Erotici Racconti

Sognando Marynella 2 (Io, lei e...)

Scritto da , il 2017-05-18, genere trio

Non ho mai frequentato assiduamente le prostitute, anzi in realtà non le ho mai frequentate proprio, prima di un anno fa circa quando, spinto un po' dalla curiosità, un po' da un sano desiderio di trasgressione, ho incominciato, prima a caricarne in auto, per un paio di volte, di quelle che battono per strada, poi per altre due-tre volte rivolgendomi a quelle che svolgono suddetta attività in casa, ma mai senza trovare una reale soddisfazione in tutto ciò, “a me le donne piace conquistarle” mi dicevo. Poi, chiacchierando con un amico di questa sorta di insoddisfazione, sono venuto a conoscenza che c'era una mulata brasiliana (una strafiga mi disse questo mio amico) nella mia città, che riceveva “visite” da un numero ristretto di fortunati e solo su prenotazione, neanche fosse l'Ulss e inoltre non metteva annunci ma si affidava esclusivamente al passa parola... Gli risposi che i servizi di una tipa del genere doveno costare un occhio della testa, ma lui al contrario mi disse: “Macché... e la prima volta è anche gratis... così, per vedere se ti soddisfa”. Rimasi di stucco, e mi rallegrai ancor di più quando seppi da questo mio amico la sua specialità... “Fa dei bocchini con il risucchio che ti tira fuori anche l'anima, 'sta zoccola”. Lo pregai di prendermi un appuntamento, e un paio di giorni dopo, tra telefonate di questo mio amico e telefonate mie a lui, mi fu dato un appuntamento. Mi ritrovai, il giorno fissato per l'appuntamento, davanti al portone di un elegante condominio di un quartiere piccolo-borghese. Citofonai al campanello che mi era stato indicato, e dissi alla voce della tipa che mi aveva risposto che “avevo un appuntamento”. “Terso piano” mi rispose lei, con il suo inconfondibile accento carioca. Nel veloce ascensore mi chiesi come fosse fatta 'sto pezzo di gnocca, e non dovetti aspettare molto per rendermi conto che era molto meglio di come l'avessi immaginata... Alla porta dell'appartamento mi aprì una stragnocca tutta tette e culo, avvolti in un mini-abito bianco, non proprio trasparente ma che metteva in risalto le forme e non solo, stivali al ginocchio d'ordinanza da zoccola professionista, bianchi anch'essi e dal tacco vertiginoso, sorriso da troia incorniciato da due labbra carnose dipinte da una rossetto rosa brillante, che sembravano fatte apposta per fare grandiosi pompini. “Sylmara?” le chiesi io visibilmente imbarazzato... “Certo caro” mi rispose quella bambola per il sesso che avevo di fronte “dai entra su...” aggiunse languidamente. All'interno dell'appartamento, accomodatomi su un bel divano bianco, lei mi spiegò che stava cercando di farsi un portafolio di clienti fissi, che il primo incontro era gratis, che avrebbe selezionato lei, non tanto i clienti più danarosi, quanto quelli che più le piacevano, e intanto si inginocchiava ai miei piedi, armeggiando con la cerniera dei pantaloni. Finì come dove finire: due grandiosi pompini con l'ingoio ma, mentre mi stava facendo il secondo e si avvicinava con il bacino alle mie mani, curioso come sempre provai a indagare dentro le sue mutandine, al che mi ritrovai in mano un cazzo neanche tanto piccolo... Panico! Che fare? Il mio amico mi aveva giocato proprio un bel tiro... Lei/lui, per un attimo sorrise, un sorriso da zoccola di quelli che tanto piacciono a noi maschietti, continuando poi il suo lavoro di bocca e io... la/lo lasciai fare... fino alla fine. Uscì sconvolto da quell'appartamento. Il servizio mi era piaciuto un sacco, la tipa (per quanto fosse un tipo con le tette... e che tette!) era stratosferica, però cazzo... era un uomo pensai... Mi aveva dato il suo numero, perché il mio sapore le era piaciuto un sacco mi disse entusiasta, e io provai anche a dimenticare l'esperienza però... Finì che la ripetei una, due, tre e chissà quante volte ancora... I suoi bocchini erano da urlo, non pretendeva altre varianti (se non, ogni tanto, che glielo mettessi nel culo, pratica questa che in realtà non mi è mai piaciuta troppo) e, meraviglia della meraviglia, a volte, quando le inondavo la gola di sborra più del solito, non mi faceva nemmeno pagare... Diventammo amici, e non potevo definirla neanche una prostituta, almeno con me, visto che a volte, pur uscendo con le palle svuotate, il portafogli rimaneva integro...

Poi conobbi su questo sito Marynella, che in quanto a pompini non era seconda a nessuno, e lasciai per un po' questa/o Sylmara. Un giorno, mentre facevo le spese, incontrai per caso la mia amica trans e lei fu contentissima di vedermi, come io del resto... Mi chiese che fine avevo fatto, e io le risposi onestamente che avevo appena iniziato a frequentare questa Marynella e che tra una cosa e l'altra... Fu lei a lanciare l'idea: perché non organizzi una cosa a tre, te, io e lei... Già perché no? Salutaì Sylmara con la promessa di chiedere a Marynella se fosse interessata, e quando, dopo essere tornato a casa, le scrissi una mail, non potei fare a meno di pensare al trenino che ne sarebbe nato, se solo la cara Marynella avesse accettato. Naturalmente mi masturbai... Un paio d'ore dopo mi rispose, per la verità un po' titubante, ma la sua ninfomania sembrò prevalere, accettando con riserva la mia proposta: “Se non mi piace, vi lascio lì a fare le vostre porcate da soli” aveva concluso in quella prima mail. “Sì, sì” pensai pregustandomi le loro lingue sulla punta del mio cazzo.

Quando finalmente, dopo un fitto scambio di mail in cui ci mettemmo d'accordo sul dove e quando, venne la notte tanto attesa, ero naturalmente un po' nervoso, ma fiducioso che tutto sarebbe andato per il verso giusto. Prenotammo una stanza per tre in un noto albergo di categoria di una città del centro Italia, e quando ci presentammo alla hall per farci assegnare la stanza, il portiere quasi gli prese un colpo a vedere le due strafighe (be', in realtà la vera figa era una sola, ma questo il poveretto non riuscì a notarlo...) che mi sarei portato in camera. “Sono mia sorella e una mia lontana cugina dal Brasile” dissi ridacchiando e senza la ben che minima pretesa di essere creduto. Marynella indossava un elegantissimo e molto, molto sexy mini-abito in morbida pelle nera, cortissima mini-gonna che formava un tutt'uno con il pezzo di sopra, tenuto su da una sorta di collare, anch'esso nero e la schiena completamente nuda fino all'inizio delle chiappe. Completava il tutto due paia di saldali neri dal tacco vertiginoso modello “a rete” che arrivava fino a fine polpaccio. Sylmara, ancora più osé, vestiva un mini-abito sexy dall'accesa tonalità turchese con diverse trasparenza che mettevano in risalto le sue bocce perentorie, veli che volavano a destra e a manca e inoltre la gonna era lunga fino al ginocchio sul lato destro e cortissima sul lato sinistro, e molto attillato, tanto che quel culo fatto così bene, pareva fare fatica ad essere contenuto... Ci fiondammo nel lounge e ordinando una bottiglia di champagne “Louis Roederer – Brut Premier” incominciando quasi subito a socializzare e pian piano, rompendo il ghiaccio, come si suol dire. Vedevo Marynella un po' titubante, ma la carica solare di Sylmara in poco tempo creò un affinità tra le due signore che presto sfocciò in un furtivo e discreto bacio saffico con tanto di lingua in bocca... Non so se qualcun altro se ne accorse oltre a me, sicuramente il mio cazzo sì, dato che diventò di botto duro come il marmo. Le signore si sfioravano, sfioravano il mio pacco, ridevano e bevevano... Non restava altro da fare che ordinare un'altra bottiglia per la camera, e salire di corsa su... Arrivammo barcollando e inciampando, per un paio di volte sbagliammo piano e stanza, ma poi, trovato finalmente il nostro appartamento, entrammo e ci chiudemmo la porta alle spalle. Lo champagne era già arrivato, lo stappai, versai due flut per le signore e uno per me e, sorridendo e sbelicandoci dalle risate per l'imminente orgia, brindammo al sesso e alle sue mille sfaccettature... Mi adagiai a letto, togliendomi solo le scarpe ed estraendo il mio membro ormai quasi totalmente in tiro. La prima che si fiondò tra le mie gambe fu Sylmara che infoiata come non mai, incominciò a succhiarmi l'uccello avidamente. Marynella, che stava lentamente spogliandosi, sembrava ancora un po' indecisa, ma quando Sylmara, continuando a sbocchinarmi come ben sapeva fare, estrasse il suo più che rispettabile cazzo, la romana di Potenza non ci pensò poi molto e famelica, si piombò su quel membro dal colore della cannella. Eravamo abbondantemente su di giri, tutti e tre, e quando venne il momento di cambiare posizione io passai a chiavarmi in figa Marynella che stesa, succhiava come un'idrovora quel pezzo di carne carioca... A un nuovo cambio di posizione mi ritrovai a fottere in culo Sylmara, che gridava come un'ossessa e che allo stesso momento inculava Marynella. Le bocche, i buchi e le posizioni cambiavano di volta in volta, (a parte il mio ruolo “attivo” che non venne mai messo in discussione da Sylmara), lo champagne, i nostri umori e la nostra saliva passava di bocca in bocca, Marynella venne chissà quante volte, analmente anche Sylmara, finché mi capitò di vedere la scena che avevo sognato chissà quante volte: Sylmara in piedi, ai piedi del letto, con il membro in massima erezione e Marynella ai suoi piedi che gli supplica “Sborra, sborrami in bocca... voglio il tuo dolce nettare”. Sylmara aumentò il ritmo della sega, anch'io mi stavo segando, ma in disparte, finché un incredibile quantità di sperma bianco e vellutato non esplose in bocca a Marynella, che fece di tutto per ingoiarne il più possibile, tanto che solo poche gocce, alla fine, le rimasero impiastrate attorno alle labbra e vicino al naso. “A questo punto è il mio turno” mi dissi, e puntando l'uccello verso la bocca ancora assetata di Marynella, le sparai fuori tutta la mia libido sotto forma di sano sperma appiccicaticcio, che regalai anche allo bocca di Sylmara, nel frattempo accorsa ai miei piedi. Quando ebbi finito, la scena raggiunse l'apogeo del godimento: le due si baciarono, si scambiarono rivoli di sborra, poi una si mise sotto e l'altra ingoiò, scambiandosi un paio di volte il succo della vita, finché una ne ingoiò una parte, l'altra, quello che restava... Ero talmente sovraeccitato che il coso la sotto, vedendo sta scena, riprese vita, si alzò, e così mio avvicinai nuovamente a quelle due bocche quasi sazie, mi segai un po', entrai nella prima, poi nella seconda, ed esplosi con dei bei fiotti si sperma per la seconda volta nelle loro bocche praticamente contigue... E poi fu ancora uno slinguarsi e un passarsi tra bocche dei rimasugli del mio godimento, finché non caddi in estasi, ubriaco e con le palle completamente svuotate...
La mattina dopo, al risveglio, le due pantere erano ancora a ronfare tra le morbide lenzuola sporche di sperma mio e di Sylmara. Quando le svegliai, e dopo aver ripreso la quasi completa conoscenza, mi raccontarono che erano andate avanti ancora un bel po' nei loro giochi, con Sylmara che inculava, entrava in figa e sborrava in bocca a una Marynella praticamente assatanata, che quando, dopo una bella doccia, un restyling a labbra e trucco e una bella pettinata ai folti capelli, mi disse: “Grazie Nestor. Questa è stata probabilmente la scopata più bella che ho fatto in vita mia. Quando la ripetiamo?”, mi fece davvero l'uomo più contento di questo mondo... E forse anche degli altri...

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