seme del dottore che custodiva gelosamente per me.

Mi piaceva perché aveva un buon sapore,era abbondante ed aveva una vischiosità che me lo faceva scivolare in bocca in modo fluido e cremoso.

Credo che piacesse anche a lei quel particolare gusto giacché,raramente mi baciava sulle labbra e le poche volte che lo faceva,avevo quasi sempre in bocca quel sapore.

Verso la fine del primo mese in cui non mi aveva mai tolto il blocco,una sera le avevo confessato che già da qualche giorno erano ripresi i dolori che,anche se non lancinanti come i primi giorni divenivano via via più fastidiosi.

Davanti a me aveva subito telefonato al dottore col telefonino in viva voce e lui le aveva detto:

-Ascolta,credo proprio che stasera lo dovrai liberare e farlo sfogare perché dopo tutti questi giorni,avrà un bel carico di sperma che se non lo libera lui,può cominciare a fuoruscire senza controllo in ogni momento,anche in ufficio...in mezzo alla gente.

Se invece ristagna è peggio,può diventare pericoloso per la sua salute.....sbloccalo per qualche ora e fagli fare una sega che va tutto a posto col tuo cornuto.-

Mia moglie con tono preoccupato e adirato al tempo stesso gli ha risposto:

-Tu hai ragione ma così non posso andare avanti.

Se questo ogni tanto lo devo liberare,che senso ha?-

Dopo una breve pausa aveva ripreso:

-Tanto vale toglierglielo oppure farlo castrare definitivamente!-

Io ascoltavo atterrito quelle parole mentre un tremore incontrollabile aveva cominciato a scuotere tutto il mio corpo.

Le successive parole del medico mi avevano,in un certo senso,tranquillizzato.

-Ma no...non esagerare,a tutto c'è un rimedio.

Direi che possiamo provare con il finasteride che riduce la produzione del testosterone e dello sperma,elimina quasi del tutto il desiderio sessuale e l'erezione e se siamo fortunati,riduce anche le dimensioni del pene e dei testicoli così che,non ci saranno più quelle compressioni che gli causano quelle piaghe e quei dolori.

Passa da me domani che te lo faccio trovare.

A proposito,domani mia moglie parte per qualche giorno e se vuoi,potrai fermarti da me così la medicina avrà avuto il tempo per fare i suoi primi effetti su tuo marito che al tuo ritorno,sarà docile come un cagnolino.-

Se poi non dovesse funzionare vedremo che altro si può fare,so di cure sperimentali che stanno facendo in America....-

Mia moglie,dopo aver detto al dottore di aspettarla al telefono era venuta vicino a me e mentre con la chiavetta mi sbloccava mi aveva detto:

-Hai sentito il dottore?!

Vai di la in bagno e fatti una sega ma mi raccomando,non sporcare dappertutto coi tuoi schizzi e poi ripulisci tutto perbene.-

Mentre io ero in bagno per liberarmi del doloroso fardello che mi scoppiava nello scroto,mia moglie era rimasta al telefono per accordarsi per i giorni a seguire.

Il solo fatto di sapere di cosa stavano parlando,mi aveva fatto subito indurire il cazzo e prima ancora che cominciassi a smanettarmelo,avevo cominciato a sborrarmi in mano e sul pavimento.

Per fortuna lei era impegnata nella conversazione col suo amante altrimenti,se se ne fosse accorta,ma l'avrebbe fatta ripulire con la lingua.

Comunque,quella sarebbe stata la mia ultima sborrata.

-La nuova cura,aveva sortito immediatamente i suoi effetti e devo confessare che dopo alcuni giorni,non ne percepivo più la presenza sul mio pene.

Lo portavo come fosse una protesi dopo aver superato il periodo di rigetto.

Anche la mia mente pareva mutata.

I miei pensieri erano leggeri,senza più preoccupazioni o ossessioni di sorta.

Mi sentivo completamente proprietà di mia moglie e questo mi faceva sentire protetto da ogni possibile pericolo.

Mia moglie aveva ripreso la sua routine fatta di incontri sessuali multipli e promiscui e spesso si faceva accompagnare da me.

Io rappresentavo il suo secondo corpo da offrire e mettere a disposizione di tutti i suoi amanti a completamento delle intricate situazioni che andava creando.

Preparavo i suoi amanti succhiandoli per farli indurire ed accompagnarli poi nel suo cedevole corpo.

In altre situazioni ero sotto di lei col viso a stretto contatto del suo sesso e di quello dei suoi amanti che la montavano in entrambi i buchi.

La leccavo e la ripulivo dopo che l'avevano riempita e talvolta,nel momento culminante,lei invitava lo stallone a sfilarsi e godere direttamente nella mia bocca.

Le piaceva osservarmi mentre venivo contemporaneamente sodomizzato e chiavato in bocca con abbondante rilascio di sperma in ogni anfratto.

Mi piaceva quel ruolo.

Mi piaceva come mia moglie mi trattava davanti ai suoi sconosciuti amanti e mi piaceva l'orgoglio col quale esibiva a tutti il mio pene rattrappito dentro la gabbietta ormai troppo larga.

Ormai avevo perso ogni ritegno e mi piaceva sentirmi un oggetto nelle sue mani come fossi un suo vibratore o un intimo capo sexi,un perizoma,da mostrare e sfilare nel momento in cui ti offri al desiderio di maschi arrapati.

Mi era piaciuto anche quando,per la prima volta era arrivata a casa con un maschio sconosciuto al quale mi aveva presentato completamente nudo ed ingabbiato:

-Roby...questo è mio marito....il mio cornuto!-

-Piacere.-

Aveva risposto l'uomo visibilmente imbarazzato.

-Piacere mio.-

Avevo risposto io con ostentato orgoglio aggiungendo poi:

-E' sempre un piacere per me conoscere gli amici di mia moglie.-

Di quelle situazioni se ne erano ripetute molte nel tempo.

E mi piacevano sino a che non era avvenuto qualcosa che mi aveva dato una specie di scossa che mi aveva risvegliato come se fossi vissuto in un incubo.

Quella sera mia moglie mi aveva usato in tutti i modi coi suoi due amanti in casa.

Come ospite,cuoco,cameriere e servo e puttana tuttofare.

Entrambi mi avevano montato e mi avevano sborrato in bocca e nel culo ed alla fine dell'orgia,mia moglie come in preda ad un raptus di sadismo,mi aveva fatto sedere nella vasca da bagno e tra le mie proteste,aveva preteso che mi facessi pisciare in bocca da entrambi i maschi ingoiando sino all'ultima goccia.

Come ultimo segno di disprezzo,anche lei mi aveva orinato addosso.

Quella umiliazione era stata troppo grande per me.

Insopportabile.

Quella notte avevamo dormito in tre nel mio letto nuziale mentre io mi ero rinchiuso nella cameretta degli ospiti.

Il mattino successivo,determinato come non mi era mai successo in vita mia,avevo preso gli attrezzi di cui disponevo ed a fatica avevo fatto a pezzi la cintura di castità che avevo gettato sul letto e dopo essermi preparato le valigie,nell'attesa di trasferirmi da mia madre,avevo trascorso alcuni giorni in albergo.

Una potente sensazione di libertà aveva accompagnato tutte quelle ore in cui mi sentivo come se fossi evaso da una prigione.


Segue




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