L'inseminazione naturale, L'inizio della storia

scritto il 2026-11-04 tempo di lettura 12 min

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Prime esperienze, Sentimentali, Tradimenti
cura
A−

Ciao, siamo una coppia reale e quello che vi raccontiamo è la storia della nostra vita, modificheremo nomi e città, nonostante tutto i nostri amici stretti se ci leggeranno capiranno chi siamo abbiamo deciso di raccontare questa nostra parte di vita accaduta circa 10 anni fa, ad oggi siamo più grandi, consapevoli della nostra sessualità e chissà se avremmo fatto le cose diversamente.

Iniziamo, io sono Stefano e la mia compagna Michela, ai tempi del racconto avevamo circa 30 anni, una coppia raccontata da tutti come belli, ed effettivamente erano i nostri migliori anni anche se ad oggi non ci facciamo parlare dietro, io 1.80 fisico asciutto e scolpito dalla palestra, lei 1.70 mora, capelli lunghi mossi e due occhi color nocciola, anche lei fisico scolpito in palestra ma non muscolosa, ma abbastanza definita con un culo bello tondo formoso e morbido. Ci piace la palestra, la moda e partecipiamo a molti eventi mondani. Abbiamo un lavoro che porta molta visibilità e difficilmente passiamo inosservati, tutti e due abbiamo avuto abbastanza esperienze sessuali quindi a letto abbiamo pochi limiti, ci piace farlo sia forte che più romantici, il suo punto forte sono i pompini anche se sembra una santa lo prende in gola in un modo magistrale, poterle tenere la testa e dare colpi di inguine è la goduria massima e a volte è proprio lei a chiederlo tenendomi dai glutei e spingendomi sempre più in fondo nella sua gola. Non abbiamo mai pensato ad altre persone durante i nostri giochi ma quel periodo ci cambiò la vita.

Partiamo dall’inizio come molte coppie della nostra età cercavamo una famiglia, tutti i nostri amici festeggiavano gender reveal, battesimi e noi dopo un’anno che ci provavamo, qualcosa iniziava a non andare più anche nella coppia, stavamo diventando cupi, incapaci di affrontare l’argomento.
Da una coppia molto attiva socialmente stavamo diventando sempre più chiusi, finché una sera a letto ne parlammo, avevamo deciso di farci fare i controlli tutti e due e ahimè il risultato è stato distruttivo per me, sparavo praticamente a salve e invece lei era perfetta. Questo ci porto ad un’anno pieno di visite valutazioni tra adozioni e inseminazione artificiale, avevamo il vomito di questi ambienti, non faceva per noi, non sentivamo la scintilla.

Un giorno lei tornò da un aperitivo con le amiche con un’idea nuova, l’inseminazione naturale, dopo l’ultimo anno passato in posti freddi ospedalieri o uffici di valutazione dove ci sentivamo sotto esame questa era una sensazione di calore, di naturale, chiaramente la gelosia non era ancora arrivata come sensazione. Abbiamo passato i giorni seguenti a parlarne e valutare le varie possibilità, avevamo 2 strade qualcuno che conoscevamo o uno sconosciuto su internet. Abbiamo provato a mettere diversi annunci, come foto del profilo ci presentavamo come coppia con le facce coperte, ci hanno riempito di richieste, nella foto stavamo uscendo per una serata, io elegante e lei aveva un paio di decolte, collant e vestito molto corto, pensiamo che su quello che si trovava nelle varie piattaforme noi eravamo un sogno erotico.
Abbiamo approfondito la conoscenza con 2 persone, ci scambiavamo i messaggi 1 ora al giorno, ci mettevamo al computer come due adolescenti, discutevamo delle modalità forse anche incoscientemente che tutto quello poteva essere reale, ne chattavamo come se fosse solo una fantasia, ma avevamo 2 priorità, la prima che non fosse un’atto sessuale e la seconda che non ci doveva essere futuro contatto con questa suddetta persona.

Con tutte e queste due le persone abbiamo approfondito al punto di mandare altre nostre foto con la faccia coperta, mi ricordo 1 in vacanza in costume e 2 in palestra lei con i leggings che non nascondevano nulla, loro hanno espresso un estremo interesse verso la mia Michela, nonostante qualcosa provocava dentro in me, ci siamo tirati indietro, sapevamo che la richiesta di non fare un atto sessuale si sarebbe sfumato quando ci avrebbero visto, lei è troppo bella, solo uno stupido non si sarebbe approfittato, e loro non sono stati bravi a nascondere questo desiderio.
Noi poi abbiamo fatto la lista delle persone che conosciamo ma anche li nessuno ci convinceva sembrava troppo rischioso.

Ormai un po’ rassegnati, durante natale mentre giocavamo con i nostri nipoti e vedendo mio fratello quanto era bravo con loro ci provocò sia invidia che un’illuminazione, in fondo aveva i miei stessi geni, era anche la persona che se proprio dovevo donare Stefania mi avrebbe provocato meno gelosia, nel limite del possibile, sicuramente ho notato qualche sguardo sulle cosce di lei negli anni, ma era davvero inevitabile su una ragazza così bella e comunque non ha mai dato quello sguardo di troppo anzi ha resistito fin troppo, mai una battuta fuori posto, ne parlammo dopo capodanno di questa possibilità, lei non era proprio sicura perchè stavolta la possibilità si stava facendo più concreta di altre volte, alla fine avevamo tutti e 2 paura che potesse cambiare qualcosa nel nostro rapporto, per non trarre una conclusione affrettata ci siamo riaperti alla possibilità di uno sconosciuto, quindi avevamo deciso per un’incontro conoscitivo anche solo per valutare meglio. Fissammo l’incontro per fine gennaio, faceva ancora molto freddo, ci eravamo dati appuntamento in un bar sotto ai portici, la mia lei si era messa tacco a spillo 12, pantaloni tailleur, giacca e camicia, sopra coperto da un trench, era molto elegante ma non porca, non volevamo fraintendimenti.

Durante questo incontro lui sorrideva e ammiccava molto a Michela, lui alla vista di lei si è stampato un sorriso a 32 denti, non si aspettava questa bellezza e l’ha riempita di complimenti, lui non rientrava nei canoni nostri nonostante fosse un bell’uomo sulla 40ina, abbiamo avuto la sensazione che lui fosse più interessato a lei che alla donazione, imbarazzati dalle domande che faceva sempre più intime ce ne siamo andati, quando è arrivato sopratutto al punto di chiedere di solito quanto lei si bagna e che dobbiamo farlo accadere (cosa che capiremo più in la) a noi sembrava troppo, ce ne siamo andati.


Per sanvalentino abbiamo deciso di regalarci un appuntamento romantico in quel periodo molto buio e di indecisioni, abbiamo prenotato una cena in un ristorante elegante e subito dopo uno spettacolo teatrale, lei si era preparata proprio bene, vestito con parti in trasparenza in pizzo, intimo striminzito rosso, autoreggenti e decoltè loubitin, in teatro lei teneva la giacca sulle gambe, io ho approfittato per tutto lo spettacolo a toccarle le cosce e quel bordo in pizzo, a casa abbiamo avuto una nottata molto focosa, l’abbiamo fatto almeno 3 volte, sfiniti ci addormentammo. Il giorno dopo avevamo ripreso il discorso di mio fratello dato il buon umore della serata, avevamo deciso di provare ma non senza precauzioni, volevamo fare una scrittura privata davanti a un notaio, volevamo assicurarci che lui non chiedesse di essere un genitore per nostro figlio, doveva nascondere il segreto per sempre.

Sentimmo avvocati e notai, eravamo sempre più decisi che fosse la scelta migliore tra tutte le scelte, la paura cresceva sempre di più. Invitammo a cena mio fratello e ne parlammo, lui rimase spiazzato, la richiesta era chiara, un’atto non sessuale quindi masturbazione e solo all’ultimo sarebbe entrato dentro di lei, e da li basta si doveva dimenticare per sempre di questa storia, lui se ne andò ma stavolta avevo notato uno sguardo diverso andandosene, si guardò Michela dall’alto al basso e poi ci lasciò con il dubbio se accettava o meno, nonostante lei era vestita da casa potevo capire il perchè di quello sguardo, aveva una vestaglia trasparente, sotto dei leggings leggeri e maglietta, ai piedi dei sandali con un piccolo tacco che usa da casa ma che la rendono estremamente sexy, notai lei sorridergli ma senza nessuna malizia.

Dopo giorni si fece sentire e ci disse che andava bene, ma che non doveva saperlo ne la moglie ne la nostra famiglia e questo era anche il nostro desiderio, noi eravamo tesi e contenti allo stesso tempo, fissammo il giorno del notaio.

Quel giorno ci eravamo dati appuntamento in centro, l’ufficio era molto bello, con mobili e soffitti antichi, lei veniva direttamente dal lavoro e anche io, ci siamo incontrati direttamente li, lei è arrivata com un trench beige aperto, ai piedi tacco a spillo elegante, collant scuri, taileur con gonna poco sopra al ginocchio, era davvero bellissima impreziosita anche da orecchini e collane eleganti, era difficile non guardarla e io ero molto fiero, mio fratello ci salutò molto contento, durante la lettura del contratto dove cerano tutti i dettagli anche dell’atto della donazione eravamo abbastanza imbarazzati, stavo notando uno sguardo diverso in mio fratello, questa volta aveva soffermato lo sguardo sulle cosce di lei che sedendosi si era alzata un po’ la gonna scoprendo una parte di cosce, lei non ci fece molto caso, eravamo più tesi che altro, una volta firmato ci salutammo e avevamo deciso di incontrarci il giorno dopo, avevamo deciso che si sarebbe fatto a casa nostra, ci sentivamo più in controllo di tutto.

Perché subito il giorno dopo? Volevamo seguire l’altalena delle nostre emozioni, non volevamo rimuginarci troppo, era stato praticamente un’anno di alti e bassi per arrivare a questo momento e da una parte ci sentivamo pronti, l’attesa ci avrebbe fatto venire più dubbi.

Andammo al lavoro normalmente tutti e due e ci incontrammo a casa quasi orario serale, lei si buttò in doccia, io ero sempre più teso, alla fine non sai mai come può andare, dopo la doccia decisi di togliermi ogni dubbio chiedendo a lei cosa avrebbe indossato, lei mi disse non ti preoccupare, non farò nulla che sia fraintendibile, non voglio assolutamente che diventi una cosa sessuale, ma lei non sapeva che involontariamente lei lo era sempre sexy. Si impegnò molto per non esserlo, scelse delle pantofole senza tacco, una tuta larga e felpa e leggero trucco, era comunque bellissima, arrivò l’orario del dopo cena e mio fratello suonò spaccando il secondo, quando ci vide probabilmente un po’ ci era rimasto male vedendo Michela vestita così, di solito anche quando era da casa era davvero sexy, nonostante questo si fece venire un gran sorriso e ci salutò calorosamente.

Ci mettemmo seduti e abbiamo discusso delle modalità, le sapeva già ma era giusto chiarircelo per evitare malintesi, lui si sarebbe masturbato fino all’apice e quando era pronto sarebbe entrato dentro di lei, lei si sarebbe tolta pantaloni e mutande all’ultimo, lui doveva rimanere dentro per circa un minuto dopo l’eiaculazione e poi si sarebbe tolto, per sdrammatizzare ci siamo dati una stretta di mano dicendo affare fatto, la tensione era alta e tutti e 3 avevamo fatto una risata nervosa.
Ci spostammo in camera, io mi sono seduto dove cerano i cuscini, Michela si era appoggiata a letto in un simil pecorina ad attendere, Mio fratello in piedi dietro di lei, un po’ in imbarazzo, dato che lo guardavamo tutti e due ci disse che si sentiva più a suo agio a iniziare fuori dalla stanza, noi accettammo e l’abbiamo lasciato uscire dalla stanza, abbiamo atteso per buoni 10 minuti, sembravano non passare mai, a un certo punto lui bussa e dice di essere quasi pronto, entra in stanza con il pene in mano, quasi duro, noi lo guardammo, e lui con la faccia impegnata ci disse aspettate un’attimo e ricominciò a masturbarsi molto prepotente, a Michela cadeva lo sguardo verso il suo pene, non sapevo cosa pensasse lei, ma continuava a guardarlo, lui cercava di guardare il vuoto ma dopo altri 10 minuti ci disse che era pronto ma lo vedevamo che non era durissimo, ci provammo lo stesso, Michela si tirò giù la tuta fino alle ginocchia e anche le mutande, aveva scelto un tanga in cotone dato che lei non ha mutande normali nell’armadio, quelle erano le più normali, si sfilò le mutande fino a raggiungere la tuta, mio fratello si morse le labbra davanti a quella visione, inaspettatamente si avvicinò verso Michela e tenendoselo in mano iniziò a strusciarlo sulle labbra esterne delle figa di Michela, io stavo provando della gelosia, mi alzai in piedi per vedere meglio, lui purtroppo non era durissimo quindi continuò a strusciare la cappella sulla figa, lei chiuse gli occhi, dopo un paio di minuti ci disse che così non ce la faceva e se ne andò lasciandoci senza parole, Michela era rimasta così era davvero bella in quella visione, aveva un culo marmoreo ma la tensione in quella stanza era davvero alta

Ne discutemmo dopo solo tra me e Michela e purtroppo eravamo d’accordo tutti e 2, abbiamo creato un’atmosfera fin troppo macchinosa, non c’era nulla di eccitante, noi avevamo sguardi di tensione verso di lui, lui si sentiva sotto esame, per di più Michela era asciutta allo sfregamento della cappella, mi confidò che forse con un po’ di saliva probabilmente sarebbe scivolato meglio dentro ma non voleva fare nessuna azione strana.

Ci riflettemmo tutta la notta, a colazione ne parlammo, ormai ci eravamo dentro a questa avventura e volevamo arrivare alla conclusione il prima possibile, tra le varie opzioni abbiamo subito escluso che io non ci fossi nella stanza, ma decidemmo che poteva essere una possibilità provocarlo un pochino per aiutarlo con la fantasia, così scaldato per bene poteva arrivare alla conclusione, il limite del non atto sessuale si stava assottigliando sempre di più, lei mi disse che comunque non si sarebbe toccata per rimanere comunque distaccata, quindi la scelta finì per provocarlo con i vestiti e spogliandosi piano piano, lasciarlo guardare finché non era pronto e provare ad entrare, lo chiamo io e gli raccontai tutto, lui era un po’ titubante data l’esperienza dell’ultima sera, ma dopo un po' si convinse che questo poteva essere un'altro tentativo

Al lavoro il tempo non passava mai e a pensare come si sarebbe vestita Michela mi veniva duro, aveva una gran collezione di vestiti ed ero molto curioso su come si sarebbe vestita




Continua…..
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