Su un'isola della Grecia
scritto il 2026-11-06 tempo di lettura 4 min
di
passionario
genere
Bisex, Trio
cura
A−
Una breve stradina sterrata portava dal campeggio alla spiaggia. Arrivati, a destra trovavi famigliole con bambini che giocavano, facevano il bagno, mangiavano. A sinistra, un po’ più avanti era il paradiso dei nudisti. Palme, salici piangenti, betulle, ombreggiavano corpi distesi sotto un sole infuocato. Il ristoro era un bagno nelle limpide acque della Grecia. Quel giorno c’erano due squadre di calcio miste ce correvano dietro un pallone a scacchi. Ragazzi e ragazze nude. Alcuni di loro con pendoli lunghi al ginocchio, altri che non avevano nulla da invidiare al pene d Davide di Donatello. Le ragazze esponevano le loro pucchiacche, alcune pelose, altre rasate, ma tutte con labbra carnose e gocciolanti. I loro bronzei seni sventolavano nella corsa da una porta all’altra. Correvano, cadevano, uno sull’altra, i corpi si intrecciavano, donne con donne, uomini con uomini, donne con uomini. Si rialzavano pieni di sabbia e via una corsa in acqua per uscire lucidi da quel mare incontaminato. Più in le coppie sotto in salice, uno vicino all’altro, qualche toccata, un bacio. Più in la due uomini sotto una palma coni loro cazzi penduli e disinteressati a quanto accadeva loro intorno. Di la due coppie che chiacchieravano mostrando indifferenza (finta ) ai corpi degli altri. Io e mio marito invece godevamo di quello spettacolo. Lui faticava a nascondere l’eccitazione ed aveva il cazzo un po’ sostenuto e gonfio. Ogni tanto gli scendevano goccioline di sperma. La vista di quelle ragazze lo eccitava moltissimo, ma sono sicura che non disdegnasse neanche quei cazzi sventolanti. E quelle scene bucoliche dei due amanti che si baciavano e si carezzavano, destavano in me ammirazione e goduria. Ero tentata di allungare la mano sul cazzo di mio marito, ma mi trattenevo. Non era bello chiavare in pubblico. Il senso del pudore era forte. Tanto la sera avremmo recuperato.
Venne da dietro, senza pudore. Aveva un cazzo enorme e duro, un obelisco ostentato con orgoglio. Si distese accanto a noi e chiese informazioni sulla spiaggia, sugli isolotti di fronte, sulle dune e su posti isolati dove esercitare un rapporto sessuale indisturbati. Voleva venire li con la sua ragazza il giorno dopo. Poi chiese a mio marito cosa ne pensasse della spiaggia dei nudisti, le nostre impressioni su quei ragazzi e quelle coppie sparse sulle dune. Mio marito espose senza ritegno il suo piacere, la voglia di sesso che scaturiva da quei corpi. E fu molto esplicito, anche il suo cazzo lo perturbava. Allora lui mi chiese: signora le piace il mio sesso? Divenni rossa, balbettai che non sapevo, che forse era piacevole. Se volete, lo possiamo provare dietro qualche duna. Ci alzammo tirammo su gli asciugamani e ci dirigemmo nell’entroterra, al riparo dalle dune. E fu li che io non resistetti. Mi inginocchiai e glielo presi in bocca. Gli feci un bocchino con i fiocchi. Gli leccai le palle e raggiunsi il buco del culo. Mio marito disorientato, imbarazzato fingeva di guardare oltre. Allora lui sfilo il cazzo dalla mia bocca e lo offri a mio marito, che lo prese in mano e cominciò a masturbarlo. Ma lui gli fece capire con delicatezza che avrebbe dovuto inginocchiarsi ed assaporare il suo cazzo. Mio marito ubbidì. Lo prese in bocca e vidi che godeva nel fargli il bocchino. Ancora lui glielo sfilò, mi distese sulla tovaglia e mi penetrò. Esplosi in un orgasmo violento pieno di squirting. Lui mi riempi la vagina col suo sperma caldo. Si sfilo, invito mio marito a leccare la mia fessa e bere il suo sperma. Succhio avidamente quel miele delizioso e lo inghiottì. Ma era eccitato al massimo, vedevo il suo cazzo che quasi esplodeva. Mi stava per penetrare, ma lui lo fermò. Si mise pecoroni e chiese a mio marito di incularlo. Non se lo fece ripetere. Fu facile entrare in quella caverna sfondata da chissà quanti cazzi. Il suo cazzo scivolava ed esplose in una valanga di sperma che riempi tutto il suo culo e l’intestino. Si sfilò. Lui mi chiese di leccargli il culo. Leccai e bevvi lo sperma di mio marito.
Ritornammo esausti in spiaggia e ci demmo appuntamento per la sera nel nostro camper.
Venne da dietro, senza pudore. Aveva un cazzo enorme e duro, un obelisco ostentato con orgoglio. Si distese accanto a noi e chiese informazioni sulla spiaggia, sugli isolotti di fronte, sulle dune e su posti isolati dove esercitare un rapporto sessuale indisturbati. Voleva venire li con la sua ragazza il giorno dopo. Poi chiese a mio marito cosa ne pensasse della spiaggia dei nudisti, le nostre impressioni su quei ragazzi e quelle coppie sparse sulle dune. Mio marito espose senza ritegno il suo piacere, la voglia di sesso che scaturiva da quei corpi. E fu molto esplicito, anche il suo cazzo lo perturbava. Allora lui mi chiese: signora le piace il mio sesso? Divenni rossa, balbettai che non sapevo, che forse era piacevole. Se volete, lo possiamo provare dietro qualche duna. Ci alzammo tirammo su gli asciugamani e ci dirigemmo nell’entroterra, al riparo dalle dune. E fu li che io non resistetti. Mi inginocchiai e glielo presi in bocca. Gli feci un bocchino con i fiocchi. Gli leccai le palle e raggiunsi il buco del culo. Mio marito disorientato, imbarazzato fingeva di guardare oltre. Allora lui sfilo il cazzo dalla mia bocca e lo offri a mio marito, che lo prese in mano e cominciò a masturbarlo. Ma lui gli fece capire con delicatezza che avrebbe dovuto inginocchiarsi ed assaporare il suo cazzo. Mio marito ubbidì. Lo prese in bocca e vidi che godeva nel fargli il bocchino. Ancora lui glielo sfilò, mi distese sulla tovaglia e mi penetrò. Esplosi in un orgasmo violento pieno di squirting. Lui mi riempi la vagina col suo sperma caldo. Si sfilo, invito mio marito a leccare la mia fessa e bere il suo sperma. Succhio avidamente quel miele delizioso e lo inghiottì. Ma era eccitato al massimo, vedevo il suo cazzo che quasi esplodeva. Mi stava per penetrare, ma lui lo fermò. Si mise pecoroni e chiese a mio marito di incularlo. Non se lo fece ripetere. Fu facile entrare in quella caverna sfondata da chissà quanti cazzi. Il suo cazzo scivolava ed esplose in una valanga di sperma che riempi tutto il suo culo e l’intestino. Si sfilò. Lui mi chiese di leccargli il culo. Leccai e bevvi lo sperma di mio marito.
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