L'inseminazione naturale, parte 3
scritto il 2026-11-06 tempo di lettura 13 min
di
StefeMichi
genere
Prime esperienze, Sentimentali, Tradimenti
cura
A−
Ci eravamo presi un paio di giorni per capire se era il caso farlo o meno, da una parte eravamo pronti, dall’altra fino ad adesso non l’aveva mai penetrata quindi avevo molti dubbi.
Michela mi lasciò la scelta, mi aveva fatto capire che in ogni caso mi appoggerà, ero io quello con più dubbi, lei mi disse che tra quello che aveva fatto e lasciare pochi minuti in più ormai cambiava poco ed effettivamente era così, sicuramente l’avrebbe preso quella sera da questa premessa.
Dopo un paio di giorni mi decisi, eravamo d’accordo, ma questa doveva essere l’ultima volta perché si stava iniziando a prolungare fin troppo questi incontri, ne parlammo con mio fratello, lui accettò sicuramente molto contento assicurandoci che non si aprofitterà ma non aspetterà l’ultimo secondo, questo voleva dire tutto e nulla ma convinsi anche me stesso che era la cosa migliore.
Ci eravamo dati appuntamento al giorno dopo, Michela aveva il giorno libero ma io no, quindi lei passò il tempo tra commissioni e faccende di casa, io come l’ultima volta con la fantasia mi facevo crescere curiosità e desiderio, anche il timore cresceva ma ormai eravamo in ballo mi dicevo, lei se lo sarebbe scopato stasera ne ero sicuro e lui l’avrebbe ricordato per sempre
Scoprii dopo che Michela aveva fatto anche po’ di shopping e al mio ritorno mi fece vedere i suoi nuovi acquisti, tra questi cerano gli stivali che arrivano sopra al ginocchio di loubitin, si era fatta un bel regalo costoso e molto eccitante per me, le ho chiesto: “le metti stasera?” Lei: “e che le ho comprate a fare se no?” Si prospettava una serata davvero interessante, ormai erano le 18 passate lei andò in bagno
Io come sempre seduto sul divano fantasticavo su cosa avrebbe fatto, ormai vivevo dentro a un sogno erotico, era Michela il mio sogno che non sapevo di volere così, stasera avevo deciso di spingermi un po’ più oltre con l’esibizionismo, la volevo portare a mangiare in un pub di motociclisti e la mia strategia era di sederci su degli sgabelli alti, così avrei potuto sia toccarla che farla ammirare alle persone presenti.
Quando andò in camera la vedevo appoggiarsi i vestiti addosso, era indecisa ma stupenda con le scelte che si guardava, si appoggiò sopra prima un vestito attillattissimo nero, ne ero a conoscenza ma probabilmente era troppo corto e lo scartò, si provò a vedere con un vestito più svolazzante con una cintura ma anche quello lo scartò, alla fine decise per una minigonna con le pieghe in pelle, sopra una maglietta nera a maniche lunghe trasparente e non nascondeva nulla sopratutto sui capezzoli, sopra si mise un gilet ma lasciava scoperti i bordi e la scollatura delle tette. Era stupenda ma chiuse la porta, dopo buon 10 minuti uscì, sentivo il rumore degli stivali avvicinarsi, la guardai dal basso verso l’alto, stivali loubitin che arrivavano sopra al ginocchio, calze scure molto velate, gonna, maglietta nera trasparente e gilet, fece un giro e la gonna alzandosi scoprì le autoreggenti, mi ha chiesto “dove mi porti?” e Io: “sorpresa”
Uscimmo, in macchina non riuscivo a non guardarle le cosce, teneva il cappotto aperto, quando potevo le mettevo la mano nell’interno coscia, era una goduria. Quando vide il posto mi ha chiesto “ma sei sicuro?” Io: “si perché no?” Lei: “non è che sono vestita troppo provocante?” Io: “tranquilla stai con me” Lei fece un sospiro e uscì.
Appena varcata la soglia ci fu silenzio, era abbastanza affollato e ricevemmo lo sguardo dalla maggior parte delle persone, accompagnai Michela al bancone, lei cercava di coprire le autoreggenti il meglio possibile, ma piano piano la gonna scivolava sempre di più fino a lasciare un pezzo di pelle nel sottocoscia fuori, i motociclisti ci fissavano, io le accarezzavo le cosce con le dita, lei mi ammiccava e mi dava i baci, sembravamo due fidanzatini. Io nell'attesa dei piatti andai in bagno, purtroppo trovai un po’ di fila, lei sicuramente si stava facendo guardare. Quando tornai dal bagno trovai due uomini con la barba e la pancia parlare con lei, Michela: “ciao amore, questi ragazzi mi volevano offrire un drink e mi sembrava scortese rifiutarlo, vengono da molto lontano” erano li per un ritrovo, scherzavano e Michela facendo la civetta e ridendo battè le mani su uno di loro e lui sorridendo mise le braccia attorno a lei e continuando a scherzare e fingendo che questi contatti erano involontari, notai più volte che lui provando a prenderla a braccetto toccava con il bordo della mano la parte laterale delle tette, lei fece anche qualche scavallo e riaccavallo e loro non si vergognavano a togliere lo sguardo. Ci invitarono al tavolo loro e per un’attimo ci avevamo pensato, ma avremmo spinto il gioco ancora troppo in la, rifiutammo ma in cambio avremmo fatto uno shot tutti insieme, Michela disse: “vabene però sta facendo troppo caldo” sbottonò il gilet e mostrò le tette ai due uomini, ci bevemmo lo shot e li salutammo, abbiamo cenato con lei che aveva le tette di fuori, gli sguardi erano davvero insistenti, anche il barista continuava a soffermarsi su di lei.
Finita la cena ci dileguammo, poteva finire male quella serata in quel locale, andando via in macchina abbiamo visto i 2 uomini uscire e salutarci con la mano, Michela era molto calda quella sera, ha regalato a questi uomini una serata indimenticabile e lo fu anche per me.
Tornati a casa non riuscivamo a staccarci, ero davvero pronto a chiavarla e anche lei, mi chiese: “ti è piaciuto come li ho provocati?” Io: “molto, sei particolarmente troia stasera” Lei: “Si ma troia per te” con quegli stivali era davvero troia invece di solito le decolteè le davano il tocco di eleganza, ma poco dopo sentimmo il citofono.
Era mio fratello, noi ci siamo ricomposti un’attimo e Michela era andata in bagno a darsi una rinfrescata al trucco, salutai mio fratello e lui mi chiese di Michela, gli avevo spiegato che era in bagno intanto noi potevamo metterci un’attimo in soggiorno. Nell’attesa parlammo di come poteva avvenire, io: “non so come si comporterà Michela, però mi raccomando non entrare troppo presto, sai rimane sempre la mia ragazza” Lui: “certo, non ti preoccupare voglio solo non spaccare il secondo ma avere il tempo di ambientarmi” io: “se così lo vuoi chiamare” Lui: “dai tranquillo, lo faccio per il vostro bene” intanto sentimmo i tacchi avvicinarsi.
Arrivò con l’accappatoio sopra ma sotto aveva ancora gli stivali e noi sorpresi abbiamo detto: “e tu con l’accappatoio?” Michela: “non volevo far vedere tutto, allora il look di stasera è...” fece scivolare a terra l’accappatoio, aveva ai piedi gli stivali loubutin che la facevano proprio troia, le calze che io sapevo che erano autoreggenti, la gonna che ci separava dal vedere tutto l’intimo, la maglietta trasparente che non nascondeva nulla anzi la rendeva più sexy, lei intanto con il gilet aperto si divertiva a mostrare e coprire le tette sotto alla maglietta, Michela: “Che avete visto un fantasma? Andiamo in camera?” La seguimmo come due automi, poteva farci quello che voleva quella sera.
Con quegli stivali mettendo un passo davanti all’altro, guardare la gonna muoversi dal suo sfiancare mi faceva impazzire ma quello è stato l’apice del momento di tensione per me, entrati in camera mi sono messo seduto sulla poltrona, lei prese per mano mio fratello e con una spinta lo buttò sul letto, Michela: “dato che l’ultima volta sei scoppiato troppo presto, oggi ti scalderai qui” Michela inaspettatamente si piegò verso di lui, avvicinò la faccia a lui, avevo paura che si baciassero ma alla fine lei si allontanò portandosi con se e tirando giù i pantaloni di lui, ho avuto un sussulto al cuore ma allo stesso tempo me lo sentivo pulsare, Michela: “ah le mutande quando ti senti pronto, vuoi una mano anche per quelle?” Mio fratello: “emmm si?” Sembrava più una domanda che un’affermazione, Michela fece una piccola risatina e si avvicinò ancora di più, ma con il viso praticamente attaccato al corpo passò dal petto all’addome e tenendo il viso molto vicino al cazzo di mio fratello gli sfilò le mutande, appena uscita la cappella lei alzò solo lo sguardo su di lui tenendo la boca vicino alla cappella, lei si leccò le labbra, Michela: “ah ma oggi siamo già pronti?” Mio fratello: “eh eh, come si fa con te?” Lei si allontanò lasciando lui sul letto, per un’attimo avevo pensato che se lui sbatteva il pene verso di lei, lei lo avrebbe preso in bocca, ma non lo fece, questo mi faceva fidare di tutti e 2. Michela con mio fratello seduto, lei iniziò a sfilarsi il gilet, e iniziò a massaggiarsi le tette dalla maglietta trasparente, Michela: “ti piace questa maglietta?” Lui: “un sogno” Michela: “siete proprio tutti uguali, ma adesso aiutami con la zip” lei si girò e con le gambe poco piegate avvicinò il suo culo verso di lui, indicandogli la zip laterale alla gonna, lui avvicinò le dita e aprì la zip delicatamente, praticamente una volta aperta la zip, scivolò la gonna via e quando si rimise in piedi davanti a lui frontalmente giocava con gli elastici del perizoma col filo sottile, aveva tutto il perizoma dentro alla figa, Michela: “hai visto come si mangia le mie mutandine? È affamata, vediamo se stasera ce la fai” Lui fece cenni con la testa da impacciato, lei continuava a muovere i bordi del perizoma, fino a stringere la parte davanti e a tirarselo sempre più su e sempre più dentro la figa, si stava masturbando con il suo stesso perizoma davanti a lui, nonostante provavo un po’ di gelosia questa scena mi faceva scoppiare.
Lei continuò muovendo anche lentamente il bacino avanti e indietro e intanto con una mano teneva il perizoma stretto e faceva su e giù, sapevo che questo voleva dire solo una cosa, se lo sarebbe scopato in quel momento.
Lui continuava a segarsi come un forsennato.
Lei lo guardava negli occhi e il suo pene, lui la guardava tutta intensamente soffermandosi sulla figa.
Continuò questo movimento per buoni 3 minuti finché Michela: “che facciamo togliamo?” Mio fratello: “certo” Michela si girò e si piegò a 90 con le gambe tese, aspettando disse: “sai non ci arrivo da qui, mi aiuti?”
Mio fratello si alzò in piedi e avvicinandosi a Michela arrivò prima il cazzo e poi lui, l’aveva fatto apposta ma non dissi nulla, prima di sfilargli il perizoma gli aveva appoggiato il cazzo sulla figa che era ancora tutta aperta dal perizoma, Michela: “ah, così?” Lei inizio a ondeggiare il culetto, mio fratello iniziò a sfilare il perizoma piano piano, arrivarono prima gli elastici laterali giù, la parte in mezzo arrivò dopo dato che era incastrato dalla figa era come se gliela avesse stappata dal perizoma, lei adesso aveva piegato le gambe e ondeggiava lentamente il culo, mentre lei si accarezzava le tette e i fianchi, lui continuò a segarsi davanti a quella visione, Michela si girò e lo spinse di nuovo sul letto, abbiamo un letto alla giapponese abbastanza basso, lui aveva le gambe tese con la schiena appoggiata quasi sdraiato,
Michela: “adesso tienitelo fermo ma continua a segarti, hei e non fare sorprese” lui non stava capendo ma eseguiva gli ordini, Michela in quel momento si mise sopra di lui, con gli stivali arrivava a essere 1.80, gli disse a lui di uscire un po’ con il bacino al bordo, lui lo fece velocemente e impacciamente e chiuse le gambe aiutato dalle mani di lei, lei era a gambe aperte poco piegate, con la figa proprio sopra alla cappella,
Michela aveva iniziato ad aprirsi la figa e disse ”Tienilo bene, e non fare come l’ultima volta” lui se lo tenne alla base smettendosi di segare, Lei iniziò a scendere, stavo avendo un colpo al cuore, era lei che se lo sarebbe infilato? Ci aspettavamo tutti questo, ma lei si fermò sulla cappella e iniziò di nuovo a ondeggiare il bacino avanti e indietro, la vedevo dai muscoli che non era comoda come posizione ma era stupenda, mio fratello iniziò di nuovo a segarsi e intanto strusciava la cappella tra le labbra della figa, lei muoveva la testa verso l’alto, si toccava la pancia e il collo e intanto continuava questo movimento pelvico, vederla in quella posizione con gli stivali autoreggenti e maglietta trasparente sembrava un porno di lusso.
Michela continuava a farsi strusciare la cappella tra le grandi labbra della figa e si faceva toccare anche il clitoride, a lei gli stava piacendo.
Michela: “attento a non venire eh, guarda che se ti senti pronto iniziamo” Lui fece cenni con la testa e sembrava che si stava posizionando meglio per penetrarla ma lei si allontanò, fece alzare lui e si mise a pecora, appoggiando il petto al letto e aprendosi con le mani le natiche, era oscenamente esposta a lui, lui prese il bacino si avvicinò piano ed entrò con un colpo secco, Michela “ahhhhhh, oh fai piano eh, che credi?” Lui si scusò: “ eh è stato istintivo, scusami” Michela fece un sorriso e un cenno come per dire bravo intanto lui la stava penetrando piano, Michela accellerò lei il ritmo, aveva riportato le mani sul letto e si aiutava a spingersi verso di lui, lui seguì il ritmo, la stava scopando. Un colpo, due colpi, tre colpi, lei aveva gli occhi chiusi e si mordeva il labbro inferiore, i capelli erano mossi dal suo movimento avanti e indietro, mio fratello continuò a spingere, mi sembrava un’eternità quel momento, avevo la sensazione che mi fratello si tratteneva per godersi il più possibile quel momento, lei spingeva sempre più forte e lui di conseguenza, lei non riusciva a trattenere i gemiti che si morse il suo braccio continuando a fare dei versi tappati, mio fratello disse sto per arrivare e aumentarono ancora di più il ritmo, tutto questo durò almeno 30 secondi, lui si stava trattenendo fino all’ultimo, lei a quel ritmo stava godendo come una troia, non fece in tempo a dire “riempimi” che lui grugnendo venne dentro, il suo orgasmo durò un po’, Michela “oddio oddio oddio” andando a sfumare piano piano e lui si accasciò sopra di lei, rimasero 1 minuto circa col fiatone uno sopra l’altro, sembrava un’eternità, poi lui uscì e disse: “non me l’aspettavo ma grazie ragazzi” si sistemò e andò in bagno a pulirsi, io accarezzavo la testa di Michela che intanto si era sdraiata più comoda e con mio fratello ci siamo salutati velocemente.
Ci coccolammo dopo, avevamo una bella sensazione, i giorni a seguire eravamo molto positivi, con più vitalità ma dopo due settimane a Michela erano arrivate le mestruazioni, pensavamo di stare apposto ma non era così, valutammo con Michela un’altra possibilità ma ve ne parlerò nel prossimo capitolo
Continua...
Michela mi lasciò la scelta, mi aveva fatto capire che in ogni caso mi appoggerà, ero io quello con più dubbi, lei mi disse che tra quello che aveva fatto e lasciare pochi minuti in più ormai cambiava poco ed effettivamente era così, sicuramente l’avrebbe preso quella sera da questa premessa.
Dopo un paio di giorni mi decisi, eravamo d’accordo, ma questa doveva essere l’ultima volta perché si stava iniziando a prolungare fin troppo questi incontri, ne parlammo con mio fratello, lui accettò sicuramente molto contento assicurandoci che non si aprofitterà ma non aspetterà l’ultimo secondo, questo voleva dire tutto e nulla ma convinsi anche me stesso che era la cosa migliore.
Ci eravamo dati appuntamento al giorno dopo, Michela aveva il giorno libero ma io no, quindi lei passò il tempo tra commissioni e faccende di casa, io come l’ultima volta con la fantasia mi facevo crescere curiosità e desiderio, anche il timore cresceva ma ormai eravamo in ballo mi dicevo, lei se lo sarebbe scopato stasera ne ero sicuro e lui l’avrebbe ricordato per sempre
Scoprii dopo che Michela aveva fatto anche po’ di shopping e al mio ritorno mi fece vedere i suoi nuovi acquisti, tra questi cerano gli stivali che arrivano sopra al ginocchio di loubitin, si era fatta un bel regalo costoso e molto eccitante per me, le ho chiesto: “le metti stasera?” Lei: “e che le ho comprate a fare se no?” Si prospettava una serata davvero interessante, ormai erano le 18 passate lei andò in bagno
Io come sempre seduto sul divano fantasticavo su cosa avrebbe fatto, ormai vivevo dentro a un sogno erotico, era Michela il mio sogno che non sapevo di volere così, stasera avevo deciso di spingermi un po’ più oltre con l’esibizionismo, la volevo portare a mangiare in un pub di motociclisti e la mia strategia era di sederci su degli sgabelli alti, così avrei potuto sia toccarla che farla ammirare alle persone presenti.
Quando andò in camera la vedevo appoggiarsi i vestiti addosso, era indecisa ma stupenda con le scelte che si guardava, si appoggiò sopra prima un vestito attillattissimo nero, ne ero a conoscenza ma probabilmente era troppo corto e lo scartò, si provò a vedere con un vestito più svolazzante con una cintura ma anche quello lo scartò, alla fine decise per una minigonna con le pieghe in pelle, sopra una maglietta nera a maniche lunghe trasparente e non nascondeva nulla sopratutto sui capezzoli, sopra si mise un gilet ma lasciava scoperti i bordi e la scollatura delle tette. Era stupenda ma chiuse la porta, dopo buon 10 minuti uscì, sentivo il rumore degli stivali avvicinarsi, la guardai dal basso verso l’alto, stivali loubitin che arrivavano sopra al ginocchio, calze scure molto velate, gonna, maglietta nera trasparente e gilet, fece un giro e la gonna alzandosi scoprì le autoreggenti, mi ha chiesto “dove mi porti?” e Io: “sorpresa”
Uscimmo, in macchina non riuscivo a non guardarle le cosce, teneva il cappotto aperto, quando potevo le mettevo la mano nell’interno coscia, era una goduria. Quando vide il posto mi ha chiesto “ma sei sicuro?” Io: “si perché no?” Lei: “non è che sono vestita troppo provocante?” Io: “tranquilla stai con me” Lei fece un sospiro e uscì.
Appena varcata la soglia ci fu silenzio, era abbastanza affollato e ricevemmo lo sguardo dalla maggior parte delle persone, accompagnai Michela al bancone, lei cercava di coprire le autoreggenti il meglio possibile, ma piano piano la gonna scivolava sempre di più fino a lasciare un pezzo di pelle nel sottocoscia fuori, i motociclisti ci fissavano, io le accarezzavo le cosce con le dita, lei mi ammiccava e mi dava i baci, sembravamo due fidanzatini. Io nell'attesa dei piatti andai in bagno, purtroppo trovai un po’ di fila, lei sicuramente si stava facendo guardare. Quando tornai dal bagno trovai due uomini con la barba e la pancia parlare con lei, Michela: “ciao amore, questi ragazzi mi volevano offrire un drink e mi sembrava scortese rifiutarlo, vengono da molto lontano” erano li per un ritrovo, scherzavano e Michela facendo la civetta e ridendo battè le mani su uno di loro e lui sorridendo mise le braccia attorno a lei e continuando a scherzare e fingendo che questi contatti erano involontari, notai più volte che lui provando a prenderla a braccetto toccava con il bordo della mano la parte laterale delle tette, lei fece anche qualche scavallo e riaccavallo e loro non si vergognavano a togliere lo sguardo. Ci invitarono al tavolo loro e per un’attimo ci avevamo pensato, ma avremmo spinto il gioco ancora troppo in la, rifiutammo ma in cambio avremmo fatto uno shot tutti insieme, Michela disse: “vabene però sta facendo troppo caldo” sbottonò il gilet e mostrò le tette ai due uomini, ci bevemmo lo shot e li salutammo, abbiamo cenato con lei che aveva le tette di fuori, gli sguardi erano davvero insistenti, anche il barista continuava a soffermarsi su di lei.
Finita la cena ci dileguammo, poteva finire male quella serata in quel locale, andando via in macchina abbiamo visto i 2 uomini uscire e salutarci con la mano, Michela era molto calda quella sera, ha regalato a questi uomini una serata indimenticabile e lo fu anche per me.
Tornati a casa non riuscivamo a staccarci, ero davvero pronto a chiavarla e anche lei, mi chiese: “ti è piaciuto come li ho provocati?” Io: “molto, sei particolarmente troia stasera” Lei: “Si ma troia per te” con quegli stivali era davvero troia invece di solito le decolteè le davano il tocco di eleganza, ma poco dopo sentimmo il citofono.
Era mio fratello, noi ci siamo ricomposti un’attimo e Michela era andata in bagno a darsi una rinfrescata al trucco, salutai mio fratello e lui mi chiese di Michela, gli avevo spiegato che era in bagno intanto noi potevamo metterci un’attimo in soggiorno. Nell’attesa parlammo di come poteva avvenire, io: “non so come si comporterà Michela, però mi raccomando non entrare troppo presto, sai rimane sempre la mia ragazza” Lui: “certo, non ti preoccupare voglio solo non spaccare il secondo ma avere il tempo di ambientarmi” io: “se così lo vuoi chiamare” Lui: “dai tranquillo, lo faccio per il vostro bene” intanto sentimmo i tacchi avvicinarsi.
Arrivò con l’accappatoio sopra ma sotto aveva ancora gli stivali e noi sorpresi abbiamo detto: “e tu con l’accappatoio?” Michela: “non volevo far vedere tutto, allora il look di stasera è...” fece scivolare a terra l’accappatoio, aveva ai piedi gli stivali loubutin che la facevano proprio troia, le calze che io sapevo che erano autoreggenti, la gonna che ci separava dal vedere tutto l’intimo, la maglietta trasparente che non nascondeva nulla anzi la rendeva più sexy, lei intanto con il gilet aperto si divertiva a mostrare e coprire le tette sotto alla maglietta, Michela: “Che avete visto un fantasma? Andiamo in camera?” La seguimmo come due automi, poteva farci quello che voleva quella sera.
Con quegli stivali mettendo un passo davanti all’altro, guardare la gonna muoversi dal suo sfiancare mi faceva impazzire ma quello è stato l’apice del momento di tensione per me, entrati in camera mi sono messo seduto sulla poltrona, lei prese per mano mio fratello e con una spinta lo buttò sul letto, Michela: “dato che l’ultima volta sei scoppiato troppo presto, oggi ti scalderai qui” Michela inaspettatamente si piegò verso di lui, avvicinò la faccia a lui, avevo paura che si baciassero ma alla fine lei si allontanò portandosi con se e tirando giù i pantaloni di lui, ho avuto un sussulto al cuore ma allo stesso tempo me lo sentivo pulsare, Michela: “ah le mutande quando ti senti pronto, vuoi una mano anche per quelle?” Mio fratello: “emmm si?” Sembrava più una domanda che un’affermazione, Michela fece una piccola risatina e si avvicinò ancora di più, ma con il viso praticamente attaccato al corpo passò dal petto all’addome e tenendo il viso molto vicino al cazzo di mio fratello gli sfilò le mutande, appena uscita la cappella lei alzò solo lo sguardo su di lui tenendo la boca vicino alla cappella, lei si leccò le labbra, Michela: “ah ma oggi siamo già pronti?” Mio fratello: “eh eh, come si fa con te?” Lei si allontanò lasciando lui sul letto, per un’attimo avevo pensato che se lui sbatteva il pene verso di lei, lei lo avrebbe preso in bocca, ma non lo fece, questo mi faceva fidare di tutti e 2. Michela con mio fratello seduto, lei iniziò a sfilarsi il gilet, e iniziò a massaggiarsi le tette dalla maglietta trasparente, Michela: “ti piace questa maglietta?” Lui: “un sogno” Michela: “siete proprio tutti uguali, ma adesso aiutami con la zip” lei si girò e con le gambe poco piegate avvicinò il suo culo verso di lui, indicandogli la zip laterale alla gonna, lui avvicinò le dita e aprì la zip delicatamente, praticamente una volta aperta la zip, scivolò la gonna via e quando si rimise in piedi davanti a lui frontalmente giocava con gli elastici del perizoma col filo sottile, aveva tutto il perizoma dentro alla figa, Michela: “hai visto come si mangia le mie mutandine? È affamata, vediamo se stasera ce la fai” Lui fece cenni con la testa da impacciato, lei continuava a muovere i bordi del perizoma, fino a stringere la parte davanti e a tirarselo sempre più su e sempre più dentro la figa, si stava masturbando con il suo stesso perizoma davanti a lui, nonostante provavo un po’ di gelosia questa scena mi faceva scoppiare.
Lei continuò muovendo anche lentamente il bacino avanti e indietro e intanto con una mano teneva il perizoma stretto e faceva su e giù, sapevo che questo voleva dire solo una cosa, se lo sarebbe scopato in quel momento.
Lui continuava a segarsi come un forsennato.
Lei lo guardava negli occhi e il suo pene, lui la guardava tutta intensamente soffermandosi sulla figa.
Continuò questo movimento per buoni 3 minuti finché Michela: “che facciamo togliamo?” Mio fratello: “certo” Michela si girò e si piegò a 90 con le gambe tese, aspettando disse: “sai non ci arrivo da qui, mi aiuti?”
Mio fratello si alzò in piedi e avvicinandosi a Michela arrivò prima il cazzo e poi lui, l’aveva fatto apposta ma non dissi nulla, prima di sfilargli il perizoma gli aveva appoggiato il cazzo sulla figa che era ancora tutta aperta dal perizoma, Michela: “ah, così?” Lei inizio a ondeggiare il culetto, mio fratello iniziò a sfilare il perizoma piano piano, arrivarono prima gli elastici laterali giù, la parte in mezzo arrivò dopo dato che era incastrato dalla figa era come se gliela avesse stappata dal perizoma, lei adesso aveva piegato le gambe e ondeggiava lentamente il culo, mentre lei si accarezzava le tette e i fianchi, lui continuò a segarsi davanti a quella visione, Michela si girò e lo spinse di nuovo sul letto, abbiamo un letto alla giapponese abbastanza basso, lui aveva le gambe tese con la schiena appoggiata quasi sdraiato,
Michela: “adesso tienitelo fermo ma continua a segarti, hei e non fare sorprese” lui non stava capendo ma eseguiva gli ordini, Michela in quel momento si mise sopra di lui, con gli stivali arrivava a essere 1.80, gli disse a lui di uscire un po’ con il bacino al bordo, lui lo fece velocemente e impacciamente e chiuse le gambe aiutato dalle mani di lei, lei era a gambe aperte poco piegate, con la figa proprio sopra alla cappella,
Michela aveva iniziato ad aprirsi la figa e disse ”Tienilo bene, e non fare come l’ultima volta” lui se lo tenne alla base smettendosi di segare, Lei iniziò a scendere, stavo avendo un colpo al cuore, era lei che se lo sarebbe infilato? Ci aspettavamo tutti questo, ma lei si fermò sulla cappella e iniziò di nuovo a ondeggiare il bacino avanti e indietro, la vedevo dai muscoli che non era comoda come posizione ma era stupenda, mio fratello iniziò di nuovo a segarsi e intanto strusciava la cappella tra le labbra della figa, lei muoveva la testa verso l’alto, si toccava la pancia e il collo e intanto continuava questo movimento pelvico, vederla in quella posizione con gli stivali autoreggenti e maglietta trasparente sembrava un porno di lusso.
Michela continuava a farsi strusciare la cappella tra le grandi labbra della figa e si faceva toccare anche il clitoride, a lei gli stava piacendo.
Michela: “attento a non venire eh, guarda che se ti senti pronto iniziamo” Lui fece cenni con la testa e sembrava che si stava posizionando meglio per penetrarla ma lei si allontanò, fece alzare lui e si mise a pecora, appoggiando il petto al letto e aprendosi con le mani le natiche, era oscenamente esposta a lui, lui prese il bacino si avvicinò piano ed entrò con un colpo secco, Michela “ahhhhhh, oh fai piano eh, che credi?” Lui si scusò: “ eh è stato istintivo, scusami” Michela fece un sorriso e un cenno come per dire bravo intanto lui la stava penetrando piano, Michela accellerò lei il ritmo, aveva riportato le mani sul letto e si aiutava a spingersi verso di lui, lui seguì il ritmo, la stava scopando. Un colpo, due colpi, tre colpi, lei aveva gli occhi chiusi e si mordeva il labbro inferiore, i capelli erano mossi dal suo movimento avanti e indietro, mio fratello continuò a spingere, mi sembrava un’eternità quel momento, avevo la sensazione che mi fratello si tratteneva per godersi il più possibile quel momento, lei spingeva sempre più forte e lui di conseguenza, lei non riusciva a trattenere i gemiti che si morse il suo braccio continuando a fare dei versi tappati, mio fratello disse sto per arrivare e aumentarono ancora di più il ritmo, tutto questo durò almeno 30 secondi, lui si stava trattenendo fino all’ultimo, lei a quel ritmo stava godendo come una troia, non fece in tempo a dire “riempimi” che lui grugnendo venne dentro, il suo orgasmo durò un po’, Michela “oddio oddio oddio” andando a sfumare piano piano e lui si accasciò sopra di lei, rimasero 1 minuto circa col fiatone uno sopra l’altro, sembrava un’eternità, poi lui uscì e disse: “non me l’aspettavo ma grazie ragazzi” si sistemò e andò in bagno a pulirsi, io accarezzavo la testa di Michela che intanto si era sdraiata più comoda e con mio fratello ci siamo salutati velocemente.
Ci coccolammo dopo, avevamo una bella sensazione, i giorni a seguire eravamo molto positivi, con più vitalità ma dopo due settimane a Michela erano arrivate le mestruazioni, pensavamo di stare apposto ma non era così, valutammo con Michela un’altra possibilità ma ve ne parlerò nel prossimo capitolo
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