Come ho scoperto il sesso

scritto il 2026-11-05 tempo di lettura 9 min

di
genere
Incesti, Tradimenti, Voyeur
cura
A−

Sono Marco, ho quasi 50 anni. Voglio raccontarvi i segreti di mia madre e come ho scoperto il sesso.
I fatti che vi narro risalgono a quando ero un giovanotto. Ma prima vi devo raccontare dei miei genitori.
Mio padre figlio unico, viveva insieme alla madre che faceva la casalinga, il padre che si occupava dei terreni e uno zio giovane "nel senso non era sposato". Essendo figlio unico tutti i sacrifici fatti erano per lui, lo fecero studiare e dopo il diploma vinse il concorso per lavorare sul comune del paese come geometra. Fisico classico da impiegato, basso panzuto e con occhiali.
Mia madre invece primogenita di 6 figli, madre casalinga, padre operaio, "quindi si può dire che sopravvivevano invece di vivere". Alta (molto più di mio padre), magra, culetto sodo e a forma di pera, quarta di seno anch'esso duro con capezzoli belli grossi e lunghi con un aureola non troppo grande ma scura, strano per una carnagione chiara come la sua.
Sotto consiglio della madre incominciò a farsi notare da mio padre, a detta della nonna anche se era bruttarello era un buon partito e con lui avrebbe fatto la signora.
Si iniziarono a frequentare e dopo 2 anni si sposarono.
Subito dopo il matrimonio nacqui io.
Ora passiamo a quando risalgono i miei primi ricordi nel merito.
Vivevamo in una cascina in campagna, di proprietà dove a fianco c'erano le stalle dove lo zio di papà la mattina prendeva le bestie e le portava al pascolo per poi tornare nel pomeriggio. Mia mamma faceva la casalinga, papà sempre sul comune.
Verso quel periodo iniziavo ad avere i primi pruriti sessuali. Cercavo sempre di vedere tra le coscie di mamma, oppure la spiavo quando andava in bagno. Lei indossava sempre gonne larghe a metà polpacci, mi piaceva quando andava in bagno perché si alzava la gonna e si sedeva (non portava mai le mutande), quando faceva la pipì aveva l'abilità di far cadere lo scroscio direttamente nell'acqua del water e quel rumore mi mandava in estasi, altra abitudine che aveva era alzarsi inpiedi e asciugarsi la figa, ma lo faceva in modo strano, quando passava la carta sembrava che infilava le dita dentro, forse era una mia impressione perché anche se era bionda con la carnagione chiara aveva una figa pelosissima e scura.
Mi piaceva spiarla quando scopava con papà, lei sempre sopra e papà disteso, lo cavalcava come un amazzone, per circa 5 minuti e quando lui aveva goduto si spostava e glielo puliva con la bocca. (Li vidi le dimensioni di mio padre, erano paragonabili ad un wurstell piccolo leggermente più lungo). Si giravano d fianco dandosi le spalle e si addormentavano.
La spiavo anche quando stavamo nell'orto o nei campi, lei si allontanava dicendomi che doveva fare pipì, io di nascosto la seguivo per spiarla. Lei si alzava la gonna, si accovacciava e vedere quella pioggia dorata mi eccitava. Adoravo quando andava a fare la pipì e c'era l'erba alta, doveva stare semi accovacciata e io da dietro potevo ammirare meglio e mi eccitava tanto quel pelo nero e luccicante perché bagnato.
Un altro episodio stavamo davanti casa, io stavo giocando un pò distante, vedo lei uscire con in mano da un lato una cesta con del mais da sgranare e dall'altro lato uno sgabello, posa il tutto perterra davanti casa, sistema le due cose e poi rientra, riesce fuori con un oggetto che aveva una base circolare piatta e un manico (che io non riuscivo a cingere con una mano, lungo all'incirca 20 cm), lei lo posiziona sullo sgabello, si alza leggermente la gonna per farla passare dietro lo sgabello e si abbassa per sedersi. Nel farlo si porta una mano in mezzo alle gambe sotto la gonna, quando arriva all'altezza del manico se lo guida nella figa e piano piano scende, fin ad arrivare con il culo a toccare lo sgabello. Si sistema la gonna, alza la testa chiude gli occhi e inizia a sospirare per qualche secondo, poi riapre gli occhi e inizia a sgranare il mais. Mentre fa questo lavoro, vedo che ondeggia e ogni tanto fa dei saltelli. Io ormai avevo capito che si stava masturbando. Per vedere più da vicino mi avvicinai con una scusa. Lei come se niente fosse mi dava a parlare, vidi che sotto allo sgabello la terra era umida e anche la veste davanti all'altezza dei polpacci aveva una chiazza che gocciolava fino a terra. Poi lei con una scusa mi mandò via. Quando aveva finito si alzò e la prima cosa che faceva era riportare l'attrezzo del piacere dentro al suo posto.
Questo gioco lo faceva sempre.
Una volta mentre stava sul suo totem arrivò lo zio, portò le bestie nella stalla e andò verso mia madre, lei non si accorse di niente, continuò ad ondeggiare sul suo totem. Lo zio prese uno sgabello e si mise difronte a lei per aiutarla a pulire la verdura. Lei era diventata rossa in viso, ma lo zio face finta di niente. Ad un tratto prese il suo bastone che portava sempre con sé e con la punta alzò leggermente la veste e vide cosa stava succedendo lì sotto. Mia madre ormai scoperta si tirò su la veste fino ad appoggiarla sopra le ginocchia. Lo zio rimase con lo sguardo fisso sulle intimità di mamma per alcuni secondi, poi girò il bastone e con il manico iniziò a giocherellare con la figa, dopo un pò vidi che mamma iniziò a spruzzare come se facesse pipì. A quel punto lo zio la prese per un braccio e la portò nella stalla. Io subito li seguii. Passando accanto allo sgabello mi venne naturale toccare il totem e notai che era umido e con della roba appiccicosa trasparente sopra, sembrava bava di lumaca. Arrivato ad una finestrella che dava nella stalka, vidi lo zio di spalle e mamma accovacciata che gli faceva un pompino. Poi lo zio la tira su la fa girare la piega gli alza la gonna e gliela gira sulla schiena, si porta la mano in mezzo alle gambe e lo infila nella figa di mamma. Non si scambiavano parole si poteva solo sentire il respiro pesante e i lamenti di goduria di mia madre. L'atto durò parecchio circa 30 minuti. Quando lo zio godette gli sborrò in figa. Si spostò da dietro mamma e si girò, li vidi due cose sconvolgenti, mamma a 90 gradi con una figa rosso sangue con della roba biancastra e si vedeva che era rimasta aperta, spostai lo sguardo e vidi il pisello dello zio, era enorme, era quasi lungo quanto il mio avambraccio ma molto grosso potrei fare il paragone con una bottiglia di birra da 33cc un pò più grande. Ritornai con lo sguardo da mamma e lei era sempre a 90 gradi e si poteva vedere la sua figa pulsare e man mano rinchiudersi. Poi lo zio si mise davanti a lei per farsi pulire il cazzo.
Io a quel punto mi allontanai.
Quando uscirono lo zio andò via e mamma tornò a pulire la verdura, ma questa volta senza sedersi sul totem.
Mamma tutti i giorni aspettava che lo zio tornasse dal pascolo, come entrava nella stalla lei lo seguiva e a sua volta anche io. Non tutte le volte scopavano a volte amoreggiavano o si palpavano, altre volte parlavano solamente.
Un altro episodio dove lo zio porta le bestie nella stalla, mamma lo segue e a ruota anche io per spiarli. Vedo mamma che gli sta succhiando il cazzo avidamente, lui la fa alzare gli alza la veste e la spoglia, la fa stendere su una balla di fieno a pancia in su, gli piega le ginocchia e la tromba alla missionaria, quando sta per sborrare lo sfila e lo appoggia sul ventre, senza toccarlo inizia a schizzare, i primi schizzi gli arrivano in faccia, poi sul seno e sulla pancia. Mia madre lo guardava con un leggero sorriso. Io non avevo mai visto tanta sborra. Poi lo infilò dinuovo nella figa e iniziarono a baciarsi finché non uscì il pisello moscio dalla figa. Mio zio si staccò e continuò a fare le sue faccende, mamma si rivestì e tornò in casa. La cosa che mi stupì e che non si lavò nemmeno quando arrivò papà. Gli stava accanto con la sborra dello zio addosso. L'unico che se ne accorse era il cane che cercava di leccare la mamma dappertutto.
Un giorno di domenica papà si era calato con una scala nella cisterna dell'acqua per pulirla, mamma lo guardava da sopra, perché essendo un posto chiuso e claustrofobico se fosse successo qualcosa sarebbe intervenuta. Io ero più distante a giocare dietro la legna.
Vedo arrivare lo zio, si avvicina al pozzo si abbassa dietro la mamma, gli alza la gonna e gli infila la testa in mezzo alle gambe, mamma sta al gioco, poi si alza si posiziona dietro e la scopa a pecora. Nel frattempo mamma mentre gode ha la capacità di parlare con papà senza che egli si accorgesse cosa stesse succedendo. Quando lo zio finì, si appoggiò al bordo del pozzo con ancora il cazzo penzoloni. Mamma subito disse: è arrivato lo zio ore c'è lui qui io ne approfitto per fare un caffè vado in casa. Invece si alzò la gonna, si accovacciò e prese il cazzo dello zio in bocca, anche se era moscio lei lo teneva con il grande di fuori e lo succhiava avidamente. Ad un certo punto, mentre giocava con il cazzo iniziò ad urinarie e nel mentre gli usciva roba biancastra dalla figa. Dopo un dieci minuti andò in casa a fare il caffè.
Come potete immaginare mamma rimase incinta, e nacque un maschio molto probabilmente figlio dello zio, ma papà non sospettava niente.
Dopo il parto mamma divento ancora più bella con quelle tettone piene di latte. Adoravo quando lo zio la scopava a pecora con le tette che ballonzolavano e ad ogni colpo ricevuto in figa le tette si scuotevano e gocciolavano latte. A volte se scopavano prima che lei allattasse il latte sgorgava a spruzzo.
La mia infanzia e gioventù l'ho trascorsa spiando mamma, fin quando non mi sono fidanzato e poi sposato con Angelica.
Ma questo è un altro racconto.....
219
visite
0
voti
valutazione
0
il tuo voto

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Una moglie per due (continuo)

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.