Erotici Racconti

Un nuovo inizio - come è cominciato tutto

Scritto da , il 2017-04-20, genere dominazione

Veronica ed io ci siamo messi insieme circa un anno fa, incontrata in un villaggio vacanze nel Salento a Settembre, dopo che il grosso della marea di turisti era defluita, eravamo tra gli sparuti occupanti del resort.
Non sono certo un adone, mai stato, anche se ci sono donne a cui interesso, non mi sono mai legato ad una persona per troppo tempo, un po' per colpa del mio lavoro, un po' perché sentivo che mi mancava qualcosa.
La mia vita era trascorsa con qualche significativo scossone familiare e solo dopo i 40' avevo trovato un po' di serenità ed ero riuscito a ritagliarmi degli spazi personali che fossero tali.
In quelle mie vacanze da single conobbi Veronica, anche lei single, anche lei da sola in ferie, anche lei con un vissuto simile al mio, una donna niente affatto appariscente nonostante il suo biondo naturale, ma con un sorriso ed un senso dell'umorismo notevole, cosa che non mi ha mia lasciato indifferente in una donna.
Si era da poco lasciata con il suo fidanzato storico e da qualche mese ormai era single, anziché piangersi addosso aveva deciso di riconquistare il tempo perduto e godersi, quello che per lavoro e per un unione che aveva trascinato agonizzante per qualche tempo, si era negata.
Ci incontrammo il primo giorno insieme all'ultima infornata di tardivi vacanzieri per lo più coppie sposate e fidanzatini, a dire il vero noi eravamo gli unici single italiani presenti, per il resto vi erano già un nutrito gruppo di ragazzi tedeschi.
Veronica era decisa a buttarsi e la sera stessa del suo arrivo la vidi sparire con uno di essi, seppi poi che ci era finita a letto, la sera seguente mangiammo insieme allo stesso tavolo ma poi preferì passare la serata con un altro ragazzo tedesco diverso da quello della sera precedente, con il medesimo epilogo.
La mattina ci ritrovammo tra gli ultimi ospiti a fare colazione e proprio lì intavolammo conversazione, all'inizio sulle solite banalità, poi via via scoprendo alcuni interessi in comune.
A pranzo ci perdemmo di vista, io ero prenotato per un uscita in barca e sarei ritornato solo nel tardo pomeriggio, lei non aveva nessun impegno e aveva optato per il binomio spiaggia/libro .
Ci si ritrovò a cena insieme, si bevve un po' più del dovuto e mi fece capire in modo inequivocabile le sue intenzioni, quando passando in uno dei vialetti che riportavano ai nostri bubgalow vedemmo una coppietta tra cespugli darci dentro di brutto, e candidamente, lei mi confessò di averne voglia.
Come era destino finimmo a letto insieme, mi fu subito chiaro che sebbene un po' impacciata era decisa a colmare il suo gap di esperienze supplendo con una decisione che sconfinava nella disinibizione e curiosità.
Già dedito da qualche tempo al BDSM decisi di tentare qualche approccio più sul roughsex che lei gradì moltissimo, insomma al risveglio lei era ancora nel mio letto e decisa a rimanerci sino alla colazione...
Da quel momento in poi ogni giorno della nostra vacanza e anche più volte al giorno ci trovavamo per scopare, e confortato dalla sua crescente curiosità, dopo la prima settimana, decisi di provare ad andare oltre proponendole di legarla e descrivendole alcune pratiche BDSM.
Lei aveva sentito parlare del film “50 sfumature di grigio” ma non lo aveva visto, però conosceva “Historie d'O” di cui aveva letto il libro e fece moltissime domande, concordammo per qualcosa di più soft e la notte stessa provammo.
Inutile dire che fu amore a prima vista tra lei e il bondage, lo spanking ed era eccezionalmente portata per il sesso più ruvido.
Quando in spiaggia una lei di coppia sgomitò il marito per indicare un livido che le avevo lasciato sulla natica, la fierezza che vidi nel suo sguardo mi rese orgoglioso di lei.
Finita al vacanza ci scambiammo indirizzi e numero di telefono, come si fa molte volte tra persone che si conoscono in vacanza, ma noi pur distanti, non ci perdemmo di vista, un mese dopo essere rientrati eccomi invitato da lei per un weekend di sesso e BDSM.
Pur tra notevoli difficoltà ormai da un anno, malgrado la distanza la nostra storia regge, anche se ognuno di noi ha convenuto che vuole vivere a casa propria e, cosa più importante, non negarsi qualche storiella estemporanea se capita, previa informazione all'altro/a.
Non abbiamo mai frequentato privè, ma qualche volta abbiamo incontrato insieme altre coppie, con fortune alterne, ma sopratutto abbiamo continuato a esplorare il nostro rapporto Dom/sub.
Ormai conosciamo i trascorsi l'uno dell'altra, come i nostri gusti in fatto di sesso, tempo fa ho confessato a Veronica la mia bisessualità e non ha battuto ciglio, qualche mese dopo è stata la sua volta, durante uno scambio di coppia di provare un rapporto saffico aprendo così un universo a cui non sospettava di appartenere.
Da quel momento in poi le nostre esperienze insieme hanno subito un ulteriore allargamento nelle nostre frequentazioni con reciproca soddisfazione di entrambi.
Tutto per il meglio direte voi, che altro si poteva desiderare?
Circa un mese fa ero da Veronica per uno dei nostri weekend, venerdì pomeriggio, frigo vuoto e prospettiva di passarlo in casa a divertirci tra noi per lo più, spesa al supermercato più che necessaria quindi; sopravvissuti alla bolgia infernale, guadagniamo faticosamente la strada per le casse e curiosamente Veronica mi sceglie non quella con la fila promettente più corta.
La cassiera è una ragazza brunetta sui 25 anni dall'aria un po' mascolina, rafforzata dai capelli tagliati corti, sotto il camice del supermercato una camicia a quadroni e dei jeans strappati, insomma un maschiaccio con ben poca femminilità.
Appena si avvede di Veronica le si allarga un sorrisone, che tradisce una familiarità tra le due e poi lo sguardo passa a me per tornare a lei, cosa che non mi sfugge, giurerei di non sbagliarmi, ma quest'ultima le ha fatto una sorta di piccolo cenno con il capo, ed ora quel sorriso è anche per me.
Le chiede come sta mentre rapida passa sullo scanner i nostri acquisti uno dopo l'altro, ed io, dall'altra parte, come un ricevitore di una partita di baseball afferro e insacco riponendo nuovamente nel carrelllo. Le due si salutano, la cassiera molto espansivamente.
Nella strada verso la mia auto guardo curioso Veronica aspettando che mi dica qualcosa, si perché il teatrino di poco fa mi ha lasciato un po' curioso, decido di entrare in argomento.
“La cassiera... vi conoscete bene ….”
Veronica si gira e mi guarda in viso, i suoi occhi grigio verdi, limpidi sorridono prima ancora delle sue labbra “ se vuoi chiedermi se me la sono portata a letto, la risposta è sì sono stata la sua prima esperienza saffica e non di una volta sola...contento?”.
Beh più chiara di così.... “Le hai parlato di me, di noi?”
di nuovo sorride “ si certo sa che stiamo insieme e sa che abbiamo una relazione aperta e che ti avrei detto che ero stata con lei”.
Hai capito! Una parte di me sorride dell'intraprendenza di Veronica, ma il mio ego mascolino non vorrebbe dargliela vinta subito e lasciare che se ne compiaccia troppo, quindi freno la mia curiosità per dopo e la finisco lì come se avessimo esaurito l'argomento, carichiamo la spesa in auto e poi via verso casa per il nostro weekend.
Per casa quando siamo soli rimaniamo spesso nudi, per il solo e semplice motivo che ci piace essere l'uno a disposizione dell'altro senza troppe regole, se non quando in camera da letto iniziamo una sessione.
Eccezionalmente le chiedo di indossare le mutandine, ma capisce il perché quando abbracciandola da dietro scendo giù sino ad inserirle dentro l'ovetto vibrante telecomandato, che mi divertirò ad attivare nei momenti più impensati mentre prepara la nostra cena prima e mentre mangiamo poi ...Godo nel guardala tremare i eccitazione, mentre i capezzoli si induriscono e il viso cambia espressione sotto le sollecitazioni al clitoride, ripenso alle nostre prime volte con le altre coppie quando la vedevo posseduta da un altro uomo e come questo mi eccitasse terribilmente costringendomi a sfogarmi sulla Lei di coppia.
Spesso sulla via del ritorno a casa dovevamo fermare l'auto da qualche parte per consumare un fugace rapporto all'aperto.
Quella sera l'avevo torturata con una mezza dozzina di orgasmi mancati, negati quasi all'ultimo secondo e poi terminata la cena l'avevo condotta in camera da letto, ammanettato i polsi dietro la schiena e messa in ginocchio sul pavimento.
L'avevo presa nella bocca trattenendo il mio cazzo nella sua gola ben oltre il solito pompino, ma guardandola quasi strabuzzare gli occhi nella sua richiesta d'aria, portandola al limite quando tossendo respirava, avendo ancora dinanzi il mio uccello grondante della sua saliva, ma non paga tornava ad imboccarlo.
Si non potevo non essere più fiero di lei, le venni in bocca senza che ne fuoriuscisse un goccia e la baciai subito dopo.
Dopo fu il turno delle clamps sui capezzoli e della cintura di cuoio seguita dal flogger, ogni colpo scandito dalla sua voce che ne teneva il conto.
Frattanto continuavo a giocare con l'ovulo vibrante senza però darle il permesso di venire, sino a che la presi nel culo scostando appena di lato la stoffa delle mutandine .
I colpi e gli affondi prima lenti e delicati, persero ben presto ogni riguardo riempiendo l'aria della stanza degli schiocchi delle nostre carni che si scontravano e delle sue urla trattenute tra i denti.
Le mie mani spaziavano tra i suoi fianchi e le tette affondandovi dentro a volte crudelmente più per l'eccitazione che per un reale desiderio sadico.
Il mio giocare crudelmente con il telecomando dell'ovetto vibrante la fece impazzire fino a farle contrarre l'ano, cosa di cui mi accorsi, senza per questo smettere.
L'orgasmo diviene una liberazione per entrambi, il primo fiotto caldo nell'ano è il segnale che anche lei può venire lasciandosi andare ad una serie di gemiti simili al pianto.
Qualche minuto e la libero finalmente delle manette, ora è il tempo della tenerezza tra noi, una mezz'ora circa e torniamo a fare l 'amore in modo più tranquillo quasi coniugale, la guardo negli occhi mentre vengo ancora e mentre lei mi raggiunge poco dopo, per crollare sudati e soddisfatti l'uno sull'altra.
No non è ancora finita, il nostro è un rapporto molto personale improntato su equilibri nostri, i ruoli sono più un indicazione che una regola, il solo nostro dovere è soddisfare il nostro bisogno.
Sto ad occhi chiusi rilassato, sento il peso sul materasso spostarsi, so cosa sta per fare.
Un attimo ed il peso torna sul materasso, divarico le gambe pigramente ed attendo, sto quasi per girarmi, quando sento la sua lingua che si insinua nel solco del mio culo.
Attendo e mi rilasso ad occhi chiusi....attendo che la mia carne inizi a scostarsi ad accogliere lo strapon che è andata ad indossare, spero, anzi sono certo, che abbia indossato quello con la seconda punta rivolta verso l'interno...
Spero ...si spero davvero che abbia dentro di se un cazzo di lattice simile a quello che si sta facendo strada dentro il mio culo, che ogni spinta che mi darà si ripercuoterà dentro di lei con la medesima intensità.
Le sue unghie mi artigiano le pelle tra il collo e le scapole mentre affonda decisa dentro di me, dolore e quel senso di pienezza che mi prende senza chiedere il permesso.
Posso sentire quella gioia selvaggia mentre mi possiedi, mentre ansimi come un mantice mentre i tuoi capezzoli mi sfiorano la schiena mentre quel cazzo mi fruga dentro strappandomi gemiti.
Mi possiede senza nessuna pietà ne la invocherei perché tanto sarebbe inutile tra noi...
Le sue mani mi circondano l'asta mungendomi energicamente, vengo al fine...vengo liberandomi con un gemito strozzato mentre la mia sborra bagna le lenzuola adiacenti alla mia gamba destra.
Il suo peso addosso, le nostre pelli rese adesive dal nostro sudore, le braccia che mi circondano il collo … lei ancora dentro me...rimaniamo così per diversi minuti....
Pochi minuti e siamo in doccia insieme...rigorosamente insieme sempre, mentre ci laviamo ed insaponiamo a vicenda lasciando scappare carezze intime più per un intima abitudine che per un reale desiderio di ricominciare.
Il fotogramma dopo ci vede nudi nel letto abbracciati ed umidicci, i suoi capelli odorosi di balsamo e shampo … la mia curiosità è ancora lì, come nel pomeriggio.
“Cosa hai in mente per quella ragazza? Quella del supermercato cosa sa di noi?”
Sospiri assonnata “Possiamo parlarne domani mattina?”
Rido tra me e me, “Sai che ho ancora una voglia....”
MI tira uno stanco pugno sul fianco “Non ci provare! Le ho detto di noi del fatto che pratichiamo BDSM e lei vorrebbe provare...anzi provarti ora che ti ha visto”
Non dico nulla … troppo giovane per i miei gusti
“ So che stai pensando, troppo giovane con i suoi 23 anni, ma ti assicuro che è molto volenterosa....”
Prendo fiato per rispondere ma lei mi precede.
“Domani ne parliamo dormi ora” …. l'umido caldo delle sue labbra su un capezzolo e le braccia che mi si serrano intorno al petto chiudono il dialogo.

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